La diocesi di Nola () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2023 contava 490.000 battezzati su 518.000 abitanti. È retta dal vescovo Francesco Marino.

Territorio La diocesi comprende tutti i comuni del nolano, alcuni comuni dell'entroterra a nord-est di Napoli e del territorio vesuviano interno, e dalla zona costiera si estende fino al Salernitano con Scafati. Dei 45 comuni che appartengono alla giurisdizione spirituale della diocesi, 31 si trovano nella città metropolitana di Napoli, 13 in provincia di Avellino e 1 in provincia di Salerno.

Sede vescovile è Nola, dove si trova la basilica cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine.

Il territorio si estende su 450 km² ed è suddiviso in 115 parrocchie, raggruppate in 8 decanati a loro volta riuniti in 3 zone pastorali:

Prima zona pastorale: Avella, Baiano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Domicella, Lauro, Liveri, Marzano di Nola, Moschiano, Mugnano del Cardinale, Nola, Pago del Vallo di Lauro, Palma Campania, Quadrelle, Quindici, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Paolo Bel Sito, Saviano, Sirignano, Sperone, Taurano, Tufino, Visciano; Seconda zona pastorale: Brusciano, Tavernanova (frazione di Casalnuovo di Napoli), Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano, Pomigliano d'Arco, San Vitaliano, Sant'Anastasia, Scisciano, Somma Vesuviana; Terza zona pastorale: Boscoreale, Ottaviano, Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano, Scafati, Terzigno, Torre Annunziata.

Santuari Sono 14 i santuari riconosciuti della diocesi, di cui 2 elevati al rango di basilica minore: Santuario della Madonna degli Angeli - Cicciano Basilica santuario di Maria Santissima Consolatrice del Carpinello - Visciano Santuario della Madonna dell'Arco - Sant' Anastasia Basilica santuario della Madonna della Neve - Torre Annunziata Santuario della Madonna della Speranza - Marigliano Santuario di Maria Santissima Liberatrice dai Flagelli - Boscoreale Santuario di Maria Santissima dell’Abbondanza - Marzano di Nola Santuario Maria Santissima della Carità - Moschiano Santuario di San Giuseppe - San Giuseppe Vesuviano Santuario di Sant'Agnello Abate - Roccarainola Santuario di Santa Filomena - Mugnano del Cardinale Santuario di Santa Maria delle Grazie a Castello - Somma Vesuviana Santuario di Santa Maria a Parete - Liveri Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano - Carbonara di Nola

Istituti religiosi Istituti religiosi maschili Missionari della Divina Redenzione Ordine della Santissima Trinità Servi di Maria Ordine dei frati minori Ordine dei frati minori conventuali Ordine dei frati minori cappuccini Ordine dei frati predicatori Società salesiana di San Giovanni Bosco Missionari di Villaregia Congregazione di San Giuseppe

Istituti religiosi femminili Suore francescane alcantarine Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore Suore domenicane di Santa Maria dell'Arco Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli Suore della riparazione Piccole apostole della Redenzione Figlie della carità Figlie di Sant'Anna Suore murialdine di San Giuseppe Suore francescane missionarie di Assisi Suore francescane del Verolino Suore trinitarie Sorelle dei poveri di Santa Caterina da Siena Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret Figlie di Maria Ausiliatrice Religiose francescane di Sant'Antonio Suore francescane adoratrici della Santa Croce Povere figlie della Visitazione di Maria Santissima Suore dei Sacri Cuori e dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento Suore di San Giuseppe di Pinerolo Suore di Maria Santissima Consolatrice Suore di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe Suore vittime espiatrici di Gesù Sacramentato Suore catechiste del Sacro Cuore Suore dell'apostolato cattolico Piccole ancelle di Cristo Re Suore francescane elisabettine

Storia La tradizione fonda l'origine della diocesi di Nola nel I secolo con il protovescovo san Felice, cui segue una lunga serie di vescovi, frutto per lo più di errate interpretazioni di manufatti archeologici. È presumibile invece che la diocesi sia sorta tra la fine del II secolo e l'inizio del III.: i vescovi san Massimo e san Quinto sono i primi vescovi di cui si abbia notizia documentata e sicura, nella seconda metà del III secolo.

Il vescovo «che domina l'antichità cristiana di Nola»Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. è san Paolino, l'uomo che «nella sua opera letteraria e nella sua vita pastorale è riuscito a coniugare in modo egregio il complesso e variegato mondo classico, che aveva animato e consolidato la sua formazione giovanile, con l'ideale ascetico e monastico del convertito al cristianesimo. La stessa città di Nola rifulse della gloria del suo vescovo e divenne un autentico crocevia dello spirito».Santaniello, I successori del vescovo Paolino..., p. 18. Si deve a Paolino la diffusione del culto del presbitero san FeliceDa non confondere con l'omonimo protovescovo, considerato tuttavia da alcuni storici e agiografi come uno sdoppiamento del santo presbitero. Lanzoni, Le diocesi d'Italia..., p. 236. e la trasformazione del cimitero dove era sepolto (Cimitile) in un monumentale santuario.

Molti dei successori di Paolino si fecero inumare nei pressi della tomba del santo; le ricerche e le scoperte archeologiche ed epigrafiche hanno riportato alla luce gli epitaffi dei vescovi Paolino II, Felice II, Teodosio, Prisco, Musonio, Senato, Aureliano, Lupeno e Leone III; questi due ultimi vescovi contribuirono al rinnovamento e all'ingrandimento nel IX secolo del complesso basilicale di Cimitile, che dai tempi di Paolino era la sede dei vescovi.Sull'ubicazione dell'antica cattedrale di Nola e sulle diverse ipotesi formulate a partire dal Cinquecento: Carlo Ebanista, Tra Nola e Cimitile: alla ricerca della prima cattedrale, in Rassegna storica salernitana, XXIV, 1 (2007), pp. 25-119. Altri prelati sono noti dagli epistolari dei pontefici: Sereno, documentato nelle lettere di papa Gelasio I; Giovanni II, menzionato in quelle di papa Pelagio II; e Gaudenzio, noto dall'epistolario di papa Gregorio Magno. Altri vescovi nolani presero parte a sinodi o concili dell'antichità: Sereno prese parte ai sinodi romani indetti da papa Simmaco; Leone I, appena eletto, partecipò al concilio indetto dal patriarca Mena di Costantinopoli nel 536; Aurelio (forse lo stesso Aureliano noto per il suo epitaffio) fu tra i padri del sinodo romano del 680.

Dibattuta fu l'appartenenza di Nola a una provincia ecclesiastica, essendo la diocesi contesa fra le sedi metropolitane di Benevento, di Salerno e di Napoli. Con un rescritto del 1100 circa, papa Pasquale II assegnò la diocesi di Nola alla provincia ecclesiastica di Salerno; nel 1143 il vescovo Bartolomeo prese parte al concilio provinciale indetto dal metropolita Guglielmo di Salerno. Tuttavia, in un privilegio concesso al metropolita Romualdo nel 1169, Nola non è più menzionata fra le suffraganee di Salerno. Nel concilio lateranense del 1179, il vescovo nolano Bernardo si trova documentato tra i suffraganei dell'arcivescovo di Napoli, alla cui provincia ecclesiastica Nola resterà per sempre legata, fino ad oggi.Kehr, Italia pontificia, VIII, pp. 297-298.

In una bolla di papa Innocenzo III del 1215 vengono elencati i possedimenti sotto la giurisdizione del vescovo Pietro II, attraverso i quali si possono definire i confini della diocesi nel XIII secolo che dimostrano «la convergenza con quelli attuali e con quelli riprodotti in un'oleografia del XVII secolo conservata nel museo diocesano».

Durante il dominio dei conti Orsini (1290-1533), la città visse un periodo di rinascita, distinguendosi nel campo delle arti e della cultura. In questo periodo sorsero in città e nella vasta diocesi numerose chiese e monasteri; e altrettanto numerosi furono gli ordini le istituzioni religiose che vennero a stabilirsi nel territorio diocesano.

Al termine del XIV secolo il vescovo Francesco Scaccano ottenne il trasferimento della cattedrale dal complesso di Cimitile al centro della città; e diede avvio ai lavori di costruzione della nuova cattedrale, sulla tomba del protovescovo san Felice. La cattedrale nel 1582; ricostruita, fu riaperta al culto nel 1594. Nel rovente clima post-unitario, la cattedrale subì uno spaventoso incendio doloso (1861), che causò la sua completa distruzione; il nuovo edificio fu consacrato ed aperto al culto solo nel 1909.

Il vescovo Antonio Scarampo, subito dopo il suo ritorno dal concilio di Trento, istituì il seminario diocesano, che affidò alla Compagnia di Gesù. Nel 1754 il seminario, su iniziativa del vescovo Troiano Caracciolo Del Sole, fu trasferito in un nuovo edificio monumentale e provvisto di biblioteca e museo. Vi si conserva il Cippus Abellanus, un'antica iscrizione in lingua osca.

Il 20 marzo 1926 il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, fino a quel momento dipendente dai vescovi nolani, divenne prelatura nullius dioecesis, ossia non più sottomessa ad alcuna diocesi, ma dipendente direttamente dalla Santa Sede che vi nomina un arcivescovo prelato. Nel 1935 furono definiti i confini della prelatura con territorio dismembrato da quello delle diocesi di Nola e di Castellammare di Stabia.

Il vescovo Guerino Grimaldi promosse il Centro di studi paoliniani, rifondò la biblioteca del seminario e fece riordinare l'archivio storico della diocesi. L'11 marzo 2000 il vescovo Beniamino Depalma ha inaugurato il museo diocesano, che «conserva collezioni di natura differente, ognuna rappresentativa di aspetti salienti della secolare storia della Diocesi».

A Nola in giugno si tiene da secoli la festa dei Gigli per celebrare il ritorno in città di san Paolino.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Le tradizionali cronotassi dei vescovi di Nola sono state mirabilmente sintetizzate nei tre volumi Della nolana ecclesiastica storia da Gianstefano Remondini (1747-1757), definito da Kehr auctor de historia Nolana optime meritusItalia pontificia, VIII, p. 298.. La presente cronotassi riporta l'elenco tradizionale, con le indicazioni delle recenti acquisizioni dovute agli studi di agiografia, archeologia ed epigrafia.

San Felice † (seconda metà del I secolo) San Massimo † San Quinto †I vescovi Massimo e Quinto (datati rispettivamente al 95-120 e al 120-150 nella Nolana ecclesiastica storia di Remondini, vol. I, pp. 569-579) sono menzionati nella vita del presbitero san Felice e nelle opere di Paolino di Nola, e la loro vita è riferibile al III secolo. Ebanista, Et manet in mediis..., pp. 104-106; id, La tomba di San Felice..., pp. 24-28; Lanzoni, Le diocesi d'Italia..., pp. 232-233. San Calione †Datato tra il 150 e il 177 in Remondini (Della nolana ecclesiastica storia, I, pp. 590-591). Vescovo completamente sconosciuto. Lanzoni per primo avanza l'ipotesi che possa trattarsi di san Canione di Atella, venerato a Nola con il nome di Calione. Ebanista-Fusaro, Cimitile, Guida al complesso basilicale, Cimitile, 2005, p. 85. Anonimo †Vescovo anonimo, datato da Remondini 177-197 (I, pp. 591-592), in riferimento a una tomba senza nome della basilica di San Felice a Cimitile; niente tuttavia ipotizza che si tratti di un vescovo. Sant'Aureliano †Datato tra il 202 e il 240 in Remondini (I, pp. 593-597). La lettura errata dell'epitaffio di Aureliano ("santo martire" invece di "santa memoria"), ha fatto sì che questo vescovo venisse collocato in epoca martiriale; in realtà appartiene all'epoca post-costantiniana. Santaniello, I successori del vescovo Paolino..., pp. 24 e seguenti. San Rufo † San Lorenzo †