Si tratta di una personalità ricostruita da Roberto Longhi (1960), che radunò sotto questo insolito appellativo una serie di ritratti a metà strada tra il gusto ferrarese di Dosso Dossi e la cultura veneto-friulana del Pordenone. Sebbene il gruppo dei ritratti sia abbastanza omogeneo e per lo più con lo stesso taglio di tre quarti (uno agli Uffizi), più difficile è l'accostamento di opere religiose, che oggi, rispetto al primo studio di Longhi, sono talvolta riferite ad altri. Federico Zeri lo identificava con Girolamo Marchesi da Cotignola.
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