Larcidiocesi di Parigi () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Francia. Nel 2023 contava battezzati su abitanti. È retta dall'arcivescovo Laurent Ulrich.

Territorio L'arcidiocesi comprende il comune-dipartimento di Parigi. Il territorio si estende su 105 km² ed è suddiviso in 106 parrocchie.

Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Parigi è costituita dalle seguenti suffraganee: diocesi di Créteil diocesi di Évry-Corbeil-Essonnes diocesi di Meaux diocesi di Nanterre diocesi di Pontoise diocesi di Saint-Denis diocesi di Versailles

Cattedrale e basiliche L'arcidiocesi ha le seguenti basiliche: la cattedrale e basilica minore di Notre-Dame;Dopo l'incendio della cattedrale di Notre-Dame funge temporaneamente da cattedrale la chiesa di San Sulpizio. la basilica minore di santa Clotilde e santa Valeria (Basilique Sainte-Clotilde-et-Sainte-Valère); la basilica minore del Sacro Cuore (Basilique Sacré-Cœur); la basilica minore di Nostra Signora delle Vittorie (Basilique Notre-Dame des Victoires); la basilica minore di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso (Basilique Notre-Dame du Perpétuel Secours).

Storia La diocesi di Parigi fu eretta nel III secolo. La datazione dell'apostolato di san Dionigi, il primo vescovo di Parigi, è controversa, tuttavia l'opinione prevalente attribuisce credibilità a san Gregorio di Tours, che dichiara che san Dionigi fu uno dei sette vescovi inviati da papa Fabiano attorno al 250. Rimane certo che la comunità cristiana di Parigi avesse una certa importanza nel III secolo, come provano anche i ritrovamenti di catacombe e antichi cimiteri cristiani. Il primo vescovo storicamente documentato è Vittorino, la cui firma si trova nel documento redatto nel 346 con il quale, nello pseudo-concilio di Colonia, un gruppo di vescovi fece sua la decisione del concilio di Sardica a favore di sant'Atanasio.

Lutetia Parisiorum, capitale del popolo celtico dei Parisi, era una civitas della Gallia Lugdunense quarta (o Senonia), come testimoniato dalla Notitia Galliarum dell'inizio del V secolo. Dal punto di vista religioso, come di quello civile, Parigi dipendeva dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Sens, sede metropolitana provinciale.

Clodoveo I, re dei franchi, fu accolto nel 497 dopo la sua conversione al cristianesimo, e fece di Parigi la sua capitale. Il seguente periodo merovingio coincise con una grande fioritura religiosa. Nella basilica di Saint-Denis, eretta agli inizi del VII secolo, trovarono la sepoltura molti re merovingi di Parigi.

Il vescovo san Landry (Landericus), fondò il primo ospedale della città, l'Hôtel-Dieu e diede al monaco Marcolfo l'incarico di redigere, con il nome di Recueil de Formules, il primo codice legislativo francese, un monumento della legislazione del VII secolo.

L'epoca carolingia si aprì con l'episcopato di Déofroi (Deodefridus), che ricevette la visita di papa Stefano III. I vescovi estesero il loro potere politico, anche per l'assenza dei sovrani che risiedevano frequentemente sulle rive della Mosa e del Reno. Erchanrado I (fine dell'VIII secolo) istituì il capitolo di Notre Dame. Nel IX e nel X secolo i vescovi acquisirono potere politico ed economico.

Il potere dei vescovi non diminuì con la dinastia capetingia nei secoli XI e XII. Tuttavia, poiché i Capetingi risiedettero per lo più a Parigi, vi furono dei contrasti a metà del secolo XII: il vescovo scagliò l'interdetto sul regno e il re confiscò le proprietà della Chiesa. L'intervento del papa e di san Bernardo ricompose la lite. L'episcopato del più famoso teologo del tempo, Pietro Lombardo, diede a Parigi e alla sua università un altissimo prestigio accademico. Il secolo XII si chiude con il lungo episcopato di Maurice de Sully, che intraprese la costruzione e poi consacrò la cattedrale di Notre-Dame, e accolse a Parigi papa Alessandro III.

Parigi divenne sede di una importante università, nota con il nome di Sorbona, indipendente dal potere politico. Tra i suoi insigni maestri troviamo Pietro Abelardo, Pietro Lombardo, Jean Gerson, Tommaso d'Aquino.

La guerra dei cent'anni (1337-1452) fu un periodo difficile per la diocesi: dopo la battaglia di Poitiers del 1356 il vescovo Jean de Meulent fu fatto prigioniero. Nel XIV secolo per la prima volta i vescovi di Parigi ricevettero la porpora cardinalizia, privilegio che toccò prima a Etienne de Paris e poi al successore Aimery de Magnac. Prima della fine della guerra, il vescovo Jean Courtecuisse, un teologo di tendenze gallicane, fu costretto all'esilio a Ginevra (dove morì nel 1423) per motivi politici.

Il XVI secolo vide l'episcopato del poeta e diplomatico Jean du Bellay, che fu un tipico vescovo rinascimentale. Ebbe come segretario Rabelais. Tuttavia, sotto Enrico II cadde in disgrazia e rassegnò le dimissioni nel 1551 e partì per Roma, dove morì.

A partire dal XVI e XVII secolo, Parigi divenne il centro culturale e religioso dell'intera Chiesa francese: a Parigi Ignazio di Loyola ebbe l'idea di fondare la Compagnia di Gesù; a Parigi sorse la più importante scuola francese di spiritualità (École française de spiritualité) il cui maggiore rappresentante fu Pierre de Bérulle, e vi furono fondati importanti istituti religiosi come quello degli Oratoriani e dei Sulpiziani; a Parigi Vincenzo de' Paoli istituì la Congregazione delle Figlie della Carità e inviò missionari in Francia e nel mondo intero; Maria dell'Incarnazione Avrillot, al secolo Barbe Acarie Avrillot, reintrodusse in Francia l'ordine dei Carmelitani scalzi.

Il 20 ottobre 1622 in forza della bolla Universi orbis di papa Gregorio XV la diocesi di Parigi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Inizialmente aveva come suffraganee Chartres, Meaux e Orléans.

Nel 1643 il cardinale Jean-François de Gondi pubblicò i libri liturgici per l'arcidiocesi, rendendoli conformi al rito romano tridentino.Claude Barthe, Storia del Messale tridentino, 2ª edizione, Chieti, Solfanelli, 2021, pp. 110, 116 Nel 1680 l'arcivescovo François de Harlay de Champvallon pubblicò un Breviario per l'arcidiocesi, simile a quello pubblicato due anni prima dall'arcivescovo di Vienne, in cui ebbe cura di sopprimere tutte le antifone e i responsori che non fossero prese testualmente dalla Bibbia e rivedendo in senso critico la vita dei santi che si leggeva nel II notturno.Claude Barthe, Storia del Messale tridentino, 2ª edizione, Chieti, Solfanelli, 2021, p. 119

Nel XVII e XVIII secolo si diffusero a Parigi il giansenismo e il quietismo. Riuscì a porre un freno a queste controversie l'arcivescovo Christophe de Beaumont, che però rifiutò i sacramenti ai giansenisti impenitenti e si attirò l'odio di una parte dei fedeli, l'opposizione del parlamento di Parigi e poi anche l'intervento di Luigi XV, che lo condannò all'esilio in due periodi (1754-1757 e 1758-1759) per evitare una grave rottura tra il parlamento (che pretendeva di giudicare l'arcivescovo su questioni propriamente ecclesiastiche) e la Chiesa.

Anche al successore Antoine-Eléonore-Léon Le Clerc de Juigné toccherà l'esilio, questa volta in piena rivoluzione, che vide lo scontro tra preti che sottoscrissero la costituzione civile del clero e i cosiddetti "refrattari", molti dei quali trovarono la morte aux Carmes nel settembre 1792.

Il 29 novembre 1801, il seguito al concordato tra la Santa Sede e Napoleone Bonaparte, in forza della bolla Qui Christi Domini il territorio dell'arcidiocesi fu modificato per farlo coincidere con quello del dipartimento della Senna. Arrêté du 29 germinal an X qui ordonne la publication de la bulle Qui Christi Domini, « Bulletin des lois de la République française », 3e série, t. VI, p. 793. In seguito a queste variazioni territoriali, l'arcidiocesi, che in precedenza contava 492 parrocchie, fu ridotta a sole 118 parrocchie: la maggior parte delle parrocchie perse fu ceduta alle sedi di Versailles e di Meaux.

Il Concordato stabiliva che la provincia ecclesiastica di Parigi comprendesse otto suffraganee: Amiens, Arras, Cambrai, Orléans, Meaux, Soissons, Troyes e Versailles. Con la Restaurazione furono ripristinate le arcidiocesi di Reims e di Sens, sottraendo le diocesi di Troyes, Amiens e Soissons dalla giurisdizione di Parigi. Nel 1841 anche Cambrai divenne una sede metropolitana, con suffraganea Arras. Tuttavia, le diocesi di Blois e di Chartres, ristabilite nel 1822, furono incorporate alla provincia ecclesiastica di Parigi.

Durante l'insurrezione del giugno 1848 fu ucciso (ufficialmente da una pallottola vagante) l'arcivescovo Denis-Auguste Affre, mentre stava cercando di concordare una tregua con gli insorti.

Durante la Comune di Parigi, trovò la morte per fucilazione l'arcivescovo Georges Darboy.

Nel XIX secolo Parigi divenne un importante centro missionario; qui trovano la loro sede principale la Società per le missioni estere di Parigi e i padri spiritani.

Negli anni 1930 il movimento liturgico ispirò la costruzione di nuovi edifici di culto. Nel 1931 l'arcivescovo cardinale Jean Verdier lanciò la campagna I cantieri del Cardinale per dotare di chiese i quartieri periferici di nuova fondazione. Dal 1931 al 1939 furono edificate cento nuove chiese.Claude Barthe, Storia del Messale Tridentino, 2ª edizione, Solfanelli, 2021, p. 150 ISBN 978-88-3305-057-7

Il 9 ottobre 1966 l'arcidiocesi ha ceduto porzioni territoriali a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Créteil, di Nanterre e di Saint-Denis. Da questo momento il territorio dell'arcidiocesi coincide con quello del comune, all'interno della periferica parigina.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Il più antico catalogo episcopale di Parigi è contenuto in un sacramentario della fine del IX secolo o dell'inizio del X.

San Dionigi † (III secolo) Mallone † Masso † Marco † Avvento † Vittorino † (menzionato nel 346) Paolo † Prudenzio † San Marcello † Viviano † Felice † Flaviano † Ursiciano † Apodemio † Eraclio † (menzionato nel 511) Probato † Amelio † (prima del 533 - dopo il 541) Saffaraco † (prima del 549 - 552 deposto) Libano †L'antico catalogo episcopale parigino menziona dopo Saffaraco il vescovo Libanus predecessore di san Germano; tuttavia, le fonti bibliografiche citate, ad eccezione di Duchesne, riportano un vescovo di nome Eusebio, ignoto al catalogo medievale. Cfr. le due ipotesi citate da Gallia christiana, col. 18. San Germano † (prima del 558 - 28 maggio 576 deceduto) Ragnemodo † (576 - 591 deceduto) Eusebio II † (illegittimo) Faramundo † Simplicio † (menzionato nel 601) San Cerauno o Cerano † (menzionato nel 614) Leudeberto † (menzionato nel 627) Audoberto † (menzionato nel 650) San Landerico † (menzionato nel 654) Crodoberto † (prima del 657 - dopo il 664) Sigobrando † Importuno † (menzionato nel 667) Agilberto (o Egilberto) † (prima dell'autunno 668 - dopo il 680 circa) Sigfrido † (prima del 691 - dopo il 692/693) Turnoaldo † (circa 693/694 - dopo il 718/719) Adolfo † Bernecairio † Sant'''Ugo † (? - 8 aprile 730 deceduto) Merfrido † Fedolio † Radberto † Ragnecapdo † Madalberto (o Mauberto) † Deodefredo † (menzionato nel 756 o 757) Erchanrado I † (menzionato nel 775) Ermenfredo † Incado † (prima dell'814 - dopo l'829)Secondo il necrologio di Saint-Denis, Incado muore il 10 marzo, che non può che corrispondere all'830 o all'831. Alcuni autori gli assegnano anche l'anno 832, postdatando il primo documento di Erchenrado II. Erchenrado II † (prima di gennaio 832 - dopo agosto 855)La sua morte è datata 7 marzo, che non può che corrispondere all'856 o all'857. Enea † (prima del 12 giugno 857 - 27 dicembre 870 deceduto) Engelvino † (prima del 12 maggio 871 - 8 dicembre 883 deceduto) Gozzelino † (prima del 29 agosto 884 - 16 aprile 886 deceduto) Anscherico † (ottobre 886 - 19 settembre 910 deceduto) Teodulfo † (prima del 17 giugno 911 - 24 aprile 922 deceduto) Fulrado † (922 - dicembre 925/927 deceduto)