Il grattage (letteralmente "grattamento", “raschiamento”) è una tecnica della pittura surrealista che consiste nel “grattare” con vari strumenti la pittura ancora fresca stesa sulla tela o altro materiale.

L'obiettivo è quello di graffiare, togliere il pigmento cromatico steso su un supporto preparato "a gesso"Carlo Pirovano, La Pittura in Italia: Il Novecento, Volumi 1-2, Electa, 1992, raschiare la parte più esterna della pellicola pittorica, in maniera da movimentare la superficieMarina Pugliese, Tecnica mista. Com'è fatta l'arte del '900, Bruno Mondadori, 2012.

I graffi creati fanno emergere le cromie degli strati pittorici sottostanti e danno vita a contrasti cromatici e chiaroscurali.

Tecnica e materiali Per la tecnica pittorica del grattage, oltre all'utilizzo di pennelli e spatole, ci si avvale di strumenti nuovi, sperimentando utensili comuni e oggetti di uso quotidiano, come spugne, spazzole in acciaio, stiletti, bisturi, punte, lamette, e piccoli blocchi metallici.

Con l'ausilio di questi strumenti è possibile graffiare e sfregare, scavare e scarnificare le singole stratificazioni delle molteplici stesure policromeGiovanni Distefano, Franco Rocchetta, Atlante storico di Venezia: non in terra, neque in aqua sumus nos viventes, Supernova, 2008 .

L'artista, con il proseguire alternando a successivi interventi di velature ulteriori graffi, affronta in ogni istante di lavoro la totalità della tela. Ottiene così la pulsazione di un universo dove la luce nasce dall'ombra, entra in essa per poi risorgere rivelando il respiro di una materia cosmica, portando così lo spettatore a fluttuare in uno spazio dagli infiniti possibili orizzontiNico Stringa, Venezia '900: da Boccioni a Vedova, Marsilio, 2006.

Gli artisti

Questa tecnica fu usata da Max ErnstM. E. Warlick, Max Ernst and Alchemy: A Magician in Search of Myth, University of Texas Press, 2013 Max Ernst, Metropolitan Museum of Art, New York, 2005e da Joan MiróGiulio Carlo Argan, Studi sul surrealismo, Volume 1, Officina, 1977 e in seguito dagli artisti informali.

Max Ernst riscoprì la tecnica del frottage (basata sul principio dello sfregamento)Brunner Gisela, Max Ernst: die halbautomatischen Techniken Frottage - Grattage, 1975; nel 1927 trasporrà questa tecnica del disegno - applicata generalmente alla carta - alla pittura ad olio, facendo nascere cosi il procedimento del grattage. Il grattage ha permesso a Max Ernst di liberare le forze creative ricche di suggestioni ed evocazioni, meno teoriche e più inconsce e spontaneeMax Ernst, Ian Turpin, Max Ernst, Phaidon, 1979. La tela viene posta sugli oggetti e i materiali selezionati dal pittore; il grattage della pittura applicata alla superficie farà sorgere, come per il frottage, un mondo spesso inquietante. Pettini e forchette sono ugualmente utilizzati per ottenere determinati effetti di materiaMax Ernst, 1891-1976: da collezioni francesi e italiane, Skira, 1996.

Questa tecnica è stata affinata dall'artista Hans Hartung; attraverso questo procedimento, egli giunge alla sublimazione della propria tipica gestualità pittorica, creando un nuovo alfabeto segnico, affidandosi ad utensili appuntiti, pennelli opportunamente modificati e rulli. Le sue linee ottenute mediante il grattage sono ridotte a graffi ottenuti sulla superficie con dei gesti ampi e decisi, eseguiti di «getto»Hans Hartung, Domenico D'Oora, Maurizio Medaglia, Vittorio Raschetti, Hans Hartung, Silvia, 2006.

La tecnica è tuttora praticata anche in ambito contemporaneo, come nella produzione pittorica dell'artista italiano Giovanni Guida.

Note

Voci correlate Disegno Pittura Surrealismo frottage (arte)

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Tecniche pittoriche Categoria:Surrealismo Categoria:Tecniche artistiche Categoria:Pittura