, il cui vero nome è , è un personaggio immaginario e uno dei protagonisti della visual novel giapponese Fate/stay night. Nel doppiaggio originale ha la voce di Ayako Kawasumi, mentre nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Benedetta degli Innocenti.
Nell'universo narrativo del franchise Fate è colei che si cela dietro la figura leggendaria di e per questo soprannominata . Figura tragica e centrale nelle principali vicende della saga, in poco tempo ha ottenuto una grande popolarità in tutto il mondo diventando un'icona della cultura pop e una delle eroine moderne più apprezzate del XXI secolo.
Aspetto Saber ha l'aspetto di una giovane donna nella tarda adolescenza con un fisico snello, pelle morbida, capelli biondi e occhi verdi. La sua faccia mostra alcuni segni di ingenuità ma anche molta eleganza. È più minuta di una ragazza normale, cosa che la porta a credere di non essere attraente, ma Shiro crede invece che sia molto femminile. Di solito indossa un'armatura lucente con un vestito blu vecchio stile. In realtà, Artoria dovrebbe avere intorno ai venticinque anni, ma il suo corpo smise di crescere nel momento in cui estrasse Caliburn, la Spada della Selezione, bloccando il suo invecchiamento e facendola apparire in eterno come una giovane di non più di quindici o sedici anni. Sebbene si sia finta un uomo per la maggior parte della sua vita, Shiro e Rin la descrivono come bellissima all'istante dopo averla vista.
Non è in grado di smaterializzarsi come gli altri Servant perché Shiro non le dà abbastanza forza magica, pertanto ha bisogno di indossare vestiti moderni per potersi muovere liberamente nei luoghi pubblici, tuttavia è in grado di materializzare la sua armatura e i suoi soliti abiti a comando, permettendole così di essere sempre pronta alla battaglia.
Il personaggio Infanzia Artoria nacque dal Re di Britannia, Uther Pendragon e Ygraine. Il Re credeva nella profezia di Merlino secondo cui suo figlio sarebbe stato un grande Re in grado di portare pace e prosperità al Regno, e aspettò con ansia la nascita del proprio erede, che si rivelò essere, però, una femmina.
La leggenda narra che la bambina doveva essere affidata a Merlino come prezzo per garantire l’amore di Ygraine per Uther, ma la verità è che il Re non poté accettare una bambina come erede, anche se un giorno quella bambina sarebbe divenuta Re; fu così data allo stesso Merlin, che a sua volta la affidò alle cure di Sir Ector, un cavaliere semplice e saggio, che la prese come figlia adottiva e sua erede. Sebbene Ector non credesse nella profezia, sentiva di dover allevare la ragazza come un cavaliere, e il suo desiderio era che crescesse come tale. Anche senza la spinta del padre adottivo, Artoria si allenava giorno dopo giorno per diventare sempre più abile e forte, e giurò di portare la sua spada perché "solo un re può salvare un paese in rovina diretto verso la morte", ma senza che nessuno le avesse parlato del suo lignaggio e della sua vera identità. Durante questo periodo, fu anche lo scudiero di Sir Kay, con cui crebbe e che lei considerava suo fratello.
Una volta arrivato il giorno profetizzato da Merlin, cavalieri e signori di tutto il Paese si riunirono per la selezione del nuovo Re. Ciascuno si aspettava che la selezione avvenisse tramite la giostra, ma l'unica cosa che trovarono ad attenderli sul luogo della selezione era una spada infilata in una roccia con un'iscrizione dorata sull'elsa che diceva “Chiunque estrarrà questa spada dalla roccia sarà il giusto re nato dall'Inghilterra". Molti furono i cavalieri che tentarono di estrarre la spada dalla roccia, ma ognuno di essi fallì miseramente. Stanchi di attendere oltre, i Lord e i cavalieri decisero di risolvere la questione con la giostra, mentre Artoria, ancora uno scudiero e quindi non qualificata per partecipare, si avvicinò alla roccia e allungò la mano verso la spada ivi incastonata senza esitazione.
Prima di afferrarla, però, Merlin fece la sua comparsa, consigliando alla giovane di riflettere molto attentamente su ciò che aveva intenzione di fare. Le disse che se avesse afferrato la spada non sarebbe più stata un normale essere umano, ma l'unica risposta della ragazza fu un deciso cenno col capo, poiché ben sapeva che "diventare un Re significa non essere più un semplice umano". Sapeva che un re è qualcuno che uccide tutti per proteggere tutti. Artoria estrasse la spada come se fosse la cosa più facile e naturale del mondo e l'area circostante venne inondata da una luce dorata. In quell'istante, divenne il Re promesso da Merlin anni prima, il cui genere sarebbe stato di secondaria importanza fino a quando avesse continuato a comportarsi come un Re. Con questo ebbe inizio il tempo del Re che sarebbe divenuto una leggenda.
Regno Artoria guidò la Britannia da Camelot, e ai suoi comandi vi erano molti cavalieri, tra cui spiccavano i nobili Cavalieri della Tavola Rotonda. Anche se alcuni ritenevano l'eterna giovinezza del Re un infausto presagio, la maggior parte ne elogiava l'immortalità come un segno divino. Le sue battaglie da allora in poi furono gli atti di un Dio della guerra. La sconfitta per colei che era ammirata come un drago in forma umana non esisteva.
Nonostante Artoria avesse sempre agito come ci si aspettava dal figlio maschio di Re Uther, alcune persone iniziarono a nutrire dei sospetti sull'identità del Re, a causa della gentilezza dei suoi lineamenti e della sua corporatura esile, tuttavia gli unici che avrebbero mai saputo la verità sulla sua identità erano il suo padre adottivo, Merlino e Sir Kay, mentre per tutti gli altri, le sue peculiari caratteristiche erano il segno indiscutibile della protezione delle fate, cosa che di fatto era vera. Per mitigare i sospetti e le voci sul suo conto, trascorse la maggior parte della sua vita nella sua armatura d'acciaio lucente, cosa che le fece guadagnare il rispetto e l'eterna lealtà dei suoi cavalieri.
Artoria divenne il Re perfetto, il salvatore tanto desiderato dalla sua gente, l'unica in grado di respingere gli invasori barbari e sconfiggerli. Poiché ai tempi le battaglie erano all'ordine del giorno, i cavalieri necessitavano di un comandante forte e capace, qualcuno in grado di guidarli alla vittoria senza paura o esitazione e il leggendario Re Artù sembrava essere l'unico in grado di compiere tale impresa; tuttavia, a pagare il prezzo di ciò fu la stessa Artoria, costretta a reprimere le proprie emozioni in nome del proprio dovere, che col tempo iniziò a diventare sempre più distaccata e sempre meno sensibile ai sentimenti altrui. La sua giustizia era ferma ed equa, ma anche fredda, cosa che spinse Sir Tristan ad abbandonare Camelot e il suo posto tra i Cavalieri della Tavola Rotonda, affermando che "Re Artù non capisce le emozioni umane".
Benché nessuno disse nulla in proposito, in molti cominciarono a sentirsi così, e tanto più perfetta Artoria diventava come Re, tanto più i suoi cavalieri nutrivano dubbi sulle sue capacità come leader della Nazione. Poiché erano in molti a pensare che un umano senza emozioni non potesse governare gli altri, un numero sempre crescente di cavalieri lasciò Camelot. Artoria si limitò ad accettare ciò come parte naturale del processo di governo. Avendo abbandonato le sue emozioni sin dall'inizio, non cambiò modo di agire e pensare, anche se fosse stata abbandonata, temuta o tradita.
Nonostante tutto, il Re e le sue armate uscirono vincitori indiscussi dalla battaglia di Badon Hill, e i barbari con cui si erano scontrati, a causa delle sue schiaccianti vittorie, si arresero, dando alla Britannia alcuni anni di tanto agognata pace.
Mordred Per mantenere le apparenze, Artoria si trovò costretta a sposare Guinevere. L'altra ragazza era tuttavia tremendamente infelice di ciò, perché a causa della necessità di Artoria di nascondere il proprio genere, lei non poteva stare con l'uomo che amava e da cui era amata, ovvero Lancelot, uno degli amici più intimi della stessa Artoria; i due cominciarono una relazione segreta, e, anche se entrambi erano divorati dal senso di colpa, visto che entrambi erano affezionati al Re, trovarono conforto l'una nelle braccia dell'altro.
Nonostante avesse sposato Guinevere, c'era comunque un problema: Artoria non era in grado di concepire un erede con sua moglie, così Merlin usò la magia per renderla in grado di ingravidare la Regina per un tempo non definito. Durante questo periodo, però, Morgan le Fay, sorella maggiore di Artoria che in segreto tramava contro di lei, usò un incantesimo per privarla del suo seme mentre dormiva, sviluppandolo poi nel suo utero e dando alla luce l'homunculus e clone perfetto di Artoria, Mordred. Nata senza le conoscenze di Artoria e cresciuta rapidamente a causa del processo di invecchiamento accelerato dovuto alla sua natura di homunculus, riuscì ad unirsi alla Tavola Rotonda tramite le sue capacità come cavaliere e la raccomandazione di Morgan. Costretta a nascondere il suo aspetto, ma senza conoscerne il motivo, Mordred crebbe adorando il Re, che per lei era un modello da imitare. Quando finalmente Morgan le rivelò la verità sulla sua nascita e sulla sua identità, la ragazza era entusiasta e ripudiò la strega sua madre una volta per tutte, cercando invece, l'approvazione di Artoria.
Il suo entusiasmo ebbe, tuttavia, vita breve, poiché dopo aver rivelato al Re di essere sua figlia nella speranza di essere riconosciuta, Artoria la rifiutò e rifiutò anche di riconoscerla ufficialmente come sua erede. Disperata, Mordred pensò, erroneamente, che il Re la odiasse e che l'avesse rifiutata a causa dell'astio che nutriva per Morgan, e che non importava quanto avesse potuto impegnarsi per diventare migliore degli altri, perché Artoria l'avrebbe sempre vista come un'esistenza contaminata dalla magia di una strega malvagia. L'amore che aveva per il re fino a quel momento era così grande, che il suo rifiuto alimentò il suo odio come il carbone fa con il fuoco. Mordred fuggì quindi da Camelot dopo aver rubato Clarent, la spada che sarebbe andata ad un eventuale erede del Re, e cominciò ad organizzare la rivolta che avrebbe portato alla fine il Regno di Re Artù.
Nel frattempo, la relazione di Lancelot e Guinevere venne pubblicamente denunciata da Sir Agravain, Attendente del Re, ma anche figlio di Morgan e fratellastro di Mordred, che, ritenendo Artoria non più in grado di governare, aveva deciso di detronizzarla. Artoria, però, non vide l'amore tra i due come un tradimento, bensì comprese l'enorme sacrificio che Guinevere aveva dovuto compiere per aiutarla a mantenere la sua facciata; tuttavia, con il cuore pesante fu costretta ad applicare la legge e a condannare la Regina a morte. Lancelot, dilaniato dal dolore per la perdita della sua amata e spezzato nello spirito per quello che lui sentiva essere un tradimento verso il suo Re, uccise i due fratelli di Agravain prima di scappare da Camelot, evento che portò ad un'insanabile frattura all'interno della Tavola Rotonda.