Biografia Iscritto alla Università di Bologna, successivamente si sposta a Pisa e a Napoli, dove si laurea nel 1910. Professore di italiano in diverse città, tra cui Perugia e Messina, in seguito a una grave malattia viene comandato, dal 1926, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, dove riordina la collezione libraria della regina Maria Carolina d'Austria, gli scritti autografi di Giacomo Leopardi" [...] ad opera di Emidio Piermarini, si è proceduto alla verifica di tutto il materiale leopardiano conservato nella biblioteca napoletana: che venne interamente ricontrollato e ordinato [...]; quindi venne bollato [...], e più razionalmente registrato" (Giacomo Leopardi, Pensieri, edizione critica a cura di Matteo Durante, Firenze, Accademia della Crusca, 1998). e i documenti di Antonio Ranieri.

Intensa e duratura è l'amicizia con il conterraneo Benedetto Croce, che in Piermarini trova un importante riferimento per le sue ricerche nella biblioteca partenopea. Il ricco epistolario incorso tra di loro è ancora inedito ma, da quanto è possibile consultare, risulta lampante la reciproca stima tra il filosofo e il bibliotecario. Il filosofo avrebbe inoltre redatto la prefazione al suo libro, Per la vita serena (Firenze, Vallecchi, 1922). Nel 1948, per ringraziare Piermarini di un libro di versi a lui dedicato, Croce scrive:

A Piermarini si devono, in qualità di archivista e bibliotecario, due importanti scoperte: il ritrovamento di quindici ottave inedite dell'Ariosto riferite all'Orlando FuriosoEmidio Piermarini, Un episodio inedito dell'Orlando Furioso, in "Pegaso", a. I, n. 2, febbraio 1929, pp. 168-181 e di un romanzo sconosciuto del patriota Luigi Settembrini, I Neoplatonici, per il cui carattere "lubrico e malsano" (racconta la storia di un amore omosessuale nella Grecia antica) Croce lo avrebbe dissuaso dal renderlo noto.Walter Pedullà, Il romanzo erotico di Settembrini, in "Avanti!", a. LXXXI, n. 59, 20 marzo 1977.

Emidio Piermarini è stato anche uno scrittore di novelle, favole, e soprattutto epigrammi. Francesco Flora lo ha definito "il più amoroso e dolce favolista del nostro tempo"Francesco Flora, Un poeta in esilio, in "Letterature moderne. Rivista di varia umanità", a. X, n. 4, 1960. mentre Carlo Filosa lo ammette nel novero dei maggiori epigrammisti del secolo.Carlo Filosa, Emidio Piermarini (1888-1969) nostro epigrammista maggiore, Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1970.

Lasciata l'attività di bibliotecario nel 1955, il letterato abruzzese si ritira a Roma dove muore a 81 anni.

Note

Bibliografia Francesco Flora, Un poeta in esilio, in "Letterature moderne. Rivista di varia umanità", a. X, n. 4, 1960. Carlo Filosa, Emidio Piermarini (1888-1969) nostro epigrammista maggiore, Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1970. Tito Rubini, Emidio Piermarini, in Gente d'abruzzo. Dizionario biografico, a cura di Enrico Di Carlo, Castelli (Te), Andromeda editrice, 2006, vol. 8, pp. 151-156.

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