Carposina sasakii è un lepidottero appartenente alla famiglia Carposinidae, diffuso in Asia e introdotto nell'America settentrionale.

Descrizione Si tratta di una falena eteroneura, appartenente ai Ditrysia, con taglia piccola (apertura alare di 15-19 mm) e abitudini principalmente notturne.

Adulto Capo Il capo presenta piccole scaglie grigio-brunastre sulla regione della fronte e ai lati del vertice.

Nell'apparato boccale, la spirotromba è presente e priva di scaglie. I palpi labiali sono sviluppati e diritti, più allungati nella femmina.

Le antenne sono marroncine e rivestite di setole più lunghe nei maschi, ma con lo scapo privo di un pecten; la lunghezza è pari a circa due terzi della costa dell'ala anteriore. Mancano i chaetosemata.

Torace Nelle zampe, l'epifisi è presente e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4.

Nell'ala anteriore, stretta e allungata, la colorazione di fondo è un grigio-brunastro chiaro, con pallidi riflessi metallici. La regione basale mostra tonalità più scure. Il margine costale è bordato di una striscia nerastra, che si inspessisce a valle della fascia discale, a formare una macchia scura grosso modo trapezoidale, talvolta scomposta in tre macchie più piccole, ma che in alcuni esemplari appare nettamente meno distinguibile. L'apice è acuto ma non falcato. Il termen è bordato di nero e provvisto di una frangiatura di scaglie piliformi giallo-brunastre. Il tornus è ottuso. Il margine interno mostra una lieve concavità ai due terzi della propria lunghezza. Rs presenta quattro ramificazioni. M è più vicina a M che a M. CuP è vestigiale, mentre 1A+2A presenta una breve biforcazione basale. Sono ben distinguibili i caratteristici "ciuffi" di scaglie sollevate. La spinarea è presente.

Nell'ala posteriore, più corta e squadrata, la colorazione della superficie dorsale è grosso modo uniforme e leggermente più chiara di quella dell'ala anteriore. Il vertice è acuto e lievemente falcato. Il tornus è arrotondato e sfuggente. La frangiatura è costituita da scaglie piliformi più allungate rispetto a quelle dell'ala anteriore. La venulazione appare visibilmente semplificata. Mancano M ed M. M e CuA partono unite dalla cellula discale, per poi separarsi prima del termen. CuP è presente e ben definita. A ridosso della base di CuA, si osserva una sorta di "pettine", costituito da una frangia di scaglie piliformi. 1A+2A mostra una breve biforcazione basale, solo accennata, mentre 3A è presente.

Addome Nell'addome dei maschi si osserva una coppia di coremata, posti in prossimità del margine posteriore.

Nell'apparato genitale maschile luncus è ben sviluppato, ma non bifido. I socii sono assenti. Il vinculum risulta privo di saccus. L'edeago presenta un coecum penis allungato.

Nel genitale femminile, l'ovopositore è abbastanza allungato. Le apofisi posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Il ductus bursae è membranoso e il corpus bursae e provvisto di un signum.

Uovo L'uovo è ellittico e giallo-brunastro, con un chorion granuloso, di colore rossiccio. Si nota la presenza di un anello apicale di spinule, più o meno attorno al micropilo.

Larva Le larve possiedono di regola una cuticola densamente rivestita di spinule smussate, ma non si osserva la presenza di setole secondarie. Appena dopo la schiusa appaiono di un colore rosso-arancio, che in seguito via via tende a sbiadire fino a un bianco-latte, per poi tornare nuovamente rossicce negli stadi finali; a maturazione completa non superano i 13 mm, e sono molto simili a quelle dei Copromorphidae e degli Alucitidae.

Capo Il capo è ipognato. Il frontoclipeo appare più allungato che largo. Sono presenti sei stemmata per lato, di cui i primi cinque su un semicerchio e il sesto un po' più distante. Le setole anteriori A1, A2 ed A3 sono disposte a triangolo ottuso, con A2 più lontana dagli stemmata.

Torace Nel protorace, alquanto sviluppato, le setole laterali L sono due e si trovano sempre sullo stesso pinaculum. Gli spiracoli protoracici sono un po' più ingranditi.

La setola subventrale SV è singola sul meso- e sul metatorace.

Addome Nei primi otto segmenti addominali, la setola laterale L2 è disposta anterodorsalmente rispetto a L1, ma non molto lontana da quest'ultima. La setola subdorsale SD1 è collocata dorsalmente rispetto agli spiracoli. La setola dorsale D1 è presente sul IX segmento. Il gruppo SV è a singola setola nei segmenti VIII e IX, a doppia setola nei segmenti I e VII, a tripla setola nel segmento II e a quadrupla setola nei segmenti dal III al VI.

Le pseudozampe non sono molto robuste e sono presenti sui segmenti III-VI e X, con uncini disposti su un singolo ordine.

Pupa La pupa è rosso-brunastra e si rinviene all'interno di un bozzolo; appare relativamente tozza e di tipo obtecto, con appendici fuse tra loro e col resto del corpo, ma possiede un tegumento fragile e traslucido, attraverso il quale si scorgono i profili del capo e del torace. Sul capo è presente una sutura epicraniale. Il labrum è ben sviluppato e fiancheggiato da lobi piliferi triangolari e più in generale dalle mandibole. I palpi mascellari sono ridotti, mentre quelli labiali sono esposti, così come i profemori. Il protorace è breve. I segmenti addominali V-VII (nel maschio) e V-VI (nella femmina) sono mobili. Non sono presenti spinule sulla superficie dei tergiti addominali. Il cremaster è rappresentato da gruppi di setole dall'estremità uncinata.

Biologia Ciclo biologico La specie supera l'inverno come larva in ibernazione all'interno di una struttura di resistenza (analoga a un bozzolo), sita nel suolo a circa 5-10 cm di profondità, e a non più di due metri di distanza dalla pianta nutrice; in alcuni casi, sono state tuttavia trovate larve in ibernazione anche all'interno dei frutti conservati all'interno di silos di stoccaggio. A seguito della ripresa del normale metabolismo, in primavera, le larve si impupano all'interno di nuovi bozzoli, dai quali emergono gli adulti dopo circa dodici giorni. In alcuni casi è stata osservata una diapausa prolungata all'interno dei bozzoli, tra gli strati del suolo, che ha potuto raggiungere anche i due anni. Alla fine della primavera si ha l'emersione degli adulti, con un periodo di volo che di regola corrisponde all'estate. In Corea, Cina e Giappone, gli adulti volano tra fine maggio e metà giugno, e si può osservare una seconda generazione che vola tra agosto e settembre. La specie può essere univoltina o bivoltina (o una combinazione dei due fenomeni), a seconda delle caratteristiche ambientali: particolarmente importanti sembrerebbero essere i valori di umidità e temperatura del suolo. In Russia, dove le temperature possono essere particolarmente rigide, la specie è esclusivamente univoltina (tranne nell'estremo sud del territorio del Litorale), con un periodo di volo ristretto ai mesi centrali dell'estate.

Su ogni frutto vengono deposte diverse uova, di solito in prossimità del calice; sono state osservate fino a tredici larve all'interno di una singola pera. Un'unica femmina può deporre fino a 350 uova mature, con una media di circa 100 uova per esemplare. La durata di vita della fase adulta diminuisce all'aumentare della terperatura ambientale: sono stati riscontrati 22 giorni di vita a 15 °C, per scendere via via fino a 4,5 giorni a 35 °C. Il numero di uova deposte raggiunge il suo massimo a circa 22 °C. Le giovani larve scavano mine all'interno del frutto in maturazione, di regola vicino al calice, utilizzandone la polpa ma mai l'esocarpo. Non si hanno prove del passaggio di una larva da un frutto all'altro.

Alimentazione Le larve di questa specie si alimentano su un gran numero di piante nutrici, alcune di rilevanza economica; tra queste, possiamo citare:

Arecaceae Bercht. & J.Presl, 1820 Phoenix L., 1753 Phoenix dactylifera L., 1753 (palma da datteri) Cornaceae Bercht. ex J. Presl, 1825 Cornus L., 1753 Cornus mas L., 1753 (corniolo) Malvaceae Juss., 1789 Corchorus L., 1753 Corchorus olitorius L., 1753 Rhamnaceae Juss., 1789 Ziziphus Mill., 1754 Ziziphus jujuba Mill., 1768 (giuggiolo) Rosaceae Juss., 1789 Aronia Medik., 1789 Aronia arbutifolia (L.) Pers., 1806 Chaenomeles Lindl., 1821 Chaenomeles japonica (Thunb.) Lindl. ex Spach, 1834 Crataegus L., 1753 Crataegus cuneata Siebold & Zucc., 1845 Cydonia Mill., 1754 Cydonia oblonga Mill., 1768 (cotogno) Malus Mill., 1754 Malus domestica Borkh., 1803 (melo) Malus micromalus Makino, 1908 Malus pumila Mill., 1768 Malus sieboldii (Regel) Rehder, 1915 Malus toringo (Siebold) Siebold ex de Vriese, 1856 Prunus L., 1753 Prunus armeniaca L., 1753 (albicocco) Prunus domestica L., 1753 (susino europeo) Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb, 1967 (mandorlo) Prunus mume (Siebold) Siebold & Zucc., 1836 Prunus persica (L.) Batsch, 1801 (pesco) Prunus salicina Lindl., 1830 (prugno giapponese) Pyrus L., 1753 Pyrus bretschneideri Rehder, 1915 Pyrus communis L., 1753 (pero comune) Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926 (nashi) Rosa L., 1753 Rosa rugosa Thunb., 1784 Sorbus L., 1753 Sorbus aucuparia L., 1753 (sorbo degli uccellatori)

Parassitoidismo Sono noti fenomeni di parassitoidismo su larve di C. sasakii, effettuato da alcune specie di imenotteri appartenenti alla superfamiglia Ichneumonoidea; tra queste, possiamo citare:

Ichneumonoidea Braconidae Bracon variator Chelonus sulcatus Ichneumonidae Anilastus sp.

Rilevanza economica e metodi di lotta C. sasakii rappresenta una seria avversità per peschi e meli in Giappone, in Cina e più di recente anche negli Stati Uniti d'America.

Nella lotta biologica sono stati impiegati, oltre ad alcuni dei già citati parassitoidi (vedi paragrafo), anche dei nematodi entomopatogeni quali Steinernema carpocapsae e Steinernema feltiae (Secernentea, Rhabditida), già utilizzati per il controllo di altre avversità delle piante da frutto e ornamentali.

Sempre contro le larve di C. sasakii è stato inoltre impiegato l'ascomiceto Beauveria bassiana (Sordariomycetes, Hypocreales, Clavicipitaceae), già utilizzato per il controllo di altri lepidotteri, oltre che contro alcuni coleotteri, ditteri, ortotteri, isotteri, rincoti, tisanotteri, acari e altri invertebrati.

Altri ascomiceti utilizzati con buoni risultati sono Isaria fumosorosea, Paecilomyces fumosoroseus e, dagli anni '80, anche Metarhizium anisopliae.

Per quanto riguarda l'impiego di batteri, discreti risultati si sono ottenuti con Serratia marcescens (Gammaproteobacteria), mentre Bacillus thuringiensis non ha sortito risultati duraturi.

La lotta chimica ha visto di regola l'impiego del bromometano (o bromuro di metile), somministrato per fumigazione. Nell'ultimo decennio, si sta studiando l'utilizzo della fosfina (fosfuro di idrogeno) a basse temperature.

Distribuzione e habitat

Il taxon è originario del Paleartico orientale, benché negli ultimi anni del XX secolo sia stato introdotto negli Stati Uniti d'America (Texas, a seguito delle derrate alimentari importate dall'Asia, e si stia diffondendo. Più in dettaglio, l'areale della specie si estende sui seguenti paesi:

Corea del Nord Corea del Sud Cina: Shaanxi, Chongqing, Shanxi, Henan, Guangdong, Heilongjiang, Jilin, Liaoning, Hebei, Shandong, Anhui, Jiangsu, Zhejiang e Fujian Giappone: Hokkaidō, Honshū, Shikoku e Kyūshū Russia: Circondario federale della Siberia e Circondario federale dell'Estremo Oriente Stati Uniti d'America: Texas, Missouri, Kentucky, Tennessee e Louisiana (introdotta)

L'habitat è rappresentato da zone verdi, anche boschive, ma soprattutto zone antropizzate coltivate a frutteto.

Tassonomia Carposina sasakii - Ent. Nachr. Berl. 26: 198 - locus typicus: Giappone (Tokyo, Sendai, Akashi).