Ulysse Nardin è una società svizzera specializzata nella produzione di orologi di lusso, conosciuta in particolare per la produzione di cronometri marini nel corso del 1800. L'azienda è stata fondata nel 1846 a Le Locle, Svizzera, da Ulysse Nardin.
Storia
La ricerca della precisione e il legame con la marina
Ulysse Nardin (1823-1876) si appassiona al mondo dell'orologeria apprendendone i rudimenti dal padre Léonard-Fréderic e specializzandosi con i maestri William Dubois e Louis Richard. Nel 1846 viene fondata la Maison Ulysse Nardin, che si afferma (ancor prima che per orologi d'uso civile) come azienda leader nella realizzazione di orologi e strumenti di bordo da marina (come ad esempio i barometri), tanto da aggiudicarsi numerosissimi premi per questo genere di segnatempo e da potersi fregiare la fornitura a diverse marine militari di grandi potenze mondiali come Stati Uniti, Giappone, Russia, Gran Bretagna, tra l'Ottocento e i primi del Novecento. La ricerca della precisione porta Ulysse Nardin ad acquistare un orologio regolatore astronomico Houriet tramite cui regolare in maniera estremamente fine e precisa i suoi segnatempo. Uno dei primi riconoscimenti di precisione è stato conseguito durante l'esposizione di Londra del 1862. Nel 1865 la maison si trasferisce nell'immobile a Le Locle in cui si trova tutt'ora, che nel corso di una cinquantina d'anni subisce significativi ampliamenti per poter ospitare sia il sito produttivo sia il laboratorio a cui sottoporre i cronometri marini a condizioni di temperatura avverse.
Ben presto Ulysse Nardin diventa l'azienda orologiera con all'attivo il maggior numero di riconoscimenti di precisione cronometrica. Il 20 febbraio 1876 il fondatore muore e l'azienda passa nelle mani del figlio ventunenne, Paul-David Nardin, il quale segue le orme del padre e fa conseguire alla Maison la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi del 1878 per la precisione dei cronometri da marina. Altri importanti riconoscimenti ottenuti risalgono al 1893 durante l'esposizione universale di Chicago ed all'esposizione internazionale di Milano del 1906. Nel 1903 all'Osservatorio di Neuchâtel sette cronometri da marina Ulysse Nardin conquistarono i primi sette posti.
Nel corso dei decenni vengono prodotti cronometri e orologi per eserciti di oltre cinquanta Stati. Agli inizi del Novecento l'azienda inizia la produzione anche di movimenti di dimensioni più piccole, adatti per essere incassati in segnatempo da polso.
Risale al 1935 la realizzazione di un cronografo da tasca con calibro proprietario in grado di misurare i decimi di secondo.
Secondo i dati dell'Osservatorio di Neuchâtel, tra il 1846 e il 1975 Ulysse Nardin ha ottenuto 747 premi per tutti i suoi segnatempo (d'uso civile e militare), diversi Grand Prix e medaglie d'oro e d'argento alle esposizioni universali, ed oltre quattromila certificati di precisione.
Il rilancio del marchio e le invenzioni di Oechslin A causa della crisi del quarzo, Ulysse Nardin ha affrontato sfide significative alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80. Nel 1983 la società fu acquisita dall'uomo d'affari Rolf Schnyder che, in collaborazione con orologiai come Ludwig Oechslin, fece rivivere il marchio.
Rolf Schnyder è stato amministratore delegato e ha trasformato l'azienda in un business sano, introducendo anche diverse innovazioni. L'obiettivo era quello di far tornare Ulysse Nardin nell'élite dell'orologeria, realizzando segnatempo di qualità da un punto di vista meccanico e di finiture, recuperando in certi casi anche l'estetica degli antichi cronometri da marina che avevano contraddistinto positivamente la storia del marchio. Un esempio è la creazione di un cronografo con calendario e fasi lunari, alimentato dal calibro Lemania 2612 (base Lemania 2310, adottato anche da Patek Philippe, Omega, Vacheron Constantin, Breguet e Roger Dubuis, con aggiunta della complicazione di data e lunario, ribattezzato da Ulysse Nardin UN-53).
Questo crono con data e lunario è stato prodotto in differenti referenze: la 531-22 in edizione limitata con quadrante panna o con quadrante blu e subdials dorati, la 531-77 limitata a 100 pezzi con quadrante bianco e subdials blu, la 532-22 non limitata con quadrante panna, la 533-22 con subdials a contrasto color blu (configurazione "panda"), la 542-22 con anse a maniglione, la 531-77 con quadrante champagne, la 536-22 con cassa in oro rosa anziché oro giallo.
Nel 1985 Oechslin (nato nel 1952 a Gabicce Mare e già noto per realizzazioni di orologi astronomici da parete e per il restauro di un orologio astronomico in Vaticano) realizza l'Astrolabium Galileo Galilei, che all'epoca era l'orologio da polso più complicato mai realizzato, tanto da entrare nel Guinness dei primati qualche anno più tardi. Nel 1988 invece venne progettato, sempre da Oechslin, il Planetarium Copernicum. Il terzo ed ultimo orologio astronomico di Oechslin è il Tellurium Johannes Kepler, del 1992. Sempre risalente al 1992 è anche il primo orologio della maison dotato della complicazione della ripetizione minuti: si tratta del San Marco Minute Repeater, ispirato alla torre dell'orologio di Piazza San Marco a Venezia. L'orologio presenta due automi che raffigurano i due mori che colpiscono una campana al centro del quadrante. A questo modello ne sono seguite molte altre versioni con differenti raffigurazioni (da Gengis Khan alle tigri, dalle estrazioni di petrolio ai cavalli, dagli sport agli automi erotici)
Nello stesso decennio la proposta della Maison si amplia anche con la collezione sportiva Acqua, caratterizzata da modelli solotempo, crono e con calendario completo, alcuni dei quali impermeabili fino a 120 metri ed anche con movimento al quarzo. Ulysse Nardin in questo periodo si fa inoltre apprezzare per la linea San Marco, dedicata a Venezia e alle Repubbliche marinare (alcuni di questi modelli presentano un quadrante in smalto). La San Marco si contraddistingue per numerose varianti, sia solotempo, sia complicati e cronografi (questi ultimi dotati di movimento modulare, come nel caso della ref. 431-77). Quasi tutti i modelli raffigurano sul fondello il leone di San Marco.
Si diffonde inoltre la collezione Michelangelo, contraddistinta da un'estetica d'impatto, con cassa rettangolare smussata, anse fisse a maniglione e complicazioni, con movimenti automatici o a carica manuale (questi ultimi su base Peseux), anche se non mancano pure le versioni solotempo. Il design di quest'ultima collezione vedrà una modifica nel corso del decennio seguente, abbracciando una cassa tonneau che ne aumenterà la sportività.
1990-2020: innovazione continua Negli anni Novanta viene presentato il Berlin 1907, un cronografo rattrapante proposto in diverse varianti con quadrante delle ore decentrato a ore 3 (nel caso della ref. 573-22), o con ore e minuti al centro e subdial al 3 con indicazione delle 24 ore (reff. 581-22 e 583-22) che si basa su una variante pesantemente modificata del calibro Valjoux 7750.
Nel 1996, Ulysse Nardin realizzò il suo primo orologio da polso per cronometro marino "Marine Chronometer 1846", contraddistinto esteticamente da un layout del quadrante assai simile ai cronometri di marina realizzati anticamente dall'azienda, pertanto con la secondina a ore sei sovradimensionata e l'indicatore della riserva di carica a ore dodici.
Sempre del 1996 è anche il calendario perpetuo "Perpetual Ludwig", che si caratterizza per essere il primo calendario perpetuo di sempre ad aver sostituito, all'interno del movimento, le leve con delle ruote a forma di croce di Malta e dei dischi, più robusti e meno soggetti ad usura. I dischi di Oechslin, oltre a fornire un'indicazione digitale, hanno consentito al suo creatore di ridurre i ruotismi, e sono stati inseriti come complicazione su un calibro base derivato da un ETA 2892-A2. Ciò consente al Perpetual Ludwig di essere regolato avanti ed indietro (operazione non comune all'epoca, dal momento che uno dei calendari perpetui più in voga dell'epoca, come l'IWC Da Vinci, consentiva solo la correzione delle informazioni in avanti: ciò significava che, in caso di errore della correzione, bisognava non usare l'orologio finché non si arrivava al giorno dell'errore della correzione, oppure era necessario portarlo da un orologiaio), seppure il processo di correzione delle indicazioni avviene piuttosto lentamente. Questa innovazione è stata inserita nel calibro di manifattura UN-33. Anche questi orologi sono stati progettati da Ludwig Oechslin in occasione del 150º anniversario del marchio. L'esperienza del Perpetual Ludwig è stata ispiratrice per H. Moser & Cie. nella creazione del suo calendario perpetuo a dischi, il quale integra anche la possibilità di effettuare correzioni in prossimità della mezzanotte.
Nel 1999 viene presentato il GMT+/- Perpetual, basato sul movimento perpetuo UN-33, ma con l'aggiunta della funzione GMT (il calibro così modificato prende il nome di UN-32), in cui tutte le funzioni sono regolabili avanti ed indietro.
Nel 2001 è il turno del Freak, un modello che ha segnato l'industria orologiera grazie ai suoi contributi tecnici e inventivi, come ad esempio l'assenza della corona di carica (si carica manualmente ruotando il fondello e si regola l'ora agendo dalla ghiera), l'utilizzo del silicio (Ulysse Nardin è una delle aziende pioniere nell'uso del silicio e il Freak è il primo orologio ad aver mai impiegato il silicio, grazie alla ricerca praticata da Pierre Gygax, direttore tecnico dell'azienda), l'assenza del quadrante tradizionale e la disposizione a treno (o a baguette) dei ruotismi. Sono le componenti del movimento che, ruotando, segnano l'ora, secondo un prototipo della maestra orologiaia Carole Forestier-Kasapi. Il movimento, dalla forma a baguette, ingegnerizzato da Oeschslin, compie una rotazione del quadrante in sessanta minuti, fungendo da carosello, consentendo pertanto, come avviene con il tourbillon, di compensare i difetti di cronometria. In virtù della sua peculiarità e genialità ha vinto il premio "Watch of the Year" all'Innovation Award nel 2002. Questa collezione si è notevolmente ampliata prevedendo orologi con varie complicazioni, caratterizzati tutti da queste note distintive generali. Tutt'oggi si tratta di una linea di successo proposta a catalogo dalla Maison di Le Locle ed è presentata anche ad un prezzo d'attacco meno oneroso nella versione Freak X, nato nel 2019, e dotato di calibro automatico UN-230 realizzato in-house che presenta una corona di carica. Con il Freak X l'azienda ha voluto trasporre le peculiarità del Freak e coniugarle in un modello adatto per l'utilizzo quotidiano, rendendolo più simile ad un orologio per tutti i giorni. Il Freak, tutt'oggi, rimane un modo per sviluppare nuove tecnologie: è proprio su un Freak che, nel 2005 e nel 2007, la Maison di Le Locle ha sviluppato due nuovi scappamenti brevettati, realizzati in diamante e silicio. Questo scappamento è stato integrato nel recente Freak S, dotato di doppio bilanciere.
Nel 2003 è il turno del Sonata, uno svegliarino con gong cattedrale (solitamente utilizzato nelle ripetizioni minuti e non nelle sveglie), con possibilità di essere impostato su un minuto preciso, a differenza degli svegliarini tradizionali che hanno una regolazione ogni quarto d'ora (come nei Vulcain Cricket) o mezz'ora. L'orologio inoltre integra un conto alla rovescia che segnala il tempo residuo prima del suono della sveglia e la funzione GMT già presentata qualche anno prima sul GMT +/-. Il movimento adottato è l'UN-66.
Nel 2006 Ludwig Oechslin decide di creare una realtà orologiera indipendente: la Ochs und Junior.
Nel 2009 la Maison ha lanciato il Moonstruck, progettato sempre da Oechslin, che esteticamente rimanda al Tellurium, perfezionato, nel 2017, con l'Executive Moonstruck, il quale consentiva anche la visualizzazione delle ore del mondo.