La diocesi di Liegi () è una sede della Chiesa cattolica in Belgio suffraganea dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles. Nel 2023 contava 741.625 battezzati su 1.108.400 abitanti. È retta dal vescovo Jean-Pierre Delville.
Territorio La diocesi comprende la provincia di Liegi.
Sede vescovile è la città di Liegi, dove si trova la cattedrale di San Paolo. A Malmedy sorge l'ex cattedrale dedicata ai Santi Pietro, Paolo e Quirino.
Il territorio si estende su 3.862 km² ed è suddiviso in 545 parrocchie. Le parrocchie sono raggruppate in 17 decanati, a loro volta suddivisi in diverse unità pastorali: Liegi-riva sinistra, Liegi-riva destra, Mosa inferiore, Fléron, Mosa superiore, Ans, Verviers, Plateau de Herve, Malmedy, Spa, Stavelot, Ourthe-Amblève-Condroz, Huy, Hesbaye, Büllingen, Eupen-La Calamine e Saint-Vith.
La maggioranza della popolazione (Valloni) è di lingua francese; la minoranza appartiene alla comunità germanofona del Belgio.
Storia La diocesi di Liegi è la più antica del Belgio, attestata nella prima metà del IV secolo, ed anche la più estesa. Al giorno d'oggi, sono undici le diocesi che hanno acquisito parte dei loro territori da quello di Liegi, distribuite in cinque Stati differenti: in Belgio le diocesi di Hasselt, Malines-Bruxelles, Namur e Anversa; nei Paesi Bassi le diocesi di Roermond, 's-Hertogenbosch, Breda e Rotterdam; in Germania la diocesi di Aquisgrana; in Lussemburgo l'arcidiocesi di Lussemburgo; in Francia l'arcidiocesi di Reims.
I vescovi, che avevano in origine la loro sede nella città di Tongres, trasferirono attorno alla metà del VI secolo la sede a Maastricht ed infine, verso l'inizio dell'VIII secolo, a Liegi. A partire dal X secolo fu un principato vescovile.
Le origini All'epoca dell'impero romano, il territorio a nord delle Ardenne, lungo le valli attraversate dalla Mosa e dai suoi affluenti, era abitato dal popolo dei Tungri, il cui principale insediamento era chiamato dai Romani Atuatuca Tungrorum, l'odierna Tongeren (in francese: Tongres). La civitas Tungrorum apparteneva alla provincia romana della Germania seconda, come attestato dalla Notitia Galliarum dell'inizio del V secolo.
I più antichi cataloghi episcopali di Tongres riconoscono come primo vescovo san Materno di Colonia, che fu certamente vescovo di Treviri e poi arcivescovo di Colonia e che probabilmente operò come vescovo missionario nel territorio di Tongres, prima che questa venisse eretta in diocesi indipendente.
Primo vescovo storicamente documentato della civitas Tungrorum è san Servazio. Il suo nome appare negli atti dello pseudoconcilio di Colonia del 346; nel 350 fu inviato in Oriente assieme ad una delegazione per incontrare l'imperatore Costanzo; nel 359 prese parte al concilio di Rimini; tradizionalmente la sua morte, avvenuta a Maastricht, è collocata nel 384. Dopo Servazio, gli antichi cataloghi menzionano una serie di vescovi (Agricolo, Ursiano, Designato, Renato, Sulpizio, Quirilio e Eucherio), che sono ignoti alla storia e di cui non si conosce assolutamente nulla. Le leggende di San Servazio parlano della distruzione di Tongres ad opera degli Unni, o di altre tribù germaniche; ma questo dato non è provato né dal punto di vista storico né dalle evidenze archeologiche.Boeren, op. cit., p. 26.
A partire dal V secolo il territorio di Tongres fu occupato e poi sottomesso dai Franchi, ancora pagani. Ai vescovi di Tongres spettò il compito di evangelizzare questi popoli: la loro conversione iniziò sotto Falco (prima metà del VI secolo) e continuò con i suoi successori; il vescovo Monulfo, secondo quanto riferisce Gregorio di Tours, costruì una chiesa sopra la tomba di san Servazio a Maastricht, dove, secondo la stessa autorevole fonte, avrebbe per primo trasferito la residenza episcopale. Nella seconda metà del VII secolo, la sede della civitas Tungrorum fu onorata dalla presenza di santi vescovi, che portarono a termine l'evangelizzazione del territorio. San Remaclo fu il fondatore dei monasteri di Malmedy e di Stavelot, di cui tenne anche la carica di abate. San Lamberto completò la conversione dei pagani e venne ucciso a Liegi, forse agli inizi dell'VIII secolo. Il suo successore, sant'Uberto, costruì una basilica per raccogliere le sue reliquie, la quale divenne il primo vero nucleo della città di Liegi, dove il nuovo vescovo trasferì la residenza episcopale.
L'organizzazione A partire dall'epoca carolingia, la diocesi assunse quella fisionomia che mantenne inalterata fino alla metà del XVI secolo e contestualmente, con l'affermarsi dell'organizzazione ecclesiastica, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Colonia.
Secondo alcuni storici belgiBoeren, op. cit, pp. 31-32 e nota 27., non ci fu mai un trasferimento formale della sede episcopale, ma solo dei cambiamenti di residenza, alcune delle quali, divenendo col tempo residenze abituali, hanno ottenuto il prestigio di sede ufficiale.Maastricht e Liegi non furono le uniche città dove risiedettero gli episcopi Tungrorum; anche Dinant, Huy, Namur e Mouzon furono per certi periodi sede dei vescovi. Cfr. Boeren, op. cit., pp. 32-34. Anche quando la sede venne trasferita prima a Maastricht e poi a Liegi, Tongres, la sede primitiva, è rimasta per secoli la sede formale e ufficiale della diocesi. Fino all'XI secolo infatti, i vescovi di Liegi conserveranno l'abitudine di intitolarsi Episcopus Tungrorum; in un diploma dell'ottobre 907, il palazzo episcopale di Tongres, esistito fino al XII secolo, è riconosciuto come la principale e più importante residenza della diocesi ("episcopii domus principalis").
Il territorio della diocesi era tra i più estesi di tutte le Gallie. Confinava a nord con la diocesi di Utrecht, a est con l'arcidiocesi di Colonia, a sud con le arcidiocesi di Treviri e di Reims, ad ovest con la diocesi di Cambrai.
Tra i principali vescovi dell'epoca carolingia, si ricordano: Agilfredo († 787) e Gerbaldo († 810), entrambi destinati alla sede di Liegi da Carlo Magno; Artgario († 855), che costruì il primo palazzo episcopale; Franco († 901), noto soprattutto per aver sconfitto i Normanni e celebrato dal poeta irlandese Sedulio Scoto; Stefano († 920), scrittore e compositore, che indebitò la chiesa per le feste, in particolare per quella dedicata alla Santissima Trinità; Raterio, che fece del vescovato un notevole centro di cultura; Eraclio († 971), che costruì quattro nuove chiese, un monastero e due chiese collegiate e inaugurò un periodo di ricchezza e di cultura nella diocesi, dovuto anche all'introduzione dell'arte orafa, che ha reso celebre Liegi in tutto il mondo.
Il Principato vescovile
Fin dall'epoca merovingia i vescovi di Liegi avevano acquisito, grazie a privilegi e immunità concessi dai re, il possesso su diversi beni disseminati un po' ovunque nella civitas Tungrorum. I re carolingi favorirono ancora di più i vescovi con ulteriori concessioni e privilegi.Vanderkindere, op. cit., pp. 185-186.; infine la generosità dei tre imperatori Ottone nel X secolo portò alla nascita del principato vescovile. Durante l'episcopato di Notgerio (972-1008), il vescovato acquisì sui suoi possedimenti quei diritti che ne fecero un comitatus. A tal proposito è significativo un diploma di Ottone II del 980, con il quale l'imperatore, confermando i beni della Chiesa di Liegi, decide che questi beni saranno di esclusiva proprietà del vescovo e che il potere pubblico e i suoi funzionari non potranno mai vantare alcun diritto, ad eccezione di quelli preposti a tale ufficio dal vescovo stesso. Gli stessi concetti furono espressi da Ottone III in occasione della concessione al vescovo dei diritti feudali su Huy e su Gembloux nel 985, con la possibilità per il vescovo di infeudare i suoi diritti a dei vassalli.Vanderkindere, op. cit., p. 188.
Da questo momento i vescovi di Liegi sono a tutti gli effetti conti e più tardi saranno chiamati principi, status che venne mantenuto sino alla rivoluzione francese (1790). Il principato vescovile di Liegi, posto tra Francia e Sacro Romano Impero, con una giurisdizione temporale meno estesa di quella spirituale, riuscì a mantenere la propria indipendenza grazie all'abilità dei vescovi, che seppero giocare ruoli importanti nella politica internazionale tra i due stati.
Il primo principe-vescovo fu dunque Notgerio, che svolse un ruolo importante nello sviluppo religioso della città episcopale. Ricostruì la cattedrale di San Lamberto e il palazzo vescovile, terminando la chiesa collegiata di San Paolo, iniziata da Eraclio, contribuendo alla costruzione delle chiese collegiate della santa Croce e di san Dionigi, ed erigendo una chiesa a san Giovanni Evangelista. Notgerio rafforzò inoltre la suddivisione parrocchiale della città e fu uno dei primi a diffondere l'osservanza del precetto della festività di Tutti i Santi. Ma una delle caratteristiche fondamentali del governo di Notgerio, in continuità con quello di Eraclio, fu l'attenzione che riservò all'educazione: grazie a questi due vescovi ed a Wazone († 1048), Liegi riuscì a ricoprire un ruolo fondamentale non solo politicamente, ma anche per quanto riguarda la cultura generale e la letteratura, nello specifico. Le scuole riuscirono a formare valenti studenti, e diedero alla Chiesa cattolica papi come Stefano IX e Niccolò II.
Tra i successivi vescovi, in epoca medievale, si ricordano: Frédéric de Namur, la cui morte violenta (1048) gli fece guadagnare la venerazione come martire; Raoul de Zähringen († 1191), il cui episcopato fu contraddistinto dalla presenza del riformatore Lambert le Bège, che è ritenuto il fondatore delle prime comunità semi-monastiche; Roberto di Thourotte († 1246), che approvò in diocesi la festa della Corpus Domini, sostenuta da santa Giuliana di Cornillon, e dal legato papale e priore dei domenicani di Liegi, Ugo di Saint-Cher. Tra gli arcidiaconi di Liegi si ricorda Giovanni di Troyes, che venne eletto papa con il nome di Urbano IV; egli stabilì la sede della festa del Corpus Domini nella chiesa di San Tommaso, ed estese l'osservanza della festa del Corpus Domini all'intera Chiesa cattolica. Un altro arcidiacono di Liegi divenne papa con il nome di Gregorio X, e depose nel 1274 l'indegno vescovo Enrico di Gheldria.
Nel XVI secolo, per meglio contrastare la riforma protestante, nonché per risolvere annose questioni di carattere politico e linguistico, i Paesi Bassi e i Paesi Bassi del Sud subirono una sostanziale modifica della geografia ecclesiastica, che era rimasta immutata fin dall'epoca carolingia. Con la bolla Super universas del 12 maggio 1559), papa Paolo IV riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche della regione a spese della diocesi di Liegi; molte delle sue parrocchie furono infatti cedute a vantaggio dell'erezione delle nuove diocesi di Roermond, di 's-Hertogenbosch, di Namur, di Anversa e della nuova arcidiocesi di Malines.
Lo scoppio della rivoluzione francese, accompagnata dalla rivoluzione di Liegi, segnò la fine del principato vescovile, che fu sancita ufficialmente con la Reichsdeputationshauptschluss del 1803 e la conseguente secolarizzazione del principato. La cattedrale fu demolita, in quanto considerata simbolo di oppressione, e il vescovo fu cacciato.
La moderna diocesi La rivoluzione francese e i trattati successivi inglobarono il Belgio nella repubblica francese. In seguito al concordato, con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 i territori della diocesi furono fatti coincidere con i dipartimenti francesi, oggi non più esistenti, dell'Ourte e della Mosa Inferiore; la diocesi comprendeva anche alcune parrocchie del dipartimento di Forêts; inoltre Liegi fu sottomessa alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Malines. Queste nuove disposizioni portarono inoltre alla soppressione della diocesi di Roermond, il cui territorio fu parzialmente inglobato in quello della diocesi di Liegi.