Per governo del presidenteCfr. in Stefano Ceccanti, Cos'è secondo Costituzione il Governo del Presidente, sullo "Huffington Post" del 25 marzo 2013. (detto anche governo d'affariCfr. il termine "governo d'affari" nella voce "Pella, Giuseppe" sulla Treccani. o governo amministrativoCfr. a p. 221 in Pier Luigi Ballini e Antonio Varsori, L'Italia e l'Europa: 1947-1979, vol I, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2004.), nell'ambito del gergo parlamentare italiano, si intende un esecutivo di breve durata, con programma e obiettivi limitati, scelto dal capo dello Stato.

Cause

La formula governo del Presidente indica "la formazione di un esecutivo la cui origine non può essere ascritta al Parlamento, ma a un’iniziativa esclusiva del Capo dello Stato. Un governo, quindi, che trova la sua maggioranza nelle assemblee elettive che così assumono il compito non solo di dare la fiducia, ma anche di fornire una sorta di vaglio alla proposta presidenziale. Si tratta di una formula che ha i suoi precedenti nella storia costituzionale sia dell’Italia postunitaria che di quella repubblicana"Paolo Allegrezza, L'ultima spiaggia, Mondoperaio, n. 1/2018, p. 10.: vi si è ricorso per superare l'eventuale fase di stallo, dovuta, ad esempio, all'ingovernabilità causata dalla legge elettorale vigente in un determinato periodo storico, e che non sia riuscita a esprimere una maggioranza parlamentare omogenea tale da permettere la formazione di un governo politicoLa formazione del governo segue quanto disciplinato dall'articolo 92 della Costituzione: «Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri»..

Storia Nella storia della Repubblica Italiana, si può considerare come primo "governo del presidente" quello di Giuseppe Pella, 8º esecutivo della Repubblica, il secondo nell'ambito della II legislaturaCfr. in Barbara Tedaldi, Il governo del Presidente: cos'è, chi lo vuole e chi lo rifiuta, Agi.it, 19 gennaio 2018..

Con la legge elettorale del 1953Legge 31 marzo 1953, n. 148 ovvero "Modifiche al testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati approvato con decreto presidenziale 5 febbraio 1948, n. 26." (meglio nota con l'appellativo "legge truffa", termine usato durante la campagna elettorale), modificata a maggioranza dal governo De Gasperi la legge proporzionale pura vigente dal 1946, si introdusse, a fine legislatura, un premio consistente nell'assegnazione del 65% dei seggi (380 scranni) della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse ottenuto la maggioranza assoluta (50% +1) dei voti validiAlessandro Chiaramonte, Il premio di maggioranza: cosa è, come varia, dove è (stato) applicato, pagina 3 ..

Le elezioni politiche videro uscire vincitrice la coalizione "centrista" composta da DC, PSDI, PRI e PLI guidata da Alcide De Gasperi (già presidente del Consiglio uscente), ma perdendo ben 2,8 milioni di voti rispetto alla tornata elettorale precedente, e mancando l'obiettivo di pochi decimi di punto (fermandosi al 49,8% dei consensi) non si riuscì quindi a far scattare il premio di maggioranza, trasformando dunque il risultato in una "vittoria pirrica".

Nonostante il pesante responso elettorale, De Gasperi fu nuovamente "incaricato" dall'allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi di formare il nuovo governo che, dopo il giuramentoCome prescritto dall'articolo 93 della carta costituzionale:

«Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.»

e dalla , passò per il necessario iter in ParlamentoL'iter procedurale è disciplinato dall'articolo 94 della Costituzione: «Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. [...] »., ottenendo però solo i 263 voti favorevoli della DC contro i 282 di PCI, PSI, MSI e monarchici e vedendo astenersi 37 degli ormai ex alleati socialdemocratici, repubblicani e liberali, passando così alla storia come il primo esecutivo repubblicano a vedersi respinto il voto di fiducia all'iniziale passaggio alla Camera, decadendo e decretando la fine della stagione politica di De GasperiCfr. in Le elezioni del 1953 e il tramonto di De Gasperi in Istituto Luigi Sturzo..

Dopo un'altra fase di consultazioni venne dunque incaricato Pella che, stavolta, grazie all'astensione dell'MSI, vide ridursi il fronte dei contrari permettendo la formazione di un esecutivo monocolore DC e, ottenuta la maggioranza, governò per cinque mesi.

Altro governo del presidente fu, dal 20 maggio 1957 al 2 luglio 1958, quello presieduto da Adone Zoli, 12º esecutivo della Repubblica, il sesto e ultimo della II legislatura.

Note

Bibliografia

Riferimenti normativi Costituzione della Repubblica Italiana

Voci correlate Consultazioni del presidente della Repubblica Italiana Formazione del governo nella Repubblica Italiana Governo balneare Governo di scopo Governo di minoranza Governo di unità nazionale Governo tecnico Grande coalizione Presidente del Consiglio incaricato Presidente del Consiglio dei ministri

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