Le origini di Dublino risalgono a oltre 2000 anni fa. Per gran parte della sua lunga storia, la città è stata la capitale dell'Irlanda e il principale centro culturale ed economico dell'isola. Le vicende positive e negative della storia irlandese (guerre, rivoluzioni, carestie, dominazioni straniere, innovazioni socio-culturali) hanno trovato a Dublino il principale palcoscenico.
Fondazione e storia antica
Il riferimento più antico a Dublino appare negli scritti di Claudio Tolomeo, l'astronomo e cartografo greco, attorno all'anno 140 d.C., che la chiama Eblana Civitas. Questa parola sembrerebbe dare a Dublino una giusta pretesa di almeno 2000 anni di antichità, dato che l'insediamento deve essere esistito già da molto tempo prima che Tolomeo ne venisse a conoscenza.
Nel X secolo, erano presenti due insediamenti nel luogo dove oggi sorge la città moderna. Un insediamento vichingo, conosciuto come An Dubh Linn (o Black Pool, in riferimento a un laghetto di acqua nera, era chiamato Dyflin o Dyflinnaborg dai vichinghi), situato nella zona oggi conosciuta come Wood Quay, e un insediamento celtico, Áth Cliath ("guado recintato") più lontano, sul fiume. Dal nome dell'insediamento celtico deriva quello della città in lingua irlandese (Baile Átha Cliath), mentre il nome in inglese moderno deriva dall'insediamento vichingo. I vichinghi, o Ostmen nella loro lingua, dominarono Dublino per almeno tre secoli, malgrado la loro sconfitta da parte del Re Supremo d'Irlanda Brian Boru nella battaglia di Clontarf nel 1014.
La Dublino vichinga aveva un grande mercato di schiavi. I thrall venivano catturati e venduti, non solo dagli scandinavi ma anche dai signori della guerra irlandesi. Questo ufficialmente finì con l'adozione delle Leggi Brehon ma in realtà continuò ancora per un secoloHolm P (1986), The Slave Trade of Dublin, Ninth to Twelfth Centuries, in Peritia: Journal of the Mediæval Academy of Ireland, v. 5 (1986)..
Dublino celebrò il suo millennio nel 1988 con lo slogan "Dublino è grande nell'88". La città è molto più vecchia, ma fu proprio nel 988 che il re scandinavo Glun Iarainn riconobbe Mael Seachlainn II Mor, il Re supremi d'IrlandaRe Supremo d'Irlanda, acconsentendo a pagare le tasse e accettando le Leggi Brehon. Fu celebrata quella data, ma potrebbe non essere accurata. Nel 989 (non 988) Mael Seachlainn pose sotto assedio la città per 20 giorni e la catturò. Questo non era il suo primo attacco alla città.
Dublino divenne il centro del potere inglese in Irlanda dopo la conquista normanna del XII secolo della metà meridionale dell'Irlanda (Munster e Leinster), rimpiazzando Tara nel Meath, sede dei Re Supremi d'Irlanda gaelici come centro del sistema di governo irlandese. Col tempo, comunque, molti dei conquistatori Anglo-Normanni assorbirono la cultura irlandese, adottando lingua e costumi irlandesi, lasciando solo una piccola area attorno Dublino, conosciuta come "The Pale" (il limite/confine), sotto il diretto controllo inglese. Le persone al di fuori di quest'area erano considerate dei selvaggi, facendo nascere l'espressione inglese "Beyond the Pale" (fuori dei limiti).
Dublino nel Medioevo Dopo la presa di Dublino ad opera dei normanno-irlandesi nel 1171, molti degli abitanti scandinavi lasciarono la vecchia città, situata sulla sponda meridionale del fiume Liffey e costruirono un loro insediamento sulla sponda a nord, conosciuto come Ostmantown o "Oxmantown". Dublino divenne la capitale della "Signoria d'Irlanda" inglese dal 1171 in avanti e fu ampiamente popolata con coloni provenienti dall'Inghilterra e dal Galles. Anche l'area rurale attorno alla città, che si estendeva a nord fino a Drogheda, vide un massiccio insediamento anglosassone. Nel XIV secolo, quest'area fu fortificata contro i nativi irlandesi in divenendo conosciuta come "The Pale". Nella stessa Dublino, il governo inglese era concentrato nel Castello di Dublino. La città era anche la sede del Parlamento d'Irlanda, composto dai rappresentanti della comunità inglese in Irlanda. Fra gli importanti edifici che rimangono di quest'epoca ci sono la Cattedrale di San Patrizio, la Cattedrale di Christchurch e la chiesa di Saint Audoen, tutti distanti non più di un chilometro l'uno dall'altro. L'unica sezione esistente delle mura medioevali di Dublino sovrasta Saint Audoen in Cook Street.
Gli abitanti del Pale avevano sviluppato nell'enclave assediata un'identità di baluardo della civiltà, circondato all'esterno dai "barbari" irlandesi. La mentalità di "fortezza assediata" dei dublinesi del medioevo si rifletteva molto bene nel pellegrinaggio annuale al campo di Cullen a Ranelagh, dove nel 1209 durante una fiera, furono massacrati dal clan di O'Toole 500 coloni appena giunti da Bristol. Ogni anno, in occasione del "lunedì nero", i cittadini di Dublino marciavano fuori dalla città fino al luogo del massacro e innalzavano uno stendardo nero in direzione delle montagne per sfidare gli irlandesi a combattere con un gesto simbolico. Era considerata una cosa talmente pericolosa che fino al XVII secolo i partecipanti venivano scortati dalla milizia cittadina e veniva innalzata una palizzata contro "la montagna nemica".
La Dublino medievale era una salda ed intima roccaforte di circa persone, talmente intima che ogni cittadino sposato da poco veniva accompagnato dal sindaco fino all'arena cittadina per baciare la recinzione in segno di buon auspicio. Era un'area molto piccola, un'enclave di poco più di che costeggiava la riva sud del Liffey. Fuori dalle mura cittadine fiorivano i sobborghi, come the Liberties, sulle terre dell'arcivescovo di Dublino, e Irishtown, dove avrebbero dovuto vivere gli irlandesi gaelici, espulsi dalla città da una legge del XV secolo. Anche se si riteneva che i nativi irlandesi non vivessero nella città e nei suoi dintorni, molti incominciarono ad abitarci veramente e dal XVI secolo i resoconti inglesi iniziarono a contenere delle lamentele sul fatto che il gaelico irlandese stava diventando la lingua di tutti i giorni nel Pale a discapito dell'inglese.
La vita nella Dublino del medioevo era molto precaria. Nel 1348, la città fu colpita dalla peste nera, un'epidemia letale che nella metà del XIV secolo devastò l'Europa. A Dublino, le vittime dell'epidemia erano seppellite in fosse comuni, in un'area che ancora oggi è chiamata "Blackpitts". In città la peste continuò a ripresentarsi a più riprese fino alla sua esplosione più violenta nel 1649. La città fu anche scena di costanti guerre, assedi e violenze. Per tutto il Medioevo versò una tassa (o "black rent") ai vicini clan irlandesi per evitare le aggressioni e le scorribande. Nel 1314, un'armata di invasori scozzesi bruciò i sobborghi della città. Gli inglesi, che non avevano intenzione di continuare direttamente l'oneroso supporto alle poche colonie irlandesi assegnarono la difesa di Dublino ai Fitzgerald, conti di Kildare, che dominarono la scena politica fino al XVI secolo. Tuttavia, questa dinastia perseguì spesso i propri interessi privati, spesso contrastanti con quelli dei sovrani inglesi. Nel 1487, durante la guerra delle due rose, i Fitzgerald assediarono la città con l'aiuto delle truppe della Borgogna, proclamando re d'Inghilterra Lambert Simnel, della casata di York. Nel 1536, la stessa dinastia, guidata da Silken Thomas, invase il castello di Dublino per vendicare l'imprigionamento di Garret Fitzgerald, conte di Kildare. Enrico VIII d'Inghilterra inviò un esercito numeroso per distruggere i Fitzgerald e sostituirli con amministratori inglesi. Fu l'inizio di un rapporto più stretto, ma non sempre felice, tra Dublino e la corona inglese.
Dublino coloniale
Dublino e i suoi abitanti furono scossi dagli sconvolgimenti del XVI e del XVII secolo in Irlanda. Furono testimoni della prima riconquista inglese dell'intera isola ad opera dei Tudor. La vecchia comunità inglese di Dublino e il Pale accolsero con entusiasmo la conquista e il disarmo dei nativi irlandesi ma allo stesso tempo furono profondamente sconvolti dalla Riforma protestante avvenuta in Inghilterra, poiché erano quasi tutti cattolici romani. In più, furono costretti a pagare una tassa extraparlamentare (conosciuta come "cess") per le guarnigioni inglesi del paese. Molti dublinesi furono giustiziati per aver preso parte alle ribellioni di Desmond intorno al 1580. Il malcontento si acuì durante la guerra irlandese dei nove anni intorno al 1590. In quell'occasione i soldati inglesi, per ordine di un decreto, stanziavano nelle case dei cittadini, diffondendo malattie e facendo aumentare il prezzo del cibo. In assenza di un vero ospedale, i feriti giacevano lungo le strade. Nel 1597, esplose un magazzino inglese di polvere da sparo in Winetavern Street, uccidendo 200 dublinesi.
Nel 1592, Elisabetta I d'Inghilterra inaugurò il Trinity College di Dublino (a quel tempo situato al di fuori delle mura, nella parte orientale della città): era un'università protestante destinata all'aristocrazia irlandese. Tuttavia, le famiglie più importanti di Dublino la disdegnarono, mandando i figli a studiare nelle università cattoliche europee.
Come risultato delle tensioni, le autorità inglesi iniziarono a considerare i dublinesi un popolo di gente indisponente e incoraggiarono l'insediamento dei protestanti provenienti dall'Inghilterra. Questa nuova ondata di protestanti gettò le basi dell'amministrazione inglese in Irlanda, durata fino al XIX secolo.
A Dublino i protestanti superarono in numero i cattolici intorno al 1640, quando migliaia di persone abbandonarono la città per sfuggire alla ribellione irlandese del 1641. Quando successivamente la città venne minacciata dalle forze cattoliche irlandesi, gli inglesi espulsero tutti gli abitanti di religione cattolica. Nel decennio che va dal 1640 al 1650, la città fu assediata due volte durante le guerre confederate irlandesi, nel 1646 e nel 1649. Tuttavia in entrambi i casi gli aggressori furono estromessi prima che potesse scoppiare una guerra logorante. Nel 1649, durante il secondo assedio, la guarnigione parlamentare inglese di Dublino inviò alla battaglia di Rathmines un'armata composta da confederati irlandesi e monarchici inglesi: la battaglia venne combattuta nei sobborghi meridionali della città.
Intorno al 1650, dopo la conquista dell'Irlanda ad opera di Oliver Cromwell, ai cattolici fu proibito sostare entro le mura della città (legge per la colonizzazione dell'Irlanda del 1652) ma questa legge venne applicata solo per un breve periodo. Nel 1691 entrarono in vigore le Leggi penali irlandesi, volte a sostituire la classe dei proprietari terrieri cattolici (o presbiteriani) con una classe di landowners di fede anglicana. Tra gli effetti di questa discriminazione religiosa, che pose al potere una classe benestante minoritaria anglicana in Irlanda, vi fu anche quello di provocare l'abbandonamento, da parte della vecchia comunità cattolica inglese, delle proprie radici portandola a considerarsi parte della comunità dei nativi irlandesi.
Alla fine del XVII secolo Dublino era la capitale del Regno d'Irlanda, governato dalla nuova minoranza inglese di religione protestante. Dublino (insieme all'Ulster) era l'unica città dell'Irlanda dove, nel 1700, i protestanti erano la maggioranza. Nel secolo successivo divenne più grande, più pacifica e prosperosa che mai.
Dalla città medievale alla Dublino georgiana Vedi anche Dublino georgiana