Biografia Nasce nel 1907 da una famiglia contadina. Quasi analfabeta"Io ho fatto la seconda elementare. Non so scrivere... Non sono cattiva. Amo gli animali, la natura. Ma gli uomini nella stragrande maggioranza sono cattivi. La vita è cattiva. Ecco perché sono diventata brigatista rossa." - Intervista a Caterina Picasso su 'La Stampa del 13 maggio 1983 pag. 7 . Non ebbe figli, e parte della sua vita la passò accanto al marito malato di tubercolosi; quando questo morì, rimase sola. Conobbe Riccardo Dura in seguito ad un annuncio per affittare la propria casa: Dura fu quello che offrì più di tutti. Disse poi di aver trovato il brigatista simpatico e affettuoso.
Il 2 ottobre 1980 la DIGOS fece irruzione nella sua casa in via Zella 11/2 a Rivarolo Ligure, ritenuto secondo covo per importanza delle BR dopo quello di via Fracchia, all'interno dell'appartamento la DIGOS trovò un mitra Sterling con cinque caricatori oltre a un centinaio di caricatori, un fucile di precisione, quattro pistole, quattro bombe a mano, due bombe anticarro, un ordigno incendiario, 100 grammi di clorato di potassio, 400 grammi di nitroglicerina, un ciclostile, una macchina da scrivere IBM a testina rotante, una macchina per fabbricare targhe d'auto, apparecchi radio trasmittenti sintonizzati sulle frequenze di carabinieri e polizia, tre milioni di lire in contanti e documenti falsi; inoltre nella sua casa aveva ospitato i brigatisti Riccardo Dura, Fulvia Miglietta, Francesco Lo Bianco e Rocco Micaletto che erano stati coinvolti in varie azioni terroristicheCorriere Mercantile, 15 febbraio 2004, pag. 2.
Condannata a quattro anni di carcere per banda armata alla fine rimase in carcere 2 anni e quattro mesi, scontò la pena nel carcere di Marassi e uscì il 7 maggio 1983La Stampa, 7 maggio 1983, pag. 7La Stampa, 13 maggio 1983, pag. 7, dalla sua cella espose una rudimentale bandiera rossa cucita con pezzi di stoffa.
In seguito venne condannata dalla Corte d'Appello di Milano su rinvio della Cassazione a cinque anni e otto mesi di reclusione e venne nuovamente condotta in carcere, questa volta nel penitenziario milanese di San Vittore, il 25 gennaio 1986; all'anziana non furono concessi gli arresti domiciliari in quanto ritenuta "socialmente pericolosa".La Stampa, 25 gennaio 1986, pag. 6«Torna in carcere "La nonna delle BR"», Repubblica, 25 gennaio 1986.
Dopo essere tornata a vivere in via Zella, morì sola a 89 anni il 21 agosto 1996 nella casa di riposo Istituto Doria nel quartiere di Struppa. Il funerale si svolse dopo quattro giorni con solo tre persone presenti: due amiche e un lontano cugino.
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