Diverse sono le chiese di Sulmona classificabili per periodo storico, per quanto concerne la realizzazione, e per eterogeneità degli stili, che vanno dal romanico al tardo gotico quattrocentesco, dal tardo barocco settecentesco sino agli stili moderni ai giorni nostri.Le chiese storiche della città sono suddivise nei principali quartieri antichi del centro, ossia Sestiere Borgo Pacentrano, Borgo San Panfilo, Borgo Santa Maria della Tomba, Porta Iapasseri, Porta Manaresca, Porta Bonomini e Porta Filiamabili.Nell'agglomerato moderno invece si trovano gli antichi conventi, i cui orti sono stati accorpati nelle nuove strutture, insieme a parrocchie recenti, edificate per i principali quartieri sorti dagli anni '60 in poi.
Chiese del centro storico
Cattedrale di San Panfilo Si tratta della chiesa principale sulmontina, parrocchia del sestiere storico "Borgo San Panfilo", situata fuori le mura (se si considera la cinta muraria di Porta Sant'Agostino, che stava in piazzale Carlo Tresca), presso l'ottocentesca villa comunale. La sua costruzione risale al 1075, sopra un precedente tempio dove riposavano le spoglie del santo Panfilo, vescovo della città. L'intervento fu voluto dal vescovo Trasmondo, terminato nel 1119 da Gualtiero.La chiesa oggi si presenta come il risultato di una serie di stratificazioni architettoniche che si sono sovrapposte nei secoli a causa dei terremoti, come quello del 1456, quando la Cattedrale fu ricostruita in stile gotico (esempio del portale), e poi quello più grave del 1706, che impose una ricostruzione barocca. La facciata doveva essere molto più imponente, al pari delle altre chiese di Sulmona, e di originale resta la parte bassa con monumentale portale tardo-gotico di Nicola Salvitti, mentre il secondo settore dopo il cornicione marcapiano è chiaramente barocco, con il finestrone centrale; anche il campanile, come descritto nelle cronache, è stato ricostruito dall'originale torre medievale, a forma di semplice vela. La chiesa ha una pianta basilicale a croce latina con cupola presso il transetto e bracci sporgenti, e un'ampia abside semicircolare.L'interno a causa dei restauri barocchi è stato molto manomesso, pur conservando l'originale impianto a tre navate con presbiterio rialzato sopra la cripta gotica. Ai lati dell'ingresso si trovano due tombe medievali di un vescovo, Bartolomeo de Petrinis, e di una donna, la volta è stata interamente affrescata in stile neobarocco nel primo Novecento dal pittore Carlo Patrignani, mentre sopra la cantoria campeggia un prezioso organo settecentesco in legno dorato e intagliato.La cripta è l'elemento più interessante, composta da campate suddivise da colonnine romaniche, con il trono presbiteriale e un affresco trecentesco della Madonna.
Complesso della Santissima Annunziata Situato lungo il Corso Ovidio, è forse l'edificio religioso più famoso di Sulmona, composto dalla chiesa e dal palazzo diocesano, sede attuale dei Musei Civici.
La chiesa fu costruita dentro il Sestiere Porta Bonomini, affacciata su Larghetto Annunziata, sul corso Ovidio, con l'annesso complesso palaziale nel 1320; all'epoca il palazzo svolgeva la funzione di ospedale per i pellegrini e gli infermi. Dopo il terremoto del 1456 la chiesa fu ricostruita in stile tardo gotico. Lo stile risentì delle varie influenze del centro-nord italiano, e anche della nuova corrente rinascimentale. Nel 1500 venne eretto anche il poderoso campanile turrito, diventato uno dei simboli della città, composto da tre livelli con finestre bifore e una cuspide piramidale alla fine. Nuovi restauri modificarono la chiesa, a partire dal Seicento fino al dopo sisma del 1706: la chiesa assunse completamente un aspetto barocco, e così anche il palazzo, che nel corso dell'800 fu riportato allo stile medievale originario, almeno nell'aspetto esterno.La chiesa presenta una tipica facciata barocca, costruita secondo il modello napoletano, con l'utilizzo della pietra della Majella; la sua edificazione appartiene a Norberto Di Cicco da Pescocostanzo. L'interno conserva l'impianto a tre navate con cappelle laterali all'altezza del transetto, e quattro campate con cupolette, mentre presso il transetto centrale si erge il cupolone circolare con tamburo. Sulle volte campeggiano gli stucchi di Giambattista Gamba, e le tele sei-settecentesche de: La Pentecoste - La Comunione degli Apostoli di Alessandro Salini. Presso l'abside ci sono la Natività - Presentazione al Tempio di Giuseppe Simonelli. Il pregevole coro ligneo è stato realizzato da Bartolomeo Balcone tra il 1577 e il 1579, mentre i palchi dell'organo si distinguono per lo stile rococò, lavorati da Ferdinando Mosca.L'altare policromo dell'Annunziata è di Giacomo Spagna (1620), ornato da paliotti, marmi policromi e cappelle radiali.
Il "Palazzo Annunziata" è stato realizzato nel tardo '400 in stile gotico, con alterazioni interne dopo il sisma del 1706. La facciata è quella più conservata, anche se ricostruita. La parte più antica del palazzo è la porzione della "Porta dell'Orologio": esso fu installato nel XVI secolo, il portone presenta come elementi decorativi la statua di San Michele, due coppie di colonne per lato che si prolungano oltre i capitelli, attorcigliandosi in simmetriche volute, per poi assottigliarsi e terminare in rosoncini. Di poco superiore è la trifora ornata da colonnine tortili poggianti su leoni accovacciati e statuine a tutto tondo; presso gli stipiti sono raffigurate le Quattro Virtù, sul lato opposto il simbolo dell'Agnello Mistico dentro una raggiera, sostenuta da due angeli. Al di sopra è posto lo stemma civico sulmontino. La parte centrale del palazzo è di stampo rinascimentale-gotico: il portale maggiore dà accesso alla Cappella del Corpo di Cristo, adornato da ghirlande, festoni, timpani, volute, figure animali di rettili e uccelli, nella parte mediana ci sono de piedritti con due tondi e un gruppo scultoreo della "Madonna col Bambino tra angeli". Il portale è sovrastato da una bifora con due angeli che sorreggono lo stemma dell'Ordine della Casa dell'Annunziata, decorato con motivi a candelabra e ricchi trafori.Il terzo portale è più piccolo, in stile classico rinascimentale (1519-1522): dentro due tondi sono rappresentati l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria; nella base dei piedritti di tutta la facciata palaziale ci sono le statue dei Quattro Dottori della Chiesa: San Gregorio Magno, San Bonaventura, Sant'Agostino, San Girolamo.
Chiesa della Santissima Trinità
Si trova sul corso Ovidio e ospita l'omonima arciconfraternita, che si occupa di allestire la processione del Venerdì santo. La chiesa originaria risale al XVI secolo, ma fu ricostruita dopo il 1706 con delle modifiche importanti: sul portale venne inserito il busto del Padreterno, l'impianto planimetrico fu ridotto a una navata, il piccolo campanile fu ricostruito nel 1744 in forme ridotte rispetto all'originale edificato da Cesare Lombardo. Nel 1954 la chiesa fu anche "tagliata", ossia fatta arretrare per permettere maggiore accessibilità al corso, con lo smontamento e rimonto della facciata. Essa è realizzata in conci di pietra a terminazione orizzontale, determinata lateralmente da paraste e suddivisa in due ordini, da una cornice marcapiano modanata simile a quello del coronamento. Nella campata inferiore si apre il portale architravato, affiancato da due colonne classiche poggianti su piedistalli, che sostengono la trabeazione modanata, sormontata da timpano triangolare, dentro cui si trova il busto di Dio.L'interno è a navata unica, e lascia intendere tuttavia l'originario impianto a croce latina, poiché sul presbiterio si aprono due brevi bracci laterali con cappelle. Le pareti sono scandite da lesene scanalate da capitelli impreziositi da dorature, la copertura è a cassettoni in gesso decorato a stelle e rosoni, che obliterano la volta dipinta del 1915, in sostituzione di altre pitture deteriorate, opera di Carlo Patrignani. Presso la controfacciata si trova il prezioso organo con cantoria del 1761 lavorata da Ferdinando Mosca. La balaustra del palco mostra scene dell'Antico e Nuovo Testamento, realizzate da Crescenzo Pizzala (1777).
Chiesa di Santa Maria della Tomba
Secondo la tradizione, la chiesa fu eretta sopra la casa del poeta Ovidio, o forse sopra un sepolcro pagano, da cui il nome "della Tomba". Parrocchia del rione storico "Santa Maria della Tomba", si affaccia su Piazza del Plebiscito. La costruzione attuale risale al XIII secolo, restaurata nel 1619, e ricostruita dopo il 1706 in forme barocche, completamente smantellate nei restauri interni degli anni '60, che riportarono la sobrietà gotico-medievale. La facciata è tardo romanica a coronamento orizzontale, suddivisa in due ordini da cornice. Il portale ogivale è gotico, simile per forma ad altri delle chiese cittadine, come quelli di San Francesco d'Assisi (di un certo Jacopo del 1441) e di San Panfilo. Il suo profilo è definito da una coppia di colonne ottagonali, e dall'alternanza di pilastrini e colonnine lisce poggianti su un basamento in pietra, culminanti in delicati capitelli in foglie d'acanto. La lunetta mostra tracce di un affresco dell'Incoronazione di Maria. Il rosone centrale è del XV secolo, composto da raggiera. L'interno è a tre navate con arcate ogivali e presbiterio con abside semicircolare, e soffitto a capriate lignee.
Complesso monastico di San Francesco della Scarpa
Si affaccia su Piazza Garibaldi, per quanto concerne la porzione "della Rotonda", mentre la facciata storica si trova su via Panfilo Mazara. Il complesso fu costruito nel 1241 per volere di Carlo II di Napoli, destinato a essere fino al 1706 uno dei complessi francescani più importanti d'Abruzzo. L'edificio anche dopo il sisma del 1456 presentava una struttura complessa, originale e articolata, come dimostrano anche le tracce della cosiddetta "Rotonda" presso l'ingresso laterale dal corso, ma dopo il terremoto del 1706 la chiesa è stata completamente riedificata in forme barocche, con un impianto planimetrico molto più semplificato.L'impianto longitudinale attuale è rettangolare con navata unica, conservando sul lato del corso il relitto di un secondo ingresso tardo-gotico, forse la parte più interessante della zona esterna. La facciata un tempo era a coronamento orizzontale e oggi è a salienti, con due ali curvilinee, frutto del ridimensionamento delle strutture interne, con la parte gotica soltanto nel settore di base, che conserva il portal ogivale strombato, opera del Salvitti. L'interno è a croce greca allungata, le cui cappelle si alternano presso le pareti, dando vita a un gioco di forme. Presso il transetto ci sono due altari laterali, il presbiterio è quadrangolare, nella controfacciata è situato l'rogano ligneo del 1754, opera di Domenico Antonio Fedeli di Camerino, incorniciato da una monumentale mostra in legno intagliato dai maestri pescolani.Gli arredi lignei sono di Ferdinando Mosca, che lavorò anche alla Cappella dei Lombardi. Al centro dell navata campeggia un Crocifisso ligneo rinascimentale, sulla destra presso la cappella dei Lombardi si trovano le raffigurazioni di sant'Ambrogio, san Carlo Borromeo e la "Pala della Visitazione" di Giovanni Paolo Olmo. Presso il presbiterio si innalza anche la grande cupola ottagonale.Lungo il corso si staglia il portale gotico strombato, di dimensioni sproporzionate rispetto al principale portale di ingresso, a dimostrazione della maestosità originaria del complesso.Accanto alla chiesa si trova il settecentesco Palazzo San Francesco, fino al 1867 sede del convento dei Francescani, e poi requisito per diventare l'attuale sede municipale del comune di Sulmona. L'interno è preceduto da un ampio chiostro centrale con arcate.
Chiesa di Santa Maria del Carmine