Il Libertario (in origine Il Comunista Libertario) fu un periodico anarchico di Milano, pubblicato tra il 1944 ed il 1961.
Dalla Resistenza alla guerra fredda Il primo numero de Il Comunista Libertario viene pubblicato clandestinamente a Milano nel dicembre 1944, come organo della Federazione Comunista Libertaria Italiana, l'ispiratore è Mario Mantovani commissario politico delle Brigate Bruzzi Malatesta Dopo la Liberazione il giornale viene pubblicato a partire dal 18 maggio 1945 (n. 3), ventimila copie di tiratura, come settimanale della Federazione Comunista Libertaria Lombarda. La linea politica è a favore di uno sviluppo rivoluzionario della Resistenza italiana e contro il disarmo delle formazioni partigianeGiornali anarchici della Resistenza 1943-'45 / Gli anarchici e la lotta contro il fascismo in Italia, Ediz. Zero in Condotta, Milano, 1995; Mauro De Agostini, Franco Schirone, Per la rivoluzione sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945), Milano, Zero in condotta, 2015, p.191-192, 199-200.. Ampio spazio viene dedicato al dibattito interno tra chi tenta di orientare il movimento anarchico italiano verso soluzioni riformiste e la corrente intransigente. Dopo il Congresso di Carrara (settembre 1945) che segna la nascita della Federazione anarchica italiana il giornale diventa Il Libertario a partire dal n. 17 del 13 ottobre 1945 e, dopo la fuoriuscita della corrente riformista, rimarrà organo della Federazione Anarchica LombardaMauro De Agostini, Franco Schirone, Per la rivoluzione sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945), Milano, Zero in condotta, 2015, p.215-219; Gino Cerrito, Il ruolo della organizzazione anarchica. L'efficientismo organizzativo il problema della minoranza il periodo transitorio classismo e umanesimo, Catania, RL, 1973, p. 122-125. Il periodico si caratterizza come espressione di un anarchismo organizzatore, federalista e socialista, sempre attento alle problematiche del mondo del lavoro..
Dagli anni cinquanta alla chiusura Anche negli anni successivi, scrive Gino Cerrito, il settimanale continua a discutere "i problemi vitali della società [...] trasformandosi da strumento riservato ai già "convinti" in mezzo di penetrazione nelle masse popolari", per questo motivo appare, nell'ambito della pubblicistica anarchica, "il periodico più moderno e più aderente ai problemi del momento, quasi per tutto il periodo della sua pubblicazione"Gino Cerrito, Il ruolo della organizzazione anarchica. L'efficientismo organizzativo il problema della minoranza il periodo transitorio classismo e umanesimo, Catania, RL, 1973, p. 117. Tra il 1950 e il 1953, di fronte alla rottura tra la FAI e i GAAP, il periodico cerca di assumere una posizione di mediazione ricevendo dure critiche da parte dell'area facente riferimento a L'Adunata dei Refrattari di New York.
Ma le difficoltà, economiche e di collaborazione, si fanno sentire. Il periodico è costretto a diverse interruzioni, diventa quindicinale dal 15 novembre 1960 per interrompere definitivamente le pubblicazioni il 15 settembre 1961
Redattori responsabili Durante quasi tutta la sua storia redattore responsabile del periodico è Mario Mantovani, per brevi periodi la direzione viene assunta da Ivan Aiati (1945), Alberto Sanò (1960), Artorige Dalloli (1961).
Note
Bibliografia Giornali anarchici della Resistenza 1943-'45 / Gli anarchici e la lotta contro il fascismo in Italia, Ediz. Zero in Condotta, Milano, 1995 Mauro De Agostini, Franco Schirone, Per la rivoluzione sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945), Milano, Zero in condotta, 2015
Gino Cerrito, Il ruolo della organizzazione anarchica. L'efficientismo organizzativo il problema della minoranza il periodo transitorio classismo e umanesimo, Catania, RL, 1973.
Libertario (Milano), Il Libertario (Milano), Il Categoria:Pubblicazioni scomparse nel 1961