Secondo Cassio Dione, unica fonte relativa alla sua vita, depredò così massicciamente le popolazioni del territorio romano che l'imperatore Augusto offrì una grande taglia per la sua cattura.
Racconta Dione che lo stesso brigante si presentò impudentemente per richiedere la ricompensa impressionando Augusto per la sua audacia. A proposito del benevolo e indulgente carattere di Augusto infatti Dione scrive:
Secondo alcuni storici l'episodio riportato da Cassio Dione, appartenente alla classe senatoria avversa all'imperatore, voleva rappresentare la generosa clemenza di AugustoPeter Michael Swan, The Augustan Succession: An Historical Commentary on Cassius Dio's Roman History, Oxford University Press, 2004, pp.347-8 messa a confronto con il comportamento crudele e vendicativo che Settimio Severo ebbe nei confronti del bandito Bulla FelixThomas Grünewald, Bandits in the Roman Empire: Myth and Reality , Routledge, London, 2004, p.112. Dione chiama Corocotta con il termine greco leistes, l'equivalente del latino latro, per cui, data la pluralità di significati che hanno quei vocaboli, da "ladro", "bandito" a "ribelle", "vendicatore", non è ben chiaro se Corocotta si limitasse a un'attività di brigantaggio o avesse organizzato una resistenza locale all'occupazione romanaGrünewald, op.cit. pp.1-3
Quanto al soprannome di "Corocotta" appare chiaro il riferimento alla ferocia del banditoD. Braund, "Corocottas: Bandit and Hyena", Liverpool Classical Monthly 5 (1980), 13-14 che si comportava come la corocotta, una sorta di iena descritta da Plinio il Vecchio come un incrocio tra una iena e un leonePlinio il Vecchio, Naturalis historia, libro VIII, capitolo 30; . «Non poteva essere un caso che il famigerato Corocotta condividesse il suo nome con un predatore esotico, ben noto al pubblico del circo come una terrificante bestia.»Grünewald, op.cit. p.112
Lo storico e archeologo Adolf Schulten (1870-1960) sostenne nel 1943 che "Corocotta" potesse essere solo casualmente simile al nome del corrispondente animale poiché altri nomi di persona o di luoghi celtici sono simili a quello per cui fu noto il banditoA. Schulten, Los cántabros y astures y su guerra con Roma , Madrid, 2000, p. 155. Lo stesso studioso interpretò le imprese di Corocotta come quelle di un ribelle antiromano che agì nell'ambito delle Guerre cantabriche (29 a.C.-19 a.C.) combattendo sino all'ultimo con la sua banda di ribelli contro l'occupazione romana anche quando ormai gli altri si erano ritirati e che si arrese ad Augusto in occasione della visita imperiale in SpagnaPeter Michael Swan cita F. Diego Santos che lo descrive come «un capo guerrigliero della Cantabria, la sua resa forse appartiene al soggiorno di Augusto in Spagna intorno al 15-14 a.C.»A. Schulten,Op.cit. ibidem.
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