Il XIV Congresso del Partito Socialista Italiano si tenne ad Ancona dal 26 al 29 aprile 1914, e sancì l'incontestabile vittoria dell'ala massimalista e la definitiva sconfitta dei riformisti, presenti soprattutto nel gruppo parlamentare e nella Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), già messi in minoranza nel precedente congresso di Reggio Emilia del 1912.
Il congresso Nel 1914 il partito era più forte e compatto rispetto allo stato in cui tenne il congresso di Reggio Emilia del 1912: il partito era ormai in netta maggioranza massimalista, mentre gli iscritti erano passati in due anni da a . Come sede del congresso fu scelta Ancona, una città particolarmente rivoluzionaria, tanto che il Sindacato dei Ferrovieri d'ispirazione massimalista (contrapposto a quello aderente alla CGdL, considerato eccessivamente riformista e contaminato dalla presenza di lavoratori non socialisti) vi aveva addirittura trasferito la propria sede nazionale. La presenza in città di figure importanti, come Errico Malatesta fra gli anarchici e Pietro Nenni,Sulla presenza di Nenni repubblicano nelle Marche si veda: Marco Severini, Nenni il sovversivo. L'esperienza a Jesi e nelle Marche (1912-1915), Venezia, Marsilio, 2007. allora segretario della Consociazione repubblicana delle Marche e direttore del periodico repubblicano di Ancona, il Lucifero,Periodico della Consociazione repubblicana delle Marche, fondato ad Ancona nel 1870, primo direttore fu Domenico Barilari (Venezia 1840 – Ancona 1904). Vedi Lucifero, un giornale della democrazia repubblicana, a cura di Giancarlo Castagnari e Nora Lipparoni, prefazione di Giovanni Spadolini, 1981, Ancona, Bagaloni Editore. dava vita a un dibattito politico molto duro e infuocato con forti tensioni sociali.
Il congresso socialista fu improntato all'esaltazione dell'intransigenza rivoluzionaria e al dileggio dei riformisti, considerati dei traditori della classe operaia. Si consideravano ormai maturi i tempi per l'abbattimento del potere borghese, e vi erano richiami continui alla purezza ideologica, rifiutando ogni compromesso, nonostante negli anni precedenti fossero stati conseguiti importanti miglioramenti della condizione di vita e di lavoro del popolo grazie all'azione riformista di Filippo Turati e degli altri parlamentari socialisti (tra cui l'anconetano Alessandro Bocconi) e alle aperture alle forze popolari del presidente del Consiglio Giovanni Giolitti. Invece di proseguire queste positive esperienze riformiste, il Congresso di Ancona del 1914 in nome dell'intransigenza bocciò l'ipotesi di alleanze con le altre forze popolari, come i repubblicani e i radicali, per le elezioni amministrative del giugno 1914.
Il congresso sancì definitivamente sancì l'incompatibilità tra l'iscrizione al partito e l'appartenenza alla massoneria. Durante il congresso l'ala massimalista, rappresentata dal direttore dellAvanti! Benito Mussolini, e quella riformista, rappresentata da Giovanni Zibordi, presentarono congiuntamente un ordine del giorno per espellere dal partito gli aderenti alla massoneria che fu votato a maggioranza con voti. Durante il dibattito anche Giacomo Matteotti presentò un ordine del giorno per diffidare i socialisti dall'adesione alla massoneria, senza però decretarne l'espulsione, che però raccolse solo voti. La votazione portò a un grave indebolimento del PSI, con l'espulsione di quadri e dirigenti storici del partito, appartenenti prevalentemente alla fazione riformista. Alla segreteria fu riconfermato Costantino Lazzari, mentre Mussolini colse un successo personale con una mozione di plauso per gli ottimi risultati di diffusione e di vendite dellAvanti!, tributatagli personalmente dai congressisti.cfr. Alfonso Maria Capriolo, Ancona 1914: la sconfitta del riformismo italiano, in Avanti! online, 25 aprile 2014 Nei due anni di direzione Mussolini l'Avanti! era salito da – copie nel 1913 a – copie nei primi mesi del 1914.Cfr. Valerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Editori Laterza, 1979, p. 212. Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario, 1883-1920, Collana Biblioteca di cultura storica, Einaudi, Torino, 1965, pag. 188.
Note
Bibliografia
Voci correlate Benito Mussolini
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