Il cabaret (o, meno usato, cabarè) è storicamente una forma di spettacolo che combina teatro, canzone, commedia e danza. Per estensione il termine si riferisce anche al locale dove venivano rappresentati questi spettacoli.
Nato sul finire del XIX secolo in Francia, si differenzia subito dal café-chantant orientandosi maggiormente verso la sperimentazione di nuovi linguaggi che non sul solo intrattenimento. È infatti all'interno dei primi cabaret che fioriscono le correnti di dadaismo prima, e surrealismo poi, che avrebbero fortemente influenzato tutta l'arte di là da venire.
Con il cambio delle modalità di spettacolo e con l'avvento della TV, anche la parola "cabaret" ha mutato, a livello colloquiale, il proprio significato. In spagnolo, per esempio, connota spettacoli di danza dallo spiccato erotismo. In Italia, invece, il "cabaret" viene associato alla recitazione comica, per cui "cabarettista" è diventato sinonimo di attore comico che si esibisce in locali.
Etimologia Il termine francese cabaret deriva dalla parola piccarda o vallone del XII secolo camberete o cabret, che designa una piccola stanza. La prima testimonianza scritta dell'uso della parola kaberet si trova in un documento di Tounai del 1275. Il termine caberet o cabret era usato fin dal XII secolo nell'olandese medio con il significato di "locanda" o "ristorante" economici. La parola stessa cambret probabilmente deriva da una prima forma del francese chambrette, "piccola stanza", o dal normanno chamber, con il significato di "taverna", a sua volta derivato dal tardo latino camera, che significa "tetto a volta".
Storia per paese Cabaret francese I cabaret e le osterie I cabaret apparvero a Parigi alla fine del XV secolo. Si distinguevano dalle osterie perché, oltre al vino, vi veniva venduto anche del cibo, il tavolo era coperto da una tovaglia e il prezzo pagato era per il cibo e non per la bevanda.. Questi locali non erano associati all'intrattenimento, anche se saltuariamente dei musicisti vi suonavano all'interno... Nel XVII secolo emerse una maggiore distinzione tra i due tipi di locale, quando le taverne si limitarono a servire solo vino e più tardi anche carne arrostita.
I cabaret erano frequentemente utilizzati come luogo di ritrovo per scrittori, attori e artisti. Scrittori come Jean de La Fontaine, Molière e Jean Racine erano notoriamente frequentatori di cabaret come il Mouton Blanc in rue du Vieux-Colombier e il Croix de Lorraine sull'odierna rue Bourg-Tibourg. Nel 1773 poeti, pittori, musicisti e scrittori francesi iniziarono a incontrarsi al cabaret Le Caveau in rue de Buci, dove componevano e cantavano le loro canzoni. Le Caveau rimase aperto fino al 1816, quando fu costretto a chiudere a causa del contenuto satirico delle canzoni scritte dai clienti, che deridevano il governo monarchico..
I cabaret come ritrovi musicali
Nel XVIII secolo apparvero i café-concert o café-chantant, locali che, oltre al cibo, offrivano anche numeri musicali, cantati o di magia. I più celebri erano il Café des Aveugles, all'interno delle cantine del Palais-Royal, che aveva una piccola orchestra di musicisti ciechi. All'inizio del XIX secolo molti cafés-chantants aprirono a Parigi. Il più famoso era il Café des Ambassadeurs, aperto nel 1843 sugli Champs-Élysées, e l'Eldorado, aperto nel 1858 sul boulevard Strasbourg. Nel 1900 si potevano contare più di 150 cafés-chantant in tutta la città..
Il primo cabaret, nel senso moderno della parola, fu Le Chat noir ("Il gatto nero"), nel quartiere bohémien di Montmartre, creato nel 1881 dall'agente teatrale e imprenditore Rodolphe Salis inizialmente con il nome Le cabaret artistique de Rodolphe Salis. Combinava musica e altri spettacoli di intrattenimento con la cronaca e la satira politica.. Le Chat noir ha saputo mettere assieme personaggi parigini ricchi e famosi con i bohémien e gli artisti di Montmartre e Pigalle. La sua clientela era composta da "una mistura di scrittori e pittori, giornalisti e studenti, impiegati e personaggi stravaganti, così come modelle, prostitute e gran dame alla ricerca di esperienze esotiche".. L'ospite era Salist stesso, che chiamava se stesso un "cabarettista-gentiluomo". Incominciava con un monologo che canzonava i ricchi, ridicolizzava i deputati dell'Assemblea Nazionale e scherzava sui fatti del giorno. Il locale era divenuto persino troppo piccolo per il pubblico che vi voleva entrare, così alla mezzanotte del 10 giugno 1885 Salis e i suoi clienti si spostarono lungo la strada al più ampio spazio offerto dal nuovo locale situato al numero 12 di rue de Laval, dove un decoro lo descriveva come "una sorta di Beirut con influenze cinesi". Il compositore Erik Satie, dopo aver finito gli studi al conservatorio, si guadagnò da vivere suonando il pianoforte a Le Chat noir. Altri clienti celebri del locale furono Alphonse Allais, Jean Richepin e Aristide Bruant. Altri cabaret del periodo: il Cabaret des Quat'z'Arts, La Lune Rousse e Les Pantins..
Nel 1896 c'erano 56 cabaret e café-chantant a Parigi, più una dozzina di sale da ballo. I cabaret non godevano di una buona reputazione, un critico nel 1897 scrisse che "vendono bevande che valgono quindici centesimi insieme a versi che, per la maggior parte, non valgono nulla". I cabaret tradizionali, con spettacoli di monologhi e canzoni, vennero rimpiazzati da locali più specializzati, come per esempio il Boite a Fursy, aperto nel 1899, specializzato in attualità, politica e satira. Alcuni erano puramente teatrali e producevano sketch e brevi rappresentazioni. Altri erano focalizzati sul macabro o l'erotico, come il Cabaret de la fin du Monde, che aveva camerieri agghindati come divinità greche e romane e presentava dei tableau vivant tra l'erotico e il pornografico.
Alla fine del secolo rimanevano solamente pochi cabaret nel vecchio stile, dove si riunivano artisti e bohemien. Tra questi il Cabaret des noctambules, sul marciapiedi sinistro di Rue Champollion; il Lapin Agile, a Montmartre; Le Soleil d'or, all'angolo tra il quai Saint-Michel e il boulevard Saint-Michel, dove si incontravano poeti come Guillaume Apollinaire e André Salmon, per condividere le proprie opere.
Le music-hall, inventati a Londra, apparvero a Parigi nel 1862. Questi locali offrivano spettacoli musicali e teatrali più suntuosi, con costumi elaborati, canto e danza. I teatri di Parigi, spaventati dalla concorrenza delle music-hall, ottennero dall'Assemblea Nazionale una legge che proibiva loro di indossare costumi o parrucche, danzare o recitare dialoghi. La legge venne sfidata nel 1867 dal proprietario dell'Eldorado, che mise sul palco del proprio locale un'ex attrice famosa della Comédie-Française a recitare versi di Pierre Corneille e Jean Racine. Il pubblico si schierò dalla parte delle music-hall e la legge venne abrogata..
Il Moulin Rouge venne aperto nel 1889 dal catalano Joseph Oller. Si faceva notare per il grande mulino rosso sul tetto e divenne il luogo di nascita del can-can. Aiutò a far conoscere i cantanti Mistinguett ed Édith Piaf e il pittore Toulouse-Lautrec, che creo alcuni poster per il locale. L'Olympia, anch'esso di proprietà di Oller, fu il primo locale ad assumere il nome di music-hall. Aperto nel 1893 venne seguito dall'Alhambra Music Hall nel 1902 e dal Printania nel 1903. Quest'ultimo, aperto solo durante l'estate, aveva un ampio "giardino musicale" dove potevano sedere fino a 12.000 spettatori e produceva spettacoli serali che presentavano fino a 23 differenti atti che comprendevano cantanti, acrobati, cavalli, mimi, giocolieri, leoni, orsi ed elefanti, con due spettacoli al giorno.
Nel XX secolo la competizione con il cinema spinse le sale da ballo a organizzare show sempre più spettacolari e complessi. Nel 1911 il produttore Jacques Charles dell'Olympia creò una grande scalinata come scenografia per i suoi spettacoli, competendo con il suo grande rivale, il Folies Bergère, aperto nel 1869. Tra gli artisti degli anni venti che vi si esibivano la più celebre fu la cantante e ballerina americana Joséphine Baker. Il Casinò de Paris, diretto da Leon Volterra e Henri Varna, presentava molti cantanti francesi celebri, come Mistinguett, Maurice Chevalier e Tino Rossi.
Il Lido, che aprì nel 1946 sugli Champs-Élysées, offriva celebrità come Édith Piaf, Stanlio e Ollio, Shirley MacLaine, Marlene Dietrich, Maurice Chevalier e Noël Coward. Il Crazy Horse, che offriva numeri di strip-tease, danza e magia, aprì nel 1951. L'Olympia venne trasformato in cinema, prima di venire recuperato come music-hall e sala da concerti nel 1954, ospitando artisti quali la Piaf, la Dietrich, Miles Davis, Judy Garland e i Grateful Dead. Un pugno di music-hall continua a sopravvivere a Parigi ai giorni nostri, venendo visitati da molti turisti, ed è presente anche un numero di cabaret più tradizionali, che presentano musica e satira.
Cabaret olandese Nei Paesi Bassi il cabaret o kleinkunst (letteralmente "piccola arte") è una forma di intrattenimento popolare, abitualmente rappresentata nei teatri. La data di nascita del cabaret olandese è abitualmente fatta risalire al 19 agosto 1895..
Ad Amsterdam esiste la Kleinkunstacademie ("Accademia del Cabaret"). Tale forma d'arte è un misto di stand-up comedy, teatro e musica che spesso include temi sociali e satira politica. Nel XX secolo i tre più importanti cabarettisti olandesi erano Wim Sonneveld, Wim Kan e Toon Hermans. Oggigiorno molti spettacoli di cabaret tenuti da popolari cabaretiers ("cabarettisti") vengono trasmessi dalla televisione nazionale, in specialmodo il giorno di Capodanno, quando è possibile scegliere tra speciali spettacoli di cabaret in cui abitualmente i cabarettisti riflettono sui più importanti avvenimenti dell'anno trascorso.
Cabaret tedesco
Il cabaret tedesco, o Kabarett, viene spesso visto avvolto da un'aura di perversione, ambiguità e decadenza, dovuta sia alla propaganda fattane dai nazisti all'indomani della caduta della Repubblica di Weimar, sia a romanzi, spettacoli teatrali e film che ne hanno raccontato la storia, sia al preconcetto della cultura anglo-americana nei confronti della Germania, visione da sempre contestata dalla cultura tedesca. Altro preconcetto è quello che lega il Kabarett all'ambiguità sessuale di Marlene Dietrich o al teatro di Bertolt Brecht e alla musica di Kurt Weill, che non furono invece protagonisti diretti di quella scena. Frequentavano però quei locali, ne furono fortemente influenzati e vi si ispirarono spesso. Era invece una forma di spettacolo molto più tesa alla comicità e alla satira, in particolar modo con intenti anti-nazisti, fenomeno politico in piena ascesa durante gli anni venti e primi anni trenta del Novecento. Il Kabarett si diversifica dal cabaret francese, o cabaret artistique, più legato alla poesia e alla musica degli chansonier, appunto per la maggior carica di satira, più caustica e provocatoria e di carattere più intellettuale..
Il Kabarett tedesco prende il via il 18 gennaio 1901, quando viene inaugurato l'Überbrettl ("Superpalcoscenico"), vicino ad Alexanderplatz a Berlino, ideato dall'eccentrico barone Ernst von Wolzogen, che ne affida la direzione a un giovane Arnold Schönberg. Il nome del locale allude ironicamente al "Superuomo" (Übermensch) di Nietzsche, di cui von Wolzogen era un appassionato seguace. Cinque giorni dopo Max Reinhardt apre il cabaret parodistico-letterario Schall und Rauch ("Rumore e Furore") e poco dopo viene inaugurato anche Die Brille ("Gli Occhiali").