Il mausoleo di Gallieno è un grande mausoleo romano che si trova a Roma, al IX miglio della via Appia antica (nel comune di Ciampino).
Descrizione Il monumento è stato identificato come la sepoltura dell'imperatore Gallieno, morto nel 268. L'identificazione è basata sulla sua menzione nellEpitome de Caesaribus che riferisce che nel sepolcro di questo imperatore, al IX miglio della via Appia, sarebbe stato sepolto anche Flavio Severo, ucciso nel 307Epitome de Caesaribus, 40, 3: Severus Caesar ab Herculio Maximiano Romae ad Tres Tabernas exstinguitur, funusque eius Gallieni sepulcro infertur, quod ex urbe abest per Appiam milibus novem. Nella Origo Constantini imperatoris (4.10) si riferisce la medesima storia, ma il sepolcro di Gallieno è collocato all'ottavo miglio: Pro Maxentio filio evocatus illuc venit Herculius, qui per peiurium Severum deceptum custodiae tradidit et captivi habitu in Urbem perduxit et in villa publica Appiae viae tricensimo miliario custodiri fecit. Postea cum Galerius Italiam peteret, ille iugulatus est et deinde relatus ad octavum miliarium conditusque in Gallieni monumento. Vedi anche: .
Il grande mausoleo, in opera laterizia, in origine rivestita in marmo, poggia su un basamento circolare di 13 m circa di diametro.. All'esterno si presenta come un tamburo scandito da nicchie, coperto a cupola. Doveva essere circondato da un colonnato di 16 colonne con capitelli corinzi, dove Nibby descrive il monumento (identificato come "Toraccio del Palombaro") e lo data all'età severiana (il sepolcro di Gallieno citato dalle fonti è da lui invece identificato con un altro monumento situato sul lato opposto della via, in direzione di Roma); Nibby riferisce la presenza nei pressi di capitelli dorici di "pietra albana" (lapis albanus o peperino dei Colli Albani) e di capitelli corinzi in marmo di vario diametro.: descrive il monumento identificandolo con il mausoleo di Gallieno e cita ""frammenti di grandi colonne e pilastri scannellati con basi e capitelli cornici di marmo"..
All'interno l'edificio è articolato in due piani: quello inferiore ha un ampio corridoio centrale sul quale si aprono due ambienti rettangolari dotati di un'abside a pianta semicircolare, destinati a ricevere i sarcofagi dei defunti. Al piano superiore è un'ampia sala rotonda con nicchie semicircolari e rettangolari alternate sulle pareti.
I resti facevano parte della tenuta del Palombaro e il monumento è anche noto come "Torraccio del Palombaro": in un documento dell'anno 954 si cita un casale uno in integro qui appellatur Palumbario, presso il quale era ecclesia deserta in honore sante Marie Dei genitrici cum monumento suo, quod est cripta rotunda. La denominazione è stata però in passato attribuita anche ad un altro sepolcro, detto la "Berretta del Prete", situato poco oltre in direzione di Roma, sul lato opposto dell'Appia antica, o ad una torre costruita su un altro sepolcro e detta anche la "Selcetta".. Nel Settecento nella zona della tenuta furono condotti scavi da Gavin Hamilton, dai quali furono tratte alcune sculture, ora disperse in vari musei e collezioni private, che potrebbero provenire dalla villa di questo imperatore, presso la quale sarebbe stata costruita la sua tomba monumentale; ..
Nel 1959 sono stati eseguiti rilievi e studi, tuttavia non pubblicatiPeter Marzolff e Peter Grossman eseguirono dei rilievi sul monumento, che però non portarono ad una pubblicazione: .
Nei pressi si trovava inoltre probabilmente la stazione per il cambio dei cavalli, detta ad Nonum; .
Il mausoleo è stato sottoposto a lavori di restauro a partire dal 2013.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni (sito ufficiale del Parco archeologico dell'Appia antica). (anche sul sito ViaAppiaAntica.com).
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