Durante il periodo pionieristico, la preoccupazione principale negli USA era di occupare il territorio, anche per contrastare la resistenza dei nativi. Quindi non vennero posti filtri all'immigrazione.
A partire dal 1820, si iniziò a tenere un registro degli immigrati e dal 1875 si iniziò una regolamentazione vera e propria.
La legislazione statunitense va inquadrata sapendo che negli Stati Uniti (come in molti stati delle Americhe) vige da sempre il principio dello ius soli: significa che chi nasce sul suolo americano acquisisce automaticamente la cittadinanza, anche se è figlio di immigrati irregolari. In questo, le Americhe differiscono dall’Europa, dove vige lo ius sanguinis.
Storia
In generale la legislazione sull'immigrazione degli Stati Uniti può essere divisa nei seguenti periodi:
Dal 1820 (anno in cui si cominciò a tenere un computo) al 1892 giunsero oltre 15 milioni d'immigrati, soprattutto da Regno Unito, Irlanda, Germania e Scandinavia. A partire dal 1875 si cominciò a disciplinare l'ingresso a livello dei i singoli stati, che iniziarono a escludere indigenti ed analfabeti, infermi, dementi, prostitute e persone con un certo orientamento politico, come anarchici e comunisti. Nel 1882 furono esclusi i cinesi. La competenza del governo federale statunitense nel regolsare l'immigrazione fu sancita dalla Corte suprema con la sentenza Chy Lung v. Freeman. Con lImmigration Act del 1891 fu istituito un commissario per l’immigrazione nel Dipartimento del tesoro. Le competenze passarono poi al Dipartimento del commercio e del Lavoro nel 1903 e, dal 1913, al Dipartimento del lavoro. Nel 1933 nacque lImmigration and Naturalization Service (INS), che nel 1940 fu posto sotto il Dipartimento di giustizia per ragioni di sicurezza nazionale. In considerazione dell'importanza e del traffico passeggeri che già raggiungeva il porto di New York, si decise di stabilire proprio nei suoi pressi il principale centro di accoglienza (ovviamente altri, più piccoli, erano presenti anche altrove). La scelta della sede fu alquanto laboriosa. Inizialmente si pensò a Castle Clinton e Battery Park, ma la soluzione fu scartata per evitare che l'area cittadina fosse invasa da truffatori e profittatori attirati dalla massa di immigrati. Si propose anche Liberty Island, ma la cosa non ebbe seguito. Alla fine si optò per Ellis Island che però era troppo piccola. Per questa ragione fu artificialmente ampliata dai originali ai attuali per ospitare tutti gli edifici necessari. Dal 1892 al 1924 arrivarono in America circa 18 milioni di persone, soprattutto dal Regno d'Italia, dalla Romania, dall'Impero russo e dall'Impero austro-ungarico. Con lo scoppio della prima guerra mondiale i flussi calarono drasticamente, per poi riprendere nel 1919-1920. A quel punto diversi legislatori cominciarono a predisporre delle leggi per limitare il numero di immigrati regolarizzabili ogni anno: nel 1921 venne promulgato l'Emergency Quota Act e venne introdotta la National Origin Formula (che sarebbe rimasta fino al 1965). Esse prevedevano una quota di immigrati regolari da ammettere in percentuale rispetto al totale dei residenti statunitensi provenienti da quel paese o etnia. Con la legge sull'immigrazione del 1924, tali requisiti vennero resi ancor più stringenti (in particolare usando un censimento più vecchio, quello del 1890, quando gli immigrati del sud ed est Europa non erano ancora giunti in massa negli Stati Uniti). Dopo il 1924 si decise di sostituire i centri di accoglienza con apposite commissioni installate nei paesi d'origine degli immigrati stessi. Nell'occasione furono stabilite quote d'immigrazioni da ammettere nei singoli stati che favorivano quelli europei. L'Alien Registration Act del 1940Nash, Alanna. The Colonel: The Extraordinary Story of Colonel Tom Parker and Elvis Presley, 2002, Aurum Press Ltd, pag. 82, ISBN 978-1-85410-948-4 fu un condono speciale per gli immigrati clandestini dato dal governo degli Stati Uniti con in cambio la promessa di impegnarsi a combattere per il Paese durante la Seconda guerra mondiale, se ciò fosse stato richiesto. Nel 1965 si abolì il sistema delle quote nazionali, sostituendolo con altre quote, più convenienti dal punto di vista economico e sociale (ad es. ricongiungimento con familiari ancora all'estero, capacità di investimento, titolo di studio o professione svolta). In quest'epoca i principali flussi migratori provenivano soprattutto dall'Europa meridionale o orientale ed in generale gli immigrati di origine europea ed orientale si equivalevano. Negli anni successivi questi ultimi hanno progressivamente sopravanzato i primi. Dagli anni 1980 questo sistema fu perfezionato, dando la preferenza alle persone in possesso di titoli di studio intenzionate a perfezionare gli studi negli Stati Uniti oppure ad intraprendervi attività imprenditoriali, professionali o lavorative altamente qualificate ed istituendo anche una specie di lotteria tramite la quale 50.000 Green Card vengono ogni anno estratte a sorte tra tutti i richiedenti del mondo. Il sistema non è comunque particolarmente restrittivo se gli Stati Uniti accettano ogni anno quasi un milione di immigrati regolari e subiscono numeri ancora maggiori di immigrati irregolari. Negli ultimi decenni infatti un importante flusso migratorio, soprattutto illegale, proviene anche dall'America Latina, specialmente dal MessicoGeorge J. Borjas → (National Bureau of Economic Research Conference Report), Mexican Immigration to the United States, ISBN 0226066320, ISBN 9780226066325, ISBN 9780226066684 → University Of Chicago Press → 2007.. Questo flusso è difficile da contrastare a causa del lunghissimo confine che divide i due stati, da cui il nomignolo di border-hopper, river-crosser, ecc. dato ai clandestini, mentre gli immigrati di ordine latino-americana vengono generalmente definiti Latinos (termine un tempo riservato anche agli italiani) o Chicanos. Dal 1993, si tenta di bloccare l’immigrazione dall’America centrale e dall’America meridionale, innalzando una barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico, detta anche muro messicano o muro di Tijuana. Iniziata da George Bush, la costruzione è proseguita con alcune interruzioni sotto tutte le amministrazioni presidenziali, da Bill Clinton a Donald Trump. Dal 2016, con la presidenza di Donald Trump, il tema dell’immigrazione irregolare diventa preponderante nel dibattito politico e si estende l’uso dell’agenzia federale Controllo Immigrazione e Dogane (Immigration and Customs Enforcement, più nota con la sigla I.C.E).
Barriera tra Stati Uniti e Messico La barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico, detta anche muro messicano o muro di Tijuana, è una barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti lungo la frontiera al confine tra USA e Messico, costruita dal 1993 in poi. Talvolta in Messico e nei media viene chiamato muro della vergogna (una locuzione usata per indicare in origine il Muro di Berlino). Il suo obiettivo è quello di impedire agli immigranti illegali di oltrepassare il confine statunitense. Il muro non è attualmente continuo e gran parte del confine tra il Messico e lo stato del Texas ne è sprovvisto.
La sua costruzione ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza di George H. W. Bush, quando la polizia di frontiera elaborò allora la strategia detta “prevenzione attraverso la deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine, in particolare nell'area di San Diego. Il primo tratto, di 22,5 chilometri, fu costruito nel 1993.
Città santuario
Alcune città degli Stati Uniti si sono organizzate come città santuario offrendo asilo ai migranti: si tratta di comuni che limitano o negano la propria cooperazione con il governo nazionale nell'applicazione della legge sull'immigrazione.
Le autorità delle città santuario tipicamente non mettono in discussione lo status migratorio dei residenti, in quanto è una responsabilità federale.
I sostenitori delle città santuario citano motivazioni quali la riduzione della paura delle persone immigrate illegalmente e la violazione dei diritti umani come la separazione delle famiglie di immigrati. Gli oppositori delle città santuario sostengono che queste minino lo stato di diritto non collaborando con le autorità federali per l'immigrazione, sottolineando inoltre preoccupazioni per la sicurezza pubblica. I critici sostengono inoltre che le città santuario fungano da calamite per l'immigrazione illegale, attirando più persone a entrare illegalmente e mettendo a dura prova le risorse locali, poiché le persone immigrate illegalmente potrebbero avere accesso a servizi pubblici come assistenza sanitaria, alloggi e istruzione.
Presidenza Obama Durante la sua presidenza Barack Obama ha seguito una politica di espulsione degli immigrati irregolari, impiegando la polizia di frontiera. Tra il 2009 e il 2016, sotto l'amministrazione Obama, furono rimpatriati circa 2,4 milioni di immigrati irregolari.
Questa politica fece guadagnare a Barack Obama il soprannome di "Espulsore capo" (Deporter-In-Chief) da parte di Janet Murguía, presidente dell'UnidosUS (National Council of La Raza), la più grande associazione di latinoamericani degli Stati Uniti.
Secondo dati ufficiali ICE, circa il 40% dei rimpatriati nel 2015 non aveva condanne penali, mentre la maggioranza era stata condannata per reati minori.
L'aumento delle espulsioni fu influenzato anche da cambiamenti nei criteri di conteggio. I criteri di conteggio erano cambiati durante la presidenza di George Bush e continuarono con Barack Obama.
Secondo un'inchiesta del quotidiano Los Angeles Times, dal 2008 al 2018 l'ICE è stata citata in giudizio per arresto illegittimo da oltre due dozzine di cittadini statunitensi, che erano stati detenuti per periodi compresi tra un giorno e oltre tre anni; alcuni degli statunitensi detenuti ingiustamente erano stati arrestati dall'ICE più di una volta. Sempre secondo il L.A. Times, i cittadini statunitensi arrestati e detenuti ingiustamente come sospetti immigrati irregolari sono stati 1.480 dal 2012 all'inizio del 2018; l'ICE ha trattenuto queste persone in centri di detenzione per mesi o anche anni. Anche a causa di questi disservizi, negli anni successivi sono emerse richieste di riforma o di abolizione dell'agenzia.
Tra i funzionari incaricati di operare le espulsioni, figura Tom Homan. Per il suo servizio, nel 2015 il presidente Obama ha conferito a Tom Homan il Presidential Rank Award
Prima presidenza Trump
Le politiche sull'immigrazione adottate dalla prima amministrazione Trump hanno generato controversie e proteste sin dai primi giorni del nuovo esecutivo.
Il 25 gennaio 2017, il neo presidente ha emanato un per proseguire la costruzione della barriera con il Messico, iniziata da G.W.Bush dichiarando che sarebbe stato il Messico a pagare per le spese; il progetto iniziò a prendere forma concreta solo un anno più tardi, quando l'amministrazione chiese stanziamenti per 18 miliardi di dollari al Congresso, per potenziare le barriere già esistenti.