Biografia Questo vescovo, spesso confuso con san Massimo vissuto tra IV e V secoloSemeria, Storia della Chiesa Metropolitana di Torino], pp. 28-32. Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, p. 824. Anche la voce dell'Enciclopedia Italiana (1934) confonde i due vescovi omonimi., è storicamente documentato in due occasioni.

Nell'estate del 451, prima dell'inizio del concilio di Calcedonia, Massimo prese parte al concilio, indetto, probabilmente a Milano, dal vescovo ambrosiano Eusebio. Questi aveva accolto i legati pontifici, il vescovo di Como Abbondio e il prete milanese Senatore, di ritorno da una missione a Costantinopoli, e latori di una lettera di papa Leone I che incaricava Eusebio di indire un concilio per ascoltare il rapporto dei legati sulla loro missione in Oriente e per sottoscrivere il tomo inviato dal pontefice a Flaviano di Costantinopoli con il quale Leone I condannava il monaco Eutiche ed esprimeva la sua teologia sull'unione ipostatica delle due nature in Cristo.Leone I, Epistola 28, Patrologia latina, vol. 54, 755-782. Al concilio milanese presero parte venti vescovi, che sottoscrissero una lettera sinodale con la quale approvavano la teologia espressa nel tomus ad Flavianum, dichiarandola conforme alle Sacre Scritture, e pronunciavano gli anatemi contro coloro che seguivano una dottrina diversa.Leone I, Epistola 97, 1-3, Patrologia latina, vol. 54, 945-950. Nella lista delle sottoscrizioni, Massimo figura all'8º posto.

La seconda occasione, nella quale è documentato il vescovo torinese Massimo, è il concilio romano celebrato da papa Ilario nel novembre 465, convocato su richiesta di alcuni vescovi spagnoli per rispondere a due questioni che erano state sollevate durante il sinodo provinciale di Tarragona del 464, ossia la liceità di alcune ordinazioni episcopali effettuate dal vescovo Silvano di Calahorra e l'opportunità per un vescovo di designare il proprio successore. Durante il concilio fu ribadita l'importanza di osservare scrupolosamente le leggi canoniche e gli ordinamenti del concilio di Nicea e fu dichiarata irregolare la prassi diffusasi in Spagna di nominare o suggerire il proprio successore su una cattedra episcopale.Maria Cristina Pennacchio, Ilario, santo, in Enciclopedia dei Papi 2000. Maximus Taurinatum figura al primo posto nella lista dei 49 vescovi presenti al concilio romano, durante il quale intervenne pubblicamente per approvare le decisioni conciliari.Epistolae Romanorum Pontificum genuinae et quae ad eos scriptae sunt, a cura di Andreas Thiel, vol. I, Brunsbergae 1868, pp. 159-165; in particolare pp. 159 e 164.

Non esistono altre informazioni storiche su questo vescovo.

Note

Bibliografia Giovanni Battista Semeria, Storia della Chiesa Metropolitana di Torino, Torino 1840, pp. 28-32 Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino 1898, pp. 294-295 Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, p. 1047 Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. II, Roma 2000, pp. 1471-1472

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