Larcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2023 contava 481.140 battezzati su 483.120 abitanti. È retta dall'arcivescovo Giovanni Accolla.
All'arcidiocesi è unito il titolo archimandritale del Santissimo Salvatore (Sanctissimi Salvatoris Messanae).
Territorio L'arcidiocesi comprende la parte orientale della città metropolitana di Messina, per un totale di 66 comuni; di questi, Messina, Alì, Alì Terme, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Fondachelli-Fantina, Forza d'Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini-Naxos, Graniti, Itala, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Mazzarrà Sant'Andrea, Merì, Milazzo, Mojo Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Rometta, San Pier Niceto, Sant'Alessio Siculo, Santa Domenica Vittoria, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena facevano parte dell'arcidiocesi di Messina; Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina della diocesi di Lipari; Gualtieri Sicaminò, Pace del Mela, San Filippo del Mela e Santa Lucia del Mela della prelatura di Santa Lucia del Mela.
Suddivisione del territorio
Il territorio si estende su 1.521 km² ed è suddiviso in 247 parrocchie, raggruppate in 10 vicariati.
Vicariato di Messina Centro - Nord Vicariato di Messina Sud - Galati Vicariato di Messina Faro Vicariato di Santa Teresa di Riva - Roccalumera Vicariato di Taormina - Val d'Alcantara Vicariato di Spadafora Vicariato di Milazzo - Santa Lucia del Mela Vicariato di Barcellona Pozzo di Gotto Vicariato di Montalbano Elicona - Novara di Sicilia Vicariato delle Isole Eolie
Dal 1997 la parrocchia messinese di Santa Maria del Grafeo è una prelatura "ad personam" con proprio clero di rito italo-bizantino nell'ambito dell'arcidiocesi.
Cattedrale e concattedrali Sede arcivescovile è la città di Messina, dove si trova la basilica cattedrale protometropolitana di Santa Maria Assunta.
Nel territorio diocesano sorgono anche tre concattedrali: a Lipari, la chiesa concattedrale di San Bartolomeo a Santa Lucia del Mela, la chiesa concattedrale di Santa Maria Assunta a Messina, la concattedrale archimandritale del Santissimo Salvatore.
Basiliche minori e santuari L'arcidiocesi comprende inoltre alcune basiliche minori:Dal sito Gcatholic. la basilica di San Nicola di Bari a Taormina la basilica di Maria Santissima Assunta in Cielo a Montalbano Elicona la basilica di San Cristoforo a Canneto di Lipari la basilica di San Giovanni Paolo II a Barcellona Pozzo di Gotto la basilica di San Sebastiano a Barcellona Pozzo di Gotto la basilica del Sacro Cuore di Gesù e di Sant'Antonio a Messina. Molti infine sono i santuari presenti in arcidiocesi: a Messina: la basilica cattedrale, Santa Maria del Carmine, Santa Maria Consolata, Madonna di Lourdes, Madonna di Montalto, Sacro Cuore di Gesù e Sant'Antonio, Santa Maria di Pompei, Madonna di Dinnammare; a Fiumedinisi: Maria Santissima Annunziata a Milazzo: San Francesco di Paola a Mongiuffi Melia: Santa Maria della Catena, Madonna della Libera a Barcellona Pozzo di Gotto: Madonna del Carmine, Sant'Antonio di Padova a Valdichiesa (Leni): Maria Santissima del Terzito a Quattropani (Lipari): Maria Santissima della Catena a Montalbano Elicona: Madonna della Provvidenza a Roccafiorita: Madonna dell'Aiuto a Santa Lucia del Mela: Madonna della Neve a Santa Teresa di Riva: Santa Maria del Carmelo a Calvaruso: Ecce Homo
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela comprende due sole suffraganee: diocesi di Nicosia, eretta il 17 marzo 1817; diocesi di Patti, eretta nel 1157.
Storia L'attuale arcidiocesi è frutto dell'accorpamento di quattro antiche circoscrizioni ecclesiastiche.
Diocesi di Lipari L'isola di Lipari fu abitata, fin dal IV secolo, da monaci ed eremiti. La tradizione tramanda come protovescovo sant'Agatone, presente nell'isola nel 264, che avrebbe accolto le spoglie dell'apostolo Bartolomeo, miracolosamente approdate in un'urna sulle coste dell'isola.Rodriquez, Breve cenno storico..., pp. 273-274. La Chiesa liparese è documentata per la prima volta in un'epigrafe della seconda metà del V secolo, dedicata a una giovane cristiana di nome Proba e dove si fa esplicito riferimento alla "santa e cattolica chiesa di Lipari"; un'altra iscrizione testimonierebbe invece una presenza cristiana significativa già sul finire del IV secolo.
I vescovi eoliani del primo millennio sono noti grazie ai sinodi e concili dell'epoca e all'epistolario di papa Gregorio Magno. Il primo vescovo storicamente documentato è Augusto, presente a due sinodi romani del 501 e del 502 indetti da papa Simmaco. Inoltre, un sigillo episcopale ha restituito il nome del vescovo Leonzio, vissuto fra IX e X secolo. Come tutte le diocesi siciliane, anche Lipari fece parte del patriarcato di Roma fino all'VIII secolo, quando fu sottomessa al patriarcato di Costantinopoli e resa suffraganea di Siracusa, come documentato dalle Notitiae Episcopatuum del patriarcato.
In seguito l'arcipelago delle Eolie fu occupato dagli arabi. La vita cristiana riprese nell'XI secolo, quando il conte normanno Ruggero, dopo aver conquistato le isole, fondò a Lipari, tra il 1072 ed il 1081, un'abbazia benedettina intitolata a san Bartolomeo apostolo, assegnandole come dote le isole Eolie (1088); la fondazione fu approvata da papa Urbano II con bolla del 3 giugno 1091. Lo stesso Ruggero aveva fondato a Patti un'altra abbazia, quella del Santissimo Salvatore (1094), che fu unita con quella di Lipari e governata da un solo abate, Ambrogio, con due distinti priori.
Il 14 settembre 1131Testo della bolla pontificia in: Luciano Catalioto, Il Vescovato di Lipari-Patti in età normanna (1088-1194). Politica, economia, società in una sede monastico-episcopale della Sicilia, Intilla, Messina, 2007, pp. 86-88, e doc. 30 e 31. l'antipapa Anacleto II, con l'appoggio di Ruggero II, eresse in vescovato le due abbazie, nominando come vescovo l'abate Giovanni. Questi atti furono tuttavia abrogati da papa Innocenzo II nel 1139, nel corso del secondo concilio lateranense, ed il vescovo Giovanni fu deposto.
Nel 1157 papa Eugenio III eresse la diocesi di Patti e Lipari, unite aeque principaliter, e nominò il primo vescovo, Gilberto. Papa Alessandro III nel 1166 assoggettò le due diocesi alla sede metropolitana di Messina.
Nel 1206 il territorio di Santa Lucia del Mela fu staccato dalle dipendenze della diocesi di Lipari e reso autonomo dalla giurisdizione dei suoi vescovi.Fin dal 1094 è attestata la donazione della chiesa di Santa Lucia di Milazzo, «con sette villani e rispettive famiglie», agli abati di Lipari. Mellusi, Alle origini..., p. 167.
Nel XIV secolo Lipari e Patti entrarono a far parte di due entità politiche diverse, il regno di Napoli e il regno di Sicilia, cosa che portò inevitabilmente alla separazione delle due diocesi.Sulle complesse vicende che portarono alla separazione delle due sedi, vedasi: Infatti, l'unione rimase fino al 18 aprile 1399, quando papa Bonifacio IX, con il breve Dudum ex certisBreve in , separò le due diocesi e trasferì il vescovo Francesco Gattolo alla sede di Lipari, e nominò Francesco Hermemir per la sede di Patti. Con un'altra bolla, lo stesso papa dovette determinare i possedimenti di ciascuno, sui quali i due prelati avevano trovato modo di litigare.
Il 29 novembre 1627 la Chiesa di Lipari fu esentata dalla metropolia di Messina e divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede con il breve Romanus PontifexBreve in di papa Urbano VIII. Questa decisione portò a un'annosa controversia con l'arcivescovo di Messina, che si vedeva leso nei suoi diritti metropolitici, che fu risolta solo al tempo di papa Benedetto XIII. Sempre a questo pontefice si deve la soluzione della cosiddetta controversia liparitana, che vide lo scontro tra regalisti e difensori dei diritti del papa; questa «vicenda ebbe gravissime conseguenze nella intera Sicilia e causò anche l'esilio di alcuni vescovi siciliani. Tra questi vi fu il vescovo di Lipari, Nicola Maria Tedeschi (1710-1722)»Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web., che fu costretto a dare le dimissioni.
Nel 1844, in occasione del riordino delle diocesi siciliane, Lipari vide finire la sua indipendenza ecclesiastica e fu nuovamente sottoposta alla provincia ecclesiastica di Messina.
All'inizio del Novecento, in forza della donazione di Ruggero del 1088, il vescovo Angelo Paino fece causa al comune di Lipari per ottenere l'esclusiva proprietà dei terreni pomiciferi dell'isola. Il lungo conflitto che ne scaturì e le minacce di morte rivolte al prelato, costrinsero Paino ad abbandonare le isole e a governare la diocesi da Messina; alla fine la cassazione respinse il ricorso del prelato liparese.
Al momento della piena unione con Messina, Santa Lucia del Mela e l'archimandritato del Santissimo Salvatore, la diocesi di Lipari comprendeva 26 parrocchie nei comuni di Leni (3), Lipari (18), Malfa (3) e Santa Marina Salina (2).Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 20, 26 gennaio 1987, p. 20 e seguenti. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle 8 parrocchie della diocesi di Lipari che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 12 gennaio 1987 su richiesta del vescovo di Lipari del 1º settembre 1986.
Prelatura di Santa Lucia del Mela Nel 1206 fu eretta la parrocchia di Santa Lucia in plana MilaciiSanta Lucia nella piana di Milazzo. L'attuale toponimo del Mela risale solo al 1862. Mellusi, Alle origini..., p. 166., per interessamento dello stesso imperatore Federico II, che aveva fatto del sito un suo luogo di villeggiatura e vi aveva eretto una cappella regia; il territorio fu staccato dalla diocesi di Lipari e Patti e concesso dal sovrano al Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, istituzione sorta nel 1132.
Poiché i vescovi di Lipari e Patti rivendicavano i loro diritti sul territorio parrocchiale, nel 1228 prima e poi definitivamente nel 1248 il sovrano confermò l'indipendenza ecclesiastica di Santa Lucia, in virtù delle prerogative proprie che gli derivavano dal privilegio che papa Urbano II aveva concesso nel 1098 al conte Ruggero e noto come Apostolica legazia.
Nel XV secolo il re Martino confermò e stabilì che i prelati di Santa Lucia fossero sottomessi alla Cappella Regia e dunque esenti dalla giurisdizione vescovile. Nel 1464 al prelato Angelo Staiti, il viceré di Sicilia confermò che la sua giurisdizione sulla "Terra di Santa Lucia della piana di Milazzo" aveva carattere episcopale, che comportava dunque il governo in spiritualibus et temporalibus sul clero del territorio, senza tuttavia l'obbligo della residenza e della consacrazione a vescovo. Queste prerogative davano diritto al titolare di Santa Lucia di sedere nel parlamento di Sicilia.Mellusi, Alle origini..., p. 170.