Potere al Popolo! (PaP) è un movimento politico italiano di sinistra radicale ed estrema sinistra, lanciato nel dicembre 2017 come lista elettorale in vista delle elezioni politiche e delle regionali nel Lazio del 4 marzo 2018 e costituitosi in organizzazione politica autonoma tra l'ottobre 2018 e il gennaio 2019.

Storia Fondazione Potere al Popolo nasce nel 2017 su iniziativa di attivisti provenienti da diverse realtà sociali e politiche italiane. Tra le esperienze che contribuirono alla sua nascita vi fu quella dell’Ex OPG “Je so’ Pazzo” di Napoli, centro sociale attivo in progetti di mutualismo e partecipazione territoriale. L’idea di costituire una nuova organizzazione politica maturò nel corso degli anni attraverso campagne sociali, iniziative pubbliche e momenti di confronto che coinvolsero attivisti e associazioni da diverse parti d’Italia, fino alla formalizzazione del movimento con il nome “Potere al Popolo”.

Elezioni politiche del 2018 In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 Je so' pazzo accoglie l'appello lanciato nel giugno 2017 da Anna Falcone e Tomaso Montanari per la creazione di un nuovo polo alternativo alla sinistra del Partito Democratico che aggregasse realtà varie. All'assemblea del 18 giugno 2017 al Teatro Brancaccio di Roma però si consuma la rottura tra gli esponenti moderati di Sinistra Italiana, Possibile, e Articolo Uno, e l'ala radicale rappresentata dai collettivi, tra i quali quello del centro sociale napoletano Je so' pazzo, del Partito Comunista Italiano, e altri. In seguito all'accordo elettorale raggiunto tra i vertici di Sinistra Italiana, Possibile e Articolo Uno per formare una lista comune, poi nota come Liberi e Uguali, siglato al di fuori del processo costituente del Brancaccio, Falcone e Montanari decidono di annullare l'assemblea nazionale prevista il 18 novembre 2017, terminando il cosiddetto "percorso del Brancaccio".

Gli attivisti di Je so' pazzo decidono quindi di indire una nuova assemblea nazionale il 18 novembre 2017 per la costruzione di un movimento che desse rappresentanza alle battaglie sociali e alle idee di singoli, centri sociali, associazioni e partiti che si sentivano senza rappresentanza. All'appello si presentano quasi 800 persone, tra cui rappresentanti di molte associazioni (come Eurostop e Clash City Workers) e partiti (come il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista), gettando le basi per la presentazione della futura lista. All'assemblea nazionale del 17 dicembre 2017 viene ufficializzato il nome della lista e una struttura organizzativa per costruire un movimento che andasse oltre la scadenza elettorale. All'assemblea Viola Carofalo (ricercatrice di filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e attivista di lungo periodo di Je so' pazzo) viene scelta come portavoce e poi nominata ufficialmente quale capo del movimento il 6 gennaio 2018.

La lista viene quindi infine appoggiata da diversi partiti politici: Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista, Partito del Sud, Rete dei Comunisti, Risorgimento Socialista, Democrazia Atea e Movimento RadicalSocialista. La lista include o ha incluso anche altri piccoli partiti, movimenti politici, centri sociali, sindacati, associazioni e comitati locali, tra cui Clash City Workers, Movimento Pirata Rivoluzionario, Eurostop (piattaforma sociale a sua volta composta, tra gli altri, da Rete dei Comunisti, dal PCI e dall'Unione Sindacale di Base) e membri dei movimenti No TAV, No TAP, No MUOS e No TRIV.

Alle elezioni la lista ottiene l'1,13% dei voti per la Camera e l'1,05% per il Senato, non riuscendo a conquistare alcun seggio parlamentare.

Alle elezioni regionali in Lazio candida alla Presidenza della Regione la ginecologa femminista Elisabetta Canitano, che ottiene l'1,41% mentre la lista l'1,31%, non eleggendo alcun consigliere.

Abbandono del PCI e Sinistra Anticapitalista Il 18 marzo 2018 il Teatro Italia di Roma è sede dell'assemblea nazionale del movimento in cui decide di portare avanti il proprio programma.

Dal 6 all'8 luglio 2018 si svolge a Orvieto il primo congresso del Partito Comunista Italiano, che in tale occasione abbandona ufficialmente Potere al Popolo!.

Il 4 ottobre 2018 la Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista annuncia con un documento di non aderire alla seguente fase di strutturazione di Potere al Popolo!, pur manifestando l'intenzione di mantenere un proficuo rapporto fra organizzazioni diverse.

Fase costituente e abbandono di Rifondazione Comunista e del Partito del Sud Dal 6 al 9 ottobre 2018 si svolgono le votazioni su piattaforma LiquidFeedback per la scelta dello statuto. Sono sottoposte al voto due proposte di statuto elaborate dai membri del coordinamento nazionale, successivamente emendate tramite la discussione nelle assemblee territoriali rispettivamente sostenute dall'Ex-Opg ed Eurostop e da Rifondazione; risulta vincitrice la prima con l'82% dei voti.

L'assemblea nazionale che segue la votazione dello statuto è convocata a Roma per il 20-21 ottobre 2018.

Il 28 ottobre 2018 il Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista approva un documento con cui decide di abbandonare il percorso di costituzione di Potere al Popolo! modificando la linea politica precedentemente intrapresa.

La rottura tra Rifondazione da una parte, ed Ex-Opg ed Eurostop dall'altra, si consuma sulle strategie future del partito: Rifondazione punta ad un'alleanza, un cartello elettorale delle diverse sigle della sinistra politica alternativa al PD, mentre Ex-Opg ed Eurostop spinsero per trasformare Potere al Popolo in un soggetto politico unitario e autonomo che rappresenti i movimenti sociali radicali e di opposizione.

Con un documento del Consiglio Direttivo Nazionale del 29 ottobre seguente anche il Partito del Sud–Meridionalisti Progressisti esce dal processo costitutivo di Potere al Popolo!.

I portavoce nazionali e programma Potere al Popolo! si struttura e dopo una votazione degli iscritti sulla piattaforma in rete il 12 gennaio 2019 elegge come portavoce nazionali Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi. Contestualmente la base viene interpellata in previsione delle elezioni europee del 2019 e, con il 73% dei votanti, decide che il movimento deve partecipare a tale appuntamento elettorale. Tramite un'ulteriore votazione svolta in rete tra il 24 e il 26 gennaio si decide di continuare il percorso verso le europee cercando dei punti di convergenza con la coalizione lanciata dal movimento di Luigi de Magistris, bocciando invece la proposta di collaborazione con il Partito Comunista Italiano. Potere al Popolo! ha invece partecipato ai tavoli programmatici portando quattro punti ossia: rottura dei trattati dell'Unione europea, rottura della NATO, rottura col Partito Democratico anche a livello locale e protagonismo femminile. In seguito all'impossibilità di trovare un accordo con gli altri soggetti della sinistra e al conseguente ritiro di De Magistris, il Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo! ha deciso di non partecipare alle elezioni europee, concentrandosi invece sul lavoro di radicamento territoriale e su alcune elezioni locali.

Rispetto alla crisi politica che porta alla nascita del governo Conte II, Potere al Popolo si dichiara da subito all'opposizione. Alle elezioni regionali in Umbria del 2019, presenta la candidatura di Emiliano Camuzzi in alleanza col PCI. A causa degli scarsi risultati elettorali (0,32% Potere al Popolo e 0,87% candidato presidente), PaP non eleggerà alcun rappresentante in consiglio regionale.

Alle elezioni comunali del 2019 a Livorno, Potere al Popolo presenta una lista in appoggio alla candidatura a sindaco di Marco Bruciati insieme alla lista civica Buongiorno Livorno. Il candidato ottiene il 14,30% dei voti, mentre la lista di PaP ottiene il 4,99% e in totale vengono eletti tre consiglieri: un seggio per Buongiorno Livorno, uno per Potere al Popolo e uno al candidato Bruciati.

Il 4 novembre 2019, con decisione all'unanimità del Consiglio Direttivo Nazionale, il Movimento RadicalSocialista abbandona Potere al Popolo!.

Le regionali del 2020 Partecipa all'Assemblea nazionale della Sinistra di Opposizione lanciata da PCI, Sinistra Anticapitalista e PCL, insieme a PRC e altri partiti.

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020 presenta la candidatura autonoma di Marta Collot, proponendo un salario minimo di 9 euro l'ora per i lavoratori del pubblico e in appalto e l'abolizione della legge regionale urbanistica accusata di favorire la cementificazione. Potere al Popolo, in questa tornata elettorale, si ferma allo 0,37%.

Alle elezioni regionali in Campania Potere al Popolo corre da solo candidando Giuliano Granato, proponendosi come forza di controllo popolare sulla spesa in regione e criticando la gestione della pandemia di Covid19 da parte dell'amministrazione di De Luca. A queste elezioni ottiene l'1,2% dei voti.

Il cambio dei portavoce, l'arrivo in parlamento e la partecipazione a Unione Popolare L'8 maggio 2021 Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi annunciano di non voler ricandidarsi come portavoce. A seguito delle elezioni per la scelta dei nuovi portavoce avvenute tra il 7 e l'11 maggio vengono eletti Giuliano Granato e Marta Collot.

Il 13 maggio 2021 Democrazia Atea annuncia l'uscita dalla formazione.

Il 20 luglio 2021 il senatore Matteo Mantero aderisce al partito, costituendo nel gruppo misto la componente "Potere al Popolo (PaP)".

Nel settembre 2021 Potere al Popolo è anche fra i promotori del referendum per la cannabis legale.

Alle elezioni amministrative di ottobre 2021 Potere al Popolo entra a far parte delle coalizioni di sinistra (mantenendo liste separate) che sostengono Angelo d'Orsi a Torino e Alessandra Clemente a Napoli, presentando propri candidati sindaco a Milano, Roma e Bologna. Nelle contemporanee elezioni regionali in Calabria sostiene la candidatura di Luigi de Magistris, all'interno di una lista con altre sigle della sinistra e della sinistra radicale. Ottiene il suo miglior risultato a Bologna, dove la candidata sindaca Marta Collot arriva al 2,49% delle preferenze (e la lista arriva al 2,29%). L’8 febbraio 2022 nasce la componente del Gruppo misto alla Camera "Manifesta-PaP!-PRC-SE", formata da quattro deputate indipendenti fuoriuscite dal M5S e a cui il PRC e PaP! hanno prestato il simbolo, ovvero Simona Suriano, Doriana Sarli, Silvia Benedetti e Yana Chiara Ehm.

Pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, il partito ha diffuso uno scritto di Vijay Prashad nel quale si sosteneva che la rivoluzione ucraina del 2014 era stata un colpo di Stato orchestrato dagli Stati Uniti e che era necessario risolvere il conflitto per via diplomatica auspicando che l'Europa sviluppasse "una relazione indipendente con la Russia che non sia modellata dagli interessi degli Stati Uniti.."

In vista delle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 il partito contribuisce alla lista Unione Popolare con DemA di Luigi De Magistris (indicato come capo politico), Rifondazione Comunista e la componente parlamentare ManifestA. La lista otterrà l'1,43% alla Camera e l'1,36% al Senato non riuscendo così ad eleggere alcun rappresentante in Parlamento.

Elezioni europee e regionali del 2024 Tra il 4 e il 14 gennaio 2024 si tengono le elezioni per il rinnovo del coordinamento nazionale, che vedono la riconferma di Collot e Granato a portavoce nazionali.