Lantivaccinismo è la posizione di coloro che sono contrari alla somministrazione dei vaccini, con particolare riguardo alla profilassi vaccinale infantile, assumendo in tal modo una posizione contraria all'indirizzo consolidato nella comunità scientifica che invece ne sottolinea l'efficacia e sicurezza.
Uno dei motivi che spingono all'antivaccinismo è il timore del verificarsi di effetti collaterali gravi come ad esempio la correlazione tra vaccini e autismo: il più grande studio mai fatto riguardo al presunto legame vaccino-autismo è quello compiuto dallo Statens Serum Institut di Copenaghen su bambini. Lo studio dimostrò che non esiste alcuna correlazione tra l'insorgenza dei disturbi dello spettro autistico e la vaccinazione in età pediatrica contro morbillo, parotite e rosolia nella popolazione danese.
Storia
Gli esordi della vaccinazione: l'anti-vaiolosa
La scoperta della vaccinazione come tecnica per sconfiggere le malattie infettive risale al 1796 per opera del medico di campagna britannico Edward Jenner (1749-1823) Gross CP, Sepkowitz KA, The myth of the medical breakthrough: smallpox, vaccination, and Jenner reconsidered, Int J Infect Dis., 1998 Jul-Sep;3(1):54-60. Fin dall'epoca di Jenner, la vaccinazione è stata sempre oggetto di discussione tra sostenitori e oppositori. Le motivazioni dei primi contrari alla vaccinazione furono di carattere ideologico (essa implicava di fatto l'inserimento di materia "animale" nel corpo umano) e di carattere religioso: entravano in gioco, infatti, la concezione del male, della predestinazione e del diritto di opporsi alla natura. Tali convinzioni permanevano nonostante che le percentuali di morti di vaiolo fra i non vaccinati variassero tra il 30 e il 40% contro il 3% di coloro che venivano vaccinati, evidenziandone gli indubbi vantaggi.
Nel maggio del 1800 Napoleone organizzò centri di vaccinazione gratuiti in diverse zone di Parigi, mettendoli a disposizione di tutti i cittadini. Nel 1806 Elisa Bonaparte, nei territori del principato di Lucca e Piombino, rese la vaccinazione contro il vaiolo obbligatoria, condannando a multe e carcere chi non si vaccinava, ricompensando chi denunciava i contagiati e premiando con medaglie d'oro i medici che vaccinavano molto. Queste decisioni portarono a proteste contro la vaccinazione obbligatoria e accuse d'inganno nei confronti delle autorità sanitarie.
Nel 1822 nello Stato Pontificio il cardinal Consalvi fece rendere obbligatoria e gratuita da papa Pio VII la vaccinazione contro il vaiolo, ma le continue proteste del popolo obbligarono nel 1824 il successore Leone XII a renderla facoltativa ma sempre gratuita.
Anche in Germania nel 1834 il medico tedesco J. L. Casper, in un articolo comparso nella pubblicazione Wochenschrift für die gesammte Heilkunde enunciò una serie di ragioni per le quali non si doveva imporre la vaccinazione di massa per il vaiolo.
Nel 1848, nello Stato Pontificio, si rese necessaria una nuova campagna di vaccinazione di massa a fronte di una nuova epidemia di vaiolo. Il papa Pio IX, con notificazione del 23 aprile, promise di elargire una somma di 2 paoli a quanti, dopo avere effettuato la vaccinazione antivaiolosa gratuita, fossero tornati dopo 8 giorni per verificare il buon esito della stessa.
Nel 1853, nel Regno Unito, venne introdotto l'obbligo di vaccinare contro il vaiolo i bambini di tre mesi: in risposta a tale provvedimento sorsero associazioni di oppositori alla vaccinazione che riuscirono, dopo varie proteste, a ottenere l'eliminazione dell'obbligatorietà della vaccinazione. In seguito a questa decisione il numero dei vaccinati si ridusse della metà e aumentarono i casi di malattia e di morte per malattie infettive. Il movimento degli antivaccinisti trovò un consenso tanto alto che nel 1863, a Londra, fu fondata un'associazione internazionale contro la vaccinazione, la Societas Universa contra Vaccinum Virus; nel 1885 a Leicester ci fu una grande manifestazione antivaccinista con oltre partecipanti. Secondo gli oppositori la vaccinazione, oltre a essere inutile e dannosa, era una violazione della libertà personale che lo Stato non aveva il diritto d'imporre e pertanto paragonabile a un crimine intollerabile Alfred Russel Wallace, VACCINATION A DELUSION: Its Penal Enforcement a Crime, PROVED BY THE OFFICIAL EVIDENCE IN THE REPORTS OF THE ROYAL COMMISSION, LL.D. DUBL., D.C.L. OXON., F.R.S., ETC. London SWAN SONNENSCHEIN & CO., LIMD. PATER NOSTER SQUARE 1898.
I movimenti ottocenteschi Nel 1869 l'uomo d'affari del Regno Unito William Tebb (1830-1917) s'impegnò profondamente nella campagna anti-vaccinazione il cui obiettivo era l'abrogazione degli Atti che rendevano obbligatoria la vaccinazione contro il vaiolo per i bambini. Lui stesso fu perseguito e multato tredici volte per aver rifiutato di vaccinare la sua terza figlia. Nel 1880, ha co-fondato la London Society for the Abolition of Compulsory Vaccination (LSACV) e ha creato la sua pubblicazione ufficiale, il Vaccination Inquirer. Ha militato come presidente dell'associazione fino al 1896, quando è stata sciolta per formare la National Anti-Vaccination League (NAVL). Tebb diventò uno degli scrittori più attivi contro la vaccinazione stessa. Sebbene interessato allo spiritualismo e alla teosofia, fece campagne "no vax" non per motivi religiosi, ma come "appello generale ai valori della libertà sociale". Nel 1879 visitò gli Stati Uniti dove condusse una campagna contro le vaccinazioni per il vaiolo, malattia di cui era appena scoppiata un'epidemia a seguito di un calo delle vaccinazioni legate a un diradarsi dei casi all'inizio del secolo. Diverse organizzazioni anti-vaccinazione statunitensi sorsero intorno al periodo della sua visita. La NAVL riuscì a fare pressioni per un'inchiesta governativa nel 1886 e per la legge 1898/1907 del 1898 che introdusse l'esenzione dalla vaccinazione per motivi di obiezione di coscienza. Creò poi insieme a Walter Hadwen, farmacista antivaccinista inglese, la LAPPB (London Association for the Prevention of Premature Burial).
Una grande epidemia di vaiolo si propagò a Stoccolma nel 1873 e 1874 a causa di una campagna anti-vaccinazione motivata da obiezioni religiose, preoccupazioni per l'efficacia e preoccupazioni per i diritti individuali, che ha portato il tasso di vaccinazione a Stoccolma a scendere a poco più del 40%, rispetto a circa il 90% del resto della Svezia.
Alfred Russel Wallace, naturalista e co-scopritore del principio della selezione naturale, fu uno dei principali partecipanti alle campagne anti-vaccinazioni nel Regno Unito nel 1880.
Daniel D. Palmer (1845-1913), il fondatore della chiropratica, scrisse: «È il massimo dell'assurdità sforzarsi di 'proteggere' qualsiasi persona dal vaiolo o da qualsiasi altra malattia inoculandola con uno sporco veleno animale». La vaccinazione rimane controversa all'interno della professione. Molti scritti chiropratici sulla vaccinazione si concentrano su indimostrati aspetti negativi dei vaccini.
Il Novecento
L'antroposofo Rudolf Steiner, tra i fondatori delle medicine alternative, sin dai primi anni del Novecento nelle sue teorie, prive tuttavia di alcun valore scientifico, mise in guardia dall'uso dei vaccini ritenendoli dannosi se non supportati da un adeguato irrobustimento "spirituale", prevedendo che in un lontano futuro le vaccinazioni sarebbero pericolosamente diventate uno strumento di controllo delle masse. Sosteneva infatti che le malattie, in particolare quelle esantematiche, sono il modo che il bambino ha di riassestare il proprio corpo, per cercare di prevalere come individuo spirituale sulle leggi fisiche dell'ereditarietà.
Subendo le vaccinazioni invece, secondo Steiner, il bambino verrebbe privato del confronto con queste importanti occasioni di maturazione personale rappresentate dalle malattie infantili, restandone indebolito sia nella vitalità del proprio organismo, sia nella volontà del carattere. Crescendo senza forza di volontà, i giovani diventerebbero così sempre più simili ad automi e, secondo Steiner, sarebbe proprio questo l'obiettivo occulto dei governanti:Nel caso tuttavia che una persona non potesse venire protetta dalle malattie da un'educazione sufficientemente orientata in senso spirituale, Steiner raccomandava che «allora bisogna vaccinare», respingendo ogni forma di fanatismo radicale, cfr.
Nel novembre 1904, in risposta ad anni di servizi igienico-sanitari inadeguati e malattie, seguiti da una campagna di salute pubblica mal spiegata guidata dal famoso funzionario brasiliano della sanità pubblica Oswaldo Cruz, i cittadini e i cadetti militari di Rio de Janeiro insorsero, dando vita alla cosiddetta Revolta da Vacina. I disordini scoppiarono il giorno in cui entrò in vigore una legge sulla vaccinazione; essa simboleggiava l'aspetto più temuto e più tangibile di un piano di sanità pubblica che comprendeva altre caratteristiche, come il rinnovamento urbano, a cui molti si opponevano da anni.
Il pastore di Cambridge Henning Jacobson aveva vissuto un'era di vaccinazioni obbligatorie nella sua casa d'origine, in Svezia. Sebbene gli sforzi per sradicare il vaiolo avessero avuto successo in tale nazione, la vaccinazione infantile di Jacobson gli provocò un presunto effetto collaterale. A causa di ciò Jacobson rifiutò nel 1902 la vaccinazione per la sua famiglia. Nel corso dei tre anni successivi fino a quando il suo caso (chiamato poi Jacobson v. Massachusetts) non raggiunse la Corte Suprema degli Stati Uniti, Jacobson sostenne che sottoporlo a una multa o alla reclusione per aver rifiutato la vaccinazione era un'invasione della sua libertà e di quella della popolazione. Tuttavia la Corte Suprema nel 1905 confermò la legittimità a far rispettare le leggi sulla vaccinazione obbligatoria da parte degli Stati. La Corte affermò che la libertà individuale non è assoluta ed è soggetta al potere dello Stato. Il movimento anti-vaccino si mobilitò in seguito a tale decisione e nel 1908 fu fondata la Anti-Vaccination League of America dal fabbricante d'inchiostri Charles Michael Higgins (1854 - 1929) e dall'industriale John Pitcairn Jr (1841 - 1916).
Diffusione dell'antivaccinismo
Stando ai dati riscontrati tramite una ricerca condotta da Vaccine Confidence Project nel 2016 lo scetticismo nei confronti dei vaccini risulta estremamente variabile per regione geografica, con percentuali maggiori in Europa: si passa dalla Francia, dove il 41% della popolazione nutre dubbi in particolare sulla loro sicurezza, alla Russia e all'Italia dove le percentuali sono rispettivamente il 27% e il 21%. In USA (13%), Germania (10%), Regno Unito (9%) le percentuali sono pari o inferiori alla media mondiale, che si assesta intorno al 12%.
Dal 1990 al 2001 si sono verificati otto focolai di poliomielite: in Romania (1990), Bulgaria (1991), Tagikistan (1991), Paesi Bassi (1992), Uzebkistan (1994), Russia (1995), Albania (1996), Turchia (1998), Bulgaria (2001), con centinaia di casi e decine di morti. La causa di queste epidemie è stata una vaccinazione insufficiente nella popolazione. Nel 2011 sono stati segnalati casi di poliomielite in Cina nella regione autonoma dello Xinjiang.
Strumentalizzazione degli errori vaccinali Nella prima metà del Novecento alcune persone morirono per errori nella produzione dei vaccini e gli antivaccinisti strumentalizzarono tali episodi per rafforzare la teoria che i vaccini fossero pericolosi e che gli Stati coprissero presunti danni da vaccino.
Nel 1901 un vaccino contro la difterite, prodotto partendo dai cavalli immunizzati, fu contaminato con il tetano, uccidendo 13 bambini a Saint Louis.
Nel 1902 alcuni vaccini contro il vaiolo furono contaminati e causarono 9 morti nel New Jersey.
Nel 1933 avvenne a Gruaro la strage di Gruaro: 28 bambini morirono per un vaccino non correttamente attenuato e altri 254 ebbero problemi di salute a vita. Le autorità dell'Italia fascista coprirono l'episodio.