Il Palazzo del marchese di Beniel è l'edificio civile più importante della città di Vélez-Málaga, nella provincia di Málaga.

Storia Antonio de Molina, figlio di don Alonso e di donna Leonor Rodríguez de Carrión, di Murcia, fu costretto a rifugiarsi a Vélez-Málaga per aver ucciso un cavaliereFrancisco Cascales, Discursos historicos de la muy noble y muy leal ciudad de Murcia, Murcia 1775, pp.438-440. Qui sposò donna María de Medrano, figlia di Juan di Medrano, alcalde della città, e di donna Francisca de Barrionuevo, entrambi di famiglie originarie di Soria. Il loro secondo figlio, don Alonso de Molina y Medrano (1549-1616), studiò al Colegio Mayor di Siviglia e fu inquisitore a Cordova e poi a Saragozza; in quest'ultima città ebbe nel 1591 un importante ruolo nella pacificazione di una rivolta popolare, grazie al quale ottenne dal re Filippo II la nomina al Consiglio delle Indie e a cavaliere di Santiago; nel 1601 fu inoltre ambasciatore del re a Lisbona. Sposò Francisca di Hinojosa e Montalvo, ma non ebbe discendenza.

Nel 1609 fece iniziare la costruzione del palazzo come propria residenza, ma non giunse a vederlo completato e alla sua morte senza figli fu ereditato dal nipote, il marchese de Beniel de MurciaScheda sul palazzo di Beniel sul sito del comune di Vélez-Málaga.. Fu utilizzato come sede dei capitani generali e del reggimento della costa di Granada.

Nel 1861 venne ceduto al comune di Vélez-Málaga; ebbe diverse destinazioni e fu sede del municipio tra il 1899 e il 1982. Nel 1988 fu restaurato e ospita al piano superiore la fondazione "María Zambrano" con la relativa biblioteca, mentre al piano inferiore ha sede l'assessorato alla cultura del comuneScheda sul palazzo di Beniel sul sito DeTodaLaVilla.es..

Descrizione Si tratta di un edificio manierista.

La facciata in pietra e mattoni ha tre piani, compreso il loggiato superiore ad archi, che sovrasta la parte retrostante a due piani. L'ingresso principale è costituito da un portale in marmo, sormontato da una finestra con frontone curvilineo e balcone, fiancheggiata dagli scudi nobiliari di Molina y Medrano.

All'interno gli ambienti si distribuiscono attorno ad un cortile centrale a due piani di colonne con fusti in marmo che sostengono arcate a tutto sesto in mattoni. Nella decorazione sono presenti opere in ferro battuto e intagli in legno.

L'edificio ospita l'archivio municipale, dove si possono consultare documenti storici, fotografie, giornali e altre testimonianze del passato di Vélez-Málaga. L'edificio ha anche una sala dedicata al poeta e pittore veleño Joaquín Lobato, che ha donato il suo patrimonio al comune. Il cortile centrale ospita inoltre alcuni dei resti rinvenuti nel territorio del comune. Vi si svolgono anche eventi e attività culturali. Posteriormente il palazzo è stato collegato con un altro immobile che ospita il Centro di studi dell'esilio, con una sala che può ospitare 250 persone.

Note

Altri progetti

Categoria:Vélez-Málaga Categoria:Palazzi della Spagna