Gli arabi israeliani (; ), chiamati anche arabi del '48, arabi dell'interno o palestinesi israeliani, costituiscono una minoranza di etnia araba in Israele, discendente dagli arabi palestinesi residenti in quello che divenne territorio israeliano e che non presero parte all'esodo palestinese del 1948. Nel gruppo vengono spesso inclusi gli arabi palestinesi di Gerusalemme Est e gli arabi siriani delle alture del Golan (i quali detengono lo status di residenti permanenti e il diritto alla cittadinanza israeliana), mentre ne vengono esclusi gli ebrei arabi. Nel 2022 risiedevano in Israele arabi, costituenti circa il 21% della popolazione.

Sottoposti per anni alla legge marziale, gli arabi vennero poi parzialmente integrati nella vita politica e sociale israeliana, anche se gran parte della comunità risulta svantaggiata dal punto di vista socioeconomico rispetto alla maggioranza degli ebrei israeliani. La minoranza araba in Israele è molto eterogenea: dal punto di vista religioso, è formata in prevalenza da musulmani sunniti, da minoranze cristiane di varie confessioni e da drusi. Gli arabi in Israele vivono perlopiù segregati dagli ebrei, essendo concentrati in propri insediamenti, distribuiti principalmente in Galilea, nel Triangolo e nel Negev; una cospicua minoranza degli arabi vive in varie città miste. Gli arabi dispongono di strutture educative separate e la lingua araba domina in ogni ambito sociale in seno alla comunità.

Gran parte della minoranza araba in Israele si identifica con i palestinesi, anche se tra i drusi il senso di appartenenza allo Stato di Israele è tendenzialmente più forte.Vedi Drusi in Israele. Nell'ambito della politica nazionale, gli arabi votano per lo più partiti di identità araba e i clan ricoprono un ruolo fondamentale nell'ambito della politica locale. In virtù della mancata integrazione, ampie tensioni sono scaturite in più occasioni tra la minoranza araba e le autorità israeliane. Gli arabi israeliani di religione musulmana e cristiana non sono soggetti alla coscrizione militare nelle forze di difesa israeliane, al contrario degli uomini drusi.Sono invece soggetti a coscrizione gli ebrei israeliani e gli uomini drusi e circassi (vedi Circassi in Israele).

Storia Nascita dello Stato di Israele e legge marziale

In seguito alla guerra arabo-israeliana del 1948 e al conseguente esodo palestinese che coinvolse centinaia di migliaia di persone, gli arabi si ritrovarono a essere nel nuovo Stato una minoranza di circa unità.. La gran parte dell'élite urbana araba palestinese si rifugiò nei paesi arabi vicini; ciò comportò il collasso dell'ambiente culturale arabo palestinese, dal momento che molti dei teatri, delle librerie e dei giornali arabi cessarono le loro attività. La minoranza araba in Israele si ritrovò a essere in gran parte composta da contadini residenti in insediamenti rurali sparsi e non contigui, con alti tassi di analfabetismo.. Haifa e Giaffa, costituenti fino ad allora i principali centri della comunità araba, persero gran parte della loro popolazione; il principale centro urbano arabo in Israele divenne Nazareth.. Le autorità attuarono politiche di confisca dei terreni, in particolare attraverso la legge sulla proprietà degli assenti del 1950, volte a concedere appezzamenti a nuove comunità di immigrati ebrei e a soldati smobilitati. Varie zone furono dichiarate di interesse militare e i loro abitanti arabi furono conseguentemente espulsi, come nel caso dei villaggi arabi cristiani di Iqrit e Kafr Bir'im.. La piena cittadinanza fu riconosciuta agli arabi nel 1953..

Le località arabe in Israele tra il 1948 e il 1966 furono sottoposte alla legge marziale e a un'amministrazione militare che limitò le libertà civili della popolazione, tra le quali quella di movimento e di assemblea. Le restrizioni imposte dalla legge marziale portarono al massacro di Kafr Qasim, consumatosi il 29 ottobre 1956 a danno di un gruppo di contadini arabi che, ignari del coprifuoco dichiarato dall'esercito, stavano rincasando dopo il lavoro nei campi: quarantasette di questi contadini furono giustiziati dagli agenti del MAGAV.. L'amministrazione militare fu responsabile di tutti gli aspetti della vita civile nelle località arabe, in particolare per quanto riguardava la nomina dei mukhtar.Il mukhtar svolge tradizionalmente la funzione di capo del villaggio.. La minoranza araba si ritrovò senza una classe politica di riferimento e le rivalità tra i grandi clan impedirono inizialmente la formazione di una solida opposizione interna allo Stato israeliano; in rappresentanza della minoranza araba emersero varie liste satelliti arabe affiliate ai principali partiti politici israeliani.. Nel corso degli anni successivi alla nascita dello Stato di Israele, l'attivismo arabo in Israele si raccolse perlopiù intorno al partito Maki.. La componente araba del Maki, raccolta perlopiù attorno a intellettuali arabi cristiani, quali Emile Habibi, Tawfik Toubi ed Emile Touma, si mise in prima linea nella lotta per le rivendicazioni arabe; essa si separò dal partito nel 1965 per costituire il Rakah.. La legge marziale fu abolita nel novembre 1966..

Guerra dei sei giorni e Giorno della Terra

L'abolizione della legge marziale nel 1966 e lo scoppio della guerra dei sei giorni nel 1967 esercitarono un profondo impatto sulla minoranza araba in Israele. Cominciò a emergere tra gli arabi una nuova classe media, il numero degli studenti universitari arabi crebbe nel corso dei decenni successivi e molti di essi, sostenuti dal Rakah, partirono per i paesi europei del blocco orientale per conseguire gli studi universitari, in particolare in medicina.. La società araba in Israele si evolse progressivamente, modernizzandosi, e si costituì un vasto numero di piccoli imprenditori e professionisti. La comunità cessò di gravitare politicamente attorno ai mukhtar; emerse infatti una nuova classe politica e intellettuale. Questa transizione politica fu favorita anche dall'abolizione della legge marziale, che portò gli arabi ad avvalersi del sistema democratico israeliano..

L'abolizione della legge marziale e l'occupazione israeliana della Cisgiordania e della striscia di Gaza al termine della guerra dei sei giorni contribuirono a rafforzare i contatti tra gli arabi israeliani e il resto della società palestinese e araba, generando importanti cambiamenti culturali. Una maggiore influenza del nazionalismo palestinese portò alla formazione di Abnaa al-Balad, organizzazione laica e nazionalista. Molti giovani, specie quelli partiti per studiare nei seminari religiosi nei territori occupati, furono invece influenzati dal fenomeno del revivalismo islamico, che portò poi alla fondazione del Movimento Islamico in Israele. Nel corso degli anni 1970 nacquero numerosi comitati e istituzioni in rappresentanza della minoranza araba.. Nel marzo 1976 venne indetto uno sciopero per protestare contro le politiche di confisca dei terreni in Galilea da parte delle autorità a danno dei cittadini arabi; i seguenti scontri tra i manifestanti e la polizia provocarono la morte di sei arabi, il ferimento di altri dodici e centinaia di arresti, eventi da allora celebrati annualmente in occasione del Giorno della Terra.. Nel 1977 il Rakah fondò la lista Hadash, che raccolse la maggior parte del sostegno politico arabo in Israele.. L'attivismo politico arabo in Israele fu volto nel corso degli anni seguenti a esprimere sostegno politico e umanitario ai palestinesi dei territori occupati.

Le due intifade e il XXI secolo

Lo scoppio della prima intifada nel dicembre 1987 dette inizio a un periodo di forti tensioni tra le autorità e la minoranza araba, aggravate anche dalla guerra del Golfo divampata nel 1990-1991.. Nelle principali città arabe in Israele furono indette manifestazioni in sostegno ai palestinesi dei territori occupati; a essere attivi furono principalmente gli attivisti del Rakah, molti dei quali furono arrestati.. Nel 1992 il governo Rabin II si impegnò in varie iniziative volte a integrare la minoranza araba e a migliorarne le condizioni sociali.. Nel corso degli anni 1990 crebbe il senso di alienazione della minoranza araba nei confronti delle istituzioni, fenomeno rafforzato dall'assassinio di Yitzhak Rabin e dalle politiche poco concilianti del governo Netanyahu I; inoltre, il fatto che il governo Barak non avesse incluso i partiti arabi, malgrado Ehud Barak avesse ottenuto l'appoggio della minoranza araba alle elezioni generali del 1999, fu causa di un'amara delusione..

La situazione precipitò in occasione dello scoppio della seconda intifada: nell'ottobre 2000 nelle località arabe in Israele i manifestanti arabi bloccarono le strade, attaccarono gli edifici pubblici e si scontrarono con la polizia; scontri si verificarono anche nelle città miste, in particolare a Nazareth Illit, dove centinaia di ebrei si scontrarono con i residenti arabi. Gli eventi dell'ottobre 2000 provocarono in Israele la morte di tredici arabi e di un ebreo, e svariati feriti; tali eventi risultarono i più sanguinosi per la minoranza araba in Israele dopo il massacro di Kafr Qasim. Gli avvenimenti allontanarono ancor di più la minoranza araba dalle istituzioni. Le tensioni tra la minoranza araba e il resto della società israeliana emersero poi in occasione della guerra del Libano del 2006, della guerra di Gaza del 2008-2009 e di vari scontri ad Acri nel 2008 e a Umm al-Fahm nel 2009.. Nel 2018 la comunità araba, in particolare la componente drusa, manifestò contro l'approvazione della legge sullo Stato-nazione..

Società Composizione religiosa

Da quanto emerso da uno studio condotto nel 2008 dall'Ufficio centrale israeliano di statistica, i musulmani rappresentavano circa l'83% degli arabi in Israele, i cristiani circa l'8% e i drusi circa il restante 8%. La componente musulmana è per la stragrande maggioranza sunnita, anche se vi sono piccoli gruppi sciiti nel nord, oltre a una comunità ahmadi concentrata a Kababir, quartiere di Haifa;. nel villaggio di Ghajar, nelle alture del Golan, risiede una comunità alauita.. Gli arabi cristiani costituiscono poco meno dell'80% dei cristiani in Israele e la grande maggioranza di essi è affiliata alla Chiesa greco-cattolica melchita, mentre confessioni minoritarie sono quella greco-ortodossa, quella latina, quella maronita e quella anglicana..Vedi Chiesa greco-ortodossa di Gerusalemme e Patriarcato di Gerusalemme dei Latini. Lo status personale dei cittadini, in materie quali il diritto familiare, è soggetto a tribunali gestiti dalle rispettive comunità religiose; la legge israeliana preclude però la poligamia e pone un'età minima per il matrimonio. Le festività musulmane, cristiane e druse sono legalmente riconosciute dallo Stato..

Uno studio pubblicato nel 2016 dal Pew Research Center rilevò le pratiche religiose di vari settori della società israeliana: il 68% degli intervistati musulmani, il 57% di quelli cristiani e il 49% di quelli drusi considerava la propria religione importante; la fede in Dio era condivisa dalla quasi totalità dei musulmani, dal 94% dei cristiani e dal 99% dei drusi. La preghiera quotidiana era praticata dal 61% dei musulmani, dal 34% dei cristiani e dal 26% dei drusi, mentre la partecipazione settimanale alle funzioni religiose si attestava al 49%, al 38% e al 25% rispettivamente per musulmani, cristiani e drusi. Degli intervistati cristiani il 94% era battezzato, il 65% considerava la Bibbia parola di Dio, il 60% digiunava in occasione della Quaresima, l'81% teneva in casa icone dei santi, l'83% riceveva il crisma e il 39% offriva la decima; l'83% degli intervistati musulmani digiunava durante il Ramadan e il 66% adempieva all'obbligo della zakāt. Dai dati emersi da uno studio condotto nel 2020 dall'Ufficio centrale israeliano di statistica il 31,5% delle famiglie musulmane era classificabile come religioso o molto religioso, il 57,2% come tradizionalista e l'8,6% come non religioso.

Demografia