Giava la Grande (o «la grande isola di Giava»; in francese: Jave la Grande) era, secondo Marco Polo, la più grande isola del mondo; la sua controparte, «la piccola Giava», era l'isola oggi nota come Sumatra, che prende il nome dalla città di Samudera (l'attuale Lhokseumawe), situata sulla sua costa settentrionaleMarco Polo, Milione: il Milione nelle redazioni toscana e franco-italiana, Le Divisament dou Monde, Gabriella Ponchi (ed.), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982, p.540, Cap.clxiii, "La grant isle de Java"..
Primi riferimenti A causa dell'errore di un copista nel III libro del Milione di Marco Polo, quando il veneziano parla di una rotta che dal Champa conduce verso meridione, il nome Champa venne sostituito da Giava, e di conseguenza Giava la Piccola si trovò situata 1300 miglia a sud di Giava la Grande, invece che del Champa, sulla Terra Australis o nei pressi di una sua propagginePaul Pelliot, Notes on Marco Polo, Paris, Imprimerie Nationale, 1963, Vol. II, p. 769; James R. McClymont, "The Theory of an Antipodal Southern Continent during the Sixteenth Century", Report of the Fourth Meeting of the Australasian Association for the Advancement of Science, Hobart, January 1892, Hobart, the Association, 1893, pp. 442-462..
Come ha spiegato Sir Henry Yule, editore di un'edizione inglese dei Viaggi di Marco Polo: «Alcuni geografi del XVI secolo, seguendo le vecchie edizioni che volevano i viaggiatori a sud-est di Giava, nella terra di Boeach (o Locac), introdussero nelle loro mappe un continente situato in quella posizione»Sir Henry Yule (ed.), The Book of Ser Marco Polo, London, Murray, 1921, Vol. II, pp. 276-280..
La cosmografia di Jean Alfonse Giava la Piccola venne identificata come un'isola (l'attuale isola di Giava) dal navigatore e cosmografo franco-portoghese Jean Alfonse nel suo libro La Cosmographie (1544), ma secondo lui Giava la Grande faceva parte del continente della Terra Australis, che si estendeva a tali latitudini fin dal polo antartico e dallo stretto di Magellano. In La Cosmographie, Alfonse definì La Grande Jave una propaggine del gigantesco continente australe, o Terra Australis: «Questa Giava tocca lo Stretto di Magellano ad ovest, e ad est la Terra Australis ... Stimo che la costa del Mare Oceano chiamata costa Australe si estenda verso est fino a Giava, verso la costa occidentale di questa Giava»"Cest Jave tient en occident au destroict de Magaillan, et en orient à la terre Australle ... J'estime que cest coste de la mer Occéane qu'est dicte coste Australle se va rendre en Oriant, à la Jave, du cousté d'occident de ladicte Jave". Georges Musset (ed.), Recueil de Voyages et de Documents pour servir à l'Histoire de la Géographie, XX, La Cosmographie, Paris, 1904, f. 150v, p 399. and f. 159r, p. 427. See also the entry on Alfonse in Dictionnaire de Biographie française, Paris, 1933, p. 1491.. Apparentemente in ossequio all'affermazione di Marco Polo secondo cui Giava la Grande era l'isola più grande del mondo, Alfonse dette il nome Jave Mynore all'isola di Giava e il nome La Grand Jave alla massa continentale posta a sud. Giava la Piccola di Marco Polo la chiamò Samatrez (Sumatra). In La Cosmographie (1544), Alfonse disse:
Cartografi successivi Questo concetto cosmografico venne mostrato sui mappamondi della metà del XVI secolo fabbricati dalla scuola cartografica di Dieppe, in Normandia, che in epoca successiva diedero origine all'idea che l'Australia potesse essere stata scoperta dagli europei molto prima che gli olandesi iniziassero a cartografare le sue coste nel 1606 o prima che James Cook mappasse la costa orientale nel 1770. Ciò è chiaramente visibile nella Lande of Java di Jean Rotz (1542), nella mappa di Dauphin o mappa harleyana (1547 ca.) e nel mappamondo di Pierre Desceliers (1546)Desceliers' 1546 mappemonde is held at the John Rylands Library, University of Manchester, and may be viewed at: rylibweb.man.ac.uk/specialcollections/guide/atoz/frenchms. La mappa di Alfonse de La Grande Jave mostra una sorprendente somiglianza con quella di Rotz.
Vincenzo Coronelli, sul suo Globo terrestre realizzato a Venezia nel 1688, dimostrò una certa incertezza riguardo alla localizzazione della Giava Minore di Marco Polo, osservando che mentre secondo alcuni poteva essere identificata con Sumatra, altri credevano che fosse Sumbawa o la Nuova Olanda. La sua iscrizione recita: «Diverse sono le opinioni dei Geografi riguardo alla posizione di Giava minore, alcuni la collocano sotto il Tropico del Capricorno, in accordo con ciò che Marco Polo scrisse nel lib. 3, cap. 13. Altri credono che sia Sumatra sulla base della distanza che gli è stata assegnata dallo stesso Polo, altri la prendono per l'Isola di Sumbawa, e alcuni altri, più moderni, per la Nuova Olanda. Noi, da così tante opinioni, non offriamo una conclusione definitiva sull'argomento, lasciando la disputa indecisa»"Della Giava Minore. Varie sono appresso li Geografi l'opinioni del sito della Giava minore, collocando la alcuni sotto il Tropico di Capricorno secondo quello, che Marco Polo Patrizio Veneto scrive nel lib. 3 cap 13. altri credendola la Sumatra per le distanza, che n'assegna il medisimo Polo, altri volendola per l'Isola Çumbava, e qualch'altra de piu Moderni per la Nuova Hollanda. Noi tra le tante varietà le pareri non terminando cos' alcuna, lasciano la contesa indecisa"..
In accordo con le edizioni non corrette dei Viaggi di Marco Polo, sul suo Globo terrestre del 1688 Coronelli scrisse sopra la parte settentrionale della Nuova Hollandia: «Alcuni credono che in questo luogo M. Polo abbia scoperto la Terra di Lochac e che 500 miglia più avanti siano state trovate l'isola di Pentan e il regno di Malaiur»"Credono alcuni scoperti in questo luogo da M. Polo il Paese di Lochac, e ch’avanzandosi 500. Miglia, trovasse l'Is. Pentã, et il Regno di Malaiur, dei quali non havendo sene contezza maggiore, oltre le relationi del med°. l. 2. C. 8. e. 9. raccolte da Ramusio nel 2. Vol.". Come risultato di questo errato collocamento a sud delle terre e delle isole descritte da Marco Polo, Coronelli e altri confusero Java Minor, il nome che Polo dà a Sumatra, con la Nuova Olanda (Australia). Questa confusione fu ancora maggiore nelle precedenti mappe degli anni '40 del XVI secolo, dove Java Minor e Java Major (Jave la Grande) furono rappresentate apparentemente in accordo con l'affermazione di Marco Polo secondo cui Java Major era «la più grande isola del mondo». Nelle mappe di Dieppe, Jave la Grande divenne parte del continente australe, la Terra AustralisRobert J. King, "The Jagiellonian Globe, Utopia and Jave la Grande", Globe Studies, No. 55/56 (2009, for 2007/2008), pp. 39-52..
I toponimi di Marco Polo Lochac (o Locach) è l'interpretazione data da Marco Polo al nome cinese (cantonese) Lo-huk, cioè quello che noi oggi indichiamo come il regno meridionale thai di Lavapura, o Louvo (dal sanscrito Lavo, l'attuale Lopburi, «città di Lavo», da Lavo, il figlio di Rama nella mitologia indù: Lavo in thai si scrive Lab, che si pronuncia Lop'h; da qui il nome Lop'haburī, o Lop'ha-purī (Lopburi)). Louvo venne annesso al Siam nel 1350G. E. Gerini, Researches on Ptolemy's geography of Eastern Asia (further India and Indo-Malay archipelago), London, Royal Asiatic Society, Asiatic Society Monographs vol. 1, 1909, p. 180.. All'epoca di Marco Polo Lopburi era una provincia dell'impero khmer, e il viaggiatore avrebbe potuto indicare con «Locach» la CambogiaWilliam Marsden, The Travels of Marco Polo, London, 1818, p. 362.. Furono probabilmente le guglie dorate di Angkor, la capitale dell'impero khmer, all'origine del commento che Marco fa sull'oro di Locach, piuttosto che la Lopburi della sua epoca.
Come riferì Zhou Daguan, l'ambasciatore inviato in Cambogia dalla corte yuan nel 1296: «Queste [torri dorate] sono i monumenti che hanno indotto i mercanti d'oltremare a parlare così spesso della "ricca e nobile Zhenla [Cambogia]"»Chou Ta-kuan 周達観 (Zhou Daguan, fl.1297), Customs of Cambodia 風土記 , transl. Paul Pelliot and J. Gilman d'Arcy Paul, Bangkok, Siam Society, 1993, p. 2.». L'imprigionamento, nel 1281, di un emissario mongolo ad opera del re khmer Jayavarman VIIIChou Ta-kuan 周達観 (Zhou Daguan, fl.1297), Customs of Cambodia 風土記 , transl. Paul Pelliot and J. Gilman d’Arcy Paul, Bangkok, Siam Society, 1993, pp.xviii-xix. "These [golden towers] are the monuments that have caused merchants from overseas to speak so often of 'Cambodia the rich and noble'"; ibid., p. 2. sarebbe stato un valido motivo per l'osservazione che Marco fa sulla disumanità della sua gente: disse che Locach «era un luogo così selvaggio che erano poche le persone ad andarci» e che «il re stesso non vuole che nessuno vi si rechi, o per spiare il suo tesoro o lo stato del suo regno». Marco notò inoltre l'abbondanza di elefanti di Locach; Locach era nota negli annali cinesi per inviare elefanti come tributoPaul Pelliot, Notes on Marco Polo, Paris, Imprimerie Nationale, 1963, Vol.II, p.554, note 2. Paul Wheatley, "Lochac Revisited", Oriens Extremus, vol.16, 1969, pp.85-110..
L'origine del toponimo Beach, come errore di trascrizione di Locach, ebbe origine con l'edizione del 1532 del Novus Orbis Regionum di Simon Grynaeus e Johann Huttich, in cui il Locach di Marco Polo divenne Boëach, successivamente abbreviato in BeachSimon Grynaeus and Johann Huttich, Novus Orbis Regionum, Basel and Paris, 1532, Marco Polo cap.xi, "De provincia Boëach"; cited in Thomas Suarez, Early Mapping of Southeast Asia, Hong Kong, Periplus, 1999, p.160.. Pentan è l'isola di Bintan, e Malaiur era l'antico nome tamil della città di Jambi in Sumatra (al quale si deve, tra l'altro, anche il nome Malesia, Malay nell'originale, dato alla regione)Sir Henry Yule (ed.), The Book of Ser Marco Polo, London, Murray, 1921, Vol.II, pp.280-283.
Jave la Grande come forma composta di Regio Patalis e Brasielie Regio Robert J. King ha suggerito che la descrizione della Grande Jave di Alfonse si adatta anche al promontorio della Regio Patalis della mappa del mondo di Oronzio Fineo, e indica che le mappe di Dieppe sembrano aver confuso la Giava Maggiore di Marco Polo con la Regio Patalis e la Brasielie Regio di FineoRobert J. King, "The Jagiellonian Globe, a Key to the Puzzle of Jave la Grande", The Globe, no. 62, 2009, pp. 1-50. A high-resolution image of Fine's 1531 world map, Nova Universi Orbis Descriptio, can be found at: .. Sulle mappe di Dieppe, il grande promontorio di JAVE LA GRANDE (Giava Maggiore) si protende, come la Regio Patalis, verso nord dal continente australe. L'evoluzione della REGIO PATALIS di Fineo in JAVE LA GRANDE potrebbe essere stata influenzata da una frase utilizzata da Ludovico di Varthema, un bolognese che nel 1505 intraprese un viaggio dal Borneo a Giava, secondo la quale Giava «prope in inmensum patet» («si estende quasi oltre misura»)Simon Grynaeus and Johann Huttich, Novus Orbis Regionum, Basel, 1532, Ludovico di Varthema, Itinerario, p.271; cited in Franz von Wieser, Magalhães-Strasse und Austral-Continent. Auf den Globen Johannes Schöner. Beitrage zur Geschichte der Erdkunde im xvi. Jahrhundert, Innsbruck, 1881 (reprinted Amsterdam, Meridian, 1967), p. 67..