Fu un progettista di razzi, conosciuto semplicemente come il Capo progettista. È considerato il principale artefice del programma spaziale sovietico, che ha diretto durante la corsa allo spazio tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica negli anni cinquanta e sessanta. Tra i suoi principali successi il razzo vettore R-7 da lui progettato, lo Sputnik 1 che fu il primo satellite artificiale lanciato in orbita attorno alla Terra, l'invio della cagnolina Laika a bordo dello Sputnik 2. Il più grande trionfo di Korolëv fu l'invio del primo essere umano nello spazio, Jurij Gagarin, a bordo della Vostok 1.

Cresciuto a Odessa, Korolëv studiò come progettista aeronautico e nel 1926 venne ammesso all'università tecnica statale moscovita N. Ė. Bauman, dove si laureò nel 1929, avendo avuto come supervisore Andrej Tupolev. Nel 1938 venne arrestato con la falsa accusa di essere un controrivoluzionario e venne rilasciato solo sei anni dopo, avendo in questo periodo speso anche sei mesi presso il campo di lavoro di Kolyma. Dopo il suo rilascio divenne rapidamente uno dei più affermati progettisti sovietici di razzi, entrando a far parte del programma spaziale sovietico e diventandone il direttore. Divenne membro dell'Accademia russa delle scienze e supervisionò i programmi Sputnik e Vostok, che portarono il primo uomo nello spazio e misero l'Unione Sovietica in vantaggio sugli Stati Uniti nella corsa allo spazio. La sua improvvisa morte nel gennaio 1966 interruppe i suoi piani per raggiungere la Luna prima degli statunitensi. Noto solamente come il Capo progettista per proteggerlo da possibili attentati nel corso della guerra fredda, la sua identità venne svelata solo dopo la sua morte. È sepolto presso la necropoli delle mura del Cremlino.

Biografia Gioventù e studi

Sergej Pavlovič Korolëv nacque il 30 dicembre 1906 (data del calendario giuliano corrispondente al 12 gennaio 1907 nel calendario gregoriano) a Žytomyr, nel Governatorato della Volinia dell'Impero russo (oggi Žytomyr è in Ucraina), figlio di Pavel Jakovleyč Korolëv e Marija Nikolaevna Moskalenko. Dal lato paterno aveva origini russe, dal lato materno aveva origini legate ai cosacchi ucraini, ma anche greche e polacche. Tre anni dopo la nascita di Sergej i genitori si separarono, anche a causa delle difficoltà economiche che stavano affrontando. Sergej si trasferì con la madre a Nižyn, città di origine dei nonni materni, dove crebbe senza più rivedere il padre, che morì nel 1929. La madre si risposò nel 1916 con Grigorij Michailovič Balanin, un ingegnere elettrico. Quando quest'ultimo ottenne un lavoro nelle ferrovie regionali, la coppia si trasferì a Odessa nel 1917. Qui la coppia andò incontro agli eventi tumultuosi che caratterizzarono la rivoluzione russa, finché nel 1920 i bolscevichi presero il potere. Le scuole vennero chiuse e il giovane Sergej dovette continuare i suoi studi a casa, sostenuto dalla madre insegnante e dal padrigno, nonostante si fosse anche ammalato di tifo.

Durante i suoi studi, prevalentemente votati alla carpenteria, Sergej dimostrò una particolare predisposizione per l'ingegneria aeronautica, soprattutto dopo aver preso parte a un'esibizione di volo nel 1913. Inoltre, a Odessa era presente un distaccamento di aerei militari, che contribuì ad aumentare l'interesse per il mondo aeronautico nel giovane Sergej. Ai suoi studi affiancò questa sua passione, iniziando a progettare alianti e entrando nel locale club di alianti. Nel 1923 entrò a far parte della società di aviazione e navigazione aerea dell'Ucraina e della Crimea (OAVUK), iniziando a prendere lezioni di volo dopo essere entrato nello squadrone di idrovolanti di Odessa e volando più volte come passeggero. Nel 1924 progettò un prototipo di aliante, chiamato K-5, per la OAVUK. Nello stesso 1924 si iscrisse all'Istituto Politecnico di Kiev, presso il quale si tenevano corsi di aeronautica. A Kiev viveva con lo zio Jurij e lavorava per pagarsi gli studi. I suoi studi erano prevalentemente orientati verso gli aspetti pratici, includendo corsi di ingegneria, fisica e matematica; e fu in questi corsi che Sergej incontrò la sua futura moglie Xenia Vincentini. Nel 1925 venne ammesso a un corso a numero chiuso sulla progettazione degli alianti e si ruppe anche due costole in un volo di prova di un aliante da lui progettato. Nel luglio 1926 venne ammesso alla prestigiosa università tecnica statale moscovita N. Ė. Bauman. Qui Sergej ebbe modo di approfondire i suoi studi aeronautici e continuò a progettare alianti, finché nel 1929 volò su un aliante da lui progettato nel corso di una competizione. Nello stesso 1929 il partito comunista sovietico decretò un'accelerazione degli studi ingegneristici per andare incontro alle necessità nazionali, cosicché Sergej ottenne il diploma grazie al progetto di un velivolo, avendo come supervisore Andrej Tupolev.

Primi anni di carriera

Una volta laureatosi, Korolëv iniziò a lavorare coi migliori progettisti sovietici nella quarta sezione sperimentale di progettazione di aeroplani OPO-4, guidata dal costruttore di aeroplani francese Paul Richard, che si era trasferito in Unione Sovietica negli anni venti. Al suo lavoro continuò ad affiancare la progettazione di alianti che fossero in grado di compiere acrobazie. Nel 1930, mentre lavorava nel gruppo che stava progettando il bombardiere pesante Tupolev TB-3, iniziò a interessarsi alla possibilità di usare motori a razzo a combustibile liquido per dare propulsione agli aeroplani. Nello stesso 1930 Korolëv ottenne il brevetto di pilota e iniziò a pilotare gli alianti da lui stesso progettati.

Il 6 agosto 1931 Korolëv si sposò con Xenia Vincentini, dopo che nel 1924 lei aveva rifiutato la proposta per poter completare i suoi studi. Nello stesso 1931 Korolëv e Fridrich Cander parteciparono alla fondazione del Gruppo per lo studio del moto reattivo (GIRD Группа изучения реактивного движения), tra i primi centri statali per lo sviluppo di razzi in Unione Sovietica. Nel maggio 1932 Korolëv venne nominato capo del gruppo di lavoro, che arrivò a sviluppare tre differenti sistemi di propulsione. Il primo lancio di un razzo a combustibile liquido fu quello del GIRD-X che avvenne nel marzo 1933. Nel successivo mese di agosto venne effettuato il lancio del razzo GIRD-09, nel quale entrava in camera di combustione anche l'ossigeno liquido che era prevalentemente parte del sistema di raffreddamento. Visto il crescente interesse militare in queste applicazioni, il gruppo GIRD venne unito nello stesso 1933 al gruppo di gasdinamica (GID), che aveva sede a Leningrado, nel nuovo istituto per la ricerca della propulsione a reazione (RNII, Реактивный научно-исследовательский институт). Il nuovo gruppo era guidato dall'ingegnere militare Ivan Kleimënov e vennero inseriti nel gruppo molti validi ingegneri, tra i quali Valentin Gluško. Korolëv venne nominato vice capo dell'istituto e supervisionò la progettazione e lo sviluppo di missili da crociera e di alianti a propulsione.

Il 10 aprile 1935 nacque la sua prima figlia, Natalja, e nello stesso anno divenne ingegnere capo del RNII. Sotto la sua direzione, il gruppo di lavoro continuò lo sviluppo dei motori a razzo, con una particolare attenzione alla stabilità e al controllo. In particolare, venne sviluppato un sistema di controllo della stabilità di tipo giroscopico, che consentiva di avere voli stabili su una traiettoria programmata. Nel 1936 venne sviluppato il missile 212, un missile aria-superficie.

Arresto e prigionia

Il 27 giugno 1938, durante le purghe staliniane, Korolëv venne arrestato dalla NKVD con l'accusa di aver rallentato deliberatamente il lavoro di ricerca dell'istituto, essendo stato accusato da Kleimënov, dal suo vice Georgij Langemak e da Valentin Gluško. Venne condotto presso le prigioni della Lubjanka a Mosca, dove venne anche torturato e gli venne rotta la mascella, finché confessò le sue colpe. Venne processato e condannato alla pena di 10 anni di lavori forzati nel campo di lavoro di Kolyma, nella Siberia Orientale. Nel 1939 con la caduta di Nikolaj Ežov, al vertice della NKVD arrivò Lavrentij Berija, il quale decise di ridurre la pena detentiva di Korolëv. Nel frattempo, Korolëv era già arrivato a Kolyma, dove passò circa cinque mesi a lavorare come minatore nelle miniere d'oro, soffrendo per le proibitive condizioni di lavoro e perdendo molti dei suoi denti. Venne rispedito a Mosca e nel marzo 1940 la sua pena venne ridotta a otto anni e venne rinchiuso nella prigione della Butyrskaja. Venne successivamente trasferito in una šaraška, una sorta di prigione speciale per tecnici e scienziati all'interno dei gulag, molto probabilmente grazie all'intervento in suo favore di Tupolev e dello stesso Gluško. Korolëv arrivò nella šaraška chiamata CKB-29, dove poté tornare a dedicarsi allo studio dei missili e della propulsione aeronautica. Qui ritrovò molti scienziati sovietici, tra i quali Tupolev, che coordinava il gruppo di lavoro, e Roberto Oros di Bartini, un ingegnere aeronautico italiano trasferitosi in Russia, che Korolëv considerava un "maestro". In questa šaraška nel corso della seconda guerra mondiale vennero sviluppati il Tupolev Tu-2 e il Petlyakov Pe-2. Nel 1942 Korolëv venne trasferito nella šaraška OKB-16, guidata da Gluško, dove partecipò alla progettazione di razzi di tipo JATO per aeroplani e alla progettazione del motore a reazione RD-1 kHz, che venne testato senza successo su un Lavochkin La-7. Il 27 luglio 1944 Korolëv venne rilasciato, assieme a molti degli altri scienziati, ma venne riabilitato ufficialmente, come altri suoi colleghi, con l'avvio della destalinizzazione voluta dall'allora segretario del PCUS Nikita Chruščёv, nel 1957.

Missili balistici