Biografia I primi anni e la promettente carriera Nato a Milano nel 1546, Massimiliano II era figlio di Ermes I Stampa, II marchese di Soncino (a sua volta fratello minore di Massimiliano Stampa, I marchese di Soncino e celebre castellano di Milano), e di sua moglie, la nobildonna modenese Isabella Rangoni. Per parte di sua madre discendeva da una celebre famiglia di condottieri e vantava legami anche coi Bentivoglio, signori di Bologna, e con i Malaspina, mentre la famiglia di suo padre era composta essenzialmente da homines novi del ducato di Milano, dove in particolare suo zio Massimiliano aveva fatto fortuna.

Alla morte prematura del padre nel 1557, venne chiamato a succedergli nelle fortune e nei titoli della sua casata come marchese di Soncino.

A Milano sposò Marianna de Leyva, zia paterna di suor Virginia de Leyva (la celebre "Monaca di Monza" cantata dal Manzoni ne "I Promessi Sposi"), dalla quale ebbe i seguenti figliPinel y Monroy, pp. 349-350: Ermes II (1563-1621), IV marchese di Soncino, sposò la nobildonna Elisabetta Barbò Cristiano (anche Cristierno) Stampa (1575-1617), sposò la nobildonna Francesca Guasco; cavaliere dell'Ordine di San Giacomo da Compostela e capostipite della linea degli Stampa di Montecastello, morì nel corso dell'assedio di Vercelli Giorgio (1578-1625), frate carmelitano noto con il nome di Angelo di Gesù Maria Guido, religioso del medesimo ordine Luigi, cavaliere dell'Ordine di San Giacomo da Compostela Barbara, sposò nel 1600 Francesco Alciati (pronipote del cardinale Francesco Alciati)Bartolomeo Zucchi, De Complimenti, volume 2, Milano, 1624, p. 19 e ss. Caterina, suora dell'ordine delle Carmelitane scalze Teresa, suora dell'ordine delle Carmelitane scalze

Nel 1575 fece ampie donazioni alla biblioteca di Soncino e diede il contributo necessario all'erezione nella città del suo feudo di un convento di frati cappuccini. Il 25 agosto 1579 ottenne il titolo di senatore del Ducato di Milano, dando ufficialmente il via alla sua carriera politica.

La conversione religiosa e la missione ad Algeri

Dopo l'improvvisa morte della moglie, che molto lo scosse, si ritirò completamente dalla promettente carriera pubblica che aveva inaugurato ed iniziò un periodo di profonda meditazione religiosa che lo portò in pellegrinaggio dapprima a Santiago di Compostela e poi a Gerusalemme. Rientrato a Soncino nel 1596, decise di intraprendere la via religiosa ed entrò nell'ordine dei cappuccini proprio nel convento che egli stesso aveva contribuito a fondare solo alcuni anni prima, assumendo il nome di Fra Ambrogio e lasciando il titolo di marchese di Soncino a suo figlio, Ermes II. Durante questo periodo si dedicò particolarmente alla letteratura ed alla poesia, pubblicando alcune sue realizzazioni e poemetti composti da suo padre. Da subito però si sentì particolarmente vicino all'impegno dell'ordine nella liberazione degli schiavi prigionieri dei pirati barbareschi e ottomani nel Mediterraneo e per questo chiese ed ottenne il permesso dal suo ordinario di partire alla volta della Berberia, presso il pascià di Algeri, Solimano. Rimase in missione per dieci mesi per poi morire ad Algeri, come riporta il Lancetti, "...tra le braccia di quel despota, circondato dai cristiani di cui tanto aveva ravvivato la fede...".V. Lancetti, Biografia cremonese, vol. 1, Milano, 1819, pag. 212

Le sue spoglie poterono essere rimpatriate solo nel 1605 quando, su interessamento di suo figlio, vennero imbarcate ad Algeri e sbarcate poi a Livorno, poi a Genova e da lì via terra giunsero a Milano per poi essere portate per la sepoltura a Soncino, venendo deposte in un magnifico mausoleo nella chiesa locale di Santa Maria delle Grazie.

Onorificenze

Albero genealogico

Note

Bibliografia Francisco Pinel y Monroy, Retrato del buen vassallo: copiado de la vida y hechos de D. Andrés de Cabrera, primero Marqués de Moya., Madrid, 1677 V. Lancetti, Biografia cremonese, vol. 1, Milano, 1819 libro online P. Ceruti, Biografia soncinate, Milano, 1834

Voci correlate Soncino

Categoria:Soncino Massimiliano II