La data di nascita di Gesù (anno e giorno) non è esplicitamente riportata dai Vangeli, le principali fonti su Gesù, né da altre fonti del tempo. Poiché il Vangelo di Matteo la colloca negli ultimi anni del re Erode il Grande, gli studiosi generalmente datano la nascita di Gesù tra il 7 e il 4 a.C.Così per esempio la Bibbia TOB, p. 2917 e la Bibbia di Gerusalemme, p. 2674. Rinaldo Fabris (Gesù di Nazareth, p. 91) propone il 6-5 a.C. non tenendo conto per la sua problematicità del censimento di Quirinio. Anche J.P. Meier (Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico, vol. 1, Le radici del problema e della persona, Brescia 2001, p. 363) non tiene conto del censimento e conclude con un generico "l'impressione complessiva creata da questi racconti è che Gesù nacque qualche anno - ma non molti anni - prima che Erode morisse".Giovanni Filoramo, Cristianesimo, Mondadori Electa, 2007, p. 24 data la nascita verso il 6 a.C., mentre Chester G. Starr, Storia del mondo antico, Editori Riuniti, 1977, p. 611 indica il 4 a.C. sia pure con riserva in relazione al censimento. Etienne Trocmé (in Henri-Charles Puech, Storia del Cristianesimo, Laterza 1983, ed. Oscar 1992, pp. 42 e 46) colloca anch'egli la nascita al 4 a.C. Darrell L. Bock (Studying the Historical Jesus: A Guide to Sources and Methods, Baker Academic, 2002, p. 77) propone infine una datazione al 6-4 a.C. Secondo la maggior parte degli storici, infatti, Erode sarebbe morto nel 4 a.C., anche se vi sono state in passato e vi sono anche oggi ripetute proposte di altre dateLa datazione è stata contestata, ad esempio, da Giorgio Fedalto, ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università di Padova, nello studio citato in bibliografia.

La datazione tradizionale all'anno 1 a.C., il cui anno successivo è il primo del calendario giuliano-gregoriano (il numero zero non viene infatti utilizzato per indicare un anno in quasi tutti i sistemi cronologici) risale al monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo. Questa datazione si discosta comunque solo di uno o due anni dalla datazione fornita dai Padri della Chiesa sin dal II-III secolo.

Se invece si datasse la nascita del Messia secondo il calendario ebreo Gesù sarebbe nato nel 3761 dopo la Creazione (anno 1). Tenuto presente il capodanno al 6 ottobre precedente.

L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza annuale del giorno di nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre del calendario solare romano (giuliano, poi gregoriano) è documentata a partire dal 336Secondo Joseph F. Kelly «in 336 the local church at Rome proclaimed December 25 as the dies natalis Christi». Lo stesso autore precisa che «the document containing the affirmation of December 25 as the dies Natalis Christi in 336 is called "The Cronograph of 354"» (Cfr. Joseph F. Kelly, The Origins of Christmas, p. 64)Bruce David Forbes precisa che il Cronografo fu compilato nel 354, e «complicated scholarly arguments hold that selected documents within it date from 336, so it appears that by either 336 or 354, December 25 had become a recognized date for Christ's birthday in the Roman church» («complesse argomentazioni accademiche sostengono che taluni documenti al suo interno datino al 336, pertanto risulta che al 336 o al 354, il 25 dicembre era diventato la data riconosciuta della nascita di Cristo all'interno della Chiesa di Roma») (Cfr. Bruce David Forbes, In Christmas: A Candid History, p. 26) Jo Robinson and Jean Coppock Staheli, Unplug the Christmas machine, New York, 1991, cap. 4La redazione definitiva del Cronografo è del 354, ma la datazione del Natale risale al 336 in quanto, secondo Jedin e Dolan, «the so-called Chronographus of 354, which took this notice from a model going back to the age of Constantine (336)» (Cfr. Hubert Jedin, John Patrick Dolan, History of the Church: The imperial church from Constantine to the Early Middle Ages, Volume 2, Burns & Oates, 1980).

Fonti evangeliche sulla Natività

Le uniche fonti testuali che riferiscono della nascita di Gesù sono i Vangeli di Matteo e Luca, che però non forniscono indicazioni cronologiche precise. Assumendo la validità delle informazioni storiche da essi fornite è però possibile dedurre un probabile intervallo di tempo nel quale collocare l'evento.

riferisce che Gesù nacque "nei giorni del re Erode", che regnò presumibilmente tra il 37 a.C. e il 4 a.C.La datazione della morte di Erode al 4 a.C., desumibile da alcune indicazioni di Giuseppe Flavio, è l'ipotesi che trova maggiore credito e diffusione tra gli storici. Le monete emesse dai suoi successori, infatti, segnalano il 4 a.C. come anno d'inizio del loro regno. Flavio, inoltre, dichiara che Erode morì poco dopo un'eclissi di luna. Questa indicazione è poco utile perché in quegli anni vi furono numerose eclissi, fra cui appunto una il 13 marzo del 4 a.C. Cfr. e .. Non si può tuttavia escludere che nel 4 a.C. egli abbia semplicemente associato al regno i suoi figliPer un articolo recente che sostiene la data del 1 a.C. cfr. . riporta l'intenzione di Erode di uccidere i bambini di Betlemme sotto i due anni (strage degli innocenti). Assumendo la storicità del racconto, questo suggerisce che i magi nel loro incontro con Erode gli avessero raccontato di aver individuato da circa uno o due anni i primi indizi astrologici della nascita del messia. La natività quindi deve essere collocata in questo intervallo, anche se la visita dei magi solo poco dopo l'effettiva nascita di Gesù rende meno verosimili le date più lontane. Occorre comunque rilevare come la strage degli innocenti non sia ritenuta storica dalla maggioranza degli studiosi, anche cristiani, viste le incongruenze interne nel Vangelo di Matteo (oltre che con il Vangelo di Luca) e stante la mancanza di altri riferimenti storici.Vedi anche la voce "Strage degli innocenti". (Cfr, ad esempio: Raymond E. Brown, The Birth of the Messiah, Doubleday, 1993, pp. 31-32, 36, 179, 191, 216, 226, 615, ISBN 0-385-47202-1; John Dominic Crossan, Gesù una biografia rivoluzionaria, Ponte alle Grazie, 1994, pp. 40-46, 50-51, ISBN 88-7928-270-0; Rudolf Bultmann, Storia dei vangeli sinottici, EDB, 2016, p. 293, ISBN 978-88-10-55850-8.). nell'incontro tra Erode e i magi, nell'episodio della fuga in Egitto e nel ritorno alla morte di Erode, Matteo si riferisce a Gesù sempre col diminutivo paidìon, bambino piccolo (). Indipendentemente dall'effettiva storicità di questi eventi Matteo conserva il ricordo di un Gesù molto piccolo (qualche anno?) alla morte di Erode e alla salita al potere di Archelao. può essere visto come una conferma di . Riferisce che l'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria avvenne anch'esso "nei giorni del re Erode". Secondo Luca la nascita di Gesù avvenne quindici mesi dopo: dopo sei mesi ci fu l'annunciazione a Maria (), alla quale seguì al termine dei nove mesi di gestazione la nascita di Gesù. Luca comunque non nomina direttamente Erode al momento della nascita di Gesù. riferisce, nei giorni immediatamente precedenti la nascita di Gesù, di un censimento "di tutta la (terra) abitata" da parte di Augusto, che fu imperatore tra il 27 a.C. e il 14 d.C. Indisse tre censimenti universali: nel 28 a.C. (ancora console), 8 a.C., 14 d.C. (Res gestae divi Augusti 8, lat. gr. ing.). L'identificazione del censimento evangelico con quello indetto nell'8 a.C. è comunque ritenuta inverosimile dalla grande maggioranza degli storici, anche cristiani (vedi Censimento di Quirinio). specifica che in occasione del censimento di Augusto era "governante la Siria Quirinio". Costui fu governatore vero e proprio della Siria dal 6 d.C.: il dato è apparentemente incompatibile con l'indicazione evangelica del regno di Erode, morto dieci anni prima. Studiosi cristiani hanno però evidenziato che Quirinio aveva ricoperto in Siria alcuni incarichi ("governante") già durante il precedente governatore, Senzio Saturnino, ed è possibile che questi gli avesse affidato l'incarico di occuparsi del censimento indetto da Augusto per la Siria e per il territorio del re 'alleato' (di fatto, sottomesso) Erode il GrandeSulle possibili datazioni dei diversi incarichi svolti da Quirinio in Siria, anche in relazione alla campagna contro gli Omonadensi, cfr. Giuseppe Ricciotti, "Vita di Gesù Cristo", Mondadori, 1962, §186. (vedi Censimento di Quirinio). Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che nel II secolo Tertulliano aveva dichiarato che Gesù era nato all'epoca di Senzio SaturninoCfr. Giuseppe Ricciotti, "Vita di Gesù Cristo", Mondadori, 1962, §186.. riferisce che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione "nel quindicesimo anno di Tiberio" (attorno al 28 d.C., vedi Inizio del ministero di Gesù). All'inizio del suo ministero, di poco successivo a quello del Battista, Gesù aveva "circa trent'anni" (), che rimanda a una data di nascita attorno al 2 a.C. La cifra "trenta", però, può essere stata arrotondata per richiamare simbolicamente l'inizio del regno di Davide (). Inoltre Tiberio era stato associato al regno di Augusto già alcuni anni prima. Ciò consente sia di retrodatare questa indicazione di alcuni anni sia di render conto della notizia di Tertulliano, secondo cui alcuni romani assegnavano la nascita di Gesù al dodicesimo anno del Regno di Tiberio. Lc 1,26-27 riferisce che: "Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria." Il sesto mese secondo il calendario ebraico lunisolare è il mese di "Adar", ossia circa da fine febbraio a fine marzo. La data di nascita di Gesù pertanto, dopo i 9 mesi esatti di gravidanza di Maria, sarebbe quindi da considerare nel mese di Kislev, compresa tra fine novembre e fine dicembre, e quindi sarebbe assolutamente compatibile con la data tradizionale del 25 dicembre. Il testo evangelico che precede e quello che segue questi versetti parlano, tuttavia, del sesto mese di gravidanza di Elisabetta e non del sesto mese dell'anno, ed è arbitrario supporre che le due circostanze coincidano. Interessante anche notare cosa rivela l'Arcangelo Gabriele a Maria in Lc 1,36 "Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile". La nascita del Battista sarebbe quindi avvenuta al termine del nono mese dal concepimento, ossia 3 mesi dopo la rivelazione, a cavallo dei mesi di Sivan e Tammuz, quindi verso metà giugno-inizio luglio, esattamente come propone la tradizione, che attribuisce alla Natività del Battista, la data del 24 di giugno.