La campagna di Germania (in tedesco: Befreiungskriege, "guerra di liberazione") fu una campagna militare condotta nel 1813. I membri della Sesta coalizione combatterono una serie di battaglie in Germania contro l'imperatore francese Napoleone ed i suoi marescialli, liberando così molti stati tedeschi dalla dominazione del Primo impero francese.

Dopo la devastante sconfitta della Grande Armée di Napoleone nella Campagna di Russia del 1812, Ludwig Yorck von Wartenburg – il generale comandante delle forze ausiliarie tedesche della Grande Armée (in tedesco: Hilfskorps) – dichiarò un cessate il fuoco coi russi il 30 dicembre 1812 con la convenzione di Tauroggen. Fu questo il fattore decisivo dello scoppio della campagna tedesca l'anno successivo.

La campagna di Primavera tra i membri della Sesta coalizione ed il Primo impero francese si concluse senza vincitori né vinti con una tregua estiva (tregua di Pläswitz). Grazie al piano Trachenberg, sviluppato durante il periodo del cessate il fuoco estivo del 1813, i ministri di Prussia, Russia e Svezia si accordarono per perseguire insieme un'unica strategia contro Napoleone. Nella successiva campagna d'Autunno, l'Austria si schierò con la coalizione, facendo così svanire le speranze di Napoleone di raggiungere accordi separati con le potenze di Austria e Russia. Gli alleati della coalizione, ora numericamente superiori, si scontrarono ora col grosso delle truppe di Napoleone malgrado alcuni scivoloni come nella battaglia di Dresda. Il punto massimo della strategia alleata fu la battaglia di Lipsia dell'ottobre del 1813, che fu una sconfitta decisiva per Napoleone. La Confederazione del Reno, un'alleanza dei regnanti della Germania occidentale con la Francia, aveva già perso molte battaglie contro gli alleati della coalizione in Baviera ed in Sassonia e dopo la sconfitta di Lipsia si dissolse completamente. Questo fatto spezzò completamente la difesa di Napoleone sulla riva est del Reno.

All'inizio del 1814 la coalizione invase la Francia in coincidenza con la marcia del duca di Wellington nella medesima direzione. Napoleone venne costretto ad abdicare e Luigi XVIII riprese il trono francese. La guerra terminò ufficialmente col trattato di Parigi del novembre del 1814.

Contesto Dal 1806 scrittori ed intellettuali come Johann Philipp Palm, Johann Gottlieb Fichte, Ernst Moritz Arndt, Friedrich Ludwig Jahn e Theodor Körner avevano iniziato a criticare l'occupazione napoleonica della Germania. Essi sottolinearono come diversi principi tedeschi avevano visti limitati i loro poteri ed insieme iniziarono a creare un fronte popolare per scacciare i francesi dal suolo tedesco. Dal 1810 Arndt e Jahn chiesero ufficialmente alle autorità prussiane supporto per un'eventuale rivolta. Jahn personalmente organizzò la Lega Tedesca e fondò i Lützowsches Freikorps.

Già prima della campagna di Germania, vi furono delle rivolte contro le truppe francesi che occupavano la Germania – nel 1806 in Assia e nel 1809 nel Tirolo. Queste rivolte si intensificarono in quello stesso anno sotto la guida di Wilhelm von Dörnberg, iniziatore e comandante in capo della rivolta assiana, e del maggiore Ferdinand von Schill.

Il corso degli eventi Dopo la devastante sconfitta della Grande Armée napoleonica in Russia nel 1812, Ludwig Yorck von Wartenburg – il generale comandante delle forze ausiliarie della Grande Armée in Germania (Hilfskorps) – dichiarò un cessate il fuoco coi russi il 30 dicembre 1812 tramite la Convenzione di Tauroggen. Fu questo il fattore decisivo dello scoppio della campagna di Germania l'anno successivo.

Il 17 marzo 1813 – il giorno in cui Alessandro I di Russia giunse allHoflager di Federico Guglielmo III di Prussia – la Prussia dichiarò guerra alla Francia. Il 20 marzo 1813 il giornale Schlesische privilegierte Zeitung pubblicò il discorso integrale tenuto da Federico ed intitolato An Mein Volk, recitato il 17 marzo e richiedente una vera e propria guerra di liberazione del suolo tedesco dai francesi. Inoltre le nuove unità prussiane di Landwehr e Landsturm vennero a costituirsi con volontari provenienti da Germania, Russia e (dall'estate del 1813 in poi) dalla Svezia e dall'Austria. Già impegnata col mantenimento della supremazia navale e con la Guerra Peninsulare, la Gran Bretagna non prese parte diretta alla Campagna di Germania, anche se inviò truppe di supporto ai contingenti alleati.

La guerra di Liberazione La convenzione di Tauroggen divenne il punto chiave per l'inizio della rigenerazione della Prussia. Quando iniziò a diffondersi la notizia della sconfitta della Grande Armée, lo spirito di rivolta ai francesi iniziò a riaccendersi. Per quanto riguarda la posizione del re e dei suoi ministri all'epoca era estremamente in ansia, dal momento che essi conoscevano bene le risorse a disposizione della Francia nonché la versatilità del suo esercito, ma da un lato la fine delle loro sofferenze appariva ormai all'orizzonte.Maude, Frederic Natusch (1911). "Napoleonic Campaigns" in Chisholm, Hugh. Encyclopædia Britannica. 19 (11ª ed.). Cambridge University Press. pp. 228–229.

I russi si risolsero a proseguire la campagna e lavorarono in unione con la popolazione e le autorità locali per rifornire le truppe del necessario quando si trovavano sul campo di battaglia.Maude, Frederic Natusch (1911). "Napoleonic Campaigns" in Chisholm, Hugh. Encyclopædia Britannica. 19 (11ª ed.). Cambridge University Press. pp. 229.

I preparativi di Napoleone

Nel frattempo Napoleone a Parigi stava riorganizzando l'esercito per la conquista della Prussia. Egli creò in questo frangente la Guarde Nationale nel 1811–1812 con lo scopo preciso di difendere unicamente la patria ma con l'intento che essa potesse essere una forza sempre pronta e preparata ad ogni evenienza. Sul finire di marzo, con la complicità anche degli ultimi alleati rimasti a Napoleone e con le coscrizioni obbligatorie, la Francia fu in grado di mettere in campo nuovamente uomini che velocemente si spostarono verso l'Elba, e già dai primi giorni di aprile il gruppo venne a concentrarsi tra l'Elba e la Saale, minacciando su un fronte Berlino e sull'altro Dresda

Campagna di Primavera del 1813

Gli alleati della coalizione, accortisi del graduale rafforzamento delle forze nemiche ma essi stessi non in grado di mettere in campo più di soldati, lasciarono un piccolo corpo d'osservazione proprio davanti a Magdeburgo e lungo l'Elba per dare per tempo la notizia di una possibile avanzata nemica su Berlino; il grosso delle forze prese posizione a Dresda da dove avevano pensato di correre lungo il corso dell'Elba e prendere i francesi da destra. Entrambe le armate erano sufficientemente rifornite di informazioni, anche se Napoleone sapeva di doversi muovere su un territorio ostile rispetto ai suoi avversari.Maude, Frederic Natusch (1911). "Napoleonic Campaigns" in Chisholm, Hugh. Encyclopædia Britannica. 19 (11ª ed.). Cambridge University Press. p. 229.

Il 25 aprile Napoleone raggiunse Erfurt ed assunse il comando delle operazioni. In quel giorno le sue truppe erano così disposte: il principe Eugène de Beauharnais, con i corpi di Lauriston, Macdonald e Regnier, lungo la bassa Saale, il maresciallo Ney davanti a Weimar tenendo saldamente la cresta di Kösen; la Guardia Imperiale a Erfurt, il Maresciallo Marmont a Gotha, il generale Bertrand a Saalfeld, ed il maresciallo Oudinot a Coburgo, tutti mossisi verso Merseburg e Lipsia nei giorni successivi.

Nel frattempo, russi e prussiani avevano concentrato tutti gli uomini disponibili sul muoversi in linea parallela ma di poco a sud rispetto ai francesi. Il 1º maggio, Napoleone entrò a Lützen. Il generale russo Wittgenstein, che ora comandava la coalizione alleata al posto del generale Kutusov, avendo avuto notizia di questo avvicinamento, aveva deciso di attaccare l'avanguardia francese sul fianco destro e durante quella mattinata portò il grosso delle sue forze ed il suo fianco destro nelle vicinanze di Gross-Görschen e Kaya.

Battaglia di Lützen

Alle 09:00 del 2 maggio Wittgenstein iniziò l'attacco all'avanguardia francese a Lützen, col resto del suo esercito diretto contro il fianco destro e la retroguardia di Napoleone. Alle 11:00 Napoleone, presso il monumento a Gustavo Adolfo sul campo di Lützen, sentì le prime cannonate e capì subito la situazione, galoppando velocemente sulla nuova scena dell'azione che si svolgeva di fatto dietro i suoi soldati. Cercò come prima cosa di raggruppare la sua riserva per controbattere allo scontro. Quando però entrambi i fronti apparivano ormai esausti dai combattimenti sul campo con un centinaio di pezzi d'artiglieria, ma per quanto avesse ottime chances di avere la meglio, quando pure le forze degli alleati iniziarono a ritirarsi in buon ordine, i francesi erano ormai troppo esausti per inseguirli.

Secondo l'opinione dello storico militare Frederic Maude che collaborò all'11ª edizione dellEncyclopædia Britannica (1911) non vi fu miglior battaglia per esemplificare la potenza della strategia di Napoleone, come egli stesso ebbe a dire: "Questi prussiani alla fine hanno imparato qualcosa, non sono più i soldatini di legno di Federico il Grande", e, sull'altro fronte, la relativa inferiorità dei suoi uomini comparata ai veterani di Austerlitz chiamati a sforzi personali come mai prima d'ora.

Battaglia di Bautzen

Ney venne inviato ad attraversare l'Elba per raggiungere gli alleati a Dresda. Questa mossa costrinse le forze alleate ad evacuare la città ed a ritirarsi oltre l'Elba, facendo poi saltare il locale ponte di pietra sul fiume. Napoleone entrò in città, ma la rottura del ponte gli causò un ritardo di quattro giorni dal momento che il suo esercito non disponeva di pontieri. Il 18 maggio la marcia riprese, ma gli alleati della coalizione avevano un vantaggio nella ritirata, ottenendo inoltre rinforzi lungo la via. Giunti alla linea dello Spree, presero posizione presso la città fortificata di Bautzen. Qui il 20 maggio, vennero attaccati in una battaglia di due giorni dove pure venne evidenziata la debolezza della cavalleria francese condizionata sia dalla forma dell'attacco che dal risultato della vittoria che fu piuttosto magra.

Gli alleati si ritirarono ma Napoleone non riuscì a catturare un singolo trofeo come prova della sua vittoria. Il continuo fuggire dei nemici lo preoccupava, come pure l'assenza di cannoni catturati o di prigionieri e pertanto chiese ai suoi comandanti di raddoppiare gli sforzi per inseguire il nemico. Questi ultimi agirono d'impulso ed il maresciallo prussiano Blücher colse l'occasione per ingaggiare la battaglia di Haynau (26 maggio) dove con venti divisioni di cavalleria distrusse l'intera divisione di Maison. La sconfitta materiale inflitta ai francesi non fu grandissima, ma il suo effetto fu notevole sulla cavalleria prussiana.

La tregua estiva

Gli alleati della coalizione continuarono la loro ritirata ed i Francesi non furono in grado di ingaggiare con loro battaglie significative. In previsione di un comportamento ambiguo da parte dell'Austria, Napoleone iniziò ad allarmarsi e decise di aprire i negoziati. Il nemico, avendo tutto da guadagnare, si accordò infine per una tregua di sei settimane secondo i termini della tregua di Pläswitz. Secondo lo storico militare Frederic Maude (1911), questo fu l'errore militare più grave dell'intera carriera militare di Napoleone, e la sua scusa per esso fu di volere una cavalleria più adeguata.Maude, Frederic Natusch (1911). "Napoleonic Campaigns" in Chisholm, Hugh. Encyclopædia Britannica. 19 (11ª ed.). Cambridge University Press. pp. 229-230

La Campagna d'Autunno