TT100 (Theban Tomb 100) è la sigla che identifica una delle Tombe dei NobiliLa prima numerazione delle tombe, dalla numero 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del "Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes" di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.. ubicate nell’area della cosiddetta Necropoli Tebana, sulla sponda occidentaleI campi della Duat, ovvero l'aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume. del Nilo dinanzi alla città di LuxorNella sua epoca di utilizzo, l'area era nota come "Quella di fronte al suo Signore" (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, "Occidente di Tebe".., in Egitto. Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del Nuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'Antico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la XXVI dinastia) e Tolemaico.
Titolare TT100 era la tomba di: TitolareTitoloNecropolile Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un'unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.Dinastia/PeriodoNoteLe note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal "Topographical Catalogue" di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione dell'epoca. RekhmiraGovernatore della Città e VisirIl termine visir viene anacronisticamente utilizzato per indicare, nell'antico Egitto, il più alto funzionario dell'entourage faraonico. Sheikh Abd el-Qurna.XVIII dinastia (Thutmosi III-Amenhotep II)in basso sulla collina; all'opposto dell'ingresso nell'area
Biografia Rekhmira (ovvero "saggio come Ra") assunse la carica di Governatore della Città (Tebe) e Visir tra l'anno XXVIII e il XXIV del regno di Thutmosi III e proseguì all'inizio di quello del suo successore Amenhotep II. Prima di lui solo altri due sommarono le due cariche: suo nonno Aamtju Ahmose (titolare della TT83), che assunse la carica durante la XVIII dinastia agli inizi del regno di Thutmosi III, e suo zio User (TT61 e TT131), che assunse la carica nell'anno V dello stesso reIl fatto che le potentissime cariche siano state appannaggio della stessa famiglia per tre generazioni, così concentrando un potere enorme, potrebbe essere alla base della caduta in disgrazia del visir Rekhmira.. Suo padre Neferweben, viene indicato nella TT100 come prete "wab"I preti "wab", ma anche "uab", o "uebu", appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l'abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un "grande prete wab" cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità. di Amon. Non risulta, dai riferimenti parietali che abbia ricoperto la carica di Visir anche se risulta essere esistito, nel periodo di riferimento, un Visir del Nord di nome NeferwebenSotto Thutmosi III la carica di visir venne sdoppiata nelle cariche di Visir dell'Alto e del Basso Egitto, ma sembra strano che, qualora Neferweben fosse identificabile davvero nel padre di Rekhmira egli non ne abbia fatto menzione nella sua tomba.. Bet fu la madre di Rekhmira e Meryt fu sua moglie; entrambe si fregiavano del titolo di "hekeret Nesut", ovvero "reale ornamento"Esiste difformità di interpretazione, tra gli egittologi, su cosa in realtà celi tale titolo: secondo alcuni si tratta di un semplice titolo onorifico che le qualificherebbe come mogli di funzionari di palazzo, per altri celerebbe una funzione protezionistica nei confronti di uno specifico membro della famiglia reale, per altri ancora farebbe riferimento a personaggi femminili che prendevano parte alle feste dei sovrani con funzioni di cantante o danzatrice..
Rekhmira, che nella tomba assomma in sé oltre un centinaio di titoli, svolse la sua attività alla fine del regno di Thutmosi III e la carica gli venne confermata dal suo successore, Amenhotep II, ma ben presto se ne perdono le tracce storico-archeologicheIl potere acquisito dalla famiglia di Rekhmira, con tre generazioni di Visir e Sindaci e Governatori di Tebe potrebbe essere stato alla base di tale allontanamento che si ripercosse anche sulla figura stessa del Visir e della moglie che vennero abrase come per una damnatio memoriae... La figura del visir Rekhmira, così come quella della moglie Meryt, appaiono spesso abrase o scalpellate, così come pure quelle dei figli i cui nomi sono stati tuttavia ricostruiti in Takhaout, Mutneferet ed Henuttawy per le femmine, Amenhotep, Mery, e Senouseret Kenamon per i maschi. Nella tomba compare anche un tale Baki e sua moglie At, ma non si è a conoscenza di legami di parentela con il Visir.
La tomba La tomba, che presenta un corredo di pitture parietali tra i meglio conservati e i più vasti della Necropoli tebana, si sviluppa planimetricamente secondo lo schema a "T" rovesciata tipica del periodo. Un particolarità la rende altresì unica nel panorama dell'area: dalla sala trasversale (larga circa 21 m, profonda 2,30 e alta 3,30) si diparte un corridoio perpendicolare alla precedente largo poco più di 2 m, lungo quasi 27 m, il cui soffitto, partendo dai 3,30 m dell'ingresso, si innalza progressivamente fino a raggiungere, alla fine del corridoio, la considerevole altezza di oltre 8 m. Artisticamente, quasi ogni metro della tomba è ricoperto di pitture generalmente realizzate su più registri sovrapposti il che sembra moltiplicare il già consistente numero delle scene rappresentateNotevole fu l’opera di riproduzione svolta dall’egittologa Nina de Garis Davies (1881-1965), negli anni ’20 del ‘900. Gran parte delle sue illustrazioni sono conservate in un’apposita fondazione (Rogers Fund) presso il Metropolitan Museum of Art di New York....
Nel corso della sua lunga storia TT100 fu soggetta a parecchie traversie: durante il regno di Amenhotep II le immagini di Rekhmira, della moglie Meryt e dei loro figli vennero abrase; dove raggiungibili facilmente vennero completamente rimosse ricoprendo le silhouette restanti con colore rosso, in altri casi si provvide alla sola abrasione del viso. Si ritiene tuttavia che Rekhmira non sia mai stato sepolto in questa che doveva perciò essere solo la cappella della sepoltura, sepoltura che, ad oggi, non risulta essere stata ancora scopertaData la damnatio memoriae cui il visir venne sottoposto, si è ipotizzato anche che possa essere morto in esilio o che la sua sepoltura possa essere stata realizzata senza alcuna indicazione del titolare per ordine dello stesso re Amenhotep II la cui autorizzazione dovette essere di certo necessaria per procedere ai danneggiamenti parietali.. Un nuovo intervento ai danni delle pitture parietali avvenne circa 100 anni dopo durante il regno di Amenhotep IV/Akhenaton, detto anche dell'eresia amarniana, con l'asportazione dei simboli relativi al dio Amon. Altri danni furono arrecati alla tomba dal passare dei secoli tra cui l'apertura di un nuovo accesso nella facciata a cura di abitanti del luogo che ne fecero la propria abitazioneFino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall nel loro "Topographical Catalogue", ed. 1913, ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo. e che danneggiò pesantemente il testo autobiografico conosciuto come "I doveri del Visir" che sulla parete si trovava. All'utilizzo come abitazione e stalla si devono poi aggiungere infiltrazioni d'acqua, fuliggine dei fuochi, esalazioni degli animali ivi ricoverati e sterco di pipistrello, fino a giungere all'intonacatura di intere parti delle pareti pesantemente denunciata da Norman de Garis Davies durante i rilievi eseguiti tra il 1906 e il 1940.
L'ubicazione di TT100 era già nota ai primi visitatori dell'area e venne usata come abitazione e stalla dagli abitanti del luogo. I primi rilievi dei dipinti parietali si debbono a Robert Hay nel 1832, seguirono altre operazioni di rilievo e copia dei dipinti a cura di molteplici altri egittologi (George Alexander HoskinsGeorge Alexander Hoskins (1802-1863), visitò Egitto e Nubia tra il 1832 e il 1833, nonché tra il 1860 e il 1861. I suoi acquerelli e disegni (vedi in Collegamenti esterni) sono oggi conservati al Griffith Institute, Frédéric CailliaudFrédéric Cailliaud (1787-1869), mineralogista, naturalista e concologista francese, visitò l'Egitto nel 1824., John Gardner Wilkinson, Émile Prisse d'Avennes e altri), ma solo nel 1889 la tomba venne protetta con l'apposizione di una porta in ferro. Nel 1906 il Metropolitan Museum di New York provvide a far eseguire completi rilievi a cura di Norman e Nina de Garis Davies e del fotografo Harry Burton. Il lavoro si protrasse fino al 1940 e ne scaturì nel 1944 la pubblicazione "The tomb of rekh-mi-Re at Thebes" in due volumi.
Un corridoio, che si apre su un cortile e sulle cui pareti sono riportati testi di offertorio (1 in planimetria), dà accesso ad una sala trasversale; su due registri sovrapposti (2) il defunto, sotto la cui sedia sono nascoste alcune oche, ispeziona cinque file di funzionari, due messaggeri e alcuni postulanti, con testi che esplicitano le funzioni del visir (cosiddetta stele dei "doveri del visir"), è quindi rappresentata la raccolta delle tasse e la registrazione dei prodotti dell'Alto Egitto, compreso il bestiame e l'oro (che viene pesato), nonché scimmie, piccioni, miele e capre. Seguono (3) testi autobiografici e (4), su cinque registri sovrapposti, le cosiddette processioni tributarie; poco discosto (5) il defunto, nella sua posizione di visir, dinanzi a Thutmosi III; il defunto (6) ispeziona il versamento delle tasse e dei prodotti del Basso Egitto tra cui miele, grano, oro e uomini che recano tori, vitelli e capre. Segue (7) il defunto che, su cinque registri sovrapposti, ispeziona le provviste del tempio e i lavoratori, le statue del re, e le suppellettili funerarie; sono presenti anche frammenti di scene di preparazione della birra e di cottura di cibi. Ancora su cinque registri sovrapposti (8) il censimento del bestiame, il calcolo del raccolto, il trasporto del grano, la cattura di animali, l'aratura, la semina e la mietitura. Su uno dei lati corti (9), e su due registri, il figlio Menkheperreseneb e, seduti, il visir Amethu, nonno del defunto e titolare della TT83, e lo zio User, a sua volta visir e titolare della tomba TT61, entrambi accompagnati dalle rispettive mogli, dinanzi al defunto e alla moglie Meryt a loro volta seduti; segue una scena simile con i figli Amenhotep, Neferweben e Baki, con le rispettive mogli. Seguono (10) scene di ispezione di prodotti dalle terre del Delta nilotico con la cattura di animali tra cui orici, tori selvatici, stambecchi, iene e polli, di vendemmia di pesca e preparazione del pescato; frammenti (11) di due scene del defunto a caccia nel deserto di tori selvatici, iene, struzzi, e di uccelli che volano su papiri in una palude.