Castelfranco in Miscano è un comune italiano di abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica Il centro abitato, esteso nell'Appennino campano a sud-est del colle San Bartolomeo, è il comune più orientale della provincia.

La sua escursione altimetrica è pari a 541 m s.l.m. con una quota minima di 409 m. e una massima di 950 m. La superficie agricola utilizzata è pari a 4361,18 ettari (ha)Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007.

Origini del nome Il nome deriverebbe dal possesso del castello da parte di un franco o francese, in epoca angioina, allorquando il borgo era noto come Castellum Francolum o Castellum de Franco. Secondo un'altra ipotesi franco costituirebbe invece un aggettivo e significherebbe "libero da tassazione"..

L'aggiunta "in Miscano" si riferisce all'omonimo torrente, affluente di destra del fiume Ufita.

Storia Fin dall'epoca normanna Castelfranco fu legata più volte alla contea di Ariano; nel Catalogus baronum il feudatario locale era un tale Rafrire. La baronia di Castelfranco è attestata anche in epoca angioina, allorquando il borgo dovette contribuire al restauro della fortezza di Crepacuore, situata lungo la via Francigena; i feudatari dell'epoca furono i De Lecto e i Buisson. In epoca aragonese Castelfranco rivestì una notevole rilevanza strategica, tanto che lo stesso re Ferdinando vi giunse allo scopo di passare in rassegna le proprie truppe; in tale periodo il dominio passò nuovamente ai conti di Ariano, tra i quali spiccano Francesco Sforza e Innico de Guevara. Fra gli ultimi feudatari si citano i Caracciolo, i Di Sangro e i Mirelli.

Da un punto di vista amministrativo il comune nel quadriennio 1743-46 fu soggetto alla competenza territoriale del regio consolato di commercio di Ariano nell'ambito della provincia di Principato Ultra., cui appartenne fino al 1811; in seguito fece parte del distretto di Bovino nella Capitanata per passare infine, nel 1861, alla neonata provincia di Benevento.

Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 10 gennaio 1930.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Ruderi delle mura e del castello medievale, avanzano i due pilastri dell'antica porta, detta della Terra. Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie, poi sede della casa comunale, del XIII secolo. Chiesa di San Giovanni Battista, protettore del borgo. Cappella rurale di San Lorenzo: la chiesa originaria era dei primi dell'Ottocento; dotata di un orto, nei primi tempi veniva custodita da un gruppo di monaci, poi da un eremita, quindi cadde in rovina. Crollata nel 1926, fu successivamente ricostruita. Casale Tre Fontane: complesso architettonico rinascimentale lungo la medievale via Francigena, sul confine con Greci. Casale Campanaro: già feudo abbaziale della contea e diocesi di Ariano, situato nell'alta valle del Miscano lungo un antico tratturello diretto alle Tre Fontane. Aequum Tuticum: tipico esempio di vicus romano, all'incrocio tra le antiche vie Aemilia, Minucia (poi Traiana) ed Herculia. Fin dal Settecento il cartografo francese Jean-Baptiste Bourguignon d'Anville intuì che Aequum Tuticum doveva trovarsi presso Castelfranco; successivamente il sito fu localizzato appena qualche chilometro più a sud, sull'altipiano di Sant'Eleuterio nell'odierno territorio comunale di Ariano Irpino.

Aree naturali Lungo la dorsale del Monte Tufaro (918 ), sullo spartiacque appenninico a cavallo tra il bacino del Fortore e la valle del Miscano, si estende il grande bosco di Castelfranco, sottoposto a tutela quale sito di interesse comunitario. Lungo il margine settentrionale del bosco, al confine con Roseto Valfortore, vi è una sorgente di acqua sulfurea. Le bolle della Malvizza, il più vasto complesso di vulcanetti di fango dell'Appennino meridionale, emergono da un ampio pianoro lungo la principale strada di accesso al paese.

Società Evoluzione demografica

Religione Il territorio comunale è incluso nella forania Miscano-Fortore-Cervaro della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Economia Agricoltura Le numerose aziende agro-zootecniche sono alla base dell'economia cittadina. Notevoli sono soprattutto le colture cerealicole e l'allevamento bovino. Non mancano alcuni prodotti tipici, legati alla tradizione locale, come il caciocavallo di Castelfranco.

Turismo Il territorio comunale è attraversato dal tratturello Volturara-Castelfranco (un'antica via della transumanza) e lambito dal tratturello Camporeale-Foggia. Quest'ultima direttrice, che ricalca il percorso dell'antica via Traiana., ebbe notevole risalto durante tutto il medioevo in quanto parte integrante della via Francigena; ciò ha permesso al comune di entrare a far parte del distretto turistico-religioso Viaticus e dell'Associazione Europea delle Vie Francigene.

Infrastrutture e trasporti Strade Una strada interprovinciale allaccia Castelfranco in Miscano con la strada statale 90 bis, agevolando così i collegamenti con Benevento, Ariano Irpino e Foggia.

Altre strade provinciali collegano il borgo con i comuni limitrofi di Ginestra, Montefalcone, Roseto e Faeto, questi due ultimi situati nella confinante Puglia.

Ferrovie La stazione di Castelfranco in Miscano, posta lungo la ferrovia Napoli-Foggia, è inattiva fin dal 1990.

Amministrazione

Altre informazioni amministrative Fa parte della Comunità montana del Fortore.

Sport Calcio Nel comune vi è una squadra di calcio dilettantistica: A.S.D. Castelfranco Calcio, militante nella stagione 2025/2026 in Terza Categoria.

Note

Bibliografia Antonio Iamalio, La regina del Sannio, Ardia editore, Napoli, 1918 Alfonso Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, Benevento 1970

Voci correlate Aequum Tuticum Bolle della Malvizza Caciocavallo di Castelfranco Campanaro (feudo) Comunità montana del Fortore Miscano Stazione di Castelfranco in Miscano Tre Fontane (Greci) Valle del Miscano

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