Biografia Enrico Dall'Oglio nacque a Imola, il 25 luglio del 1900.

Trasferitasi a Milano, vista anche la prematura morte del padre Andre, insegnante in servizio presso il Liceo Torricelli di Faenza, il quale era stato ricoverato in manicomio dopo un tentativo di suicidio, la famiglia dovette sopportare delle difficoltà finanziarie. Allora, la madre, Maria Anna Ide Del Carlo, lo iscrisse a sei anni al Collegio Calchi Taeggi, dove il giovane Enrico riuscì a mantenersi grazie a delle borse di studio.

Ancora studente, il 27 luglio del 1912, veniva assunto come fattorino di studio per 40 lire al mese per la Società Editrice Libraria, di Milano. Un anno dopo, nel luglio del 1913, conseguì la licenza tecninca.

A diciassette anni si arruolò come volontario nel corpo dei Bersaglieri, al tempo della Prima guerra mondiale; nel 1918 fu ferito nei pressi del Piave e decorato con una medaglia al valore. Terminata la guerra, divenne battagliero organizzatore sindacale. Si iscrisse allora al Partito socialista, dove conobbe Filippo Turati.

Nel 1919 si impiegò presso la casa editrice "Modernissima", fondata nello stesso 1919 dal giornalista, romanziere e traduttore Icilio Bianchi. Nel 1922 sarebbe divenuto direttore della casa editrice. Presso la "Modernissima", per altro, avrebbe conosciuto autori e redattori anche di rilievo, come il più noto Gian Dàuli (pseudonimo di Giuseppe Ugo Virginio Quarto Nalato).

Il 10 dicembre 1923 acquistò da Aristide Raimondi il marchio della casa editrice Corbaccio, fondata a Milano nel 1918.. Si distinse allora per il suo impegno antifascista; come scrisse egli stesso durante il suo esilio in Svizzera, egli intendeva fare della sua casa editrice una «palestra di democrazia, di insegnamento politico e sociale e di libera agitazione intellettuale».

Nel 1924 diede vita a tre collane di stampo antifascista: Res Pubblica, con la prima pubblicazione di Giovanni Amendola La democrazia dopo il 6 aprile 1924 ; Confessioni e battaglie, con come prime pubblicazioni una raccolta di scritti e di discorsi di Giacomo Matteotti intitolata Reliquie; Piccola biblioteca di Studi Politici, per cui la prima pubblicazione fu Le dittature in Italia. Il volume sugli scritti e sui discorsi di Matteotti nella collana Confessioni e battaglie subì numerosi e numerose volte sequestri. Molte altre opere della Corbaccio furono sequestrate, ben 159, fra il 1924 ed il 1943. Per quanto riguarda la prima collana citata, la Res Pubblica, dopo la prima opera pubblicata ne seguiranno altre sempre di stampo antifascista.

Oltre a queste collane di impronta politica, però, Dall'Oglio diede vita ad un'altra collana di impronta saggistica e culturale, Cultura contemporanea, diretta da Gerolamo Lazzeri. La prima pubblicazione fu Il filo di Arianna del critico letterario Enrico Thovez.

Oltre a ciò, Dall'Oglio si dedicava anche a sue pubblicazioni, come la traduzione di quella che sarà la prima edizione integrale italiana della Storia della mia vita di Giacomo Casanova, pubblicata in 22 tomi.

Nel 1927, a seguito d'una violenta campagna di stampa, Dall'Oglio venne posto al bando dall'Associazione Giornalisti e Autori di Milano, che vietò espressamente la collaborazione con la sua casa editrice a tutti i suoi iscritti. L'anno dopo e l'anno dopo ancora a lui venne intestata una cartella presso la Divisione Politica del Ministero degli Interni.

Nell'ottobre 1929 venne citato in giudizio in tribunale, con la prima udienza fissata all'anno seguente, nell'ottobre del 1930. In questa situazione rischiò persino il carcere, tuttavia un'amnistia intervenne, salvandolo.

Nel contempo Enrico Dall'Oglio stava assumendo un ruolo di rilievo nell'editoria italiana. Angelo Fortunato Formiggini considerava che «Enrico Dall'Oglio [...] potrebbe diventare anche il primo editore d'Italia.» Da manoscritti che molti editore avevano scartato, una volta presi da essi ricavò molti successi; è il caso del romanzo di Achille Campanile Ma che cos'è questo amore?

Dal 1928 rivolse la sua attenzione anche agli autori stranieri, come nel caso del Premio Nobel del 1932 John Galsworthy.

In quel periodo si dedicò alla sua Collana storica, che in un decennio raggiunse i 65 titoli.

nel 1932 diede vita alla collana editoriale I Corvi, una collana economica moderna di formato tascabile, considerata un'innovazione, dato appunto il suo prezzo accessibile (5 lire) e moltissimi titoli di prestigio

Dall'Oglio, per altro, il 7 febbraio del 1938 stipulò con la vedova di Italo Svevo un contratto per la riedizione di tutte le opere dello scrittore, che via via stavano finendo nel dimenticatoio. Per oltre quarantacinque anni le opere di Svevo resteranno un'esclusiva della Corbaccio Editore, e solo successivamente diventeranno di pubblico dominio.

Nell'estate del '43 annunciava in un opuscolo la ripresa delle sue collane Res Pubblica e Confessione e battaglie e la pubblicazione di una nuova rivista, Porte aperte. Tuttavia questi progetti furono impossibili, perché il 15 agosto a seguito di un bombardamento lo Stabilimento Tipografico Editoriale Dall'Oglio venne completamente distrutto.

Nel '44, poi, dovette riparare in Svizzera a causa dei suoi ideali e della sua presa di posizione contro il Fascismo. Lì ebbe modo di conoscere Arnoldo Mondadori, anch'egli esule. Dall'Oglio, comunque, sarebbe tornato in Italia nel '45.

Fu solo nel '49 che poté annunciare la ripresa del suo lavoro: ritornarono le vecchie collane della Corbaccio I corvi, Scrittori di tutto il mondo, Cultura contemporanea.

Tra il '50 ed il '60 sarebbero state pubblicate ancora vecchie e nuove collane. Tra di esse la più prestigiosa fu certamente Ammiraglia, dove comparvero le opere di Svevo di Thomas Mann.

Morì a Milano il 4 settembre del 1966, a 66 anni.

Nel 1962 la sua casa editrice venne rilevata dal figlio Andrea per essere poi inglobata nel gruppo Longanesi negli anni novanta..

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni