Cerreto Castello (Sciarèj o Ciarèj in piemontese) è stato un comune italiano di 615 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte. Il toponimo deriva dal cerro, un tipo di quercia ora scomparsa dalla flora del Biellese ma in passato piuttosto diffusa nella zona.
Dal 1º gennaio 2019 si è fuso con il comune di Quaregna per dare vita al nuovo comune di Quaregna Cerreto.
Storia Il villaggio di Cerreto viene menzionato per la prima volta nel 999 quando un diploma dell'imperatore Ottone III ne riconfermò il possesso alla diocesi di Vercelli nella persona del vescovo Leone. Nel 1165 il vescovo Uguccione concesse il feudo a Corrado Avogadro di Quaregna. Gli Avogadro, una nobile famiglia dai numerosi rami, erano infatti di origine vercellese e di sicura fede guelfa. A Cerreto essi fecero costruire una casaforte nel XIII secolo, edificio che fu ampliato nella seconda parte del Quattrocento.Sito ufficiale del comune di Cerreto Castello www.comune.cerretocastello.bi.it (consultato nel maggio 2010)
Simboli Lo stemma e il gonfalone di Cerreto Castello erano stati concessi con regio decreto del 26 maggio 1942.
Il gonfalone era un drappo partito di bianco e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Castello medioevale degli Avogadro, che dà il nome al paese; villa Rosazza: conserva al suo interno affreschi di Fabrizio Galliari risalenti al XVIII secolo; chiesa parrocchiale di San Tommaso: si tratta di un rifacimento seicentesco di una preesistente chiesa romanica; campanile medioevale, risalente all'XI secolo.
Società Evoluzione demografica
Amministrazione
Altre informazioni amministrative Il comune faceva parte della soppressa Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi, mentre fino al 2010 apparteneva alla Comunità montana Prealpi Biellesi, abolita in seguito all'accorpamento disposto dalla Regione Piemonte nel 2009.Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi, cartografia ufficiale in .pdf su (consultato nell'ottobre 2012)
Infrastrutture e trasporti Dal 1926 al 1951 Cerreto Castello ospitò una fermata della tranvia Biella-Cossato e, fra il 1891 e il 1958, un analogo impianto della ferrovia Biella-Cossato-VallemossoMario Matto, La tramvia Santhià-Ivrea e la rete tranviaria locale, in Santhià e la ferrovia: una storia che dura 150 anni, GS Editrice, Santhià, 2006, pp. 203-266. ISBN 88-87374-95-3.
Note
Voci correlate Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi
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