La Processione del Giovedì Santo di Marsala è una rappresentazione vivente della passione e morte di Gesù Cristo che si svolge nella città siciliana di Marsala (in provincia di Trapani) il giorno del Giovedì santo di ogni anno. È una delle processioni più antiche d'Italia[...] è una delle più interessanti e antiche celebrazioni della Settimana Santa (dal sito processionemisteritp.it)Una delle processioni più antiche d'Italia... (dal sito Prima Pagina Mazara) .

Dal 2013 ha assunto la denominazione di Sacra Rappresentazione della Passione del Signore.

Storia Le origini La processione del Giovedì Santo di Marsala si fa risalire alla prima metà del secolo XVII, ed ha la sua genesi nella sacre rappresentazioni che, sin dal Medioevo, venivano presentate attraverso commediole, composizioni poetiche o processioni figurate e simboliche, mute e parlate. L'organizzazione della processione è affidata alla confraternita di Sant'Anna.

Il XVII volume della "Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane" di Giuseppe PitrèS. STRUPPA, Sulle sacre rappresentazioni in Marsala. Lettera a G. Pitrè, in "Nuove Effemeridi Siciliane". (1841-1916) contiene numerose citazioni ed alcuni brani della lettera con la quale Salvatore Struppa, primo bibliotecario comunale della città, il 23 febbraio 1877 comunicava al Pitrè notizie sulle Sacre rappresentazioni di Marsala, ed in particolare sulla Processione del Giovedì Santo. Da tale fonte si apprende che sotto la guida dei padri Gesuiti, i giovani studenti del collegio, per la prima volta nel 1620, rappresentarono la Tragedia di San Simone e che nel 1635 ebbe inizio la recita della Passione di Gesù Cristo, in alcune chiese e Confraternite cittadine.

"La confraternita di Sant'Anna, dedita sin dal secolo XVII agli esercizi spirituali e alla penitenza più rigorosa, aveva per obbligo di visitare, vestita di sacco, le chiese delle città nelle ore vespertine del Giovedì Santo. Un vescovo di Marsala, Spinola, fattosi anche esso membro di quella società volle, previa disposizione papale, che tutti i confrati in quella visita e in altre pubbliche comparse, vestissero l'abito vescovile. In processo di tempo cioè, nel secolo scorso (XVIII), all'abito vescovile la confraternita aggiunse una maschera in cera, uniforme, ed uno scudo portato a mano, dov'era dipinta la testa di uno dei personaggi evangelici che fecero od assistettero alla morte del Cristo. Ciò fu chiamato i Misteri.

Nel 1984 e 1988, La Processione è oggetto di alcuni scatti fotografici, della nota fotografa italiana Letizia Battaglia, parte del proprio report culturale sulle tradizioni culturali e folkloristiche siciliane. La processione Più tardi ancora la confraternita fece una vera processione, come fa tuttavia in cui venne rappresentato la passione di Gesù, con personaggi vestiti del costume dell'epoca. Oggidì la processione è divisa in otto gruppi che riconoscono il loro centro nella persona del Cristo solo ed unico mascherato. Essi sono composti come segue: Un vessillo rosso con le note iniziali S.P.Q.R. Molti personaggi vestiti di un cappuccio chiuso, di un sacco bianco e della mozzetta, portanti ognuno una guantiera coperta di un fazzoletto di seta con suvvi dei commestibili, come limoni, arance, fave verdi, vino, dolci, pane, lattughe: nella parte precedente del fazzoletto va scritto un motto evangelico come cenaculum magnum, bibite ex hoc omnes, accepit panem, accipiens calicem, caenantibus autem etc. e Cristo vestito alla nazarena che benedica il pane Gli apostoli, fra cui Giuda con i trenta denari nel sacchetto; Cristo catturato e legato; molti soldati cum fustibus et lanternino; uno che porta la mano di Malco; un angelo con in mano un calice e una croce. Cristo ed Erode con tutta la sua corte. Cristo e Caifasso, San Pietro, l'ancella, uno che porta il gallo. Cristo vestito della clamide bianca. Cristo "Ecce Homo", Pilato, pretoriani e manigoldi armati di flagelli, un centurione a cavallo; uno che porta un boccale con le parole "lavavit manu", un altro la colonna con "flagellavit eum", un altro la corona di spine con "posuerunt super caput eius", ed un altro ancora che crudelmente insevisce nel tirar la fune che lega le mani al Cristo ecc. Cristo che porta la Croce sulle spalle, aiutato dal Cireneo è trascinato da un manigoldo; una fanciulla, la Veronica, che porta spiegato in mano un velo bianco, dov'è l'effigie di Cristo, cui di quando in quando va ad asciugar la faccia Finalmente un centurione a cavallo, pentito e piangente, Giudei che portano scale con le parole "ascendens eum scala", un calamaio con "scripsit titulum", dei chiodi, dei dadi, la sacra sindone, dei vasi unguentari, dei martelli, Disma e Cisma dipinti, alzati in croce, e la figura anche dipinta del Cristo Crocifisso; indi segue Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo, Giovanni, molti fanciulletti e ragazze vestite alla giudea che piangono accanto alla salma di Gesù deposto e portato da loro, e la statua di Maria Addolorata che definisce la processione. In tempi a noi non lontani i Cristi erano tutti preti e gli altri personaggi erano sostenuti dai nobili e dai borghesi di Marsala; poi con l'andar del tempo, la processione cadde in mano agli operai e ai contadini e ben spesso, nelle tappe di riposo, dentro la sagrestia di qualche chiesa, si videro Cristi e manigoldi venire alla prese e pigliar cotta bene bene e cavar di tasca il coltello e menar botte da disperati; adesso (1875) però che il fervore cattolico è rianimato nelle masse, i preti ripigliarono il vezzo di sostenere la parte del Cristo in quella processione, la quale, uscendo dalla Chiesa di Sant'Anna nelle ore pomeridiane del Giovedì Santo, transita per le strade primarie del paese, entra e visita quasi tutte le chiese e si ritira sul tardi là donde prendea le mosse. Molti anni addietro, i personaggi rappresentavano molto al vivo la loro parte; si abbandonavano a gesticolazioni, a scene ed azioni che fu d'uopo proibire da un arciprete Morana, perché molto orrorose e causa di deliri, di svenimenti, di sconciature e di eccessi religiosi. Adesso la processione va avanti tranquilla e, meno la caduta del Cristo con la croce sulle spalle dentro la Chiesa di San Pietro, la Veronica che asciuga il sangue della faccia del Cristo e Pilato che con l'indice destro, armato di un enorme anello, addita l'"Ecce Homo", non va fatta alcuna altra azione". (Lettera di Salvatore Struppa)

La confraternita di Sant'Anna e l'evoluzione della processione La Confraternita di Sant'Anna permette l'allestimento della processione attraverso il contributo materiale di tutti i suoi iscritti.

La confraternita istituita dal vescovo Don Marco La Cava (1615-1628), che nel 1611 deliberò di edificare la Chiesa omonima, era composta da nobili e cittadini comuni. Nel suo statuto prevedeva che i Confrati nel giorno del Giovedì Santo visitassero Gesù sacramentato, nei cosiddetti Sepolcri, allestiti nelle principali chiese della città, e che un Confrate portasse sulle spalle la croce e gli altri lo seguissero con la statua del Cristo morto in una lettiga.

All'origine la processione era composta da un solo gruppo, costituito dai nobili della città. In seguito venne creato il gruppo del Cristo con i 12 apostoli, ognuno dei 12 apostoli portava al collo delle figure pitturate su lastre di lamiera, raffiguranti l'effigie dei 12 apostoli, questi indossavano una veste bianca e un cappuccio che copriva il volto con dei buchi in corrispondenza degli occhi. Negli anni successivi s'introdusse un altro gruppo: Gesù che benedice il pane in mezzo agli apostoli.

Nel 1675 giunsero a Marsala i padri Crociferi o Camilliani che officiarono la chiesa di Sant'Anna e furono animatori della Confraternita, arricchendo la processione di altri quattro gruppi. I Crociferi si occuparono anche del mantenimento del vestiario, che prima era mantenuto dai nobili. I gruppi introdotti furono: Gesù nell'orto Gesù dinanzi a Erode l'Ecce Homo davanti a Pilato il Cristo che porta la croce Gli interpreti dei vari gruppi inizialmente appartenevano esclusivamente alle famiglie dei nobili e dei borghesi; i cinque uomini che rappresentavano Gesù nelle diverse tappe della via della calvario erano religiosi.

Per una migliore rappresentazione scenica del dramma di Cristo ai costumi si aggiunsero le maschere con l'effigie di Gesù nelle diverse espressioni, che venivano prodotte a Marsala da artigiani locali, nella via chiamata "dei santi", oggi via XIX Luglio.

Altre sacre rappresentazioni sceniche si svolsero in città. Nel 1687 presso l'Ex Confraternita del SS. Salvatore, la tradizione locale fa cenno di un "Martirio di Santa Caterina, regina di Alessandria". Anche l'ex chiesetta di San Giacomo sita in via Frisella ospitò in quel tempo sacre rappresentazioni, ed ancora nel 1752, in un magazzino privato del monte di Pietà furono realizzate le prime interpretazioni vocali tra cui: la "Santa Margherita", un Mortorio di nostro Signore Gesù Cristo ed una Resurrezione. Queste esperienze sicuramente confluiranno nella grande ed unica Processione del Giovedì Santo.

Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, i Camilliani lasciarono la città e la Processione del Giovedì Santo perse il lustro e lo splendore di un tempo. Continuò ad essere organizzata da pochi artigiani e volenterosi che a stento riuscivano a mantenere in vita la tradizione.

Infatti all'inizio del XX secolo essa aveva perso il senso del sacro e il profondo messaggio religioso: il vestiario e i costumi dell'epoca spagnola erano andati quasi tutti in rovina. Dopo la prima guerra mondiale (1915-1918) alcuni artigiani cercano di ridare nuovo impulso, rinnovando i costumi e l'intera attrezzatura necessaria alla realizzazione dei riti. Superata la grande crisi conseguente alla prima guerra mondiale, fu il 1920 l'anno della rinascita, quando la Chiesa di Sant'Anna divenne Parrocchia e riprese la cura e l'organizzazione della Confraternita e della Processione. Da quel momento l'organizzazione è stata curata dai Parroci che si sono succeduti nel corso degli anni.

Nel 1936 il Dopolavoro fascista finanziò il rifacimento dei costumi sostituendo i costumi dei protagonisti con quelli dell'epoca giudaico-romana. Nel 1937 si tenne per la prima volta, in piazza Loggia, la rappresentazione sacra del processo di Cristo.

Dal 2013 ha assunto la denominazione di Sacra Rappresentazione della Passione del Signore, per volontà del vescovo della diocesi Domenico Mogavero. Nel 2020 e nel 2021 le edizioni sono state annullate a causa dell'emergenza sanitaria della Pandemia di COVID-19 del 2019-2021 e delle relative restrizioni e divieti per il contenimento del contagio. Nel 2022 terminata l'emergenza sanitaria e con l'allentamento delle restrizioni avvenuto il 31 marzo dello stesso anno la processione e ritornata a svolgersi come da tradizione, ma in maniera ridotta rispetto al passato sia per evitare assembramenti e anche per il poco tempo a disposizione nell'organizzazione e per prove.

Itinerario

La Processione del Giovedì Santo attraversa tutte le principali vie della città. Nei primi secoli le cadute del Cristo non avvenivano in strada. La Processione eseguiva un breve itinerario, percorrendo solo le principali vie della città, entrava nei tre monasteri della città più importanti dove avvenivano le cadute.

La struttura Nel corso della storia la processione è stata rimodulata nel numero e nella forma dei gruppi che la compongono e rappresentano le varie fasi del dramma di Cristo: Palio Un uomo che porta la croce; Due personaggi con una tromba e un tamburo ai lati di colui che porta la croce; Ragazze vestite di bianco, con cingolo nero che rappresentano la fede (Non più presenti); Seguono bambini vestiti da "Siguruzzo" (Signore Gesù) e da "Angeli" un'antica tradizione popolare.

Gruppo della pace Bambine vestite di bianco con ornamenti color verde che portano palme e ramoscelli di ulivo simbolo della pace rappresentano l'ingresso di Gesù. Gesù con gli apostoli