L'ezāfe (in persiano اضافه)Prende il nome dall'omonima costruzione genitivale dell'arabo. è una particella grammaticale presente in alcune lingue iraniche e in urdu che lega due parole; nella lingua persiana consiste nelle vocali atone -e o -i (-ye o -yi dopo vocale)La vocale breve "-ِ" (chiamata kasra o kasré) è pronunciata come una e o come una i a seconda dell'accento. poste tra le parole che lega, e corrisponde nell'uso approssimativamente alla preposizione italiana di. Generalmente non viene indicato nelle scritturaSimin Abrahams, Modern Persian (Routledge, 2005: ), p. 25. poiché nell'alfabeto persiano normalmente non vengono scritte le vocali, ma è indicato nella lingua tagica che è scritta con l'alfabeto cirillico.
Gli usi comuni dell'ezāfe in persiano sono i seguenti:Leila Moshiri, Colloquial Persian (Routledge, 1988: ), pp. 21–23. possessivo: barādar-e Maryam "il fratello di Maryam" (può anche essere utilizzato come pronome possessivo, barādar-e man "mio fratello", ma nel parlato si trova più comunemente come suffisso possessivo: barādar-am); aggettivo qualificativo: barādar-e bozorg "il fratello maggiore"; prenome/cognome: Mohammad-e Mosaddeq, āghā-ye Mosaddeq "il Sign. Mosaddeq".
Oltre al persiano l'ezāfe viene usato anche in altre lingue iraniche e nelle lingue turche che hanno mutuato molte frasi dal persiano. La lingua armena ha il caso genitivo, il quale funziona in maniera simile all'ezāfe e probabilmente il suo uso potrebbe essere stato influenzato da esso portando a costruzioni come Hayastani Hanrapetut'yun "Repubblica d'Armenia" o Sardarapati č̣akatamart "Battaglia di Sardarabad".
Note
Bibliografia
Voci correlate Lingua persiana Lingue iraniche
Categoria:Lingua persiana