La storia del reggiseno è intricatamente avvinta alla storia sociale della condizione femminile, considerando pure l'evoluzione della moda e i diversi modi di vedere il corpo della donna.

Le donne hanno usato una quantità di indumenti e congegni per coprire, trattenere, rivelare o modificare l'aspetto delle mammelle. A partire dal XIV secolo la biancheria intima delle donne occidentali più agiate è stata dominata dal corsetto, che spingeva le mammelle verso l'alto. Nell'ultima parte del XIX secolo sono state sperimentate varie alternative, dividendo il corsetto in un arnese simile ad una guaina che comprimeva il torace inferiore, e trasferendo la parte superiore ad apparecchi sospesi alle spalle.

Dalla fine del XIX secolo il reggiseno ha soppiantato il corsetto come soluzione maggiormente diffusa per sostenere il seno. Al principio del XX secolo hanno iniziato a comparire indumenti che assomigliavano più da vicino ai reggiseni contemporanei, anche se la produzione commerciale di massa non si è manifestata prima degli anni 1930. Da allora i reggiseni hanno sostituito i corsetti (benché alcune donne preferiscano le canottiere e una minoranza vada senza). Nel corso del XX secolo è stata posta una maggior enfasi sugli aspetti di moda del reggiseno. La produzione di reggiseni rappresenta un'industria che vale diversi miliardi di dollari ed è dominata da grandi imprese multinazionali.

Quadro d'insieme Nel corso della storia documentata, le donne hanno usato una quantità di indumenti e dispositivi per coprire, trattenere o sollevare le mammelle. Reggiseni o indumenti simili a bikini appaiono dipinti su alcune atlete del XIV secolo a.C. nell'era della civiltà minoica ed anche in Italia esiste un mosaico molto famoso, presso la villa del Casale di Piazza Armerina otto ragazze in bikini, datato tra il 320 e 370 d.C.

A partire dal XVI secolo d.C. la biancheria intima delle donne occidentali più agiate era dominata dal corsetto, che spingeva in alto le mammelle. Nell'ultima parte del XIX secolo i disegnatori di abbigliamento presero a sperimentare varie alternative al corsetto, tra cui la suddivisione del corsetto in più parti: un dispositivo simile ad una guaina che stringeva la parte inferiore del torace e dispositivi che appendevano le mammelle alle spalle, per quanto riguarda la parte superiore del torace.

Con il XX secolo apparvero indumenti più simili al reggiseno odierno, sebbene la produzione commerciale su larga scala avrebbe dovuto attendere gli anni 1930. La penuria di metalli concomitante alle due guerre mondiali favorì il tramonto del corsetto.

Come altri capi, i reggiseni furono inizialmente confezionati da ditte di limitata capacità produttiva e forniti a vari dettaglianti. Il termine coppa non veniva usato per descrivere i reggiseni prima del 1916, e i costruttori facevano affidamento su coppe regolabili per adattarsi a mammelle di misure differenti. p. 73 Le donne con mammelle più grandi o cadenti avevano la scelta tra reggiseni dalle linee lunghe, dorsi ortopedici, inserti a forma di zeppa tra le coppe, bretelle più larghe, robusti elastici in lastex, salde bande sotto la coppa e perfino leggere stecche di balena.

Nell'ottobre 1932 la S.H. Camp and Company associò la misura e la "pesantezza" del seno femminile a lettere dell'alfabeto: A, B, C e D. La pubblicità di Camp inserì i profili di seno contrassegnati da lettere nel numero di febbraio 1933 di Corset and Underwear Review.How to Measure for a Bra HerRoom.com. 9 June 2009. Retrieved 19 January 2011. Nel 1937 Warner iniziò ad inserire nei suoi prodotti la misura di coppa. Negli anni 1930 furono introdotte le bande aggiustabili con posizioni multiple di occhiello e gancetto. p. 101

Da quel momento i reggiseni hanno rimpiazzato i corsetti; produzione e vendita di reggiseni sono divenute attività multimilionarie. Nel corso del tempo, l'attenzione dedicata al reggiseno si è spostata ampiamente dalla funzionalità alla moda. p. 33

Una leggenda metropolitana pretende che il reggiseno sia stato inventato da un tale Otto Titzling (che in inglese suona come "fascia per tette") il quale avrebbe perso una causa contro Phillip de Bra (che in inglese suona come "riempi il reggiseno"). Questa storiella iniziò con il libro del 1971 Bust-Up: The Uplifting Tale of Otto Titzling and the Development of the Bra e fu diffusa in una canzone comica presente nel film Beaches.

Nella nostra lingua, il termine "reggiseno" è attestato dal 1959.Dizionario De Mauro, ad vocem La forma, sempre meno utilizzata,Vocabolario Treccani, ad vocem "reggipetto" è nata cent'anni prima.Dizionario De Mauro, ad vocem

Antichità Egitto Nell'antico Egitto le donne generalmente stavano a seno nudo. I capi più comuni di abbigliamento femminile erano la gonna e una sorta di abito a tubino, descritto anche come tunica o kalasiris, un pezzo di stoffa rettangolare che veniva piegato una volta e cucito in giù all'orlo a forma di tubo. Il kalasiris poteva coprire una o entrambe le spalle o essere portato con delle bretelle. Mentre la sommità poteva arrivare ovunque da sotto il petto fino al collo, il fondo generalmente lambiva le caviglie. Una variante prevedeva una singola bretella incrociata, parzialmente sopra la mammella sinistra. Il kalasiris più corto era indossato di solito da popolane o schiave, che potevano lavorare più agevolmente.

India Anche se la maggioranza delle figure femminili nelle antiche sculture indiane non hanno alcun vestito sul torace, vi sono diversi esempi di rappresentazioni di indiane che indossano reggiseni. Il primo riferimento all'uso di reggiseni in India è ai tempi del re Harsha (I secolo d.C.). Camicette e reggiseni in tessuto erano molto in voga durante l'impero di Vijayanagara e le città traboccavano di sarti specializzati nel confezionare su misura questi capi. Il corpetto a mezza manica o kanchuka compare diffusamente nella letteratura del periodo, specialmente nel Basavapurana (1237 d.C.), in cui si dice che anche le bambine indossavano i kanchuka.

Grecia

L'uso di indossare un particolare indumento concepito per trattenere le mammelle di una donna può farsi risalire all'antica Grecia. Pitture murali a Creta, centro della civiltà minoica, mostrano quello che è stato descritto come un bikini, indossato da una donna che sembra praticare l'atletica. Le donne minoiche sull'isola di Creta anni fa apparentemente vestivano indumenti che in parte ne sostenevano e al contempo ne svelavano il seno nudo; l'esempio più noto di questo stile è la dea dei serpenti. Il capo assomigliava in certo modo ai moderni corsetti aderenti con stringhe, o ad una "guaina intera" (modellatore). Il dispositivo di sostegno era portato fuori degli altri vestiti e sosteneva le mammelle mostrandole, spingendole verso l'alto e rendendole più visibili. La successiva civiltà micenea enfatizzava il seno, che aveva uno speciale significato culturale e religioso, associando la figura matura alla fertilità ed alla procreazione.

Le donne della Grecia classica sono spesso ritratte vagamente discinte in abiti diafani, o con una mammella scoperta. Vestivano un apodesmos (greco: ἀπόδεσμος,ἀπόδεσμος, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus poi stethodesmē (Gr: στηθοδέσμηστηθοδέσμη, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus), mastodesmos (Gr: μαστόδεσμοςμαστόδεσμος, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus) e mastodeton (Gr: μαστόδετονμαστόδετον, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus), tutte espressioni significanti "fascia da seno", una fascia di lana o lino avvolta tra le mammelle e annodata o trattenuta da una spilla sulla schiena. Reprint of the 1893 edition

Anche una cintura poteva essere allacciata sopra un capo (o un indumento intimo) simile ad una tunica semplice, appena sotto il seno o sopra di esso. Quando lapodesmos era portato sotto le mammelle, le metteva in risalto. Un altro vocabolo per indicare la fascia o cintura da seno era strophion (Gr: στρόφιον).στρόφιον, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus Un ulteriore termine era kestós (Gr: κεστός, latino: cestus), e specificamente per la guaina incantata portata da Afrodite nell'Iliade,κεστός, Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, on Perseus che aveva il potere di rendere ogni donna irresistibile per gli uomini. Considerata la sua associazione con la dea dell'amore, questo tipo di indumento aveva probabilmente una connotazione erotica per il suo effetto di accentuare il seno.

Il capo di abbigliamento fondamentale della Grecia classica era il peplo, e poi il chitone (due pezzi rettangolari di stoffa parzialmente cuciti assieme su entrambi i lati, con un sormonto di 30–38 cm detto apoptygma), poi evolutosi nella canottiera, il più comune capo intimo portato da uomini e donne per secoli, e variamente conosciuto come un grembiule o camiciola.

Roma

Le donne dell'antica Roma adottavano una forma dellapodesme greco, conosciuto come strophium o mamillare. Poiché per il gusto romano le mammelle grosse erano considerate comiche, o caratteristiche di donne anziane o poco attraenti,Marziale, Epigrams 1.100, 2.52, 14.66; Amy Richlin, The Garden of Priapus: Sexuality and Aggression in Roman Humor (Oxford University Press, 1983, 1992), pp. 52, 54, 68, 110; Kelly Olson, "The Appearance of the Young Roman Girl," in Roman Dress and the Fabrics of Roman Culture (University of Toronto Press, 2008), p. 143; John R. Clarke, Looking at Lovemaking: Constructions of Sexuality in Roman Art 100 B.C.–A.D. 250 (University of California Press, 1998, 2001), p. 34. le fanciulle portavano fasce da seno (fascia) allacciate strettamente nel convincimento che ciò contrastasse i seni esageratamente grandi e cadenti.Olson, "The Appearance of the Young Roman Girl," p. 143.

Il cosiddetto mosaico delle "ragazze in bikini" della villa romana del Casale (IV secolo AD) mostra donne che praticano esercizi di ginnastica o danza indossando un capo simile a un reggiseno senza bretelle, e mutande.H. Lee, "Athletics and the Bikini Girls from Piazza Armerina," Stadion 10 (1984) 45–75; M. Torelli, "Piazza Armerina: Note di iconologia", in La Villa romana del Casale di Piazza Armerina, edited by G. Rizza (Catania, 1988), p. 152; Katherine M.D. Dunbabin, Mosaics of the Greek and Roman World (Cambridge University Press, 1999), p. 133. Altri esempi primitivi di reggiseno sono ritratti ancor prima nelle pitture murali conservate a Pompei per effetto della eruzione del Vesuvio del 79 AD.

Talora nei dipinti romani sessualmente più espliciti, le mammelle sono mantenute celate dallo strophium. La collocazione dei dipinti indica che le donne così raffigurate potrebbero essere prostitute, ma non è facile stabilire perché un artista decida in un dato scenario di rappresentare le mammelle coperte da uno strophium o esposte.Clarke, Looking at Lovemaking, p. 73 et passim; John G. Younger, Sex in the Ancient World from A to Z (Routledge, 2005), p. 35.

Medioevo In Europa, durante il medioevo era eccezionale per le donne trattenere o sostenere il seno e, se lo facevano, probabilmente usavano qualcosa come una stringa di tessuto, come suggerito in descrizioni del tempo. Un ritrovamento archeologico databile fra il 1390 e il 1485 rivelò che le donne si sostenevano effettivamente il seno nel medioevo. Furono scoperti quattro reggiseni abbelliti col pizzo in mezzo a frammenti tessili, durante un progetto di ristrutturazione di un castello in Austria. Al tempo di Carlo VIII di Francia (1403-1461),