L'omofobia tra le minoranze etniche nel mondo anglosassone si riferisce a qualsiasi pregiudizio o forma di discriminazione presente all'interno delle comunità dei diversi gruppi etnici nei confronti delle persone che si identificano o che sono percepite come lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT).

Ciò può venir espresso nelle forme dell'antipatia, del disprezzo, del preconcetto, dell'avversione, dell'odio, del timore/paura irrazionale e talvolta è strettamente collegato anche alla credenza religiosa*

"European Parliament resolution on homophobia in Europe", Texts adopted Wednesday, 18 January 2006 – Strasbourg Final edition- "Homophobia in Europe" at "A" point. Mentre la religione può avere una funzione positiva in molte comunità LGBT afroamericane e di altre minoranze etniche, essa può altresì svolgere un ruolo di sostegno all'omofobiaBlakey, H, Pearce, J and Chesters, G (2006) Minorities within minorities: Beneath the surface of South Asian participation, Joseph Rowntree Foundation, York..

Molte persone appartenenti a minoranze etniche LGBT si affidano per lo più ai membri del loro gruppo per il supporto in termini di questioni razziali. Tuttavia all'interno di esse l'omofobia e la transfobia spesso esistono nel contesto delle norme etnoculturali e di gruppo etnoreligioso nei riguardi dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale. Un ricercatore statunitense afferma che "una fallacia comune all'interno delle comunità di colore è quella che considera i gay e le lesbiche come uomini carenti e difettosi o donne che pretendono di essere membri del genere opposto".

Vi è molta difficoltà per quanto riguarda la categorizzazione dell'omosessualità in culture diverse da quella occidentale. Recentemente gli studiosi hanno sostenuto che le nozioni di gay e di identità eterosessuale separate e distinte hanno cominciato ad emergere nel continente europeo solo a partire dalla metà del XIX secoloKatz, Jonathan Ned, The Invention of Heterosexuality Plume, 1996Andrews, Walter and Kalpakli, Mehmet, The Age of Beloveds: Love and the Beloved in Early Modern Ottoman and European Culture and Society Duke University Press, 2005 pp. 11–12. I comportamenti che ai giorni nostri vengono ampiamente considerati come omosessuali, almeno nella civiltà occidentale, godono di un certo grado di accettazione in circa 3/4 delle culture non occidentali esaminate per i loro modelli di comportamento sessuale (Patterns of Sexual Behavior, 1951)Ford, C. S. & Beach, F. A. (1951). Patterns of Sexual Behavior. New York: Harper and Row..

Stati Uniti Gli atteggiamenti sociali nei confronti dell'omosessualità di una persona è variabile in tutti gli Stati federati degli Stati Uniti d'America e le abitudini sociali e culturali che circondano la sessualità hanno un forte impatto sociologico su come si comportano gli individui, in particolare per quanto riguarda l'unità familiare. Molte famiglie di minoranze etniche statunitensi non si sentono a proprio agio nel discutere questioni sessuali e la rivelazione dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere spesso rappresenta una sfida, quando non una provocazione; molti ritengono che il loro processo di coming out possa costringerli ad essere maggiormente fedeli al movimento LGBT più che alla propria comunità di nascitaMorales, Edward S. "Ethnic minority families and minority gays and lesbians." Marriage & Family Review 14.3-4 (1989): 217-239. (Abstract).

Negli Stati Uniti (dati del 2006) il 44% degli studenti LGBT di colore hanno riferito di aver subito atti di bullismo omofobico o inerenti alla loro etnia, mentre il 13% ha riportato molestie fisiche e il 7% veri e propri atti di aggressioneThe 2005 National School Climate Survey. Gay, Lesbian and Straight Education Network (2005), pp. 59-60.. Omofobia nella comunità afroamericana Secondo Margaret L. Anderson e Patricia Hill Collins "il legame tra "razza", ceto sociale e genere è rivelato negli studi della sessualità, proprio in quanto essa è una dimensione fondamentale di ciascuno di noi. Ad esempio la costruzione di immagini negative sulla sessualità nera è preponderante per il mantenimento del razzismo istituzionale".

Alcuni potrebbero sostenere che ciò sia intenzionale e alcuni sostengono invece che non lo è, ma la nostra società ha l'abitudine di concedere privilegi alle persone eterosessuali. Anche se è noto che i cattivi risultati fisici e psichici sono quello che si realizza quando un individuo affronta discriminazioni sociali, nessuno sa veramente e capisce come un individuo di un gruppo di minoranza gestisce le proprie esperienze di razzismo e omofobia.

Gli afroamericani apertamente lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno contribuito ampiamente a numerosi eventi e istituzioni culturali e politiche nel processo di appartenenza e partecipazione ad un Melting pot, diventando sempre più visibili nella loro qualità di partecipanti al movimento per diritti LGBT negli Stati Uniti d'America. Mentre gli afroamericani LGBT spesso affrontano la bigotteria omofobica degli afroamericani eterosessuali, sono anche entrati in conflitto con i bianchi americani LGBT a causa della presenza di questioni di razzismo nella comunità LGBT.

La celebrazione dell'identità afroamericana LGBT include vari gay pride nelle aree urbane più fortemente nere. Inoltre nel XXI secolo sono stati intrapresi diversi sforzi per incrementare la rappresentanza afroamericana nei media LGBT, come ad esempio con le serie televisiva Noah's Arc e The DL Chronicles. Nonostante ciò l'omofobia è considerata piuttosto prevalente nella comunità afroamericana.

Per questo fatto sono state fornite numerose spiegazioni, tra cui: l'immagine che i giovani maschi neri dovrebbero trasmettere nella sfera pubblica; il fatto che l'omosessualità è spesso vista come antitetica all'essere nero e la stretta associazione della comunità afroamericana con la Chiesa statunitense.

Il primo afroamericano ad essere stato eletto presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, ha riconosciuto la forte presenza dell'omofobia all'interno della comunità nera e ha fatto una dichiarazione rivolta espressamente agli afroamericani dicendo che: "se siamo onesti con noi stessi, riconosceremo che la nostra comunità non è sempre stata fedele alla visione di Martin Luther King, una comunità amorevole... Abbiamo disprezzato i nostri fratelli e sorelle gay anziché abbracciarli".

L'incidenza proporzionalmente elevata di casi di HIV/AIDS tra gli afroamericani è stata attribuita agli atteggiamenti omofobici; molti di loro infatti continuano ad associare la malattia quasi esclusivamente agli uomini gay (bianchi) e non alla propria comunità.

Molti "Gruppi di difesa nera" hanno contestato la nozione che l'omofobia è più diffusa nella comunità afroamericana rispetto ad altri gruppi, affermando invece che le indagini hanno dimostrato che il loro atteggiamento verso l'omosessualità è del tutto simile al resto della popolazione.

In un sondaggio d'opinione del 2012 condotto su 120.000 adulti, gli afroamericani avevano maggiori probabilità di identificarsi come LGBT rispetto ad altri gruppi razziali o etnici statunitensi. Secondo i dati il 4,6% degli afroamericani si identifica come LGBT, significativamente superiore al 3,4% della popolazione complessiva.

Negli ultimi anni molte celebrità afroamericane sono "uscite dall'armadio" per diventare modelli di ruolo per i giovani LGBT neri, come ad esempio gli sportivi Jason Collins e Michael Sam e la giornalista Robin Roberts.

Molti nella comunità afroamericana, come detto, vedono ancora l'HIV/AIDS come ua "malattia gay" e l'omofobia è una delle barriere principali che impediscono un trattamento migliore per le persone affette dal virus nella comunità nera. Irene Monroe scrive nel The Huffington Post che "la verità è questa: mentre quasi 600.000 afroamericani convivono con l'HIV e tra di essi vi sono 30.000 nuovi infettati ogni anno, esiste ancora all'interno della comunità nera una persona su cinque con l'HIV e del tutto inconsapevole della propria infezione; questi sono nella stragrande maggioranza dei casi eterosessuali. Fintanto che continuiamo a pensare all'HIV/AIDS come ad una malattia esclusivamente dei gay non riusciremo mai a proteggerci dall'epidemia".

La percezione di pregiudizio contro l'omosessualità nella comunità afroamericana ha portato al fenomeno subculturale noto come "Down-low", per cui gli uomini neri che pubblicamente si auto-identificano come eterosessuali saranno poi uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Il termine è usato anche per riferirsi alle identità sessuale relative.

Omofobia nella comunità ispanica Anche nella comunità latina statunitense l'omofobia è prevalente. Molti latinos si sentono come una doppia minoranza per essere allo stesso tempo una minoranza etnica e una minoranza sessuale. Di conseguenza i latini queer devono occupare contemporaneamente più culture e assumere identità piuttosto contraddittorie per mantenere i legami all'interno di ciascun gruppo - un concetto che l'esponente del femminismo negli Stati Uniti d'America Gloria Anzaldúa definisce la "coscienza meticcia". Allo stesso tempo spesso devono creare uno spazio "borderland" per loro stessi, il che gli permetterà di esprimere liberamente la propria sessualità senza conseguenzeAcosta, Katie L.. “LESBIANAS IN THE BORDERLANDS: Shifting Identities and Imagined Communities”. Gender and Society 22.5 (2008): 639–659..

Poiché i latini sono spesso emarginati sia dalle comunità LGBT (a causa della "razza") che dalle comunità latine (a causa della sessualità), gli spazi confinanti esistenti sono spesso composti rigorosamente da latini Queerde la tierra, tatiana. “The L Word(s) Among Us in the Library World.” GLBTRT NewsletterSpring 2004: 4-5. Un esempio di tale spazio è rappresentato dalla rivista Esto no tiene nombre, creata per le lesbiche latine presenti in tutto il mondoDe La Tierra, Tatiana. "Activist Latina Lesbian Publishing: esto no tiene nombre and conmoción." I am Aztldn: The Personal Essay in Chicano Studies, ed. Chon A. Noriega and Wendy Belcher (Los Angeles: UCLA Chicano Studies Research Center Press, 2004) 172..

Molti latinos hanno fatto esperienza di atteggiamenti negativi nei confronti del loro orientamento sessuale da parte delle loro comunità: molti hanno detto che l'omosessualità maschile era "sporca, vergognosa e anormale". Essi hanno riferito di aver affrontato l'ostracismo dai loro amici e coetanei e hanno sentito "che non erano veramente degli uomini", questo secondo gli standard degli appartenenti alla loro comunitàDiaz and Ayala. Social Discrimination and Health: The Case of Latino Gay Men and HIV Risk. National Gay and Lesbian Task Force Policy Institute (2001), p. 9..

Le lesbiche latine sono generalmente stereotipate come traditrici che hanno abbandonato le loro radiciTorres, Lourdes. "Becoming Visible: US Latina Lesbians Talk Back and Act Out." Counterpoints 169 (2002): 151-162.. Un esempio di questo sentimento è visto nella cultura messicana dove, spiega la femminista Cherríe Moraga, le lesbiche Chicano sono considerate figure uguali a La Malinche, considerate corrotte da influenze straniere e traditrici della "razza" perché contribuiscono al "genocidio" del loro popolo, indipendentemente dal fatto che abbiano figli o menode Alba, Alicia Gaspar. “"tortillerismo": Work by Chicana Lesbians”. Signs 18.4 (1993): 956–963.. Questi stereotipi e stigmatizzazione riguardanti le lesbiche sono stati così storicamente radicati nelle culture latine che la maggior parte delle donne lesbiche latine che hanno parlato apertamente alle proprie famiglie sulla loro sessualità rimangono purtuttavia ancora socialmente in silenzio.