Il Senato di Trapani fu un'antica istituzione cittadina, investita di funzioni giurisdizionali ed esecutive, emblema dei privilegi di cui godeva la città durante il regno di Sicilia. Nel senato cittadino prendevano posto i membri della nobiltà e del patriziato locale, i quali rivestivano un potere ereditario nel campo politico, amministrativo ed economico, designando i candidati alle supreme magistrature.
Storia Già nel 1195 l'imperatore Enrico VI di Svevia stabilì che il capitano giustiziere di Trapani godesse dello stesso rango dello stratigoto di Messina.
Trapani fu nei tempi medievali e moderni una delle cinque città più importanti del Regno di Sicilia: queste città, che - oltre alla stessa Trapani - sono Messina, Siracusa, Catania e Palermo ebbero fin dal dominio aragonese un senato civico. La città di Trapani è una delle quattro città che non furono mai alienate dal regio demanio (poiché Siracusa al principio fu sede della Camera reginale). Occupava il quinto posto nel braccio demaniale del Parlamento siciliano (quarto posto prima che anche Siracusa ne rientrasse a far parte) e fu da tempo immemorabile sede di un magistrato municipale denominato Illustrissimo Senato Regio Consigliere. Il Senato era formato da quattro patrizi, chiamati giurati.
Benigno da Santa Caterina riferisce che: “Carlo V Imperadore nell’anno 1535, essendo sbarcato in Trapani, si conferì nel Tempio di S. Agostino, ed ivi giurò prima di tutte le città del Regno, di osservare i Privileggi di anzidetta Città, accordatigli da’ suoi Predecessori Sovrani. Quindi il Senato nel suo Sigillo intorno alle Armi di Trapani aggiunse le seguenti parole: Drepanum Civitas Invictissima, in qua Caesar primum iuravit”. Carlo V d'Asburgo inoltre confermò tutti i privilegi già concessi a Trapani da Alfonso il Magnanimo e Ferdinando il Cattolico, incluso quello del Senato di conferire la laurea in diverse materie, quali: teologia, matematica, medicina, fisica, giurisprudenza e belle arti. .
Il 12 novembre 1589, Trapani ottenne da Filippo II di Spagna il privilegio di nominarsi città e non più terra, i giurati furono chiamati consiglieri del Sacro Regio Consiglio. Il Senato rappresentava la suprema magistratura cittadina e i giurati erano coadiuvati da consiglieri. Nel 1643 i giurati furono insigniti del titolo di senatore, e tale titolo fu confermato da Carlo II di Spagna nel 1665.
L'ultimo consesso fu in carica fino al 1759.
Uffici e funzioni Gli uffici di nomina senatoriale erano i seguenti: il capitano di giustizia: era il primo magistrato, detto anche giustiziere o giustiziario. Veniva eletto ogni anno dal Senato e rappresentava il potere politico. Venne istituito all'epoca dalla dominazione normanna; dal 1443, per un privilegio di Alfonso V il Magnanimo, faceva parte del Consiglio reale e occupava il primo posto nel banco del Senato. A lui era demandata l'amministrazione della giustizia criminale ed era il capo della Corte capitaniate, composta da cinque magistrati; la sua guardia era composta da 18 alabardieri; il sindaco: veniva eletto ogni tre anni e rappresentava l’avvocato del popolo, intervenendo e prodigandosi in suo favore; il prefetto: chiamato pure bajolo sin dalla dominazione normanna, amministrava la giustizia civile assieme con tre giudici, durando in carica un anno; i senatori dell’anno successivo; i giudici civili. I senatori erano anche competenti a conoscere e decidere le controversie civili; gestivano l'annona, provvedevano alla conservazione delle provviste aIimentari, era loro demandata la gestione delle pubbliche strade e dell'illuminazione pubblica, erano incaricati dell'approvvigionamento della neve. I membri del Senato eleggevano anche l'assessore, il notaio, il tesoriere, il segretario, l'architetto, il maestro di cappella, gli incaricati delle opere di beneficenza e il predicatore quaresimale. Molti di questi membri si congregavano anche nella Confraternita della Carità della Santa Croce.
I senatori (o giurati) vestivano toga corta alla spagnola con maniche ricamate bianche e nei giorni di lutto indossavano toga lunga con tabarro. Quando i membri del Senato uscivano in cerimonie ufficiali, il corteo era composto esclusivamente di personaggi a cavallo: iniziava con i tamburini, seguivano due trombettieri, poi i suonatori di timpani e i quattro contestabili con il contestabile capo che portava lo stendardo; subito dopo sfilava la carrozza del Senato, trainata da quattro cavalli, poi ancora la carrozza con il mazziere, ed infine le carrozze dei nobili, che chiudevano il corteo.
Sede Sin dalle origini di questa istituzione, il Palazzo Senatorio è stato collocato accanto alla torre dell’orologio, sovrastante porta Oscura, dirimpetto la rua Grande (oggi corso Vittorio Emanuele). Nel corso dei secoli sono state notevoli le trasformazioni apportate all’edificio, ma le più rilevanti avvennero alla fine del XVII secolo, quando si trasformarono radicalmente gli ambienti interni del palazzo: si volle ampliare il complesso con le case adiacenti e ad esso aggiungere l’elegante e maestoso prospetto barocco. I lavori furono eseguiti per iniziativa e totale spesa del cavaliere Giacomo Cavarretta; per questo motivo l’edificio viene anche chiamato palazzo Cavarretta.
Elenco dei Capitani di Giustizia e dei Senatori (secoli XIV-XVIII)
1375-1376: Ainerio Campolo, capitano di giustizia; 1392-1393: conte Antonio Sclafani, capitano di giustizia; 1398-1398: Berengario Buccardo regio cavaliere, capitano di giustizia; 1400-1401: Filippo Marino regio cavaliere, capitano di giustizia; 1402-1403: Berengario Buccardo regio cavaliere, capitano di giustizia; Lemmo Bandino, Filippo de Sigerio, Berto de Naso e Giovanni Crapanzano, senatori; 1403-1404: Riccardo Sieri, capitano di giustizia; 1404-1405: Niccolò di Naso, capitano di giustizia; 1405-1406: Andrea Mararanga, capitano di giustizia; 1406-1407: Arrigo Crispo, capitano di giustizia; 1407-1408: Isso Riccioli (e parimenti Riccardo Sieri), capitano di giustizia; Gaspare Carissima, Niccolò di Naso, Benedetto Perino e Bernardo Sieri, senatori; 1411-1412: Guglielmo del Bosco, barone di Baida, Cudia, Carini, Cefalà, Favignana e del feudo Rayalbesi di Erice 1414-1415: Arrigo Crispo, capitano di giustizia; Tommaso de Carissima, Antonio di Caro, Bartolomeo di Caro e Tommaso Armillino, senatori; 1415-1416: Francesco Sieri, capitano di giustizia; Benedetto Perino, Salvatore Sieri, Antonio de Bongiardino e Pietro di Florio, senatori; 1416-1417: Pietro Graffeo regio cavaliere, capitano di giustizia; 1419-1420: Niccolò di Naso, capitano di giustizia; Giuliano Omodei, Roberto di Naso, Giovanni di Caro e Pietro Sieri, senatori; 1420-1421: Pietro Graffeo regio cavaliere, capitano di giustizia; Bernardo Barlotta, Benedetto Perino, Antonio Sieri e Francesco Vento, senatori; 1421-1422: Francesco Sieri, capitano di giustizia; Lemmo Galanduccio, Bernardo Medico, Tommaso Vento e Giacomo Sieri, senatori; 1422-1423: Giovanni Navarro, Francesco de Abrignano, Giovanni Gallo e Giuliano Omodei, senatori; 1423-1424: Benedetto Perino, Francesco Vento, Palmerio Spinola e Giovanni di Caro, senatori; 1424-1425: Bartolomeo di Caro, Francesco di Adamo, Francesco di Simone e Tommaso Vento, senatori; 1426-1427: Niccolò di Naso, capitano di giustizia; Giacomo Sieri, Francesco Vento, Pandolfo la Mannina e Giuliano Omodei, senatori; 1427-1428: Giaimo Rovere regio cavaliere, capitano di giustizia; Giovanni Garofalo, Giuliano Galefi, Americo Intagliata e Pietro la Serra, senatori; 1428-1429: Melchiorre de Carissima, capitano di giustizia; Tommaso Vento, Francesco de Abrignano, Giliberto di Ferro e Simone la Mannina, senatori; 1429-1430: Pietro Mararanga, capitano di giustizia; Francesco Vento, Pandolfo la Mannina, Giovanni de Caro e Andrea Garofalo, senatori; 1430-1431: Lanzono Fardella, capitano di giustizia; Guglielmo Crapanzano, Giovanni Ferro, Pietro Corso e Americo Intagliata, senatori; 1431-1432: Giorgio Santostefano, Pietro Scurto, Palmerio Spinola e Giliberto di Ferro, senatori; 1432-1433: Giovanni Crapanzano, Simone la Mannina, Giacomo Sieri e Giovanni di Vincenzo, senatori; 1433-1434: Giovanni Crapanzano, capitano di giustizia; 1434-1435: Tommaso Vento (e parimenti Giovanni Crapanzano regio cavaliere), capitano di giustizia; 1435-1436: Giovanni de Riccio, capitano di giustizia; Guglielmo Crapanzano, Covino de Ballo, Giovanni di Simone e Americo Intagliata, senatori; 1436-1437: Francesco Sieri regio cavaliere, capitano di giustizia; Francesco Majorques, Giacomo Cosentino, Giovanni de Abrignano e Andrea Garofalo, senatori; 1437-1438: Francesco de Abrignano, capitano di giustizia; Francesco de Vinci, Antonio di Giovanni, Covino di Vincenzo e Antonio di Santostefano, senatori; 1438-1439: Tommaso Vento, capitano di giustizia; Giovanni di Simone, Tommaso Vento, Lanzono Fardella e Giovanni di Gregorio, senatori; 1439-1440: Francesco Majorques (e parimenti Giovanni di Simone), capitano di giustizia; Giovanni de Abrignano, Giovanni Navarro, Giovanni Rizzo e Giovanni la Mannina, senatori; 1440-1441: Giovanni Navarro, capitano di giustizia; Giuliano Sigalesi, Antonio Sieri, Francesco Incurdina e Giacomo Pepe, senatori; 1441-1442: Giovanni de Crapanzano regio cavaliere, capitano di giustizia; Guglielmo Crapanzano, Narzio Imburdiles, Antonio di Vincenzo giuniore e Andrea Garofalo, senatori; 1442-1443: Giorgio di Santostefano regio cavaliere (e parimenti Giovanni de Torrella), capitano di giustizia; Giovanni de Abrignano, Pietro Incubao, Antonio di Santostefano e Giovanni de Ligori, senatori; 1443-1444: Antonio di Caro maggiore, capitano di giustizia; Giovanni di Naso, Covino di Vincenzo, Giacomo di Micheletto e Antonio Bandino, senatori; 1444-1445: Giovanni di Ferro regio cavaliere, capitano di giustizia; Lanzono Fardella, Giacomo di Caruscio, Francesco di Vinci e Giacomo Sieri, senatori; 1445-1446: Arnaldo de Fuxa, capitano di giustizia; Antonio di Giovanni, Antonio di Vincenzo, Giovanni Pizzuto e Filippo Crapanzano, senatori; 1446-1447: Guglielmo Crapanzano, capitano di giustizia; Palmerio de Spinola, Bartolomeo Carissima, Giovanni di Caro e Bernardo Incubao, senatori; 1447-1448: Pietro de Ligori, Giacomo Cosentino, Guglielmo di Giovanni e Giovanni de Abrignano, senatori; 1448-1449: Francesco de Abrignano, capitano di giustizia; Giacomo Pepe, Niccolò Sieri, Niccolò Surdo e Giovanni Bongiardino, senatori; 1449-1450: Riccardo Sieri, capitano di giustizia; 1450-1451: Goffredo de Abrignano, capitano di giustizia; Giuliano Sigalesi, Bartolomeo Carissima, Lanzono Fardella e Antonio di Vincenzo, senatori; 1451-1452: Giacomo de Sortino (e parimenti Luigi di Lolino, cavaliere di S. Giacomo), capitano di giustizia; Giacomo la Serra, Niccolò Sieri, Bernardo Incubao e Giliberto Ferro, senatori; 1452-1453: Luigi di Lolino (e poi Riccardo Sieri), capitano di giustizia; 1453-1454: Covino di Vincenzo, capitano di giustizia; 1454-1455: Didaco Ispalense (e parimenti Giacomo la Serra regio cavaliere), capitano di giustizia; Antonio di Vincenzo, Salvatore Sieri, Giacomo Cosentino e Giacomo Barlotta, senatori; 1455-1456: Giovanni Zuccalà, capitano di giustizia; 1456-1457: Giovanni Lolino regio cavaliere, capitano di giustizia; Antonio di Vincenzo, Martino Pastore, Simone Maccajone e Covino di Vincenzo, senatori; 1457-1458: Antonino Fardella (e poi Francesco Morana regio cavaliere), capitano di giustizia; Giovanni di Ferro, Andrea Maccajone, Giovanni di Gregorio e Antonio di Giovanni, senatori; 1458-1459: Giovanni Ferro, capitano di giustizia; Francesco de Abrignano, Cristoforo Perino, Niccolò Serigno e Antonio Bandino, senatori; 1459-1460: Giovanni Sanclemente regio cavaliere, capitano di giustizia; Martino Pastore, Isso de Rizzo, Francesco Morana e Antonio di Vincenzo, senatori; 1460-1461: Niccolò Sieri, capitano di giustizia; Arrigo Settesoldi, Covino di Vincenzo, Giovanni Micheletto e Giacomo Caruso, senatori;