Nato in Arabia Saudita, al-Ghamdi lasciò il suo Paese con l'intenzione di combattere in Cecenia dopo aver abbandonato gli studi universitari, ma secondo alcune fonti si recò invece in Afghanistan, dove ricevette addestramento in un campo di al-Qāʿida. Secondo quanto riportato, fu scelto personalmente da Osama bin Laden per partecipare agli attentati terroristici contro gli Stati Uniti e arrivò nel Paese nel giugno 2001. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, visse discretamente in Florida, dove contribuì ai preparativi degli attentati e si addestrò utilizzando simulatori di volo.

L'11 settembre 2001 salì a bordo del volo United Airlines 93 e contribuì al dirottamento dell'aereo, che fu deviato verso Washington sotto il controllo del capo dirottatore e pilota addestrato Ziad Jarrah. L'obiettivo previsto era con ogni probabilità il Campidoglio degli Stati Uniti oppure la Casa Bianca, nell'ambito degli attentati coordinati. L'aereo si schiantò infine in un campo nella contea di Somerset, in Pennsylvania, dopo che i passeggeri tentarono di riprenderne il controllo con una rivolta.

Biografia Saeed al-Ghamdi proveniva dalla provincia di al-Baha, in Arabia Saudita, e apparteneva alla stessa tribù dei futuri dirottatori Ahmed al-Ghamdi, Hamza al-Ghamdi e Ahmed al-Haznawi, pur non essendo imparentato con nessuno di loro. Potrebbe essere stato in contatto con i due al-Ghamdi e con al-Haznawi già dal 1999. Il gruppo è stato descritto come uno dei più osservanti dal punto di vista religioso tra i dirottatori. Al-Ghamdi trascorse un periodo nella provincia di al-Qasim, in Arabia Saudita, dove si iscrisse all'università, ma abbandonò presto gli studi interrompendo anche i contatti con la propria famiglia. Durante quel periodo frequentò probabilmente il religioso saudita radicale Sulayman al-Alwan, come fecero anche diversi altri futuri dirottatori.

Successivamente al-Ghamdi si diresse in Cecenia per prendere parte al conflitto contro le forze russe. In quel periodo i combattenti ceceni stavano respingendo molti volontari stranieri, diversi dei quali finirono nei campi di addestramento di al-Qāʿida in Afghanistan, dove si addestravano in attesa di poter entrare in Cecenia. Saeed giunse nel campo di addestramento di al Farouq, dove incontrò Ahmed al-Nami e i fratelli Wail e Walid al-Shehri. Secondo quanto riportato, nella primavera del 2000 i quattro prestarono giuramento alla jihad durante una cerimonia presieduta da Wail al-Shehri, che aveva assunto il nome di Abu Mossaeb al-Janubi in onore di uno dei compagni del profeta islamico Maometto.

Al-Ghamdi era conosciuto da Tawfiq bin Attash, che si ritiene lo abbia convinto a diventare un martire. In quel periodo lavorava come addetto alla sicurezza presso l'aeroporto di Kandahar insieme a Waleed al-Shehri.

Verso la fine del 2000, al-Ghamdi si recò negli Emirati Arabi Uniti, dove acquistò degli assegni di viaggio, presumibilmente pagati da Mustafa al-Hawsawi. Anche altri cinque dirottatori transitarono negli Emirati Arabi Uniti acquistando assegni di viaggio: Majed Moqed, Wail al-Shehri, Hamza al-Ghamdi, Ahmed al-Haznawi e Ahmed al-Nami.

Il 13 novembre 2000 un altro individuo di nome Saeed al-Ghamdi tentò di ottenere un visto d'ingresso per gli Stati Uniti, ma la richiesta fu respinta. Sebbene la Commissione sull'11 settembre lo menzioni nel proprio rapporto, non esistono prove che fosse associato ai dirottatori.

Nel marzo 2001 al-Ghamdi fu ripreso in un video di commiato trasmesso successivamente da Al Jazeera. Nel filmato, numerosi futuri dirottatori dell'11 settembre giurano di diventare martiri, senza tuttavia rivelare alcun dettaglio sul piano. Al-Ghamdi definisce gli Stati Uniti «il nemico» e viene mostrato mentre studia mappe e manuali di volo.

L'arrivo negli Stati Uniti Il 12 giugno 2001 Saeed al-Ghamdi richiese e ottenne un secondo visto B-1/B-2 statunitense della durata di due anni presso il consolato statunitense di Gedda, in Arabia Saudita. La domanda fu presentata tramite un'agenzia di viaggi locale ed elaborata attraverso Visa Express, un controverso programma statunitense per il rilascio dei visti in Arabia Saudita, interrotto l'anno successivo.

Giunto negli Stati Uniti il 27 giugno 2001 insieme a Fayez Banihammad, Saeed condivise un appartamento con Ahmed al-Nami a Delray Beach, in Florida. In modo insolito, sulla domanda per la patente di guida indicò come indirizzo permanente la Naval Air Station Pensacola, in Pensacola, Florida. Fu inoltre uno dei nove dirottatori ad aprire un conto corrente presso la SunTrust, effettuando un deposito in contanti intorno al giugno 2001.

Secondo il documentario Top Secret: The Road to September 11 del giornalista di Al Jazeera Yosri Fouda, circa tre settimane prima degli attentati Saeed avrebbe utilizzato lo pseudonimo "Abdul Rahman" per inviare via Internet un messaggio a Ramzi bin al-Shibh, che si fingeva la sua fidanzata. Nel messaggio scrisse:

Il 7 settembre tutti e quattro i dirottatori del Volo United Airlines 93 volarono da Fort Lauderdale al Newark International Airport a bordo di un volo della Spirit Airlines.

Gli attacchi

La mattina dell'11 settembre 2001 al-Ghamdi salì a bordo del Volo United Airlines 93 senza particolari controlli. A causa del ritardo del volo, il pilota e l'equipaggio erano già stati informati dei precedenti dirottamenti avvenuti quella mattina e invitati a mantenere alta l'attenzione. Pochi minuti dopo, anche il volo 93 fu dirottato.

Almeno due delle telefonate effettuate dai passeggeri indicarono che i dirottatori indossavano bandane rosse. Dalle stesse chiamate emerse inoltre che uno di loro portava una scatola legata al busto, sostenendo che al suo interno fosse nascosta una bomba.

La trascrizione delle registrazioni della cabina di pilotaggio suggerisce che due dirottatori si trovassero nella cabina di comando. Ziad Jarrah è stato identificato come il pilota ed è udibile mentre si rivolge all'altro dirottatore chiamandolo "Saeed",Flight 93 Cockpit Transcript su Wikisource. indicando che al-Ghamdi, il quale si era addestrato anche con simulatori di volo, stava aiutando Jarrah ai comandi dell'aereo. A un certo punto Jarrah chiese: «È tutto? La facciamo finita?». Al-Ghamdi rispose: «No! Non ancora. Quando saranno tutti arrivati, la faremo finita».

I passeggeri vennero a conoscenza, attraverso le telefonate effettuate durante il volo, della sorte degli altri aerei dirottati. Il successivo tentativo dei passeggeri di riprendere il controllo dell'aereo provocò lo schianto del velivolo in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania, causando la morte di tutte le 44 persone a bordo.

Scambio d'identità Il 23 settembre 2001, prima che l'FBI rendesse pubbliche le fotografie dei dirottatori, la BBC e il The Daily Telegraph riferirono che un pilota della Saudi Arabian Airlines di nome Saeed al-Ghamdi era indignato per il fatto che il suo nome coincidesse con quello di uno dei presunti dirottatori indicati dall'FBI. Anche la CNN trasmise la fotografia del Saeed al-Ghamdi ancora in vita, identificandolo erroneamente come il dirottatore. L'uomo dichiarò che la CNN aveva probabilmente ottenuto la sua fotografia dalla Flight Safety, una scuola di volo della Florida da lui frequentata. In seguito il settimanale Der Spiegel indagò sulle affermazioni della BBC riguardo ai presunti dirottatori ancora in vita, concludendo che si trattava di casi di omonimia e di errata identificazione.

Nel giugno 2005 il governo dell'Arabia Saudita pubblicò un elenco (vedi al-Qaeda nella Penisola Arabica) di 36 terroristi ricercati e ancora in vita, tra i quali figurava Salih Saeed Al Batih al-Ghamdi. I sostenitori delle teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre lo confusero rapidamente con il dirottatore Saeed al-Ghamdi.

Note

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Categoria:Dirottatori degli attentati dell'11 settembre 2001