L'arcidiocesi di Gaeta () è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2023 contava 158.159 battezzati su 166.875 abitanti. È retta dall'arcivescovo Luigi Vari.

Patroni, santi e beati dell'arcidiocesi I patroni dell'arcidiocesi sono i Santi Erasmo e Marciano, vescovi e martiri, commemorati il 2 giugno. Le patrone sono: La Madonna della Civita, la cui ricorrenza liturgica è il 21 luglio; e Santa Albina, vergine e martire, commemorata il 16 dicembre.

Nell'arcidiocesi sono venerati i seguenti santi e beati: Serva di Dio Ambrogina di San Carlo (Filomena D'Urso) Servo di Dio Gabriele Mattei Serva di Dio Luigina Sinapi Serva di Dio Teresa Di Janni Servo di Dio Giuseppe de Filippis Servo di Dio don Cosimino Fronzuto Servo di Dio monsignor Luigi Di Liegro Beato Paolo Burali d'Arezzo San Gelasio II, papa San Sotero, papa

Territorio L'arcidiocesi si estende su due province del Lazio e comprende 17 comuni: Campodimele, Castelforte, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Ponza, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia e Ventotene in provincia di Latina; Ausonia, Coreno Ausonio e Pastena in provincia di Frosinone.

Sede arcivescovile è la città di Gaeta, dove si trova la cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano e di Santa Maria Assunta.

Parrocchie e foranie

Il territorio si estende su una superficie di 760 km² ed è suddiviso in 57 parrocchie raggruppate in 4 foranie: Gaeta, Fondi, Formia e Minturno.

Santuari Nel territorio dell'arcidiocesi sono censiti undici santuari: santuario della Santissima Trinità a Gaeta santuario della Santissima Annunziata a Gaeta santuario dei Santi Cosma e Damiano a Santi Cosma e Damiano santuario di San Nilo Abate a Gaeta eremo di San Michele Arcangelo a Maranola di Formia santuario della Madonna della Civita a Itri santuario della Madonna di Ponza a Formia santuario della Madonna della Rocca a Fondi santuario della Madonna del Piano ad Ausonia basilica minore e santuario della Madonna del Colle a Lenola santuario della Madonna del Cielo a Fondi

Storia L'arcidiocesi di Gaeta trae origine dall'antica diocesi di Formia, attestata a partire dal V secolo, a cui Gregorio Magno aveva unito la soppressa diocesi di Minturno. All'epoca di papa Silvestro I (314-335) è documentata l'esistenza di una possessio in territuriu Gaetano che Costantino I assegna all'arcivescovo di Capua.Jean-Claude Lacam e Alessandro Vella, Formiae (Formia). Introduction, in C. Ferrante, J.-C. Lacam, D. Quadrino (ed.), Fana, templa, delubra. Corpus dei luoghi di culto dell'Italia antica (FTD), 4, Regio I. Fondi, Formia, Minturno, Ponza, Roma, 2015, pp. 47-57. Durante l'VIII secolo il castrum di Gaeta acquista sempre più importanza nell'ambito dei possedimenti bizantini in Italia; già sul finire del secolo, la città poté conquistare un certo grado di autonomia stringendo alleanze con i papi di Roma.

In questo contesto politico i vescovi di Formia si stabilirono, all'inizio forse solo momentaneamente, a Gaeta. Il primo di questi è Campolo, menzionato in una lettera di papa Adriano II del 788 come episcopus civitatis Caietanae. Nei vescovi successivi tuttavia il titolo episcopale non è uniforme: infatti Giovanni I (ca. 830) è noto come episcopus Formianus, il successore Leone I (840) come episcopus Minturnensis ac Formiensis, mentre Costantino (846-855) è indicato come episcopus ecclesiae Formianae et Castri Cajetani. L'ultimo vescovo che mantenne il solo titolo formiano è stato Leone II, che prese parte ad un concilio romano nell'861. «Dopo l'866 il Castrum Caietae, ormai sede stabile del vescovo, passò al rango di civitas, mentre dall'867 Formiae scomparve definitivamente dal titolo episcopale».

All'inizio del X secolo, durante l'episcopato di Bono, furono rinvenute nella chiesa di Santa Maria di Gaeta le reliquie di sant'Erasmo, che fu proclamato patrono della diocesi. A lui fu dedicata la cattedrale di Gaeta, consacrata da papa Pasquale II e dal vescovo Alberto un 22 gennaio,Nel codice Casinense 585, un messale tre-quattrocentesco appartenuto al francescano convento di Sant'Agata di Gaeta, e conservato nell'Archivio dell'Abbazia di Montecassino, dove a p. 2 (Calendario), al 22 di gennaio si legge, in inchiostro nero: Sanctorum Vincentii et Anastasii martirum, cui segue, in rosso: et dedicatio ecclesie maioris Ga(ie)te (cfr. Mariano Dell'Omo, Un messale tre-quattrocentesco del convento francescano di S. Agata di Gaeta e una Confexio valde pulcra et optima in volgare (Cod. Casin. 585), in «Ubi neque aerugo neque tinea demolitur». Studi in onore di Luigi Pellegrini per i suoi settanta anni, a cura di M.G. Del Fuoco, Napoli 2006, pp. 168-169 e nota 5). probabilmente quello del 1106.L'anno, che da Ferdinando Ughelli a Ludovico Antonio Muratori fino a Paul Fridolin Kehr oscilla tra il 1099 e il 1110, è incerto.

Agli inizi dell'XI secolo venne unita alla diocesi di Gaeta quella di Traetto, l'antica diocesi di Minturno, accorpata a Formia attorno al 590 e restaurata con il nuovo nome sotto il pontificato di papa Leone III.

Nel Medioevo diversi vescovi gaetani provenivano da monasteri benedettini: Stefano (972), abate del monastero dei Santi Teodoro e Martino di Gaeta; Leone III (995), abate del monastero di San Magno di Fondi; Rinaldo I (1090-1094), Riccardo I (1124-1145) e Rinaldo II (1168-1171), monaci di Montecassino. Un figlio della Chiesa di Gaeta, Giovanni, monaco cassinese e autore della vita e del martirio di sant'ErasmoIl testo della vita in latino, con traduzione italiana in: Ferraro, Memorie Religiose e Civili della Città di Gaeta, pp. 11 e seguenti., assunse un ruolo centrale nella Curia romana: fu cancelliere curiale e collaboratore di Urbano II e Pasquale II e nel 1118 fu eletto papa assumendo il nome di Gelasio II.Fliche-Martin, Storia della Chiesa dalle origini fino ai giorni nostri, vol. VIII, La riforma gregoriana e la riconquista cristiana (1057-1123), S.A.I.E., Torino 1959, pp. 511-512.

Con una bolla del 12 marzo 1159Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 87, nº 12. diretta al vescovo Giacinto, papa Adriano IV «fissò i confini della diocesi, descrisse tutte le chiese, le terre, i casali e i castelli sottoposti al suo dominio, e confirmò tutt'i privilegi, le giurisdizioni, le prerogative e le grazie dai suoi predecessori accordati».D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 238. Le stesse concessioni furono ripetute da papa Alessandro III nel 1170 al vescovo Rinaldo II.

Nel Cinquecento, dopo la morte di Tommaso De Vio (1519-1534), autore di un commentario della Summa di Tommaso d'Aquino e legato pontificio in Germania, iniziò una serie ininterrotta di vescovi d'origine spagnola fino alla morte di José Guerrero de Torres nel 1720. Questi vescovi si impegnarono nell'attuazione in diocesi dei decreti riformatori del concilio di Trento. Tuttavia, il seminario fu eretto solamente nel Settecento ad opera di un vescovo italiano, il teatino Gennaro Carmignani (1738-1770). Tra il 12 e il 14 dicembre 1779 Carlo Pergamo presiedette il primo sinodo diocesano.

All'inizio dell'Ottocento la diocesi comprendeva, oltre a Gaeta, i seguenti abitati: Mola (Formia), Castellone (Formia), Itri, Sperlonga, Maranola (Formia), Trivio (Formia), Castellonorato (Formia), Spigno Saturnia, Traetto, Santa Maria Pulcherino (Minturno), Tufo (Minturno), Tremonzuli (Minturno), Le Fratte, Coreno Ausonio, Castelforte, Suio (Castelforte), Ponza e Ventotene.D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie (nullius) del Regno delle Due Sicilie, p. 240, nota 1. Nel 1818, a seguito del concordato stipulato tra papa Pio VII e il re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone, al territorio della diocesi di Gaeta venne unito quello della soppressa diocesi di Fondi.

Immediatamente soggetta alla Santa Sede sin dalle origini, il 31 dicembre 1848 la diocesi di Gaeta venne elevata ad arcidiocesi da papa Pio IX in occasione del suo esilio nella città, con la bolla In sublimi. Con la stessa si concedeva agli arcivescovi gaetani l'uso del pallio alla stregua dei metropoliti.

Nell'ex palazzo del cardinale Tommaso De Vio, che fu sede del seminario arcivescovile fino agli anni Sessanta, ha sede il museo diocesano e della religiosità del Parco dei Monti Aurunci.Dal sito web dell'arcidiocesi. Nello stesso palazzo si trovano anche l'archivio e la biblioteca diocesana.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Campolo † (menzionato nel 788)Kehr, Italia pontificia, VIII, pp. 86-87. Giovanni I † (menzionato nell'830 circa) Leone I † (menzionato nell'840 circa)Ughelli, Italia sacra, I, col. 527. Costantino † (prima dell'846 - dopo l'855) Leone II † (menzionato nell'861) Ramfo (Rainulfo I) † (menzionato nell'867)Ferraro, Memorie Religiose e Civili della Città di Gaeta, pp. 205 e seguenti. Anonimo † (menzionato nell'879 e nell'881) Deodato † (prima dell'899 - dopo il 910 o 914La prima data è quella indicata da Cappelletti e Gams, mentre Ferraro riporta l'anno 914.) Bono † (menzionato nel 919)All'epoca del vescovo Buono (o Bono) fu rinvenuto il corpo di sant'Erasmo. Ughelli, e con lui Gams e Cappelletti, pongono questo avvenimento nell'880, Ferraro al 919; altre fonti (Santi e Beati) riportano invece la data del 917, e altre ancora quella del 914. Pietro I † (prima del 933 - dopo il 936) Marino I † (menzionato nel 955) Lando (o Landone) †Vescovo attestato dalla cronotassi del sito web dell'arcidiocesi, ed assegnato agli anni 966-972; ignoto alle altre fonti. Stefano, O.S.B. † (972 - dopo il 983) Leone III, O.S.B. † (menzionato nel 995) Bernardo I † (documentato dal 997 al 1047) Leone IV † (documentato dal 1049 al 1071) Rinaldo I, O.S.B. † (1090Secondo al Cronaca Cassinese (Kehr, Italia pontificia, VIII, p. 87) Rinaldo divenne vescovo nel 1090 per la morte del predecessore Leone; questo porta ad escludere Trasmondo, citato da Cappelletti nel 1075. - dopo il 1094) Alberto † (documentato dal 1105 al 1119) Riccardo I, O.S.B. † (documentato dal 1124 al 1145) Teodino, O.S.B. † (tra il 1148 e il 1151) Trasmundo, O.S.B. † (tra il 1148 e il 1151)I vescovi Teodino e Trasmundo, monaci di Montecassino, divennero vescovi di Gaeta in un'epoca compresa tra il 1148 e il 1151; tuttavia non è dato sapere chi dei due governò per primo la diocesi (Ferraro). Giacinto † (prima del 1154 - dopo il 1159) Rinaldo II, O.S.B. † (prima del 1168 - 1171 nominato arcivescovo di Bari)Kamp, Kirche und Monarchie…, I, pp. 81-87. Riccardo II † (menzionato nel 1175) Pietro II † (documentato dal 1177 al 1201) Egidio † (documentato dal 1203 al 1210) Anonimo † (menzionato nel 1217) Adenolfo † (documentato dal 1219 al 1240) Pietro da Terracina, O.P. † (31 marzo 1252 - 1255 nominato vescovo di Terracina) Benvenuto † (31 gennaio 1256 - 1276 deceduto) Bartolomeo † (21 dicembre 1276 -?) Matteo Mirabello † (1290 - 1305 deceduto) Francesco Bruno, O.F.M. † (18 febbraio 1306 - 11 maggio 1321 deceduto) Francesco Gattola † (21 agosto 1321 - 8 ottobre 1340 deceduto) Antonio Aribandi, O.F.M. † (25 maggio 1341 - 1344 deceduto) Ruggero Frezza † (10 novembre 1348 - 1372 o 1374 deceduto) Giovanni II † (9 aprile 1375 -? deceduto) Pietro III † (prima del 1381 - 23 marzo 1395 deceduto) Agostino, O.E.S.A. † (12 novembre 1395 - agosto 1397 deceduto) Ubertino da Corleone, O.F.M. † (18 agosto 1397 - 1399 deceduto) Niccolò, O.S.B. † (24 dicembre 1399 - 14 maggio 1404 nominato vescovo di Isernia) Marino Merula † (14 maggio 1404 - 1421? deceduto) Antonio da Zagarolo, O.F.M. † (20 maggio 1422 - 1427 deceduto) Giovanni de Normannis † (15 ottobre 1427 - novembre 1440 deceduto) Felice Fajadelli, O.P. † (24 gennaio 1441 - 22 maggio 1444 nominato vescovo titolare Libariensis) Giacomo di Navarra † (22 maggio 1444 - 1461 deceduto)