Lo stealthing è una pratica che consiste nel togliere o danneggiare il preservativo durante un rapporto sessuale senza che il/la partner abbia dato il proprio consenso a praticare sesso non protetto.
Tale comportamento può essere considerato violenza sessuale o stupro e rientra nella cosiddetta coercizione riproduttiva.
Questa pratica, ritenuta illegale in Gran Bretagna e considerata come maltrattamento o violenza sessuale in Svizzera, è stata sottoposta ad un primo studio nel 2003.
Lo stealthing si configura anche in forma passiva, quando l'uomo indossa un profilattico manomesso dal o dalla partner senza esserne consapevole.
Storia e studi correlati Alexandra Brodsky, in un articolo sullo stealthing pubblicato sul Columbia Journal of Gender and Law, descrive le esperienze delle vittime, le conseguenze giuridiche di tale pratica e le vie legali per affrontarla. La comunità gay usa il termine stealthing per descrivere il fenomeno almeno dal 2014.
Su vari siti e forum gli utenti discutono dello stealthing, spiegano come metterlo in atto e lo incoraggiano, spesso vantandosene e condividendo consigli. Lo stealthing è stato descritto anche come una minaccia per il corpo della vittima e come un illecito dignitario. Gli uomini che lo commettono “giustificano le loro azioni come frutto di un istinto maschile naturale”. Suzanne Goldberg, professoressa della Columbia Law School, sostiene che, anche se probabilmente lo stealthing in sé non è di recente invenzione, risulta nuova la sua promozione in rete all’interno di gruppi di uomini. Su alcune piattaforme social, come The Experience Project, sono state postate guide su come praticarlo.
Nelle relazioni tra adolescenti il maschio spesso riesce a convincere la partner a non usare il preservativo, facendo leva su vari aspetti: la paura di una reazione violenta, il sentirsi in dovere e la mancanza di conoscenze o di pratica. Per prevenirlo è importante che anche le persone di sesso maschile siano informate dei vantaggi dell’uso del preservativo, anche per la loro stessa salute.
I forum di sensibilizzazione sull’argomento potrebbero prevedere interventi a livello comunitario che promuovano confronti sulle dinamiche sane e meno sane che intercorrono nelle relazioni e programmi di prevenzione per l'HIV/AIDS e tutte le malattie sessualmente trasmissibili (MST).
Per iniziare, potrebbero essere le scuole ad occuparsi della prevenzione; gli adolescenti ad alto rischio che non frequentano la scuola devono essere raggiunti in altro modo e in altri luoghi, per esempio nelle comunità o nei centri di detenzione.
I dati sulla diffusione dello stealthing sono pochi, ma uno studio del 2014 condotto da Kelly Cue Davis e colleghi ha rilevato che il 9% dei partecipanti (giovani uomini) aveva compromesso l’efficacia del preservativo, cosa che include lo stealthing La National Sexual Assault Hotline riferisce di ricevere chiamate che segnalano casi di stealthing. Il Centro di salute sessuale di Melbourne ha chiesto alle donne e agli uomini che intrattengono relazioni con altri uomini se erano mai stati vittime di stealthing e ha analizzato i fattori situazionali legati all'evento. Il 32% delle donne e il 19% degli uomini ha ammesso di essere stato vittima di stealthing; le donne avevano una maggiore tendenza a praticare sesso a pagamento, gli uomini mostravano spesso segni di ansia e depressione. Entrambi erano tre volte meno propensi a considerare lo stealthing come violenza sessuale rispetto ai partecipanti che non l’avevano sperimentato.
Uno studio USA ha rivelato che tra i giovani maschi che fanno uso abituale di alcol il 10% circa pratica lo stealthing a partire dai 14 anni d’età. Questi uomini presentano una maggior incidenza di malattie sessualmente trasmissibili e di partner con gravidanze indesiderate rispetto agli altri. Un altro studio, sempre statunitense, ha coinvolto giovani donne e ha mostrato che il 12% è stato vittima di stealthing, mentre nessuna di loro lo ha praticato.
Aspetti legali ed etici La legge inglese definisce consenso condizionato il consenso a una specifica pratica sessuale, ma questo non vale per qualsiasi pratica. Nel 2018, in Germania, nel primo processo per stealthing un uomo è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale. Nel 2017 una corte di Losanna ha condannato per stupro un uomo accusato di essersi sfilato il preservativo durante un rapporto all'insaputa della partner. Ma nel 2019, in un caso analogo, la Corte suprema cantonale di Zurigo ha espresso parere contrario ritenendo, seppur con rammarico, che tale pratica non costituisse reato. Nel 2014 una sentenza della Corte suprema del Canada ha confermato la condanna per violenza sessuale a un uomo colpevole di aver bucato il preservativo.
Nel sistema legislativo statunitense non esiste una legge specifica sullo stealthing, né si conoscono casi legali. Brodsky, durante le sue ricerche sullo stealthing, ha scoperto che alcuni corti svizzere e canadesi aveva perseguito uomini accusati di aver rimosso o danneggiato il preservativo durante un rapporto all'insaputa del/la partner. Brodsky descrive lo stealthing come una pratica legalmente assimilabile allo stupro, letteralmente "rape-adjacent" e "akin to rape".
In Australia nel 2017 c'è stato un caso giudiziario che riguardava lo stealthing. Il presidente della Law Society del New South Wales ha definito lo stealthing violenza sessuale, dato che modifica i termini del consenso.
Impatto e rischi Sfilare o danneggiare il preservativo durante un rapporto sessuale aumenta il rischio di gravidanze indesiderate e di malattie sessualmente trasmissibili (MST). Talvolta le vittime si sentono tradite e molte di loro vivono una “grave violazione della dignità e dell’autonomia”. Un gran numero di vittime, inoltre, accusa disturbi emotivi e psicologici.
Note
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