Biografia Infanzia Louis Renault nacque da una famiglia agiata dedita al commercio di tessuti: il padre, Alfred Renault, riuscì a costruirsi una solida posizione economica grazie al successo della sua attività sita a Parigi (nei pressi dell'attuale stazione della metropolitana di Saint-Lazare), nello stesso stabile in cui si trovava l'abitazione di famiglia. Tale fiorente attività affondava le sue radici già da molti decenni prima, basti pensare che già alla fine del XVIII secolo il nonno di Alfred Renault, Pierre, aveva deciso di lasciare la tradizionale attività vinicola della famiglia (anch'essa molto florida) per dedicarsi alla produzione e commercio di tessuti. All'epoca in cui Louis Renault vide la luce, il padre aveva già espanso la propria attività con l'apertura di una filiale a Lione ed una addirittura a Londra, ed era proprietario di uno smisurato patrimonio immobiliare, comprendente edifici utilizzati per la sua professione, ma anche una seconda casa sita nella zona di Boulogne-Billancourt, adiacente a Parigi. Ultimo di cinque figli, Louis Renault trascorse quindi la sua infanzia tra gli agi che solo una famiglia assai benestante poteva offrire. La zona in cui il piccolo Louis trascorse i suoi primi anni era in piena evoluzione: da quartiere degradato divenne in breve tempo un quartiere di lusso ed anche la stessa stazione di Saint-Lazare, nelle vicinanze di casa Renault, stava subendo continue migliorie tecnologiche, a tal punto da solleticare ben presto la curiosità dell'ultimo nato in casa Renault, che spesso aveva modo di ammirare da vicino i progressi tecnologici attuati alla stazione. Louis Renault sviluppò quindi in tenera età una forte attrazione per il progresso tecnologico ed in particolare per la meccanica. In realtà, Louis Renault aveva un carattere tutt'altro che allegro e gioviale: fin dai primi anni sviluppò una personalità chiusa, taciturna e burbera. Come se non bastasse, il suo rendimento a scuola era scadente ed anche il suo rapporto con i compagni di classe era contrastato poiché era spesso oggetto di burle a causa dei suoi capelli bruno-rossicci. In ogni caso, i suoi primi anni di istruzione furono trascorsi presso l'istituto Fenelon. Nella seconda metà degli anni '80 dell'Ottocento, due gravi lutti colpirono la famiglia Renault: vennero infatti a mancare i due figli maggiori, ossia Joseph (1863-86) e Marie-Berthe (1868-89), il primo già avviato nell'azienda di famiglia e la seconda fresca di matrimonio con un giovane avvocato di Parigi. Dopo la prima istruzione all'istituto Fenelon, Louis Renault fu iscritto al Liceo Condorcet, sempre nei paraggi della stazione di Saint-Lazare, che continuò a costituire motivo di attrazione per il giovanissimo Louis. A tal punto da spingerlo un giorno a marinare la scuola per salire di nascosto su una delle locomotive che transitavano per la stazione, in modo da scoprire i segreti del funzionamento di questi veicoli. Louis Renault venne presto scoperto e riportato a scuola da due guardie, completamente sporco di carbone. A sua volta, Louis Renault attirò l'attenzione di un suo compagno di scuola, più giovane di un anno, ma dall'intelligenza altrettanto vivida: questo ragazzino era André Citroën, futuro fondatore dell'omonima Casa automobilistica ed uno dei principali concorrenti dello stesso Louis Renault.

Prime esperienze lavorative

A 14 anni, Louis attrezza la sua prima officina in un ripostiglio della casa di famiglia di Billancourt per dedicarsi ai suoi esperimenti con la meccanica. In poco tempo passò ai motori impiegati in quelle che erano all'epoca le primissime automobili. Sempre chiuso nel suo mondo, sempre solitario e taciturno, il giovanissimo Renault apportò modifiche, progettò nuove invenzioni e depositò i suoi primi brevetti. Contemporaneamente si distaccò via via sempre più dalla scuola, per poi abbandonarla del tutto. Il padre Alfred era perplesso: avrebbe preferito introdurre il figlio nell'attività di famiglia, esattamente come era riuscito a fare a suo tempo con gli altri tre figli maschi, Joseph, Fernand (1865-1909) e Marcel (1872-1903). Ma comprendendo le inclinazioni di Louis, riuscì comunque a trovargli un posto di lavoro nella propria attività indirizzandolo verso la manutenzione dei macchinari utilizzati per la fabbricazione dei bottoni. Perciò, appena ragazzino, Louis Renault entrò nel mondo del lavoro. Ben presto, dall'atelier di famiglia, Louis Renault, ancora adolescente, si trasferì nell'officina di Léon Serpollet, un costruttore già affermato nel settore dei veicoli a vapore. Nel frattempo un altro grave lutto si abbatté sulla famiglia, con la scomparsa del padre Alfred, che gettò nello sconforto e nel dolore una famiglia ormai dimezzata e composta a quel punto dalla madre, Louise-Berthe Magnier (1840-1911) e dai tre figli rimanenti, Fernand, Marcel e Louis. Questi fatti contribuirono ulteriormente ad incupire il carattere di Louis Renault che si gettò ancor di più nelle sue attività di sperimentazione meccanica. A partire dall'ottobre 1895 frequentò anche un corso di studi scientifici presso l'Ecole Monge, ma dopo circa un anno e mezzo abbandonò anche questi studi. Non voleva dedicarsi che alla meccanica applicata e solo a quello. Tornò a chiudersi nella sua officina di Billancourt, dove realizzò e brevettò un generatore di vapore. Nel 1897 andò a lavorare come disegnatore presso l'officina della Delaunay-Belleville, all'epoca nota per le sue caldaie a vapore. Il 30 ottobre 1897, Louis Renault fu chiamato al servizio militare: all'epoca tale servizio durava ben tre anni, ma Louis Renault riuscì con alcuni agganci e sotterfugi a farlo ridurre a neppure un anno, anno durante il quale si fece conoscere per le sue eccezionali doti di meccanico e seppe costruire alcuni attrezzi utili in ambito militare. Ottenne così di poter anche usufruire di permessi e licenze durante i quali tornò a Billancourt per dedicarsi al suo sogno, che nel frattempo stava prendendo forma: costruire una vera automobile con motore a scoppio. Il servizio militare di Louis Renault durò quindi fino al 22 settembre del 1898.

La prima autovettura e la nascita della Renault Frères

Pochi giorni dopo il suo congedo, Louis Renault ottenne dalla sua famiglia di potersi dedicare a tempo pieno alla sua attività preferita e di ricevere per i primi tempi un sostegno economico dall'azienda tessile ormai gestita dai suoi fratelli. Così, il 2 ottobre il suo progetto destinato alla realizzazione della sua prima autovettura cominciò di gran carriera. Egli lavorò giorno e notte, instancabilmente, ma non solo: per non perdere tempo si insediò stabilmente a Billancourt ed inoltre ingaggiò un suo ex-commilitone, Edouard Richet, affinché lo aiutasse nell'impresa. Il progetto si concretizzò nel tempo record di dodici settimane: il 25 dicembre del 1898 la vettura era pronta. Nacque così la prima autovettura Renault, nata modificando un triciclo De Dion-Bouton al quale fu aggiunta la quarta ruota, un cambio a tre rapporti con retromarcia e quell'innovativa soluzione tecnica che era la trasmissione a presa diretta con giunto cardanico, una soluzione che il giovane costruttore, all'epoca ancora in erba ma assai risoluto, aveva avuto modo di sperimentare durante il servizio militare. Il fratello di Louis Renault, Marcel, che stava seguendo i progressi del piccolo genio di casa, già la vigilia di Natale era desideroso di festeggiare e la vettura fu condotta lungo le strade dei quartieri limitrofi. Al termine di quella sera stessa, Louis Renault ricevette già una dozzina di ordini da parte di alcuni di coloro che ebbero modo di vedere ed ammirare la prima vettura Renault, vettura che, come già specificato, sarebbe stata ultimata solo il giorno dopo, ma che già stava riscuotendo un gran successo. Fu a questo che i due fratelli finanziatori, Marcel e Fernand, videro nell'estro del giovane Louis un potenziale sbocco commerciale ancor più promettente di quello del settore tessile. Pertanto, il 27 febbraio del 1899 registrarono la nuova ragione sociale di Renault Frères, con capitale sociale di 60.000 franchi. Ma il grande escluso da questa società fu proprio Louis Renault, in quanto i due fratelli ritennero di poterlo fare poiché erano stati gli unici a pagare ingenti somme di denaro per il successo del fratello minore. Ma quest'ultimo non ne fece un dramma: per lui l'importante era progettare e costruire e sulla base di tale salda convinzione continuò a lavorare nella neonata azienda di famiglia, alzandosi alle sei di mattina e coricandosi alle undici di sera. Ovviamente il piccolo cortile nella seconda casa dei Renault non bastava più, pertanto si utilizzò il confinante terreno, sempre facente parte dell'immenso patrimonio immobiliare lasciato da Alfred Renault ai figli, ed inoltre venne acquistato un vecchio capannone sopra un isolotto sulla Senna, letteralmente smontato e rimontato nella proprietà di famiglia. Tra i collaboratori di cui Louis Renault si circondò vi furono l'ormai fidato Edward Richet, ma anche il progettista Jacques Boullaire, altro suo buon amico, e Charles Serre, che rimase alla Renault per circa cinquant'anni (partecipò addirittura al progetto della 4CV durante i primi anni quaranta del Novecento).

Intanto, gli ordini per la vetturetta si moltiplicarono e salirono a ventinove, ma il febbrile lavoro di Louis Renault (che costruiva tutto a mano non esistendo ancora la catena di montaggio, men che mai in un'officina poco più che improvvisata) consentì di ricoprire tutti gli ordini in pochissimi mesi. Si giunse così all'estate del 1899, quando la vetturetta venne esposta al secondo Salone di Parigi della storia (la kermesse nacque infatti nel 1898), manifestazione tenutasi ai Giardini delle Tuileries. Qui il giovane Louis Renault si confrontò per la prima volta in vita sua con i grandi e già affermati costruttori dell'epoca, come ad esempio la Peugeot, la Panhard et Levassor e la De Dion-Bouton. La piccola vetturetta artigianale passò quasi inosservata, anche perché non le era stata data una denominazione ufficiale con cui potesse divenire nota. Solo un giornalista dell'epoca si accorse del piccolo capolavoro del giovane costruttore e propose a questi e ai suoi fratelli di partecipare alle gare automobilistiche per dare visibilità al prodotto. Il 13 luglio 1899, quattro giorni dopo la chiusura del Salone, la vetturetta fu registrata come Type A e venne iscritta alla corsa Parigi-Trouville, che ebbe luogo il 27 agosto dello stesso anno, corsa che vide trionfare proprio gli esordienti fratelli Renault. Da qui prese il via una serie di competizioni che vide partecipare le vetture Renault pilotate da Louis e Marcel Renault. Nel frattempo Louis Renault vide le proprie vetture raccogliere sempre più consensi, mentre l'azienda si espanse vertiginosamente portando sempre maggiori introiti. Il geniale costruttore pensò quindi di cominciare ad affrancarsi dalla De Dion-Bouton, che fino a quel momento forniva i motori per le vetture Renault, per accingersi a costruire in proprio dei motori specifici. Anche con i nuovi motori Renault, prodotti a partire dal 1902, Louis seppe rendere vincenti le proprie vetture nelle competizioni. Fu a questo punto che in Louis Renault si fece avanti il pensiero che sarebbe stato fuori luogo soddisfare le specifiche dell'atto di registrazione della società Renault Frères, specifiche che prevedevano la vendita della società ad altri costruttori nel momento in cui questa avrebbe potuto valere parecchio in virtù dei suoi successi commerciali. Inoltre non era più propenso a vivere nell'ombra, ma aspirava ad un ruolo di maggior spicco. Pertanto convinse i due fratelli a rivedere la ragione sociale: fu così che nei primi mesi del 1903 la Renault Fréres cessò di esistere per dare i natali alla Société des Automobiles Renault et Cie, con Louis Renault come direttore generale, nonché socio alla pari assieme agli altri due fratelli.