Bosh è stato selezionato come quarta scelta assoluta nel Draft NBA 2003 dai Toronto Raptors. Campione olimpico con la nazionale USA ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, nel corso della sua carriera ha fatto valere il suo grande talento nei rimbalzi difensivi oltre ad apprezzabili doti realizzative.

Nel 2021 è stato inserito fra i membri del Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Carriera

High School e college Ha giocato per la Lincoln High School di Dallas, trascinandola ad un record di 40-0 nel suo ultimo anno. Inoltre fu nominato giocatore dell'anno. Decise di non andare subito nella NBA ed andò nella prestigiosa università di Georgia Tech, dove rimase un solo anno nel quale vinse il premio di Freshman of the Year della Atlantic Coast Conference, succedendo ad Ed Nelson.

NBA Toronto Raptors (2003-2010) Si presentò al draft NBA 2003 e venne scelto al numero 4, dopo LeBron James, Carmelo Anthony e Darko Miličić, ma prima del fenomeno dei Miami Heat Dwyane Wade.

Chris cominciò ad emergere tra le giovani stelle NBA e divenne presto il leader dei Raptors. Giocò nelle partite NBA Rookies- Sophomores sia nel 2004 che nel 2005. Nella stagione 2006 ha partecipato all'All Star Game NBA ed è entrato nel novero delle stelle NBA.

Nella stagione 2006-07, Bosh è richiamato ad unirsi al Team USA al FIBA Americas Championship 2007, ma un infortunio al piede lo indusse a ritirarsi dal team. La stagione 2006-07 finisce al primo posto della division e al terzo di conference con i Toronto Raptors, per la prima volta nella storia della franchigia canadese, davanti ai New York Knicks, Philadelphia 76ers, New Jersey Nets e i Boston Celtics, con uno score di 47 vittorie e 35 sconfitte. Vengono però eliminati al primo round contro i New Jersey Nets per 4-2.

Il 23 giugno 2008 è stato selezionato per partecipare alle Olimpiadi estive di Pechino del 2008 con il Team USA. Durante le Olimpiadi, ha giocato in sostituzione del centro degli Orlando Magic Dwight Howard, nel torneo da cui gli Stati Uniti sono usciti imbattuti e ha vinto la medaglia d'oro sconfiggendo in finale la Spagna. In questa competizione Chris Bosh ha avuto una media di 9,1 punti a partita ed è stato il miglior rimbalzista della squadra con una media di 6,1 rimbalzi a partita.

Il 3 gennaio 2010 è diventato il primo marcatore nella storia dei Raptors, superando Vince Carter. Nello stesso anno, il 20 gennaio Chris Bosh ha messo a segno 44 punti contro i Milwaukee Bucks, che è diventato il suo career-high.

Miami Heat (2010-2017) I due titoli NBA Diventato free agent, nell'estate 2010 firma un contratto con i Miami Heat, dove ritroverà i compagni di nazionale Dwyane Wade e LeBron James, svincolatosi dai Cavaliers e approdato pochi giorni dopo Bosh alla franchigia della Florida. Desideroso di intraprendere una nuova fase della sua carriera, abbandona il numero 4 e decide di indossare la maglia numero 1, che usava ai tempi dell'high school. Conclude la regular season con gli Heat vincendo il titolo di division. Ai playoff NBA, diventa campione della Eastern Conference e raggiunge le NBA Finals, perdendo però contro i Dallas Mavericks; la serie finisce 4-2 per i texani. Bosh conclude i playoff con una media di 18,6 punti per partita con 8,5 rimbalzi.

La stagione successiva a causa del lock-out in NBA inizia nel mese di dicembre 2011. Con la franchigia della florida arriva al secondo posto della Eastren Conference, dietro i Chicago Bulls nella regular season. Ai play-off incontrano prima i New York Knicks battuti per 4-1, poi gli Indiana Pacers battuti per 4-2, anche se Chris Bosh si infortuna in gara-1 dopo soli 13 minuti giocati a causa di uno strappo addominale. Ritorna alle finali di conference contro i Boston Celtics che sconfiggono in rimonta 4-3. Infine incontrano gli Oklahoma City Thunder delle stelle Kevin Durant e Russell Westbrook, alle finali NBA che si risolvono in favore degli Heat per 4-1, facendo così campioni i Big Three. Il 3 novembre, contro i Denver Nuggets, mette a referto ben 40 punti con 7 rimbalzi. Il 16 febbraio vince, con il team Miami, formato da lui, Swin Cash e Dominique Wilkins l'NBA Shooting Stars Competition battendo il team di Russell Westbrook. Viene selezionato per l'All Star Game fra le riserve, ma a causa dell'infortunio del playmaker titolare Rajon Rondo, viene inserito nel quintetto base insieme ai compagni di squadra Dwyane Wade e LeBron James. In stagione gli Heat riescono a vincere 27 gare di fila, diventando così la seconda franchigia con la serie positiva più lunga della storia. La franchigia di Miami arriva prima in Regular season (66-16), e ai NBA playoffs supera prima i Milwaukee Bucks (4-0), poi i Chicago Bulls orfani di Derrick Rose, e in finale di conferece gli Indiana Pacers di Paul George e arriva alle finals contro i San Antonio Spurs. Miami e San Antonio danno il via ad una combattutissima serie che porta sino a gara-7 dove Miami bisserà il titolo battendo gli Spurs 95-88. Eccelle particolarmente in gara 6, dove prende il rimbalzo offensivo sul tiro sbagliato da LeBron James a 8,7 secondi dalla fine, scarica il pallone a Ray Allen che mette la tripla del 95-95 a 5,2 secondi dalla fine, portando la squadra all'overtime, evitando la sconfitta in finale. All'overtime effettua due decisive stoppate, una su Tony Parker a 33 secondi dalla fine sul risultato di 101-100 a favore dei Miami Heat, l'altra a 1,9 secondi dalla fine su Danny Green, mantenendo il risultato sul 103-100 per gli Heat, portando la serie sul 3-3. Per Bosh è il secondo anello NBA (consecutivo).

Nella stagione 2013-14 Bosh migliora notevolmente nel tiro da tre punti, stabilendo il suo record di tiri da tre punti realizzati in un anno: dai 21 tiri dall'arco messi nella stagione precedente passa a 74, con una media del 34%. Risultano decisive le sue realizzazioni da tre punti soprattutto nella partita contro i Charlotte Bobcats, quando nel quarto quarto realizza tre triple consecutive, trascinando i Miami Heat verso la vittoria e nel match contro i Portland Trail Blazers dove i Miami Heat, orfani di LeBron James, vincono per 108-107 grazie ad una sua tripla dai 9 metri a 0,5 secondi dalla fine. Il 16 febbraio, durante l'NBA All-Star Weekend, vince per la seconda volta consecutiva l'NBA Shooting Stars Competition. Il 12 marzo 2014 raggiunge i 15.000 punti in NBA contro i Brooklyn Nets. Chiude la regular season con 16,2 punti per partita con 6,6 rimbalzi, 1,1 assist, 1,0 palle rubate e 1,0 stoppate a partita. I Miami Heat chiudono al secondo posto, incontrando così nel primo turno dei play-off i Charlotte Bobcats, battuti 4-0. Nel secondo turno i Miami sconfiggono 4-1 i Brooklyn Nets di Paul Pierce, Kevin Garnett e Deron Williams. Le finali di conference vedono invece i Miami contro gli Indiana Pacers, che possiedono il fattore campo ma vengono tuttavia facilmente sconfitti per 4-2. Gli Heat raggiungono così per la quarta volta di fila le NBA Finals. I Miami Heat tuttavia vengono sconfitti nelle Finals dai San Antonio Spurs per 4-1.

L'addio di LeBron e i problemi di salute L'11 luglio 2014, dopo l'annuncio di LeBron James del suo ritorno ai Cleveland Cavaliers, voci portano a pensare di un imminente trasferimento di Bosh agli Houston Rockets. Tuttavia poche ore dopo viene annunciato il rinnovo di Chris con la franchigia di South Beach per una cifra di 118 milioni di dollari in 5 anni.

Nell'opening night della stagione 2014-2015, Bosh si rende protagonista di una sontuosa prestazione nella vittoria contro i Washington Wizards, mettendo a referto 26 punti, 15 rimbalzi (record con la maglia degli Heat) e 4 assist. La stagione inizia bene; nelle prime 7 partite realizza almeno 20 punti, con una media di 10 rimbalzi. Gli Heat hanno un record di 5-2 ma, sia per l'assenza di Wade sia per prestazioni poco incisive al tiro di Bosh, perdono tre partite consecutive con avversari sulla carta abbordabili, arrivando ad avere un record di 5-5. Gli Heat rialzano la testa vincendo al Barclays Center contro i Brooklyn Nets per 95-83; Chris realizza 15 punti e cattura 9 rimbalzi. Nella trecentesima partita di regular season con la maglia degli Heat è protagonista di una grande prestazione nella partita contro gli Orlando Magic (vinta per 99-92), segnando sul tabellino 32 punti e 10 rimbalzi. Il 9 dicembre grazie ad una sua grande prestazione, 34 punti e 9 rimbalzi, i Miami Heat interrompono una serie di 4 sconfitte consecutive, vincendo contro i Phoenix Suns in trasferta per 103-97. Il 14 dicembre salta la sua prima partita stagionale, contro i Chicago Bulls, a causa di un infortunio al polpaccio. A causa di questo infortunio salta 8 partite consecutive, tra cui il match di Natale vinto dagli Heat per 101-91 contro i Cleveland Cavaliers. Ritorna nella partita persa contro gli Orlando Magic in casa per 101-102 siglando 20 punti e catturando 8 rimbalzi. L'11 gennaio, anche grazie ad una sua sontuosa prestazione, 34 punti e 7 rimbalzi, gli Heat vincono per 104-90 in casa dei Los Angeles Clippers. Il 27 gennaio tocca quota 16000 punti nella partita contro i Milwaukee Bucks, salendo così al 99º posto della classifica dei migliori marcatori NBA. Il 29 gennaio vengono annunciate le riserve dell'All Star Game, tra cui Chris Bosh; viene selezionato quindi per la decima volta consecutiva. Il 14 febbraio vince per la terza volta consecutiva, insieme a Swin Cash e Dominique Wilkins, l'NBA Shooting Stars Competition battendo il team di Russell Westbrook. Durante l'All-Star Weekend, Bosh si era lamentato di alcuni dolori ad un fianco, in prossimità della cassa toracica. Dolori che si ripresentano il 18 febbraio durante un allenamento; viene fatto quindi visitare dal medico di squadra che decide di farlo trasferire in ospedale per ulteriori e approfonditi accertamenti. Gli esami riscontrano dei coaguli di sangue all'interno dei polmoni; un problema simile ha colpito poche settimane prima Mirza Teletović. Il 21 febbraio viene operato con successo e i Miami Heat comunicano che la stagione di Bosh finisce qui. Chiude quindi la stagione con 44 partite giocate, 21,1 punti, 7,0 rimbalzi, 2,2 assist, 0,9 palle rubate e 0,6 stoppate di media a partita. A causa di numerosi infortuni, compreso quello di Bosh, e di numerose partite sfuggite clamorosamente di mano, i Miami Heat non si qualificano per i playoff.