LAlfa Romeo Spider, comunemente conosciuta come "Duetto", è una vettura sportiva scoperta prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1966 al 1993 e commercializzata fino al 1994, quando gli ultimi 190 esemplari realizzati sono stati allestiti per la serie speciale numerata "Commemorative Edition" riservata al mercato nordamericano.

È uno dei modelli ed è il più longevo nella storia della casa milanese, con 28 anni ininterrotti di produzione, suddivisa in 4 serie successive.

Il contesto L'enorme successo di vendite ottenuto dal modello "Giulia" del 1962, replicato dalla versione coupé nell'anno successivo, spinse la dirigenza Alfa Romeo a completare rapidamente la gamma con la versione spider, allo scopo di sfruttare al massimo il favorevole momento commerciale.

Nel 1964 il compito di delineare la versione spider venne affidato alla Bertone che approntò il prototipo del modello "GTC", su disegno di Giorgetto Giugiaro, poi realizzato in serie dalla Carrozzeria Touring e posto in vendita nel 1965.

La tiepida accoglienza riservata dal mercato alla nuova "GTC" convinsero la Casa di Arese a trovare una soluzione alternativa. Il cambio di rotta fu drastico, anche determinato dal fatto che la potenzialità produttiva della Carrozzeria Bertone era pressoché completamente assorbita dalla commessa ottenuta dalla FIAT per la costruzione del modello "850 Spider" e che la Carrozzeria Touring navigava in cattive acque ed era facile prevederne l'imminente chiusura.

La genesi stilistica

Per vestire la nuova spider, nel 1965 venne quindi incaricata la Pininfarina che stava realizzando le Superflow, una serie di interessanti proposte stilistiche basate su uno degli autotelai da corsa 6C 3000 CM costruito dall'Alfa Romeo nel 1953.

La prima dream car della serie Superflow, la Superflow I con parafanghi anteriori e tettuccio in plexiglas e pinne posteriori, venne presentata al Salone di Torino 1956, seguita dalla sue evoluzioni Super Flow II, con parafanghi convenzionali in lamiera, Superflow III, spider priva del tettuccio e delle pinne posteriori, e infine Super Flow IV del 1960 con tettuccio in plexiglas e coda arrotondata, tutte basate sullo stesso telaio e con la stessa linea di base.

Partendo da quella base stilistica un gruppo si disegnatori della Pininfarina, guidati da Aldo Brovarone e supervisionati da Franco Martinengo, realizzarono il bozzetto che ottenne l'immediato assenso preliminare della dirigenza Alfa Romeo. Il percorso evolutivo di affinamento tridimensionale, dalla maquette al prototipo definitivo, passando per la costruzione del mascherone di carrozzeria, venne costantemente seguito da Battista Pininfarina che fece apportare e, in alcuni casi, apportò personalmente, decine di piccole modifiche che risultarono determinanti per giungere al capolavoro formale rappresentato dalla "Duetto".Aldo Brovarone, Un'evoluzione avviata nel 1956, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag.69

Fu l'ultima vettura nata sotto l'egida del grande carrozziere torinese che morì poche settimane dopo la presentazione al pubblico della "Duetto", avvenuta il 10 marzo 1966 al 36º Salone di Ginevra.

La campagna pubblicitaria e la denominazione "Duetto" Per il lancio della "Duetto" il presidente Giuseppe Luraghi e la squadra dei "creativi" che all'epoca costituivano l'ufficio pubbliche relazioni dell'Alfa Romeo, concertarono una intelligente campagna pubblicitaria volta a creare eventi pubblici anche al di fuori del contesto motoristico. Dopo il debutto al salone di Ginevra, cui la stampa dedicò ampio spazio, la vettura venne presentata in varie occasioni e accostata a personaggi della politica e dell'imprenditoria, ma anche dello spettacolo come Gino Bramieri. Fu anche indetta una settimana di prove sulle strade del lago di Garda, riservate ai giornalisti.

Quale prodromo alla presentazione negli USA venne organizzata una crociera con traversata atlantica da Genova a New York, facendo tappa a Cannes, in occasione dell'omonimo festival cinematografico. A bordo della turbonave Raffaello, con 1300 invitati appartenenti al mondo della moda, dello spettacolo, della musica e dello sport - tra i quali Vittorio Gassman, Rossella Falk, Anna Moffo e Marie Laforêt - vennero imbarcati tre esemplari della "Duetto", uno verde, uno bianco e uno rosso, a rappresentare la bandiera italiana. Nel corso della crociera era prevista una lotteria, con estrazione a sorte tra i partecipanti, che assegnava in premio una "Duetto": vinse l'indossatrice Heidi Gover, all'epoca top model di Oleg Cassini.

Ma la grande popolarità internazionale arrivò nel 1967, quando la "Duetto" diventò una sorta di star del cinema con il film Il laureato, interpretato con Anne Bancroft e Dustin Hoffman. Da quella prima apparizione la "Duetto" venne utilizzata come auto di scena in circa 300 opere cinematografiche o televisive.

Per la scelta del nome fu indetto il concorso dal titolo «Spider 1600: dategli il nome. Diventerà famoso» con in palio un esemplare della nuova spider. In seguito a una larga distribuzione di apposite schede per la proposta della denominazione in tutti i concessionari d'Europa, vennero spedite ad Arese 140.501 schede, delle quali circa 15.000 provenienti dall'estero. I nomi più gettonati risultarono essere "Pininfarina" e "Pinin", in onore al grande carrozziere appena scomparso. Tuttavia, la commissione giudicò quelle denominazioni inadatte e optò per la terza classificata "Duetto", nome che "vorrà dire armonia doppia, nel senso che questa macchina realizza un'armonia tra la grazia e la forza e allo stesso tempo armonia in coppia", come motivò il poeta Leonardo Sinisgalli, presidente della giuria preposta.Alessandro Barteletti, Armonia doppia, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag. 65

Tra i proponenti la denominazione "Duetto" fu estratto a sorte il vincitore della vettura messa in palio, Guidobaldo Trionfi di Brescia, che ritirò la sua spider bianca il 17 giugno 1966, consegnatagli personalmente dal presidente Luraghi nella sede storica del Portello.Dario Tonani, Tutta colpa di un biscotto, Ruoteclassiche, marzo 2016, pag. 7

A partire dal mese di giugno 1966, l'appellativo venne affiancato in modo ufficiale alla 1ª serie della "1600 Spider", ma poté essere usato solo per i primi 190 esemplari, a causa dell'omonimia con una merendina al cioccolato dell'epoca, la cui azienda produttrice rivendicò il diritto di utilizzo commerciale della denominazione "Duetto", ottenendone l'uso esclusivo dal Tribunale di Milano.

La denominazione "Duetto", quindi, fu eliminata, ma rimase talmente radicata nel linguaggio comune che tutte le successive evoluzioni della spider Alfa Romeo, discendenti da quel primo modello, vengono normalmente (anche se impropriamente) identificate come "Duetto".

Nel 1994 la denominazione "Duetto" ricomparve ufficialmente sulla carrozzeria della "Spider Veloce CE" che rappresenta l'ultimo allestimento commemorativo della 4ª serie, realizzato in 190 esemplari per il solo mercato statunitense.

La vettura

La 1ª serie: "Osso di seppia" (1966–1969) Nel 1966 venne lanciata la "Alfa Romeo Spider 1600", dotata del motore 1600 della Alfa Romeo Giulia Sprint GT nella più potente versione "Veloce". La forma, come la casa si affrettò a precisare, richiama un osso di seppia, ovvero la conchiglia del mollusco cefalopode, in virtù del frontale e dalla coda arrotondati, raccordati dalle fiancate convesse, con linea di cintura piuttosto bassa. La coda, rastremata trasversalmente e longitudinalmente, segue i dettami della più classica tipologia boat-tail. Per la meccanica venne adottato il nuovo autotelaio della "Giulia", accorciandone il passo a 2.250 mm. Nella versione USA le calotte in plexiglas furono sostituite da una bordatura cromata.

Nel 1966 l'unica versione, nata per essere una vettura di segmento medio-alto, era la Spider 1600 "Serie 105.03" e definito "Serie 105.05" nelle versioni con guida a destra. Dotata del motore sigla "AR 00536" il classico 4 cilindri bialbero da 1.570 cm³ in lega leggera da 109 CV dotato di due carburatori doppio corpo Weber 40 DCOE 27 o Solex C32 PAIA7 (meno diffusi).

All'inizio del 1968, per seguire le tendenze di aumento prestazionale delle vetture di tutta la "gamma" Alfa Romeo, alla già brillante 1600 fu affiancata la versione definita " 1750 Spider Veloce" che montava il motore più potente ed elastico sigla "AR 00548" della serie 1750 (1.779 cm³) che sviluppava 118 CV ma il peso della carrozzeria fu portato da 990 kg a 1040 kg. Questa divenne la nuova versione di punta.

A metà 1968, al fine di poter offrire una "Duetto" ad un prezzo inferiore, si affianca nella produzione anche una versione più economica, definita "Spider 1300 Junior" che si distingueva esteticamente per l'assenza delle calotte ai fari anteriori, per i deflettori fissi e per una diversa posizione delle gemme laterali delle frecce. Il motore era lo stesso delle "GT 1300 Junior" serie "AR 00530"" con cilindrata di 1290 cm³ che sviluppava 89 CV. Nel dicembre del 1968 la spider 1600, nata come modello di punta, ed ormai superata dalla nuova versione più potente dotata del motore 1750, venne messa fuori produzione. Rimasero in produzione la "1750 Spider Veloce" e la più piccola ed economica "Spider 1300 Junior".

La 2ª serie: "Coda tronca" (1969–1982)

Presentata nel 1969 al salone dell'automobile di Torino la seconda serie della Duetto si caratterizza per il "taglio della coda", in ossequio alle teorie aerodinamiche propugnate dal professor Kamm, per una minore resistenza determinata dai vortici d'aria che si distaccano in modo repentino a causa della coda tronca. Vennero modificati di conseguenza i paraurti, in acciaio inox e con profilo in gomma di protezione, le calotte copri faro rimasero di serie sulla 1750 e successivamente sulla 2000, fino a circa il 1980, ma non furono mai adottate sulle 1300/1600 junior, oltre ad un'inclinazione maggiore del parabrezza, con beneficio del design e dell'aerodinamicità. Venne modificata ampiamente anche la capote in tela, con attacchi completamente interni alla scocca, per una maggiore impermeabilità e facilità d'uso. La lunghezza scese da 4.250 mm. a 4.120 mm.

La 1750 Spider Veloce, erede di quella con forma ad "osso di seppia" del 1968, aveva nuovi interni con una console centrale più legata alla moda delle auto sportive anni 70 e nuovi erano anche i contagiri e contachilometri contenuti in due palpebre anziché una come la precedente versione, maniglie a filo di carrozzeria agli sportelli definite aerodinamiche. Nel 1971 venne dapprima affiancata dalla versione 2000 Spider veloce, con motore di 2000  cm³ identico alle versioni berlina e GT, da 132 CV. Tutte le versioni "1750" escono di scena definitivamente nel 1972 sostituite dalla nuova gamma "2000".

Dal 1972 il listino vede il ritorno della motorizzazione di 1600 cm³ (motore AR536, in opzione, come per la versione GT), con la versione Spider 1600 Junior, unificata nell'allestimento con la Spider 1300 Junior.

Nel 1974, causa la crisi petrolifera (1973), la versione 2000 perse qualche CV di potenza e da 132 passava a 128 CV, stessa sorte capitò al motore 1600 da 109  CV che venne rimpiazzato dalla versione montato sulla Giulia berlina da 102  CV (motore AR526/A*S).

Nel 1977 la versione 1300 non è più disponibile in listino e fino al 1979, oltre alla 2000, fu venduta solo la versione 1600 Junior. La 2000 Spider Veloce a fine 1978 ricevette alcuni aggiornamenti all'abitacolo riguardanti nuovi sedili, pannelli porta e tappeti.

La 1600 nel 1980 fu unificata per carrozzeria e interni alla 2000 Spider Veloce, in questa edizione furono presentati nuovi particolari per gli interni, quali: devioluci, posacenere e interruttori vari. Questa edizione 1.6 litri Spider Veloce venne messa in commercio nell'estate del 1980, disponibile poi fino al 1981 e con una produzione totale di sole 600 auto,