L'economia dell'Inghilterra medievale, dall'invasione normanna del 1066 sino alla morte di Enrico VII nel 1509, fu fondamentalmente basata sull'agricoltura, anche se già prima arrivo dei Normanni il commercio rappresentava un settore rilevante. Le istituzioni normanne, tra cui la servitù, vennero sovrapposte a quelle esistenti nel sistema dei campi aperti.Bartlett, p. 313; Dyer 2009, p. 14. Nei cinque secoli successivi l'economia crebbe vertiginosamente e quindi soffrì una crisi acuta, portando a significativi mutamenti politici ed sociali. Malgrado la dislocazione dei centri economici essenzialmente nell'ambito urbano, l'economia riuscì ad emergere anche nei villaggi e nelle aree minerarie.Homer, p. 58; Hatcher 1996, p. 40; Bailey, p. 55. Sul finire del periodo, l'Inghilterra disponeva di un governo debole, con un'economia ancora prevalentemente agricola basata sulla lavorazione della terra e sul possesso della stessa da parte della nobiltà.

Il XII e XIII secolo videro un forte sviluppo dell'economia inglese.Cantor 1982a, p. 18. Questo fenomeno fu in parte dovuto alla crescita della popolazione da 1,5 milioni al tempo della compilazione del Domesday Book nel 1086 ai 4 - 5 milioni del 1300. L'Inghilterra rimase in questi secoli pur sempre una nazione basata sull'agricoltura nella propria economia, con diritti sempre crescenti per i grandi proprietari terrieri, sanciti anche dalla legge di stato.Bailey, p. 41; Bartlett, p. 321; Cantor 1982a, p. 19. Ancora più terra venne portata in produzione nei secoli a spese delle foreste reali, aumentando così la produzione da cala un mercato internazionale. Diverse centinaia di nuovi villaggi sorsero in tutta l'Inghilterra, supportando la creazione di gilde, fiere ed altre importanti istituzioni commerciali ed economiche medievali. I discendenti dei finanzieri ebrei che per primi giunsero in Inghilterra all'epoca di Guglielmo il Conquistatore ebbero un ruolo significativo nella crescita dell'economia dell'epoca, assieme agli ordini religiosi dei cistercensi e degli agostiniani che più a nord svilupparono un articolato sistema per il commercio della lana.Hillaby, p. 16; Dyer 2009, p. 115. Le attività minerarie incrementarono in Inghilterra col boom dell'argento nel XII secolo, fatto che contribuì alla diffusione della moneta argentea sul suolo britannico.

La crescita economica iniziò a frenarsi dalla fine del XIII secolo per una combinazione di sovrappopolazione, mancanza di terra e suolo ormai impoverito. La perdita di vite nel corso della Grande carestia del 1315-1317 scioccò pesantemente l'economia inglese e la crescita della popolazione si arrestò; lo scoppio del primo focolaio della peste nera nel 1348 uccise poi la metà della popolazione inglese, con relative implicazioni per la ripresa poi dell'economia dopo la fine dell'epidemia. Il settore dell'agricoltura subì una contrazione, con l'abbassamento dei prezzi e la ristrettezza dei profitti che portarono al sistema del dominio. La Rivolta dei contadini del 1381 scosse l'ordine feudale antico e limitò i livelli di tassazione che il re poteva richiedere per circa un secolo. Il XV secolo vide la crescita dell'industria dell'abbigliamento inglese e la fondazione di una nuova classe di mercanti inglesi, prevalentemente con base a Londra e nel sud-est del paese, che prosperò a spese dell'economia dei villaggi più ad est. Questo nuovo sistema commerciale portò a termine l'epoca delle fiere internazionale e la nascita di vere e proprie compagnie mercantili. Assieme ai miglioramenti in campo metallurgico e carpentieristico, questo portò alla fine dell'economia medievale ed all'inizio dell'economia moderna inglese.

L'invasione ed il primo periodo normanno (1066–1100) Guglielmo il Conquistatore invase l'Inghilterra nel 1066, sconfiggendo il re anglosassone Aroldo II nella battaglia di Hastings e ponendo l'intero paese sotto il governo normanno. Questa campagna venne seguita da una serie di operazioni militari note col nome di Devastazione del nord negli anni 1069–70, estendendo così l'autorità normanna anche nella parte settentrionale del paese (ma non in Scozia). Il sistema di governo di Guglielmo era in gran parte feudale e quindi il possesso della terra era collegato al servizio a favore del re, ma pur con queste diversificazioni l'invasione ebbe ben poco impatto sulla natura dell'economia inglese dell'epoca.Dyer 2009, p. 8. Gran parte dei danni provocati dalle lotte armate si ebbero a nord ed a ovest dell'Inghilterra.

Agricoltura ed estrazione mineraria L'agricoltura inglese

L'agricoltura costituiva il nucleo fondamentale dell'economia inglese al tempo dell'invasione normanna. Vent'anni dopo l'invasione, il 35% dell'Inghilterra venne convertita in terreno aratorio, il 25% si trovava a pascolo, il 15% era coperto da boschi ed il rimanente 25% era costituito dalle brughiere.Cantor 1982a, pp. 17–8. Il grano era la coltivazione più diffusa, seguito da segale, orzo e avena. Nelle parti più fertili del paese, come ad esempio nella Valle del Tamigi e nelle Midlands dell'Inghilterra orientale, venivano coltivati anche legumi e fagioli. Pecore, mucche, buoi e maiali venivano regolarmente allevati in gran parte per il consumo alimentare dei prodotti da essi derivati e per le carni.Dyer 2009, p. 25.

Sistema manoriale

Nel secolo precedente all'invasione normanna, i grandi possedimenti inglesi erano di proprietà del re, dei vescovi, dei monasteri e dei thegn, in gran parte possedimenti derivati per eredità, testamenti, matrimoni o acquisti.Dyer 2009, pp. 27, 29. Gran parte della piccola nobiltà viveva nelle proprie residenze da cui gestiva le proprietà affidategli. Il paesaggio pre-normanno era composto da comunità isolate e da villaggi più vasti con una superficie notevole per la coltivazione.Dyer 2009, pp. 19, 22. Molti dei nuovi villaggi formatisi con la dominazione normanna conobbero il sistema dei campi aperti dove i campi erano suddivisi in appezzamenti a strisce di proprietà individuale con una rotazione annuale delle colture e lo sfruttamento dei boschi come common land.Dyer 2009, pp. 19–21. La terra agricola facente capo ad un maniero spesso era suddivisa in campi minori che venivano coltivati direttamente per il sostentamento del signore (dominio), mentre la restante parte poteva essere coltivata dai contadini locali che dovevano pagare una rendita annuale al signore del luogo, in denaro o prodotti.Bartlett, p. 313. Circa 6000 mulini ad acqua di varia potenza ed efficienza vennero costruiti su tutto il suolo inglese per lavorare la farina, liberando così i contadini da questa incombenza e consentendo loro di potersi dedicare completamente ai campi e quindi alla produzione delle granaglie.Dyer 2009, p. 26. La prima economia inglese non era un'economia di sussistenza e pertanto molti dei prodotti venivano coltivati per essere venduti poi dagli stessi contadini nei mercati locali.Dyer 2009, p. 14.

I normanni, almeno inizialmente, non alterarono significativamente questo sistema né l'economia dei villaggi.Douglas, p. 310. Guglielmo semplicemente riassegnò gran parte della terra all'élite normanna creando vasti possedimenti in alcune aree, in particolare al confine col Galles e nel Sussex. Il maggior cambiamento negli anni successivi all'invasione fu la rapida riduzione del numero di schiavi impiegati nella lavorazione dei campi in Inghilterra.Bartlett, p. 319; Douglas, p. 311. Nel X secolo gli schiavi erano divenuti così numerosi da costituire una forza eccessiva, ma il loro numero aveva già incominciato a decrescere per le pressioni economiche e religiose del regno.Dyer 2009, pp. 36–8. Ad ogni modo, la nuova aristocrazia normanna diede prova di essere scarsamente dotata nell'amministrazione della terra.Douglas, p. 312. I più ricchi (in gran parte anglosassoni), seppero riunire attorno a loro molti contadini, legandoli indissolubilmente alle loro terre e pertanto inaugurando un cripto-schiavismo che non forniva ai contadini altre possibilità se non lavorare per il signore locale. Questi nobili anglosassoni che erano sopravvissuti all'invasione normanna vennero ben presto assimilati all'élite normanna o schiacciati economicamente.Dyer 2009, pp. 81–2.

La creazione delle foreste

I normanni fondarono inoltre l'istituzione delle foreste reali. Al tempo degli anglosassoni, vi erano dei boschi autorizzati alla caccia chiamati "hays", ma i normanni ampliarono questo concetto espandendolo con mandati legali che rimandavano al solo monarca.Dyer 2009, p. 18. Le nuove foreste non necessariamente erano aree pesantemente piantumate ma quello che veniva definito era il loro grado di produzione e quindi di rendita per la corona. Le foreste normanne si trovarono soggette ad una particolare giurisdizione regia; la legge delle foreste era "dura ed arbitraria, basata unicamente sulla volontà del sovrano".Huscroft, p. 97. Le foreste dovevano fornire al sovrano terreni di caccia, materiali grezzi, beni e ovviamente denaro da rendite. Le rendite delle foreste e le multe comminate ai trasgressori delle disposizioni regie divennero estremamente importanti ed il legname da esse derivato andò a costruire castelli e navi per conto del sovrano.Cantor 1982b, p. 63. Alcune foreste ebbero un ruolo chiave nell'industria mineraria, come nel caso delle miniere di ferro presenti nell'area ella Foresta di Dean o quelle di piombo nella Foresta di High Peak. Molti erano i monasteri che vantavano particolari diritti in particolari foreste, come ad esempio quello di caccia o di abbattimento degli alberi.Cantor 1982b, p. 59. Le foreste reali vennero accompagnate dalla creazione delle prime riserve di caccia e parchi.Cantor 1982a, p. 18; Cantor 1982b, p. 81.

Commercio, manifattura e villaggi

Anche se principalmente rurale, l'Inghilterra disponeva di un gran numero di villaggi e città antiche ed importanti anche sotto l'aspetto economico all'anno 1066. Tra le principali città commerciali dell'epoca figuravano Londra, York, Winchester, Lincoln, Norwich, Ipswich e Thetford.Stenton, pp. 162, 166. Gran parte del commercio che da qui transitava era rivolto alla Francia, ai Paesi Bassi ed alla Germania, ma i mercanti più a nord si portarono sino in Svezia.Douglas, p. 303. Prima dell'invasione, ad ogni modo, il prodotto grezzo più importante, la lana, veniva esportata ancora non lavorata.Sutton, p. 2.

Alcune città come York, soffrirono dei saccheggi normanni durante la campagna di Guglielmo a nord.Douglas, p. 313. Altre città conobbero la demolizione di molte case a vantaggio di nuove fortificazioni del tipo motte and bailey, come nel caso di Lincoln. L'invasione normanna portò anche dei cambiamenti a livello economico con l'arrivo dei primi ebrei nelle città inglesi.Douglas, p. 314. Guglielmo I fece trasferire molti ricchi ebrei da Rouen in Normandia sino a Londra, apparentemente per condurli a servire la corona.Hillaby, pp. 16–7. Negli anni immediatamente successivi all'invasione, gran parte della ricchezza dell'Inghilterra era già reinvestita in Normandia, rendendo così lo stesso Guglielmo immensamente ricco come monarca individuale.Douglas, pp. 303–4.

La coniazione di monete venne decentrata durante il periodo sassone e questa tradizione venne mantenuta anche dai normanni.Stenton, p. 162. Ad ogni modo coi normanni si intensificò il controllo dello stato su queste zecche sparse, con particolari monete realizzabili unicamente a Londra. Guglielmo fece realizzare monete di alto valore, coniando tra l'altro il termine di "sterlina" dal nome con cui i normanni chiamavano le monete d'argento.

Governo e tassazione