Il termine perestrojka ( , , lett. ricostruzione, ricostituzione o ristrutturazione) indica un complesso di riforme politico-sociali ed economiche avviate dalla dirigenza dell'Unione Sovietica a metà degli anni ottanta, finalizzate alla riorganizzazione dell'economia e della struttura politica e sociale del Paese.. Gli interventi erano volti all'instaurazione di un cosiddetto "Stato di diritto socialista". e ad un rinnovamento che non rinnegasse i valori fondamentali della società sovietica. A seguito dei profondi cambiamenti apportati al sistema, tuttavia, il corso degli eventi andò fuori controllo e portò rapidamente alla dissoluzione dell'URSS in appena quattro o cinque anni..

Origine del termine Tra il 15 e il 17 maggio 1985 Michail Sergeevič Gorbačëv, nuovo segretario generale del Partito Comunista si recò a Leningrado, dove incontrò il comitato cittadino di partito. In quell'occasione affermò: «È evidente, compagni, che tutti noi dobbiamo ricostruirci. Tutti». Usò il verbo "perestrajvat'sja" (, ricostruirsi) come una metafora che fu poi diffusa dai media e divenne lo slogan di una nuova fase nella storia dell'Unione Sovietica.

Lo storico Viktor Danilov sostiene che «nella lingua del tempo questo concetto non indicava un cambiamento radicale della situazione socio-economica, ma si riferiva alla riorganizzazione di alcune funzioni e rapporti economici»..

Premesse

Una componente di carattere riformista all'interno del PCUS esisteva fin dagli anni settanta, in particolare tra i vertici partitici di livello regionale, ma essa si sviluppò inizialmente in modo estremamente lento. Nel 1985, tuttavia, alla morte del segretario generale Černenko, la percezione della necessità di un rinnovamento portò a capo del partito e dell'URSS. un gruppo di giovani dirigenti, a partire dal nuovo segretario generale Michail Gorbačëv, intenzionati ad avviare un processo di ristrutturazione della società.

L'inizio del nuovo corso fu segnato dalla riunione di aprile 1985 del plenum del Comitato Centrale del PCUS in cui fu delineato un percorso di riorganizzazione di tutti gli aspetti della vita sociale del Paese. Punto di partenza in questa direzione doveva essere l'accelerazione ("uskorenie") dello sviluppo economico, tramite cui si puntava a risolvere questioni sociali basilari, prima di tutto quelle abitative e alimentari... Le prime dichiarazioni di Gorbačëv non lasciavano intendere la volontà di incidere sul sistema politico, tuttavia il nuovo leader avviò immediatamente un ricambio di dirigenti e funzionari su larga scala, che portò all'ingresso nel Politburo di quattro nuovi membri e alla nomina di tre nuovi segretari del Comitato Centrale. Tra queste nomine, di particolare rilevanza si sarebbero rivelate quelle di Aleksandr Jakovlev e di Egor Ligačëv, portatori di due differenti tendenze nell'ambito della dirigenza riformista: il primo su posizioni più radicali, il secondo più conservatore, mentre Gorbačëv si collocava in un ruolo mediano...

Proprio Jakovlev, in qualità di capo dell'ufficio propaganda del Comitato centrale, avviò i primi importanti interventi nell'ambito sociopolitico promuovendo la politica della glasnost' ("trasparenza"),. che portò a una considerevole riduzione della censura, all'aumento del numero di pubblicazioni periodiche, a una crescita dell'attivismo della popolazione, alla discussione delle politiche del governo nella stampa così come in apposite riunioni aperte alla cittadinanza.. Jakovlev ottenne un vasto ricambio ai vertici di gran parte dei mezzi di comunicazione, garantendo così un ampio sostegno della stampa alle posizioni riformatrici.. Le sostituzioni volute dalla nuova dirigenza interessarono comunque i vertici di tutti gli ambiti della vita del Paese nonché dei comitati del partito di livello repubblicano, regionale e distrettuale..

Anni dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, Jakovlev commentò così le riforme da lui promosse:

Riforma economica

Per favorire l'"accelerazione" dello sviluppo socioeconomico, il plenum del 1985 aveva fissato gli obiettivi di un più efficiente utilizzo delle conquiste della scienza e della tecnica, della decentralizzazione della gestione dell'economia, dell'ampliamento dei diritti delle imprese, dell'introduzione del chozrasčët,Letteralmente "contabilità economica", si riferisce all'individuazione di un centro di profitto in un contesto di economia pianificata (vedi ). del potenziamento dell'ordine e della disciplina nella produzione. Priorità venne data all'industria meccanica, risollevando la quale si contava di favorire la ristrutturazione dell'intero complesso produttivo. Le prime iniziative promosse nel 1985-1986, destinate ad avere poco successo, furono la riorganizzazione di alcuni ministeri e massicce campagne contro la corruzione e contro l'alcolismo... Nei primi anni la perestrojka incise tuttavia in modo poco significativo sul sistema economico, cosicché nel 1987 si intervenne in modo più deciso verso la prevalenza dei metodi economici di gestione rispetto a quelli amministrativi e verso il potenziamento dell'autonomia delle imprese. Tuttavia anche in presenza di queste misure i piani produttivi spesso non raggiungevano i risultati previsti, mentre il deficit aumentava, anche a causa di una riduzione nell'esportazione del petrolio, e scarseggiavano generi alimentari e beni di consumo.. Venne costituita una Commissione per la riforma dell’economia, affidata all'accademico Leonid Abalkin, primo vice primo ministro, cui partecipò l'economista italiano Giancarlo Pallavicini, come primo consulente occidentale per il libero mercato e la normativa anti monopolio. Progressivamente aumentò il consenso verso il passaggio ad un nuovo modello di sviluppo economico basato su un sempre minore intervento statale e un nuovo atteggiamento verso la proprietà privata e il mercato. Nacquero così delle cooperative, le imprese ottennero il diritto di vendere autonomamente i prodotti in eccesso rispetto agli obiettivi di piano, vennero approvate norme per garantire le condizioni economiche e giuridiche utili allo sviluppo della proprietà privata, fu riorganizzato il sistema bancario, si puntò sull'attrazione di capitali stranieri e sulla costituzione di aziende in collaborazione con imprese estere... Questi provvedimenti furono la base dell'accumulazione dei grossi capitali privati che sarebbero stati protagonisti dell'economia e della finanza della Russia post-sovietica..

Anche nell'ambito agricolo si crearono le prime aziende private,. che alla fine del 1990 erano circa e costituivano l'1% della produzione. La situazione generale dell'economia sovietica tuttavia non fece registrare miglioramenti, e anzi tra il 1989 e il 1990 la crescita della produzione industriale segnò un grosso calo, mentre crescevano il deficit e la disoccupazione, che all'inizio del 1990 riguardava sei milioni di persone..

Aperture esplicite verso il capitalismo vennero dapprima dalla II sessione del Congresso dei deputati del popolo (dicembre 1989). e poi dal Soviet Supremo, che nell'estate del 1990 approvò il decreto sul passaggio all'economia di mercato. In questa fase vennero elaborati piani finalizzati ad una rapida uscita dalla crisi, tra i quali vi fu il cosiddetto "Programma dei 500 giorni", ideato dagli economisti Stanislav Šatalin e Grigorij Javlinskij, che puntava tra l'altro ad una forte decentralizzazione dell'economia, alla privatizzazione delle imprese, alla soppressione del controllo statale sui prezzi, all'accettazione di una disoccupazione regolata. A livello centrale venne tuttavia adottato un piano più moderato, sviluppato da Leonid Abalkin e dal primo ministro Nikolaj Ryžkov, che garantiva una più lunga conservazione del settore dell'economia pubblica e il controllo statale sulla nascente economia privata.. Nel confronto tra i due piani si rifletteva l'ormai acceso scontro tra il governo centrale e alcune Repubbliche, ed in particolare la RSFS Russa, guidata da Boris El'cin, che annunciò nel novembre 1990 l'avvio della realizzazione del programma dei "500 giorni".. Si procedette successivamente a ulteriori tentativi di conciliazione tra i due piani in una situazione di sempre maggiore crisi che portò alla caduta del governo Ryžkov..

Riforma del sistema politico

Se i primi proclami di Gorbačëv, nel 1985, non lasciavano spazio a riforme politiche,. il partito veniva percepito da una parte della nuova dirigenza come una struttura tendenzialmente conservatrice che avrebbe ostacolato il rinnovamento, pertanto fin da subito vennero elaborati programmi di riorganizzazione del PCUS. Jakovlev già alla fine del 1985 propose al Segretario generale un piano, mai realizzato, per la trasformazione del PCUS in una federazione di due diversi partiti, uno nel solco della tradizione marxista-leninista, l'altro su posizioni socialdemocratico-riformiste. In questo progetto era prevista anche l'introduzione della figura di presidente dell'Unione Sovietica che sarebbe stata effettivamente creata nel 1990..

Nel 1986, al XXVII Congresso del PCUS, Gorbačëv parlò della necessità di un alleggerimento dell'apparato del partito e di un ridimensionamento del suo intervento sul funzionamento degli organi dello Stato e delle altre strutture della società.. L'anno successivo il Segretario annunciò la rinuncia del partito al monopolio ideologico,. aprendo la strada a radicali interventi sul sistema politico che assunsero carattere particolarmente rilevante a partire dalla XIX Conferenza del PCUS, svoltasi nel giugno 1988. Al termine di un acceso scontro tra differenti tendenze, essa confermò la volontà di procedere alla riorganizzazione dell'assetto istituzionale verso quello di uno stato di diritto. Divenne obiettivo primario la netta separazione dei compiti degli organi del PCUS da quelli dei Soviet e il passaggio del potere a questi ultimi..

Per arrivare a tale risultato venne dapprima istituito un nuovo organo del potere superiore, il Congresso dei deputati del popolo, che a sua volta avrebbe eletto all'interno delle proprie file il Soviet Supremo.. Le prime elezioni del Congresso dei deputati del popolo, aperte a candidati esterni, si tennero nel marzo 1989... All'interno di questo organismo, su iniziativa di El'cin e Andrej Sacharov, venne formata una frazione parlamentare, il "Gruppo interregionale", che divenne un centro di opposizione a Gorbačëv,. di cui El'cin era uno dei principali rivali fin dal 1987. Il "Gruppo interregionale" mirava alla transizione verso un sistema democratico di tipo occidentale. e sosteneva la necessità di rimuovere il PCUS dalla sua posizione di preminenza. Quest'ultimo obiettivo fu raggiunto nel marzo 1990 grazie all'abolizione, deliberata dalla III sessione del Congresso dei deputati del popolo, dell'articolo 6 della Costituzione, che assegnava al PCUS il ruolo di guida della società. Nella stessa occasione l'assemblea elesse Gorbačëv alla carica di Presidente dell'URSS, precedentemente istituita nell'ambito del consolidamento delle strutture statali a scapito di quelle partitiche.. L'approvazione dei due provvedimenti fu resa possibile dal reciproco appoggio tra Gorbačëv e i deputati radicali del Gruppo interregionale, che poterono così superare l'opposizione dei conservatori..