L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali (nell'originale inglese: The Expression of the Emotions in Man and Animals) è il titolo di un'opera di Charles Darwin, la cui prima edizione apparve il 26 novembre 1872. Tredici anni dopo la pubblicazione della sua opera principale L'origine delle specie e immediatamente dopo l'uscita di L'origine dell'uomo (1871), egli applicò in questo scritto la teoria sull'evoluzione alla biologia del comportamento.

NellEspressione (così Darwin abbreviava frequentemente il titolo)Paul Ekman: Prefazione alla terza edizione, p. 11. In: ; di seguito citato come "Darwin, Edizione definitiva"., egli analizzava tra l'altro se il modo in cui l'attività dei muscoli facciali dell'uomo – la mimica – rende visibili le sue emozioni si acquisisce per apprendimento o – indipendentemente dalla sfera culturale dei singoli – è uniforme e quindi presumibilmente innato. Egli faceva notare anche numerosi paralleli riguardo alle espressioni comportamentali dell'uomo e dell'animale e indicava queste corrispondenze come sostegni alla sua teoria di un'origine dell'uomo e degli animali da antenati comuni. La sua argomentazione fu fin dall'inizio controversa, e per decenni il suo libro cadde addirittura quasi nell'oblio.

Storia della genesi Charles Darwin cominciò con la stesura dellEspressione due giorni dopo aver rivisto per l'ultima volta le bozze di stampa di L'origine dell'uomo, e concluse il suo lavoro su quest'opera già quattro mesi dopo.Darwin, Edizione definitiva, p. 26. Le prime considerazioni sui fondamenti biologici delle espressioni comportamentali, stando alle sue dichiarazioni, Darwin le aveva annotate già a partire dall'inizio del 1840 – dopo la nascita del suo primo figlio –:

Quattro mesi dopo l'uscita erano già vendute copie dellEspressione, ma dopo le vendite ristagnarono;Paul Ekman (p. 11) suppone che ciò sia dipeso dal fatto "che in Inghilterra tutti quelli che volevano una copia del libro l'acquistarono in quei mesi iniziali …". perciò da Darwin fu preparata un'edizione, mentre una seconda riveduta, da lui desiderata, non fu più realizzata quando lui era in vita. Questa seconda edizione apparve solo nel 1889, ma fu quasi ignorata; le numerose ristampe in lingua inglese e le traduzioni si basarono solitamente sulla prima edizione.Darwin, Edizione definitiva, pp. 11-12. Il curatore della seconda edizione, suo figlio Francis Darwin, inserì nel testo della prima edizione numerose integrazioni come note a piè di pagina, il cui materiale Charles Darwin aveva perlopiù ricevuto inviato da lettori affezionati e con il quale voleva sostenere la sua argomentazione; in più, furono apportate diverse revisioni del testo, che anche Darwin tra l'altro aveva annotato come reazione alle recensioni critiche della sua opera già nel suo manoscritto dellEspressione. Inoltre Francis Darwin inserì ulteriori integrazioni di suo pugno e omise altre modifiche, volute dal padre.

L'edizione critica di Paul Ekman, uscita nel 1998 in inglese e nel 1999 in italiano, nacque dall'esame del manoscritto conservato di Charles Darwin nonché sulla base della seconda edizione. Questa "terza edizione può essere considerata definitiva, in quanto contiene anche le modifiche che Charles Darwin avrebbe voluto, ma che suo figlio non apportò alla seconda edizione."Darwin, Edizione definitiva, p. 12.

Già nell'anno della prima pubblicazione inglese uscì una traduzione tedesca dello zoologo Julius Victor Carus, il cui testo fu posto a base anche della versione tedesca dell'edizione critica.

Contenuto

Prima di Darwin, come annota Paul Ekman,Darwin, Edizione definitiva, p. 27. a interessarsi dell'espressione facciale dell'uomo furono soprattutto gli studiosi di fisiognomica, "che sostenevano che il carattere o la personalità fossero rivelati dall'aspetto statico della faccia, dalle dimensioni e dalla forma dei lineamenti, e dalle loro proporzioni".

La problematica centrale del libro è, d'altra parte, se i movimenti dei muscoli facciali, quando siamo imbarazzati, tristi, adirati o sorpresi, siano acquisiti per apprendimento o innati. Darwin sostiene che tali emozioni visibili esteriormente sono diffuse in tutto il mondo e quindi innate, che anche altri organismi possiedono almeno alcune di queste emozioni e che determinati modi espressivi degli animali somigliano a quelli dell'uomo. Egli basa tra l'altro la sua argomentazione su osservazioni di informatori, che su sua richiesta descrissero le espressioni comportamentali dei cosiddetti "aborigeni" in regioni allora isolate:

Sulla base delle numerose prove anatomiche, paleontologiche e geologiche che ha portato nelle sue opere precedenti a sostegno della teoria dell'evoluzione, Darwin esamina nellEspressione il comportamento dell'uomo nonché quello di gatti, cani, cavalli, scimmie antropomorfe e molti altri animali. Di essi tuttavia Darwin non descrive solo i movimenti espressivi; egli cerca anzi anche risposte alla domanda perché un determinato movimento o reazione fisiologica – e non un altro – si manifesti parallelamente a una determinata emozione. Ad esempio nel capitolo 13 analizza approfonditamente perché gli uomini davanti all'imbarazzo arrossiscono e non impallidiscono. Alle emozioni, di cui discute Darwin, appartengono tra l'altro la sofferenza e il pianto, la depressione e la disperazione, la gioia, l'amore e la devozione, la superiorità e la risolutezza, l'odio e l'ira, il disprezzo, l'impotenza e l'orgoglio, la vergogna e la timidezza.

All'inizio delle sue analisi Darwin premette tre principi, sulla base dei quali tenta di rispondere alla domanda sul perché di un movimento espressivo. Il primo principio lo chiama "abitudini utili": determinate forme espressive nell'esperienza degli individui oggi viventi si sarebbero rivelate utili e sono state perciò mantenute. Darwin fa risalire questo a "qualche modificazione fisica nelle cellule nervose o nei nervi, […] perché altrimenti è impossibile capire come possa essere ereditata la tendenza a certi movimenti acquisiti".Darwin, Edizione definitiva, p. 71. – Paul Ekman osserva al riguardo in un commento: "L'ulteriore ipotesi di Darwin, che tali alterazioni cerebrali vengano poi ereditate, è un esempio di ereditarietà di un carattere acquisito con l'uso, un concetto che oggi sappiamo non essere corretto." (p. 71). Il secondo "principio dell'antitesi" evidenzia che alcuni elementi delle espressioni comportamentali furono mantenuti nel corso della storia biologica, perché diversamente somigliano all'emozione opposta. Come esempio Darwin cita il fatto che l'uomo in determinate situazioni lascia pendere le braccia e scrolla le spalle, se si sente insicuro, perché questi movimenti sono il contrario di quelli che fa un uomo con un atteggiamento aggressivo. Come terzo Darwin introduce infine "il principio dell'azione diretta del sistema nervoso eccitato sull'organismo, indipendentemente dalla volontà e, in parte, dall'abitudine",Darwin, Edizione definitiva, p. 104. un principio del quale lo stesso Darwin attestò in seguito il "carattere vago".Darwin, Edizione definitiva, pp. 121-122. Questo terzo principio anticipa problematiche che Sigmund Freud riprese nella sua teoria dell'inconscio e che anche cento anni dopo Darwin non hanno ancora potuto essere spiegate dalle ricerche sugli ormoni e dalle neuroscienze.

Struttura Capitolo I: Principi Generali dell'Espressione Il capitolo delinea tre principi principali dell'espressione umana. Il primo principio riguarda le azioni abituali, che diventano risposte automatiche associate a stati mentali specifici. Questi movimenti vengono eseguiti indipendentemente dalla loro utilità immediata, con le abitudini che si evolvono in azioni riflesse. Tali movimenti abituali si osservano sia negli esseri umani che negli animali, dove nel tempo si trasformano in azioni riflesse..

Capitolo II: Principio dell'Antitesi Questo principio suggerisce che stati emotivi opposti portano a espressioni contrastanti. Il capitolo discute come tali espressioni non siano intenzionalmente eseguite, ma siano il risultato naturale di impulsi contrari, utilizzando animali come cani e gatti come esempi. I segni convenzionali giocano un ruolo, ma la loro origine risiede nelle opposizioni naturali del comportamento.

Capitolo III: Azione Diretta del Sistema Nervoso Questo capitolo esplora come gli stati emotivi possano influenzare direttamente il corpo senza il controllo cosciente, in parte a causa dell'abitudine. Si descrivono varie risposte fisiche a emozioni come il dolore, la gioia e il terrore, tra cui cambiamenti nel colore della pelle, tremori, sudorazione e altre espressioni corporee. Si confrontano le emozioni che suscitano espressioni fisiche con quelle che non le suscitano.

Capitolo IV: Mezzi di Espressione negli Animali Gli animali comunicano attraverso vari mezzi, come suoni vocali, gesti fisici (come l'erezione dei peli) e movimenti delle orecchie. Queste risposte fisiche esprimono emozioni come rabbia o paura, con azioni specifiche legate a determinati stati emotivi, come il movimento delle orecchie che segnala attenzione o aggressività.

Capitolo V: Espressioni Speciali negli Animali Questo capitolo si concentra sui comportamenti espressivi di diverse specie animali, tra cui cani, gatti, cavalli e scimmie. Si discute di come questi animali esprimano emozioni come gioia, affetto, dolore, rabbia e terrore, attraverso movimenti fisici e suoni unici.

Capitolo VI: Espressioni Speciali dell'Uomo: Sofferenza e Pianto Le espressioni umane di sofferenza, in particolare il pianto, sono esaminate. Si copre l'evoluzione del pianto nell'infanzia, le manifestazioni fisiche di disagio e le contrazioni muscolari che accompagnano le lacrime e le urla, nonché le cause di queste risposte emotive.

Capitolo VII: Tristezza, Ansia, Dolore, Depressione, Disperazione Gli stati emotivi di dolore, ansia e disperazione sono trattati, con un focus su come influenzano le espressioni facciali, come l'inclinazione verso il basso della bocca e la corrugazione delle sopracciglia. Il capitolo esplora l'impatto fisico di queste emozioni sul corpo.

Capitolo VIII: Gioia, Buon Umore, Amore, Sentimenti Affettuosi, Devozione La gioia e le emozioni positive sono espresse attraverso il riso, analizzato in termini di movimenti fisici, vocalizzazioni e lacrime. Il capitolo esplora anche le espressioni associate all'amore, all'affetto e alla devozione, comprese le espressioni facciali più sottili legate a queste emozioni.

Capitolo IX: Riflessione, Meditazione, Cattivo Umore, Scontentezza, Determinazione Le espressioni facciali legate a pensieri profondi, cattivo umore e determinazione sono analizzate. Queste includono il corrugamento della fronte durante la contemplazione o la frustrazione e la chiusura ferma della bocca nei momenti di decisione. Vengono esaminate anche le espressioni di scontentezza e ostinazione.

Capitolo X: Odio e Rabbia Le espressioni fisiche di odio e rabbia, tra cui il mostrare i denti e altri gesti aggressivi, sono esplorate. Il capitolo discute di come queste espressioni varino tra le diverse razze umane e del ruolo della rabbia in contesti normali e patologici.

Capitolo XI: Disprezzo, Contempto, Disgusto, Colpa, Orgoglio, Inadeguatezza, Pazienza, Affermazione e Negazione Le espressioni di emozioni negative come disprezzo, disdegno, disgusto e colpa sono esaminate, insieme all'orgoglio e all'inadeguatezza. Il capitolo esplora come gesti come il sollevamento delle spalle e movimenti facciali come il sorriso beffardo o il corrugamento della fronte vengano usati per esprimere questi stati.

Capitolo XII: Sorpresa, Stupore, Paura, Terrore