La chiesa di San Francesco è un monumento italiano, sito nella città di Fano.
Si tratta di uno dei più antichi monumenti della città e risale, all'incirca, alla seconda metà del XIII secolo d.C. Si trova in una delle vie adiacenti alla piazza XX Settembre e in sé racchiude numerosi stili artistici, evidenza dei vari periodi storici dei quali porta i segni.
Storia Edificazione Con l'emanazione della bolla papale di papa Alessandro IV, il 26 aprile 1255, si ha la prima notizia della costruzione della chiesa, del convento di San Francesco e dell'arrivo dell'ordine francescano nella città. Nella bolla veniva concessa l'indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero finanziato i lavori. Nel 1284 un'altra bolla, emanata da Bonomo, vescovo di Fano, rinnovò l'indulgenza ai finanziatori. I lavori si conclusero nel 1323 stando a quanto riportato nel testamento di Margherita da PeruzzoGuida storico-artistica di Fano, Banca Popolare Pesarese, Pesaro, 1853, pubblicato nel 1981, p.173 nel quale affermava che i frati compivano già riti nella chiesa.
Nel 1336 la chiesa venne consacrata dal vescovo di Fano Iacopo II, dal frate Pietro di Pesaro e dal vescovo di Senigallia, come scritto in un'scrizione del 1498, oggi andata perduta, riportata nelle "Memorie Istoriche" dello scrittore fanese Pietro Maria Amiani.Memorie Istoriche della città di Fano, G. Leonardi, s. l., 1751
Periodo malatestiano Dal 1336 al 1463 la città di Fano passò sotto il dominio della famiglia Malatesta, originaria di Rimini e di conseguenza anche la chiesa di San Francesco. Questa, visse un periodo di grande benessere e progresso che portò all'incisione dello stemma della famiglia nelle chiavi di un portico francescano. Sempre in questo periodo, i Malatesta utilizzarono il convento per ospitare alcune delle loro tombe come quella di Sigismondo Pandolfo III Malatesta, morto nel 1427; della sua prima moglie Paola Bianca, morta nel 1398 e del loro medico Bonetto da Castelfranco, morto nel 1434. La chiesa divenne luogo di sepoltura di molte altre famiglie nobili, tra queste i Boccacci (originari di Meldola), di cui resta la lastra terragna con stemma, murata sopra la tomba di Bonetto.
Dalla seconda metà del XV secolo alla fine del XVII secolo Intorno al 1460 scoppiarono alcuni conflitti tra le famiglie più ricche di Fano per il possedimento degli altari, che avevano un fine pratico (seppellire i defunti) e uno commemorativo (esaltare la famiglia); in questo periodo se ne contavano 18-19,Questo è il nome delle famiglie che ebbero in gestione gli altari e il nome dei santi ai cui esse furono dedicati: ai Peruzzi l'Annunziata, ai Negusanti Sant'Antonio di Padova, agli Uffreducci la Croce, ai Torelli Santa Maria, ai Bancolini Santa Barbara e San Paterniano, ai Borgogelli San Bernardino, ai Roncoli Sant'Agata, ai Boglioni San Francesco, ai Nolfi la Natività di Maria, ai Boccacci San Luca, ai Saraceni San Ludovico, ai Padri Conventuali rimase l'altare maggiore quello di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista. la maggior parte dei quali fu trascurata dalle famiglie, perciò nel 1606 il padre guardiano li demolì.
Dal 1498 al 1657 ci fu un altro periodo di splendore che portò numerose trasformazioni all'interno della chiesa, dovute alla perdita degli altari.
Nel 1672 ci fu un terremoto che rase al suolo la torre campanaria edificata intorno al XIV secolo.
Nel 1696 ci fu un incendio nella sacrestia della chiesa che le recò gravi danni rendendolo un posto non sicuro per i frati.
Dalla seconda metà del XVIII secolo all'unità d'Italia
Nel 1763 ci fu la completa ristrutturazione del convento,«Alli 2 del corrente mese di maggio 1763 giorno di lunedì si diede principio a demolire questo Convento con l'assistenza del Sig. Lorenzo Bossi da Mendrisio Capo Mastro», Biblioteca Federiciana di Fano, sala dei manoscritti«Nel predetto primo giorno di Giugno 1763 giorno di Mercoledì Vigilia della Solennità del Corpus Domini fu posta ne fondamenti vicino al Portico della Chiesa Principale la prima Pietra Benedetta precedentemente da P. M. Fortis Guardiano, segnata a tenore del Cerimoniale con Visibile Croce, ed in seguito fu proseguita l'erezione di detti fondamenti per la Fab.ca di questo Convento», Biblioteca Federicina di Fano, sala manoscritti«E più al Sig.re Francesco Ciaraffoni Architetto, il quale venne a dirigire il principio della Fabrica sino dalli primi dello scorso Mese di Giugno per le spese nel venire da Ancona, e ritornare fra il calesse, e le cibarie prese a Senigallia diede due Zecchini: Sotto il giorno corrente per mano del P.re M.ro Scandalibeni Guard.o in Ancona, il quale trattò con il Soprad.to per determinare quanto gli si dovea in pagamento della detta Sua opera prestata a questa Fabrica, ho dato Zecchini tre.», Biblioteca Federicina di Fano, sala manoscritti, XIII-57 esclusa la chiesa, finanziata da Papa Clemente XIV, che nutriva grande interesse per l'ordine fanese nel quale aveva svolto i suoi primi studi religiosi.
Nel 1774 si conclusero i lavori e alla fine del XVIII secolo i frati volevano restaurare la chiesa ma non gli fu possibile a causa dei disordini politici di quel periodo (rivoluzione francese); furono così costretti, dal 1802 al 1840, a spostare l'esecuzione dei riti nel refettorio del convento, abbandonando così la chiesa e utilizzandola come magazzino e stalla.
Nel 1840 iniziarono i lavori nella chiesa, voluti da padre Francesco Maria Zamponi che assunse l'architetto Arcangelo Innocenzi per ricostruire il campanile, che verrà demolito nuovamente nel 1874.Archivio di Stato di Pesaro - Sezione di Fano, carteggio comunale, 1873, Titolo XIX Durante questi lavori, conclusi nel 13 giugno 1850, andarono perdute quasi tutte le iscrizioni e gli ultimi altari rimasti.
Intorno al 1870, quando vi fu l'annessione dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia, furono soppressi molti degli ordini minori compreso quello di Fano.
Il Novecento Fino al 1912 il convento venne utilizzato come caserma militare, abbandonata dopo proposta di utilizzarlo come sede del municipio comunale«Oggi giorno di mercoledì 31 Luglio dell'anno 1912 avanti di noi Boccarini Avv. Astorre Sindaco del Comune di Fano delegato per la stipulazione del presente contratto nell'interesse del Comune di Fano, [...] è personalmente comparso il Sig. Nicolini Giuseppe Membro della Cooperativa Muratori di Fano, il quale per mandarlo espresso dai Consoci della Cooperativa assume per conto d a favore di essa il lavoro di adattamento ad Uffici Comunali dell'ex Convento di S. Francesco per la somma di £.7633,69». Contratto d'appalto, Archivio di Stato di Pesaro-Sezione di Fano, ufficio legale, vol. 22 n° 314 Rep. 31 luglio 1912.«Si premette che con deliberazione Consigliare 24 ottobre 1912 si ratifica la deliberazione presa d'urgenza dalla Giunta per il completamento dei lavori di adattamento dell'ex convento di S. Francesco... Oggi giorno di mercoledì 13 del mese novembre 1912 avanti a noi Marcolini Conte Giangastone Assessore del Comune di Fano,... è personalmente comparso il signor Noccolini Giuseppe Membro della Presidenza della Cooperativa Muratori di Fano, il quale per mandato espresso dei Consoci della Cooperativa assume per conto ed a favore di essa il nuovo lavoro di adattamento ad Uffici Comunali dell'ex Convento di S. Francesco per la somma di Lire 3986,15». Contratto di appalto, Archivio di Stato di Pesaro-Sezione di Fano, ufficio legale, vol. 22 n° 357 Rep. 13 novembre 1912.«I lavori compresi nell'appalto consistono nell'esecuzione dei diversi serramenti in legno ferrati e verniciati occorenti per gli Uffici Comunali da stabilirsi nell'ex convento di S. Francesco.», Contratto di appalto, Archivio di Stato di Pesaro-Sezione di Fano, ufficio legale, vol. 22 n° 358 Rep. 27 novembre 1912. mentre 1924 vi fu la proposta di demolire la chiesa, danneggiata dai sismi del 1916 e del 1924.Archivio di Stato di Pesaro - Sezione di Fano, ufficio tecnico 247 fascicolo fabbricati comunali-abbassamento dell'ex Chiesa di San Francesco, delibera consiliare del 14-3-1924, negata dalla sovraintendenza
Con il terremoto del 30 ottobre 1930 il tetto fu demolito per questioni di sicurezza.Archivio Comunale di Pesaro - Sezione di Fano, ufficio tecnico, busta 246, fascicolo: sistemazione chiesa di San Francesco, 11-11-1930, lavori di restauro dell'ex chiesa di San Francesco quindi nel 1932 la chiesa fu proposta come palestra nazionale per l'Opera nazionale balillaSASF, ufficio tecnico, busta 247b; da quest'anno al 1934 furono effettuate numerose proposte da parte del podestà per la demolizione di alcune strutture del convento, come la chiesa e alcune arcate.
Nel 15 giugno 1934 la regia prefettura di Pesaro Urbino negò al podestà di Fano di demolire la chiesa ma anzi domandò di favorire i lavori di restrutturazione interna.
Il 5 febbraio 1938 furono presentate al comune di Fano cinque proposte sulla sistemazione della zona: Prima soluzione: conservazione dell'intero muro con gabbia a ridosso, alla quale rendere solidale il muro esterno di importante interesse e costruzione di un grande salone. Seconda soluzione: conservazione del muro fino alla parasta, dopo la prima finestra e demolizione del restante muro fino alla risega del basamento, utilizzazione dello spazio restante mediante la costruzione di una nuova ala del palazzo comunale. Terza soluzione: demolizione dell'intero muro e conservazione del portico nella posizione attuale. Quarta soluzione: demolizione dell'intero muro e conservazione del portico ruotandolo Quinta soluzione: conservazione di una piccola parte del muro in vicina del portico delle tombe. Costruzione di un altro portico a ridosso di quello esistente e a questo quasi uguale
Nel 25 agosto 1938 il ministro dell'educazione nazionale comunicò al podestà la notizia secondo la quale il professore Gustavo Giovannoni e l'architetto Alberto Calza Bini avrebbero effettuato un sopralluogo per presentare proposte di recupero della chiesa di San Francesco.«Vi comunico che ho affidato a S.E. il prof. Gustavo Giovannoni e all'On. Arch. Alberto Calza Bini l'incarico di effettuare un sopralluogo a Fano per esaminare le questioni inerenti al restauro della Cattedrale e dell'ex Chiesa di S. Francesco e presentare concrete proposte per la risoluzione che occorrerà adottare al riguardo.» Archivio di Stato di Pesaro-Sezione di Fano, ufficio tecnico, busta 247b. 25 agosto 1938..
Nel 1950 il consiglio comunale di Fano approvò il nuovo progetto di piano regolatore generale comunale per la ricostruzione della chiesa. Dopo numerose modifiche del piano, tuttavia, il progetto fu abbandonato lasciando così la chiesa e il convento nel degrado, dovuti all'azione degli agenti atmosferici in seguito alla demolizione del tetto a causa del terremoto del 1930 e anche alla vendita di alcuni arredi interni come l'organo,Delibera consiliare del 12 maggio 1925: vendita dell'organo della chiesa di San Francesco il coro e l'altare.Archivio di Stato di Pesaro - Sezione di Fano, carteggio comunale, 1931, titolo VII, vendita dell'altare della chiesa di San Francesco alla parrocchia di San Lorenzo di località Tomba di Pesaro, 14 febbraio 1931.
Architettura Il convento Il convento ha una pianta quadrangolare, presenta tre lati liberi un quarto chiuso dalla chiesa; i due edifici occupano un interno isolato in posizione centrale rispetto al centro urbano.
Il convento si sviluppa su quattro livelli: il piano cantinato il piano terra il mezzanino il primo piano
La parte esterna dell'edificio presenta un'architettura semplice, caratterizzata dall'uso di mattoni e dal ricorso agli stilemi di origine classica, dando vita a un'architettura severa ma non monumentale e priva di eccessi decorativi. Gli unici oggetti presenti sulla facciata sono cornici in laterizio intorno alle finestre alle aperture dell'ingresso al pian terreno aventi un andamento a tutto sesto e con la una presenza di una fascia marcapiano.