I fotografi della guerra di secessione americana furono numerosi e molto attivi in entrambi gli schieramenti in campo; la guerra civile fu il primo conflitto del XIX secolo ampiamente coperto dai mezzi di comunicazione di massa sia attraverso i reporter informativi - uno dei primissimi casi di vero e proprio giornalismo di guerra - giunti nei pressi dei maggiori scontri che tramite i loro addetti specializzati nel raccogliere le immagini.
Vi furono poi una larga schiera di fotografi, anche di altre nazionalità, che lavorarono in più o meno piena completa autonomia con l'esplicito intento di documentare le tragedie di quella che si rivelò ben presto anche una guerra giornalistica combattuta con le armi della propaganda.
Le immagini in tal modo raccolte avrebbero fornito ai posteri una registrazione visiva completa del catastrofico evento che causò più di mezzo milione di morti, ma anche delle sue massime figure - dai generali di spicco ai soldati semplici -, contribuendo a creare una forte impressione di compartecipazione sulla popolazione civile.
Una cosa che invece non è generalmente nota al grande pubblico è il fatto che circa il 70% delle fotografia documentaria della guerra è stata catturata dagli obiettivi gemelli di una fotocamera stereoscopica"Blue & Gray in Black & White", Zeller, Bob, 2005 Introduction xvi.
Lo scontro fratricida statunitense fu la prima guerra della storia la cui più intima realtà avrebbe fatto irruzione all'interno delle stesse case della popolazione comune; sarebbe stata portata nel bel mezzo delle strade di tutte le città, dai maggiori centri urbani degli Stati Uniti d'America nord-orientali ai più piccoli villaggi sperduti nel vasto West.
Tutto ciò non solo grazie alle rappresentazioni visivo-descrittive espresse nei giornali, negli album fotografici appositamente realizzati e nei ritratti per carte de visite, ma soprattutto a causa di un nuovo popolare formato 3D denominato stereoscopio o "stereocard". Milioni di tali "cartoline-ricordo" verranno prodotte ed acquistate da un pubblico desideroso di sperimentare la natura dell'impresa bellica in una modalità completamente nuova e mai veduta prima.
Contesto storico La guerra di secessione (1861-1865) fu il quinto conflitto nella storia in ordine di tempo ad essere fotografato, dopo la Guerra messico-statunitense (1846-1848) combattuta nel corso della presidenza di James Knox Polk, la Guerra di Crimea (1854-1856) a cui partecipò anche un contingente inviato dal Regno di Sardegna e che vide per la 1ª volta all'opera le infermiere di Florence Nightingale, i Moti indiani del 1857 scoppiati nell'Impero anglo-indiano contro il colonialismo dell'impero britannico ed infine la Seconda guerra d'indipendenza italiana del 1859 contro l'impero austro-ungarico.
Nordisti
Mathew B. Brady Mathew B. Brady (1822 - 1896), figlio di immigrati irlandesi, nacque nella Contea di Warren (New York) ed avrebbe speso quasi interamente la propria fortuna per riuscire ad accumulare il maggior numero di foto ritraenti sia i grandi episodi guerra e i massimi generali che le vedute dei luoghi di minor impatto emotivo e gli anonimi partecipanti tra i volontari rimasti del tutto sconosciuti.
Fin dai primi anni del decennio 1840 egli era un produttore di custodie e astucci ingemmati per dagherrotipi a New York. Nel 1844 aprirà la sua 1° galleria fotografica al numero 205 di Broadway, la "New-York Daguerreian Miniature Gallery", dopo che insieme al collega Edward Anthony (1819 - 1888) aveva ricevuto i primi rudimenti sulla materia da parte di Samuel Morse per un compenso di 50 dollari.
Ancora ventenne uno dei primi obiettivi di Brady fu quello di stabilire nella sua galleria una "hall of fame", una raccolta per immagini degli americani illustri (la Gallery of Illustrious Americans): "fin dall'inizio, mi ritenevo obbligato nei riguardi del mio paese di conservare i volti dei suoi uomini e madri storici".
Nel maggio del 1852, dopo una lunga assenza trascorsa nel continente europeo, ritornò a New York e cominciò a cercare i trattamenti da effettuare contro gli effetti negativi contratti dall'avvelenamento da mercurio, un evento già allora molto comune il quale - col trascorrere del tempo - prima rovinava parzialmente la qualità delle immagini con la polarizzazione e successivamente anche la salute di coloro che ne erano stati a stretto contatto.
Nel 1856, vedendo l'enorme potenziale che poteva dare la stampa riproducibile e ingrandita nei giornali illustrati, ingaggiò l'uomo d'affari nonché fotografo dilettante Alexander Gardner (1821 - 1882) il quale non mancò d'istruirlo nella nuova arte fotografica su cotone collodio umidoD. Mark Katz, "Witness to an Era. The Life and Photographs of Alexander Gardner", Viking, New York, 1991, pp. 14-15.
L'ineguagliabile fama di Brady derivò innanzi tutto dalla sua estremamente abile capacità auto-promozionale e da una forte determinazione nel riuscire a sfondare come il fotografo ritrattista più importante dei suoi tempi; sarebbe diventato noto anche come il più celebre fotografo della guerra civile americana. Fin dall'inizio decise di raccogliere direttamente sul campo ed accumulare quante più visioni di guerra possibile, con la consapevolezza che in un futuro non troppo lontano sarebbe stato possibile un mezzo di riproduzione foto-meccanico.
Con un tale scopo in mente acquistò, scambiò, prese in prestito, contrattò e copiò stampe e negativi; le esistevano delle vedute doppie le comperò. Alla luce della vasta pratica acquisita non sorprende quindi che un numero molto grande di scene di guerra le quali non erano in realtà opera sua vennero ad essere associate quasi esclusivamente al suo nome. Quasi tutte le immagini dei luoghi di battaglia sembrarono essere una "fotografia di Brady".
Allo scoppio delle ostilità, ottenute le necessarie autorizzazioni dal Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, cominciò ad acquistare robuste e voluminose macchine fotografiche e si mise in viaggio su un carro facente funzione di camera oscura mobile; così armato si mise a fare i primi scatti; inviò anche i propri impiegati a documentare la lotta e tutto a sue spese personali.
La Prima battaglia di Bull Run fornirà l'opportunità iniziale di fotografare uno scontro tra eserciti contrapposti; tuttavia Brady in quel caso tornò indietro senza fotografie conosciute che ritraggono il campo di battaglia. Dopo la grave sconfitta subita in quel caso dall'Unione si diresse già il giorno dopo a Washington, ove sarà fotografato nel proprio studio indossando un soprabito macchiato ed una spada sporca al fianco.
Si conosce molto poco della vita quotidiana di Brady in quanto non teneva alcun diario, non redasse alcuna memoria e lasciò solo ben pochi resoconti scritti"Mathew Brady, Portraits of a Nation", Robert Wilson, 2013 pg. 4. Al termine della guerra stimò di aver speso fino a 100.000 dollari per poter raccoglier più di 10.000 negativi, a cui però il pubblico sembrava non mostrare più alcun particolare interesse: nel 1875 il "Dipartimento della Guerra" si offrirà di venirgli in aiuto acquistando per 25.000 dollari la collezione rimanente nella sua interezza, costituita per lo più da ritratti.
L'agenzia "E. & H. T. Anthony & Company" mantenne il possesso di gran parte delle immagini di guerra scattate da Brady, ricevute da lui stesso come forma di compensazione per i continui indebitamenti nel procurarsi apparecchi, lastre fotografiche ecc. Dal "Dipartimento della Guerra" la collezione passerà all'Signal Corps e solamente nel 1940 fu accolta dai National Archives and Records Administration.
Il 15 gennaio del 1896 Brady morirà senza un soldo nel reparto di carità pubblica del Presbyterian Hospital di New York. Non morì tuttavia del tutto isolato; nei suoi ultimi giorni venne visitato e confortato spesso sia da amici che da semplici ammiratori fino all'ultimo istante. Il rito funebre sarà in larga parte finanziato dagli appartenenti al "7th NYSM" (il "7th Regiment New York State Militia, National Guard"), il reggimento in cui era stato inserito come "membro adottivo""Mathew Brady, Portraits of a Nation", Robert Wilson, 2013 pg. 230.
Mentre è vero che all'inizio, a sue spese l'intraprendente Mathew Brady ottenne le necessarie autorizzazioni dal Dipartimento di Guerra allo scopo di documentare la "ribellione" sarebbero stati però altri, in particolare quei fotografi che erano sotto la supervisione diretta di - o che vennero impiegati da - Alexander Gardner, come Timothy O'Sullivan, James F. Gibson, George Barnard, James Gardner e William Pywell, che avrebbero seguito gli eserciti e in definitiva adempiuto al difficile compito di registrare per i posteri una storia fotografica consequenziale della guerra civile americana.
Alexander Gardner Alexander Gardner (1821 - 1882) nacque a Paisley in Scozia e divenne un apprendista gioielliere argentiere all'età di 14 anni; ben presto scoprirà che i propri interessi e massimi talenti naturali risiedevano nei campi della finanza e del giornalismo. A 21 anni lasciò l'impiego alla gioielleria per un posto come reporter al Glasgow Sentinel e dopo appena un anno ne sarà nominato direttore.
L'amore nei confronti della chimica lo portò velocemente a sperimentare con fiducia la neonata tecnica fotografica; rimasto profondamente turbato dallo sfruttamento della classe operaia e dallo spirito dei primi movimenti cooperativistici di origini scozzesi, riuscirà ad organizzare a Monona (Iowa) un'impresa basata sulle teorie del socialismo utopico di Robert Owen, la società cooperativa "Clydesdale Joint Stock Agricultural and Commercial Company".
Ma nel 1853 la maggior parte dei coloni si ammalarono di tubercolosi (allora denominata "consunzione") e ne morirono, tanto che la società dovette essere sciolta. Tre anni più tardi assieme al fratello James e ad altri 7 compagni d'avventura, tra cui la moglie Margaret (1824 - ), il figlio Lawrence (1848 - ), la figlia Eliza (1850 - ) e la madre Jane emigreranno in massa negli Stati Uniti d'America nord-orientali. A far parte del gruppo vi potrebbe essere stato anche il futuro collega James F. Gibson.
Alex si mise subito alla ricerca del già famoso Mathew B. Brady perché lo aiutasse a poter trovare un impiego adatto alle sue competenze; questi lo assunse per gestire la "Washington D.C. Gallery". L'acume e l'esperienza commerciale di Gardner nell'abito della fotografia su cotone collodio umido ed in particolare nell'"Imperial Print" - un ingrandimento di stampa di 17 x 21 pollici - contribuiranno sostanzialmente a portare a Brady un enorme successo.
Le lastre sviluppate, che generalmente erano state fino ad allora utilizzate come elementi positivi per creare dei singoli ritratti chiamati nel loro insieme ambrotipia, cominciarono qui ad essere ampiamente usate come dei negativi i quali impiegavano carte sensibilizzate e rendendo in tal maniera possibile la riproduzione di copie illimitate di Cliché formato-album oltre che di popolari "ritratti-carte da visita".
A partire dal novembre del 1861 Gardner venne scelto dallo staff del generale George McClellan, il comandante dell'Armata del Potomac, per essere nominato fotografo ufficiale del Teatro Orientale della guerra di secessione americana con l'assegnazione del rango onorario di capitano. Nel corso del 1862 Gardner e /o i suoi operatori fotografarono i campi della Prima battaglia di Bull Run, della Campagna peninsulare, della battaglia di Cedar Mountain e della battaglia di Antietam.
In quanto i campi della battaglia di Fredericksburg e della battaglia di Chancellorsville rappresentarono delle cocenti sconfitte dell'Unione e rimasero nelle mani del nemico i fotografi Nordisti non riuscirono a raggiungerle.